Fedora 11

Guida d'installazione

Installazione di Fedora 11 su x86, AMD64, e architetture Intel® a 64 bit

Edizione 1.0

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Fedora Documentation Project


Nota Legale

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Sommario
Fornisce la documentazione per il processo di installazione.

Intestazione
1. Convenzioni del documento
1.1. Convenzioni tipografiche
1.2. Convenzioni del documento
1.3. Note ed avvertimenti
2. Inviateci i vostri commenti!
Introduzione
1. Background
1.1. Informazioni su Fedora
1.2. Ottenere più aiuto
2. Informazioni su questo documento
2.1. Scopi
2.2. Pubblico
1. Avvio rapido per esperti
1.1. Anteprima
1.2. Scaricare i file
1.3. Preparazione per l'installazione
1.4. Installare Fedora
1.5. Eseguire i passi post installazione
2. Nuovi Utenti
2.1. Come posso scaricare i file di installazione?
2.1.1. Da un mirror
2.1.2. Da BitTorrent
2.2. Di quale architettura è il mio computer?
2.3. Quali file devo scaricare?
2.4. Come posso creare un supporto Fedora?
2.4.1. Realizzare dischi CD e DVD
2.4.2. Preparare supporti USB
2.5. Cosa fare se non si può scaricare Fedora?
2.6. Come avviare il programma di installazione?
I. Prima di iniziare
3. Fasi necessarie per prepararvi all'installazione
3.1. Aggiornare o installare?
3.2. L'hardware è compatibile?
3.3. Lo spazio sul disco è sufficiente?
3.4. E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?
3.4.1. Metodi di avvio alternativi
3.4.2. Creazione di un CD-ROM di installazione
3.5. Preparazione per una installazione di rete
3.5.1. Preparazione per una installazione HTTP e FTP
3.5.2. Preparazione per una installazione NFS
3.6. Preparazione per una installazione dal disco fisso
4. Elenco specifiche di sistema
5. Driver Media per i sistemi Intel e AMD
5.1. Perchè si necessita di un driver media?
5.2. Cos'è il driver media?
5.3. Come posso ottenere un driver media?
5.3.1. Creazione di un dischetto dei driver da un file d'immagine
5.4. Utilizzo di una immagine del driver durante l'installazione
II. Il processo di installazione
6. Iniziare l'installazione
6.1. Il menù di avvio
6.2. Installare da una sorgente differente
6.3. Verifica dei supporti
6.3.1. Verificare il Live CD
6.3.2. Verifica del DVD
6.4. Avviare dalla rete usando PXE
6.5. Interfacce grafiche e di testo
7. Installazione sui sistemi Intel e AMD
7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel o AMD
8.1. Impossibile avviare Fedora
8.1.1. Problemi di avvio con la scheda RAID
8.1.2. Viene visualizzato il segnale di errore 11?
8.2. Problemi nell'avvio dell'installazione
8.2.1. Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
8.3. Problemi durante l'installazione
8.3.1. No devices found to install Fedora Messaggio d'errore
8.3.2. Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
8.3.3. Problemi con la tabella delle partizioni
8.3.4. Uso dello spazio residuo
8.3.5. Altri problemi di partizionamento
8.3.6. Presenza di errori con Python
8.4. Problemi post installazione
8.4.1. Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?
8.4.2. Avvio in un ambiente grafico
8.4.3. Problemi con il sistema X Window (GUI)
8.4.4. Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root
8.4.5. Problemi con il login
8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?
8.4.7. La vostra stampante non funziona
8.4.8. Problemi con la configurazione audio
8.4.9. Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio
III. Opzioni avanzate di installazione
9. Opzioni di avvio
9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio
9.1.1. Specificare la lingua
9.1.2. Configurare l'interfaccia
9.1.3. Aggiornare anaconda
9.1.4. Specificare il metodo di installazione
9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete
9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione
9.2.1. Abilitare l'accesso remoto con VNC
9.2.2. Connettere il sistema di installazione ad un VNC in ascolto (VNC Listener)
9.2.3. Abilitare l'accesso remoto con telnet
9.3. Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione
9.3.1. Configurare un log server
9.4. Automatizzare l'installazione con Kickstart
9.5. Migliorare il supporto hardware
9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici
9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware
9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione
9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)
9.6.2. Verifica del disco di avvio
9.6.3. Avviare il computer in modalità di ripristino
9.6.4. Avanzamento di versione del computer
10. Installazione senza supporti
10.1. Reperire i file di avvio
10.2. Modificare la configurazione di GRUB
10.3. Avviare l'installazione
11. Impostare un server di installazione
11.1. Preparazione di cobbler
11.2. Preparazione della distribuzione
11.3. Mirror di una locazione di rete
11.4. Importare la distribuzione
11.5. Configurare manualmente un server PXE
11.5.1. Impostare il server di rete
11.5.2. Configurazione di avvio PXE
11.5.3. Aggiunta di host PXE
11.5.4. TFTPD
11.5.5. Configurare il server DHCP
11.5.6. Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato
11.5.7. Eseguire una installazione PXE
12. Installazione tramite VNC
12.1. VNC Viewer
12.2. Modalità VNC in Anaconda
12.2.1. Modo diretto
12.2.2. Modo connessione
12.3. Installazione usando VNC
12.3.1. Esempi di installazione
12.3.2. Considerazioni kickstart
12.3.3. Firewall Considerations
12.4. Riferimenti
13. Installazioni kickstart
13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?
13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?
13.3. Creazione di un file kickstart
13.4. Opzioni di kickstart
13.4.1. Esempio di partizionamento avanzato
13.5. Package Selection
13.6. Script di pre-installazione
13.6.1. Esempio
13.7. Script di post-installazione
13.7.1. Esempi
13.8. Come rendere disponibile un file kickstart
13.8.1. Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
13.8.2. Rendere il file kickstart disponibile sulla rete
13.9. Rendere disponibile l'albero di installazione
13.10. Avvio di una installazione kickstart
14. Configuratore di Kickstart
14.1. Configurazione di base
14.2. Metodo di installazione
14.3. Opzioni del boot loader
14.4. Informazioni sulla partizione
14.4.1. Creazione delle partizioni
14.5. Network Configuration
14.6. Autenticazione
14.7. Configurazione firewall
14.7.1. Configurazione SELinux
14.8. Configurazione display
14.9. Package Selection
14.10. Script di pre-installazione
14.11. Script di post-installazione
14.11.1. Ambiente chroot
14.11.2. Utilizzo di un interprete
14.12. Salvataggio del file
IV. Dopo l'installazione
15. Firstboot
15.1. Accettazione licenza
15.2. Utente di sistema
15.3. Data ed ora
15.4. Profilo hardware
16. Passi successivi
16.1. Aggiornamento del sistema
16.2. Terminare l'aggiornamento a versione superiore
16.3. Passare ad un login di tipo grafico
16.4. Sottoscriversi a Fedora Announcements and News
16.5. Reperire documentazione e supporto
16.6. Unitevi alla Comunità Fedora
17. Recupero di base del sistema
17.1. Problemi comuni
17.1.1. Impossibile effettuare un avvio di Fedora
17.1.2. Problemi hardware/software
17.1.3. Root Password
17.2. Avvio della modalitá di ripristino
17.2.1. Re-installazione del boot loader
17.3. Avvio della modalità utente singolo
17.4. Avvio nella modalitá di emergenza
18. Aggiornamento del sistema in uso
18.1. Scegliere se aggiornare o reinstallare
18.2. Aggiornamento del sistema
19. Rimozione di Fedora
19.1. Fedora è il solo sistema operativo sul computer
19.2. Il computer avvia Fedora e un altro sistema operativo
19.2.1. Il computer avvia sia Fedora che un sistema operativo Microsoft Windows
19.2.2. Il computer avvia sia Fedora che Mac OS X
19.2.3. Il computer avvia sia Fedora che una diversa distribuzione Linux
19.3. Sostituire Fedora con MS-DOS o versioni obsolete di Microsoft Windows
V. Appendici tecniche
A. Introduzione al partizionamento del disco
A.1. Concetti di base sui dischi fissi
A.1.1. Non conta ciò che si scrive, ma come lo si scrive
A.1.2. Partizioni: ottenere più unità da una sola
A.1.3. Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
A.1.4. Creazione di spazio per Fedora
A.1.5. Schema dei nomi per le partizioni
A.1.6. Partizioni ed altri sistemi operativi
A.1.7. Partizioni su disco e punti di montaggio
A.1.8. Quante partizioni?
B. Dischi ISCSI
B.1. dischi iSCSI in anaconda
B.2. dischi iSCSI durante l'avvio
C. Guida alla crittografia del disco
C.1. Cosa è la cifratura del dispositivo a blocchi?
C.2. Crittografare dispositivi a blocchi usando dm-crypt/LUKS
C.2.1. Panoramica di LUKS
C.2.2. Come accedere ai dispositivi criptati dopo l'installazione? (Avvio del sistema)
C.2.3. Scegliere una buona password
C.3. Creazione di dispositivi a blocchi criptati in anaconda
C.3.1. Quali tipi di dispositivi a blocchi possono essere cifrati?
C.3.2. Limitazioni al supporto cifratura dispositivi a blocchi di anaconda
C.4. Creazione di dispositivi a blocchi cifrati sul sistema installato dopo l'installazione
C.4.1. Creazione dei dispositivi a blocchi
C.4.2. Opzionale: Riempire il dispositivo con dati casuali
C.4.3. Formattare il dispositivo come dispositivo cifrato dm-crypt/LUKS
C.4.4. Creare una mappatura per consentire l'accesso ai contenuti decriptati del dispositivo
C.4.5. Creare filesystem sul dispositivo mappato, o continuare a costruire strutture complesse usando il dispositivo mappato
C.4.6. Aggiungere le informazioni di mappatura a /etc/crypttab
C.4.7. Aggiungere una voce a /etc/fstab
C.5. Compiti comuni post installazione
C.5.1. Impostare una chiave generata in modo casuale come metodo aggiuntivo per l'accesso ad un dispositivo cifrato
C.5.2. Aggiungere una nuova frase d'accesso al dispositivo preesistente
C.5.3. Rimozione di una frase d'accesso o chiave da un dispositivo
D. Comprensione di LVM
E. Il boot loader GRUB
E.1. GRUB
E.1.1. Processo di avvio di GRUB e x86
E.1.2. Caratteristiche di GRUB
E.2. Installing GRUB
E.3. Terminologia GRUB
E.3.1. Nomi dei dispositivi
E.3.2. Nomi dei file ed elenchi dei blocchi
E.3.3. Il file System root e GRUB
E.4. Interfacce di GRUB
E.4.1. Ordine di caricamento delle interfacce
E.5. Comandi
E.6. File di configurazione del menu di GRUB
E.6.1. Struttura del file di configurazione
E.6.2. Direttive del file di configurazione
E.7. Modifica dei runlevel all'avvio
E.8. Risorse aggiuntive
E.8.1. Documentazione installata
E.8.2. Siti Web utili
E.8.3. Libri correlati
F. Processo di avvio, init e spegnimento
F.1. Il processo di avvio
F.2. Esame dettagliato del processo di avvio
F.2.1. Il BIOS
F.2.2. Il boot loader
F.2.3. Il kernel
F.2.4. Il programma /sbin/init
F.3. Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
F.4. SysV Init Runlevels
F.4.1. Runlevel
F.4.2. Utilità dei Runlevel
F.5. Arresto del sistema
G. Altra documentazione tecnica
H. Contributori e metodi di produzione
H.1. Contributori
H.2. Metodi di produzione
I. Storia revisione
Indice analitico

Intestazione

1. Convenzioni del documento

Questo manuale utilizza numerose convenzioni per evidenziare parole e frasi, ponendo attenzione su informazioni specifiche.
Nelle edizioni PDF e cartacea questo manuale utilizza caratteri presenti nel set Font Liberation. Il set Font Liberation viene anche utilizzato nelle edizioni HTML se il set stesso è stato installato sul vostro sistema. In caso contrario, verranno mostrati caratteri alternativi ma equivalenti. Da notare: Red Hat Enterprise Linux 5 e versioni più recenti, includono per default il set Font Liberation.

1.1. Convenzioni tipografiche

Vengono utilizzate quattro convenzioni tipografiche per richiamare l'attenzione su parole e frasi specifiche. Queste convenzioni, e le circostanze alle quali vengono applicate, sono le seguenti.
Neretto monospazio
Usato per evidenziare l'input del sistema, incluso i comandi della shell, i nomi dei file ed i percorsi. Utilizzato anche per evidenziare tasti singoli e combinazione di tasti. Per esempio:
Per visualizzare i contenuti del file my_next_bestselling_novel nella vostra directory di lavoro corrente, inserire il comando cat my_next_bestselling_novel al prompt della shell e premere Invio per eseguire il comando.
Quanto sopra riportato include un nome del file, un comando della shell ed un tasto, il tutto riportato in Neretto monospazio e distinguibile grazie al contesto.
Le combinazioni di tasti possono essere distinte dalle chiavi singole, tramite il trattino che collega ogni parte della combinazione di tasti. Per esempio:
Premere Invio per eseguire il comando.
Premere Ctrl+Alt+F1 per smistarsi sul primo virtual terminal. Premere Ctrl+Alt+F7 per ritornare alla sessione X-Windows.
La prima frase evidenzia il tasto specifico singolo da premere. La seconda evidenzia due set di tre tasti, ogni set viene premuto simultaneamente.
Se si affronta il codice sorgente, i nomi della classe, i metodi, le funzioni i nomi della variabile ed i valori ritornati indicati all'interno di un paragrafo, essi verranno indicati come sopra, e cioè in Neretto monospazio. Per esempio:
Le classi relative ad un file includono filesystem per file system, file per file, e dir per directory. Ogni classe possiede il proprio set associato di permessi.
Neretto proporzionale
Ciò denota le parole e le frasi incontrate su di un sistema, incluso i nomi delle applicazioni; il testo delle caselle di dialogo; i pulsanti etichettati; le caselle e le etichette per pulsanti radio, titoli del menu e dei sottomenu. Per esempio:
Selezionare Sistema > Preferenze > Mouse dalla barra del menu principale per lanciare Preferenze del mouse. Nella scheda Pulsanti, fate clic sulla casella di dialogo mouse per mancini, e successivamente fate clic su Chiudi per cambiare il pulsante primario del mouse da sinistra a destra (rendendo così il mouse idoneo per un utilizzo con la mano sinistra).
Per inserire un carattere speciale in un file gedit, selezionare Applicazioni > Accessori > Mappa carattere dalla barra menu principale. Successivamente, selezionare Cerca > Trova… dalla barra del menu Mappa carattere, inserire il nome del carattere nel campo Cerca e cliccare Successivo. Il carattere ricercato verrà evidenziato nella Tabella caratteri. Fate un doppio clic sul carattere evidenziato per posizionarlo nel campo Testo da copiare, e successivamente fate clic sul pulsante Copia. Ora ritornate al vostro documento e selezionate Modifica > Incolla dalla barra del menu di gedit.
Il testo sopra riportato include i nomi delle applicazioni; nomi ed oggetti del menu per l'intero sistema; nomi del menu specifici alle applicazioni; e pulsanti e testo trovati all'interno di una interfaccia GUI, tutti presentati in Neretto proporzionale e distinguibili dal contesto.
Da notare > l'abbreviazione usata per andare da un menu e sottomenu relativi. Tale operazione viene eseguita per evitare l'uso di 'Seleziona Mouse dal sottomenu Preferenze nel menu Sistema della barra principale del menu.
Corsivo neretto monospazio o Corsivo neretto proporzionale
Sia se si tratta di Corsivo neretto monospazio o Corsivo neretto proporzionale, l'aggiunta del carattere Corsivo indica un testo variabile o sostituibile . Il carattere Corsivo denota un testo che non viene inserito letteralmente, o visualizzato che varia a seconda delle circostanze. Per esempio:
Per collegarsi ad una macchina remota utilizzando ssh, digitare ssh username@domain.name al prompt della shell. Se la macchina remota è example.com ed il nome utente sulla macchina interessata è john, digitare ssh john@example.com.
Il comando mount -o remount file-system rimonta il file system indicato. Per esempio, per rimontare il file system /home, il comando è mount -o remount /home.
Per visualizzare la versione di un pacchetto attualmente installato, utilizzare il comando rpm -q package. Esso ritornerà il seguente risultato: package-version-release.
Da notare la parola in Corsivo neretto — nome utente, domain.name, file-system, pacchetto, versione e release. Ogni parola racchiude il testo da voi inserito durante l'emissione di un comando o per il testo mostrato dal sistema.
Oltre all'utilizzo normale per la presentazione di un titolo, il carattere Corsivo denota il primo utilizzo di un termine nuovo ed importante. Per esempio:
Quando il server HTTP Apache accetta le richieste, esso invia i processi figlio o thread per la loro gestione. Questo gruppo di processi figlio o thread è conosciuto come server-pool. Con Apache HTTP Server 2.0, la responsabilità per la creazione e gestione di questi server-pool si riassume in un gruppo di moduli chiamati Multi-Processing Modules (MPMs). Diversamente da altri moduli, solo un modulo dal gruppo MPM può essere caricato del server HTTP Apache.

1.2. Convenzioni del documento

Due tipi di dati, comunemente con più righe, vengono evidenziati rispetto al testo circostante.
L'output inviato ad un terminale è impostato su Tondo monospazio e così presentato:
books        Desktop   documentation  drafts  mss    photos   stuff  svn
books_tests  Desktop1  downloads      images  notes  scripts  svgs
Gli elenchi del codice sorgente sono impostati in Mono-spaced Roman ma vengono presentati ed evidenziati nel modo seguente:
package org.jboss.book.jca.ex1;

import javax.naming.InitialContext;

public class ExClient
{
   public static void main(String args[]) 
       throws Exception
   {
      InitialContext iniCtx = new InitialContext();
      Object         ref    = iniCtx.lookup("EchoBean");
      EchoHome       home   = (EchoHome) ref;
      Echo           echo   = home.create();

      System.out.println("Created Echo");

      System.out.println("Echo.echo('Hello') = " + echo.echo("Hello"));
   }
   
}

1.3. Note ed avvertimenti

E per finire, tre stili vengono usati per richiamare l'attenzione su informazioni che in caso contrario potrebbero essere ignorate.

Nota Bene

Una nota è un suggerimento o un approccio alternativo per il compito da svolgere. Non dovrebbe verificarsi alcuna conseguenza negativa se la nota viene ignorata, ma al tempo stesso potreste non usufruire di qualche trucco in grado di facilitarvi il compito.

Importante

Caselle importanti riportano informazioni che potrebbero passare facilmente inosservate: modifiche alla configurazione applicabili solo alla sessione corrente, o servizi i quali necessitano di un riavvio prima di applicare un aggiornamento. Ignorare queste caselle non causa alcuna perdita di dati, ma potrebbe causare irritazione e frustrazione da parte dell'utente.

Avvertenza

Un avvertimento non dovrebbe essere ignorato. Se ignorato, potrebbe verificarsi una perdita di dati.

2. Inviateci i vostri commenti!

Quando inviate un bug report, assicuratevi di indicare l'identificatore del manuale: Installation_Guide
Se inviate un suggerimento per contribuire al miglioramento della guida, cercate di essere il più specifici possibile. Se avete individuato un errore, indicate il numero della sezione e alcune righe di testo, in modo da agevolare la ricerca dell'errore.

Introduzione

Questa guida riguarda l'installazione di Fedora, una distribuzione Linux basata su software libero ed open source. Questo manuale aiuta ad installare Fedora su sistemi desktop, portatili e server. Il sistema di installazione è abbastanza flessibile da usare, anche se non si ha alcuna precedente conoscenza di Linux o di reti di computer. Selezionando le impostazioni predefinite, Fedora fornisce un sistema operativo completo per il desktop, incluse applicazioni per la produttività, programmi d'utilità per Internet e strumenti per il desktop.
Questo documento non riporta in dettaglio tutte le caratteristiche del sistema di installazione.

1. Background

1.1. Informazioni su Fedora

Per scoprire altro su Fedora, fare riferimento a http://fedoraproject.org/. Per leggere altra documentazione su argomenti legati a Fedora, fare riferimento a http://docs.fedoraproject.org/.

1.2. Ottenere più aiuto

Per informazioni sulle risorse di aiuto aggiuntive per Fedora, visitare http://fedoraproject.org/wiki/it_IT/Communicate.

2. Informazioni su questo documento

2.1. Scopi

Questa guida aiuta un lettore a:
  1. Capire come trovare una distribuzione Fedora online
  2. Creare dei dati di configurazione che consentono ad un computer di avviare Fedora
  3. Capire ed interagire con il programma di installazione di Fedora
  4. Completare configurazioni post installazione di base del sistema Fedora

Altre sorgenti di documentazione

Questa guida non copre l'uso di Fedora. Per imparare come usare un sistema Fedora installato, fare riferimento a http://docs.fedoraproject.org/ per ulteriore documentazione.

2.2. Pubblico

Questa guida è indirizzata agli utenti Fedora nuovi ed intermedi. Gli utenti Fedora avanzati con domande su operazioni dettagliate su caratteristiche di installazione avanzate devono consultare la mailing list di anaconda su http://www.redhat.com/archives/anaconda-devel-list/.

Capitolo 1. Avvio rapido per esperti

Questa sezione offre una breve anteprima dei passi dell'installazione per lettori esperti che hanno fretta di iniziare. Si noti che nei seguenti capitoli della guida appariranno molte note di spiegazione e suggerimenti utili. Se si verificasse un problema durante il processo di installazione, consultare il capitolo appropriato nella guida completa per l'aiuto.

Solo per esperti

Questa sezione è indirizzata ai soli esperti. Gli altri lettori potrebbero non conoscere alcuni dei termini di questa sezione e dovrebbero andare su Capitolo 2, Nuovi Utenti.

1.1. Anteprima

La procedura di installazione è semplice e consiste solo di pochi passi:
  1. Scaricare i file per creare i supporti o un altra configurazione avviabile.
  2. Preparare il sistema per l'installazione.
  3. Avviare il computer ed eseguire il processo di installazione.
  4. Riavviare ed eseguire la configurazione post installazione.

1.2. Scaricare i file

Fare uno dei seguenti passi:

Verificare i download

I download potrebbero fallire per svariati motivi. Verificare sempre lo sha1sum dei file scaricati.
  1. Scaricare l'immagine ISO per una immagine Live. Creare un supporto CD dal file ISO utilizzando l'applicazione che si preferisce. Si può inoltre usare il pacchetto livecd-tools per scrivere l'immagine su altri supporti avviabili come dischi flash USB. Per installare la distribuzione sul disco fisso, usare la scorciatoia sul desktop dopo aver effettuato l'accesso.
  2. Per informazioni sul settaggio di un server di avvio di rete dal quale si può installare Fedora, fare riferimento a Capitolo 11, Impostare un server di installazione.

1.4. Installare Fedora

Avviare dal supporto desiderato, con le opzioni appropriate per il proprio hardware e modalità di installazione. Fare riferimento a Capitolo 9, Opzioni di avvio per maggiori informazioni sulle opzioni di boot. Se si avvia da Live CD, selezionare l'opzione su desktop "Installa su disco" per eseguire il programma di installazione. Se si avvia da un dispositivo di avvio minimale o un kernel scaricato, selezionare una rete o un disco fisso dal quale installare.
Seguire tutti i passi del programma di installazione. Il programma di installazione non cambia il sistema finché non si darà la conferma finale per procedere. Riavviare il sistema quando l'installazione sarà finita.

1.5. Eseguire i passi post installazione

Dopo il riavvio del sistema, verranno mostrate le opzioni di configurazione aggiuntive. Fare le modifiche appropriate al sistema e procedere alla schermata di login.

Capitolo 2. Nuovi Utenti

Questo capitolo spiega come ottenere i file necessari all'installazionee ed esecuzione di Fedora sul computer. Alcuni dei concetti di questo capitolo potrebbero essere nuovi, nel caso non si sia mai scaricato un sistema operativo completamente libero. Se si riscontrano problemi con questo capitolo, si potrà trovare aiuto visitando i forum di Fedora su http://www.fedoraforum.org/.

Link di download

Per seguire una guida basata sul web per il download, visitare http://get.fedoraproject.org/. Per una guida su quale architettura scaricare, fare riferimento a Sezione 2.2, «Di quale architettura è il mio computer?».

2.1. Come posso scaricare i file di installazione?

Il Fedora Project distribuisce Fedora in molti modi, la maggior parte dei quali sono gratuiti e reperibili tramite internet. Il metodo più comune di distribuzione è tramite supporti CD e DVD. Sono disponibili differenti tipi di supporti CD e DVD, inclusi:
  • Un set completo di software installabile da supporto DVD
  • Immagini Live che si possono utilizzare per provare Fedora ed installarlo sul sistema se si desidera
  • CD minimale di avvio ed immagini di dispositivi flash USB che consentono l'installazione tramite connessione internet
  • Codice sorgente su supporti DVD
Molti utenti desiderano sia l'immagine Live che il set completo del software installabile su DVD o CD. L'immagine di avvio ridotta è ottimale per l'utilizzo tramite una connessione veloce ad internet e se si desidera esclusivamente installare Fedora su un computer. I dischi di codice sorgente non vengono usati per l'installazione di Fedora, ma sono risorse utili per gli utenti esperti e gli sviluppatori di software.
Il software Fedora è disponibile per il download in modo gratuito in molti modi.

2.1.1. Da un mirror

I mirror pubblicano il software Fedora sotto una gerarchia di cartelle ben organizzata. Per esempio, la distribuzione Fedora 11 compare normalmente nella cartella fedora/linux/releases/11/. Questa directory contiene una cartella per ogni architettura supportata da quella versione di Fedora. I file dei supporti CD e DVD appaiono all'interno di tale cartella, in una cartella chiamata iso/. Per esempio, è possibile trovare il file per la distribuzione DVD di Fedora 11 per x86_64 in fedora/linux/releases/11/x86_64/iso/F-9-x86_64-DVD.iso.

2.1.2. Da BitTorrent

BitTorrent è un modo per scaricare informazioni in cooperazione con altri computer. Ogni computer che coopera nel gruppo scarica pezzi di informazione in un particolare torrent da altri peer del gruppo. I computer che hanno terminato il download di tutti i dati in un torrent rimangono nello sciame per fare il seed oppure per fornire i dati ad altri peer. Se si scarica utilizzando BitTorrent, come cortesia si dovrebbe tenere in seed il torrent per inviare lo stesso quantitativo di dati scaricati.
Se il computer non ha software installato per BitTorrent, visitare la pagina iniziale di BitTorrent http://www.bittorrent.com/download/ per scaricarlo. Il software client BitTorrent è disponibile per Windows, Mac OS, Linux e molti altri sistemi operativi.
Non è necessario trovare un mirror speciale per i file BitTorrent. Il protocollo BitTorrent assicura che il computer partecipi ad un gruppo vicino. Per scaricare e usare i file Fedora BitTorrent, visitare http://torrent.fedoraproject.org/.

Immagini minime di avvio

I CD e le immagini di dischi flash USB di avvio minimi non sono disponibili tramite BitTorrent.

2.3. Quali file devo scaricare?

Si hanno differenti opzioni per scaricare Fedora. Leggere le opzioni di seguito per decidere quale è la migliore.
Il tipo di architettura appare nel nome dei file scaricabili per ogni distribuzione di Fedora. Per esempio, il file per la distribuzione DVD di Fedora 11 per x86_64 si chiama F-11-x86_64-DVD.iso. Fare riferimento a Sezione 2.2, «Di quale architettura è il mio computer?» se non si è sicuri della propria architettura del computer.
  1. Distribuzione completa su DVD
    Se si dispone di parecchio tempo e di una connessione ad internet veloce e si desidera avere una più ampia scelta di software sul supporto, scaricare la versione completa su DVD. Una volta scritto il DVD, il supporto sarà avviabile ed includerà il programma di installazione. La versione DVD contiene una modalità per effettuare operazioni di ripristino sul sistema Fedora in caso di emergenza. Si può scaricare la versione su DVD direttamente da un mirror, oppure tramite BitTorrent.
  2. Immagine Live
    Se si vuole provare Fedora prima di installarlo sul computer, scaricare la versione immagine Live. Se il computer supporta l'avvio da CD o USB, si può avviare il sistema operativo senza effettuare nessun cambiamento al disco fisso. L'immagine Live fornisce inoltre un icona sul desktop Installa su Disco. Se il sistema si giudica positivamente e si desidera installarlo, basta semplicemente attivare la sezione per copiare Fedora nel disco fisso. Si può scaricare l'immagine Live direttamente da un mirror oppure utilizzando BitTorrent.
  3. Supporto di avvio minimo
    Se si dispone di una connessione veloce ad internet ma non si vuole scaricare l'intera distribuzione, è possibile scaricare una piccola immagine di avvio. Fedora offre immagini per un ambiente di avvio minimo su CD. Una volta avviato il sistema con il media minimale, è possibile installare Fedora direttamente tramite internet. Anche se questo metodo richiede ancora il download di una significativa quantità di dati tramite internet, saranno comunque molto meno della dimensione del supporto della distribuzione completa. Una volta terminata l'installazione, sarà possibile aggiungere o rimuovere software sul sistema come si desidera.

    Dimensioni del download

    Installare il software predefinito per Fedora tramite internet richiede più tempo rispetto all'immagine Live ma meno tempo rispetto all'intera distribuzione su DVD. Gli attuali risultati dipendono dal software che si è scelto e dalle condizioni di traffico di rete.
La tabella seguente spiega dove trovare i file desiderati su un sito mirror. Sostituire arch con l'architettura del computer su cui va installato.
Tipo di supporto Locazioni dei file
Distribuzione completa su DVD fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/iso/Fedora-11-arch-DVD.iso
immagine Live fedora/linux/releases/11/Live/arch/iso/Fedora-11-arch-Live.iso, fedora/linux/releases/11/Live/arch/iso/Fedora-11-KDE-arch-Live.iso
Supporto CD di avvio minimo fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os/images/boot.iso
Tabella 2.2. Individuare i file

2.4. Come posso creare un supporto Fedora?

E' possibile trasformare i file ISO di Fedora in dischi CD o DVD. E' possibile trasformare i file ISO Fedora Live in dispositivi USB avviabili, così come in CD o DVD.

2.4.1. Realizzare dischi CD e DVD

Per imparare come passare le immagini ISO in un supporto CD o DVD, fare riferimento a http://docs.fedoraproject.org/readme-burning-isos/.

2.4.2. Preparare supporti USB

Per rendere avviabile un supporto USB, usare una immagine Fedora Live. Si può usare sia un sistema Windows che Linux per rendere il dispositivo USB avviabile.

La scrittura dell'immagine USB non è distruttiva

La scrittura dell'immagine USB non è distruttiva. Qualsiasi dato presente nel supporto non sarà compromesso.
È buona norma effettuare il back-up dei dati importanti prima di effettuare operazioni sensibili su disco.
Per iniziare, assicurarsi di avere spazio libero sufficiente sul supporto USB. Non è necessario partizionare o formattare il supporto. E' sempre una buona idea salvare i dati importanti prima di eseguire operazioni sensibili su disco.

2.4.2.1. Creazione immagine USB da Windows

  1. Scaricare un Lile ISO come mostrato in Sezione 2.3, «Quali file devo scaricare?».
  2. Scaricare il programma per Windows liveusb-creator da http://fedorahosted.org/liveusb-creator.
  3. Seguire le istruzioni fornite sul sito e nel programma liveusb-creator per creare un supporto USB avviabile.

2.4.2.2. Creazione di immagini USB in Linux

I supporti USB spesso sono nella forma di dispositivi flash a volte chiamati pen drive, penne USB o chiavette; oppure come un disco rigido esterno. Quasi tutti i supporti di questo tipo sono formattati con il filesystem vfat. E' possibile creare un supporto USB avviabile su supporti formattati come ext2, ext3 o vfat.

ext4 and Btrfs

Il bootloader GRUB non supporta il file system ext4 o Btrfs. Non è possibile creare supporti USB avviabili su supporti formattati come ext4 o Btrfs.

Supporto USB insolito

In pochi casi di supporti USB formattati o partizionati in modo strano la scrittura dell'immagine potrebbe fallire.
  1. Scaricare un Lile ISO come mostrato in Sezione 2.3, «Quali file devo scaricare?».
  2. Installare il pacchetto livecd-tools sul sistema. Per i sistemi Fedora, usare il seguente comando:
    su -c 'yum -y install livecd-tools'
    
  3. Collegare il dispositivo USB.
  4. Trovare il nome del dispositivo per il supporto USB. Se il supporto ha un nome di volume, cercare il nome in /dev/disk/by-label oppure usare findfs:
    su -c 'findfs LABEL="MyLabel"'
    
    Se il supporto non ha un nome di volume, oppure non lo si conosce, consultare il file log /var/log/messages per i dettagli:
    su -c 'less /var/log/messages'
    
  5. Usare il comando livecd-iso-to-disk per scrivere l'immagine ISO sul supporto:
    su -c 'livecd-iso-to-disk the_image.iso /dev/sdX1'
    
    Sostituire sdX1 con il nome della partizione del dispositivo USB. Molti dispositivi flash e dischi rigidi esterni utilizzano una sola partizione. Se si è cambiato questo comportamento o si ha un supporto mal partizionato, sarà necessario consultare altre risorse per l'aiuto.

2.5. Cosa fare se non si può scaricare Fedora?

Se non si dispone di una connessione rapida ad internet, oppure si hanno problemi nella creazione dei dispositivi di avvio, il download potrebbe non essere un opzione. I supporti CD e DVD di distribuzione Fedora sono disponibili da un numero di sorgenti online in tutto il globo ad un costo minimo. Utilizzare il motore di ricerca preferito per trovare un venditore, o fare riferimento a http://fedoraproject.org/wiki/Distribution.

2.6. Come avviare il programma di installazione?

Per avviare il programma di installazione dal supporto di avvio minimale, una immagine Live oppure il DVD di distribuzione, seguire questa procedura:
Potrebbe essere necessario premere un tasto specifico o una combinazione di tasti per avviare dal supporto oppure configurare il Basic Input/Output System o BIOS di sistema, per avviare dal supporto. Su molti computer bisogna selezionare il boot o l'opzione BIOS tempestivamente dopo l'accensione del computer. Molti computer compatibili con Windows usano un tasto speciale come F1, F2, F12 o Del per avviare il menù di configurazione del BIOS. Sui computer Apple, il tasto C avvia il sistema da un drive DVD. Su hardware Apple piu vecchio potrebbe essere necessario premere Cmd +Opt+Shift+Del per avviare dal drive DVD.

Configurare il BIOS

Se non si è sicuri sulle caratteristiche possedute dal proprio computer, o su come configurare il BIOS, consultare la documentazione resa disponibile dal produttore dell'hardware. Fornire informazioni dettagliate su specifiche hardware e sulla relativa configurazione va oltre lo scopo del presente documento.

Parte I. Prima di iniziare

Questa parte della Guida all'installazione Fedora copre decisioni che bisogna prendere e risorse che bisogna garantire prima di installare Fedora, esse includono:
  • la decisione di avanzare di versione una precedente installazione di Fedora o di installare una nuova copia.
  • considerazioni hardware e dettagli hardware di cui si potrebbe avere bisogno durante l'installazione.
  • preparare l'installazione di fedora tramite rete.
  • preparare i supporti driver.

Capitolo 3. Fasi necessarie per prepararvi all'installazione

3.1. Aggiornare o installare?

Per informazioni utili a determinare se eseguire un processo di aggiornamento oppure una installazione consultate il Capitolo 18, Aggiornamento del sistema in uso.

3.3. Lo spazio sul disco è sufficiente?

Lo spazio su disco usato da Fedora deve essere separato da quello usato da altri sistemi operativi installati sul sistema, come ad esempio Windows, OS/2, oppure da una versione diversa di Linux. Per sistemi x86, AMD64, e Intel® 64, almeno due partizioni (/ e swap) devono essere adibite a Fedora.
Prima di avviare il processo di installazione, è necessario
  • avere sufficiente spazio su disco non partizionato[1] per l'installazione di Fedora, o
  • essere in possesso di una o più partizioni che possono essere rimosse, e di conseguenza rendere disponibile spazio su disco sufficiente per installare Fedora.
Per avere una idea più chiara sulla quantità di spazio necessario, consultare le dimensioni di partizionamento consigliate riportate nella Sezione 7.21.4, «Schema di partizionamento consigliato».
Se non si è sicuri di soddisfare queste condizioni, oppure se si desidera sapere come creare spazio su disco per l'installazione di Fedora, consultare il Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco.

3.4. E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?

Esistono diversi metodi per installare Fedora.
Per una installazione dal CD-ROM o DVD sarà necessario avere un CD-ROM o DVD di Fedora 11 e di una unità CD-ROM/DVD da cui sia possibile effettuare l'avvio.

3.5. Preparazione per una installazione di rete

Note

Assicurarsi che il CD di installazione (o qualsiasi altro tipo di CD), non sia nell'unità CD/DVD del sistema, se si sta eseguendo una installazione basata sulla rete. Avere un CD all'interno del lettore potrebbe generare errori inaspettati.
Il supporto di installazione di Fedora deve essere disponibile per una installazione di rete (tramite NFS, FTP, o HTTP) o per una installazione tramite lo storage locale. Se si sta effettuando una installazione NFS, FTP, o HTTP, seguire le seguenti fasi.
Il server NFS, FTP, o HTTP da usare per l'installazione attraverso la rete, deve essere una macchina separata in grado di fornire i contenuti completi del DVD-ROM d'installazione o dei CD-ROM d'installazione.

Note

Il programma d'installazione di Fedora è in grado di controllare l'integrità del supporto d'installazione. Funziona con l'ISO su disco fisso, CD / DVD, e con i metodi d'installazione ISO NFS. Si consiglia di testare tutti i supporti d'installazione prima di avviare il processo di installazione, e prima di riportare la presenza di bug relativi all'installazione stessa (numerosi bug sono causati da CD masterizzati in modo non corretto). Per eseguire questa prova, digitare il seguente comando al prompt di boot::
linux mediacheck

Note

Nei seguenti esempi, la cartella presente sul server di staging d'installazione che conterrà i file d'installazione, verrà specificata come /location/of/disk/space. La cartella destinata ad essere disponibile al pubblico tramite FTP, NFS, o HTTP, verrà specificata come /publicly/available/directory. Per esempio /location/of/disk/space potrebbe essere una cartella creata dall'utente e chiamata /var/isos. /publicly/available/directory potrebbe essere /var/www/html/11 per una installazione HTTP.
Per copiare i file dal DVD o dai CD-ROM d'installazione su di una macchina Linux che si comporta come un server di staging di installazione, eseguire le seguenti fasi:
  • Creare una immagine iso dal disco d'installazione utilizzando il seguente comando (per i DVD):
    dd if=/dev/dvd of=/location/of/disk/space/f11.iso
    dove dvd si riferisce al dispositivo del lettore DVD:
    Per istruzioni su come preparare una installazione di rete usando i CD-ROM, fare riferimento alle istruzioni sul file README-en nel disk1.

3.5.1. Preparazione per una installazione HTTP e FTP

Estrarre i file da immagine iso del DVD di installazione o dalle immagini iso dei CD di installazione e posizionarli in una cartella condivisa tramite HTTP o FTP.
Successivamente assicurarsi che la directory sia condivisa tramite FTP o HTTP verificando altresì l'accesso client. è possibile controllare se la cartella è accessibile dal server stesso e quindi da un'altra macchina presente sulla sottorete dalla quale sarà eseguito il processo d'installazione.

3.5.2. Preparazione per una installazione NFS

Per una installazione NFS non sarà necessario montare l'immagine ISO. Per tale scopo sarà sufficiente rendere la stessa immagine iso disponibile tramite NFS. Per eseguire tale operazione spostate le immagini iso nella directory NFS esportata:
  • Per DVD:
    mv /location/of/disk/space/f11.iso /publicly/available/directory/
  • Per CD-ROM:
    mv /location/of/disk/space/f11-disk*.iso /publicly/available/directory/
Assicurarsi che la directory /publicly/available/directory sia esportata tramite NFS utilizzando una voce in /etc/exports.
Per eseguire un processo di esportazione su di un sistema specifico:
/publicly/available/directory client.ip.address(ro,no_root_squash)
Per eseguire un processo d'installazione su tutti i sistemi, utilizzate una entry simile alla seguente:
/publicly/available/directory *(ro,no_root_squash)
Avviare il demone NFS (su di un sistema Fedora, utilizzare /sbin/service nfs start). Se NFS è in esecuzione, ricaricare il file di configurazione (su di un sistema Fedora utilizzare /sbin/service nfs reload).
Le installazioni dal disco fisso richiedono l'utilizzo delle immagini ISO (o CD-ROM/DVD). Una immagine ISO non è altro che un file contenente una copia esatta di una immagine CD-ROM/DVD. Dopo aver posizionato le immagini ISO necessarie (i CD-ROM/DVD binari di Fedora) in una cartella, scegliere di installare dal disco fisso. Quindi indicare al programma di installazione la directory in questione in modo da procedere con l'installazione.
Per preparare il sistema ad una installaziome dal disco fisso, impostare il sistema in uno dei seguenti modi:
  • Utilizzo di un set di CD-ROM o di un DVD — Creare i file di immagine ISO da ogni CD-ROM di installazione, o da ogni DVD. Per ogni CD-ROM (o una volta per il DVD), eseguire il seguente comando da un sistema Linux:
    dd if=/dev/cdrom of=/tmp/file-name.iso
    
  • Utilizzo immagini ISO — trasferire le suddette immagini sul sistema da installare.
    Per evitare spiacevoli inconvenienti, verificare che le immagini ISO siano intatte prima di effettuare una installazione. Per verificare che le immagini ISO siano intatte, usare un programma md5sum (molti programmi md5sum sono disponibili a seconda dei sistemi operativi). Un programma md5sum dovrebbe essere disponibile sulla stessa macchina Linux delle immagini ISO.

Note

Il programma d'installazione di Fedora è in grado di controllare l'integrità del supporto d'installazione. Funziona con l'ISO su disco fisso, CD / DVD, e con i metodi d'installazione ISO NFS. Si consiglia di testare tutti i supporti d'installazione prima di avviare il processo di installazione, e prima di riportare la presenza di bug relativi all'installazione stessa (numerosi bug sono causati da CD masterizzati in modo non corretto). Per eseguire questa prova, digitare il seguente comando al prompt di boot::
linux mediacheck
In aggiunta, se esiste un file chiamato updates.img nella cartella usata per eseguire l'installazione, questo file viene utilizzato per gli aggiornamenti del programma di installazione anaconda. Consultare il file install-methods.txt presente nel pacchetto RPM anaconda per informazioni dettagliate sui diversi metodi di installazione di Fedora, insieme ai suggerimenti su come apportare gli aggiornamenti al programma d'installazione stesso.


[1] Spazio su disco non partizionato significa che lo spazio disponibile sui dischi fissi interessati non è stato ancora diviso in sezioni per l'uso dei dati. Quando si partiziona un disco, ogni partizione si comporta come una unità disco separata.

Capitolo 4. Elenco specifiche di sistema

Comunque, quando si eseguono alcuni tipi di installazioni, alcuni dettagli specifici potrebbero essere utili o essenziali.
  • Se si intende usare una struttura di partizioni personalizzata, ricordare:
    • Il numero modelli, dimensioni, tipi e interfacce dei dischi collegati al sistema. Per esempio, Seagate ST3320613AS 320 GB su SATA0, Western Digital WD7500AAKS 750 GB su SATA1. Ciò consentirà di identificare i dischi durante il processo di installazione.
  • Se si sta installando Fedora come un sistema operativo aggiuntivo su un sistema esistente, nota:
    • Il punto di mount delle partizioni presenti sul sistema. Per esempio, /boot su sda1, / su sda2, e /home su sdb1. Questo consente di identificare le partizioni durante il processo di installazione.
  • Se si intende installare da una immagine du disco locale:
  • Se si intende installare da una posizione di rete, o installare su un target iSCSI:
    • Il marca e numeri di modello degli adattatori di rete sul sistema. Per esempio. Netgear GA311. Ciò consente di identificare gli adattatori quando si configura la rete.
    • Indirizzi IP, DHCP, e BOOTP
    • Maschera di rete
    • Indirizzo IP gateway
    • Uno o più indirizzi IP del name server (DNS)
    Se uno qualsiasi di questi requisiti di networking, o termini non vi sono familiari, contattate per assistenza, l'amministratore di rete.
  • Se si intende installare da una posizione di rete:
  • Se si intende installare su un target iSCSI:
    • La posizione del target iSCSI. A seconda della rete, potrebbe essere necessario anche un nome utente e una password CHAP, e pertanto un nome utente e password inverso CHAP – consultare Sezione 7.19, «Advanced Storage Options ».
  • Se il computer fa parte di un dominio:
    • Si dovrebbe verificare che il nome dominio venga fornito tramite il server DHCP. Se non è così, è necessario inserire il nome dominio manualmente durante l'installazione.

Capitolo 5. Driver Media per i sistemi Intel® e AMD

5.1. Perchè si necessita di un driver media?

Durante il caricamento del programma di installazione di Fedora, potrebbe comparire una schermata la quale richiede l'uso di un driver media. La schermata del driver media viene visualizzata principalmente nei seguenti casi:
  • Non ci sono driver disponibili per un pezzo di hardware necessario al procedimento dell'installazione.
  • Se si esegue il programma d'installazione tramite linux dd al prompt d'avvio.

5.2. Cos'è il driver media?

Il driver media è in grado di aggiungere supporto sia per hardware supportati che per quelli non supportati dal programma d'installazione. Il driver media può includere un dischetto driver oppure una immagine creata da Red Hat, esso può essere un dischetto o un CD-ROM creato dall'utente tramite immagini del driver trovate su internet, oppure un dischetto o CD-ROM incluso da un rivenditore hardware.
I dischi driver possono essere usati se è necessario accedere ad un dispositivo particolare per installare Fedora. I driver possono essere usati per dispositivi non standard, molto nuovi o poco comuni.

Note

Se un dispositivo non supportato non è richiesto per l'installazione di Fedora, continuare con l'installazione e aggiungere il supporto per il nuovo componente hardware al termine dell'installazione.

Parte II. Il processo di installazione

Questa parte della Guida all'installazione di Fedora descrive il processo d'installazione vero e proprio, dai vari metodi di avvio del programma d'installazione al punto dove il computer deve essere riavviato per terminare l'installazione. Questa parte del manuale include inoltre un capitolo sulla risoluzione dei problemi con il processo di installazione.

Indice

6. Iniziare l'installazione
6.1. Il menù di avvio
6.2. Installare da una sorgente differente
6.3. Verifica dei supporti
6.3.1. Verificare il Live CD
6.3.2. Verifica del DVD
6.4. Avviare dalla rete usando PXE
6.5. Interfacce grafiche e di testo
7. Installazione sui sistemi Intel e AMD
7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel o AMD
8.1. Impossibile avviare Fedora
8.1.1. Problemi di avvio con la scheda RAID
8.1.2. Viene visualizzato il segnale di errore 11?
8.2. Problemi nell'avvio dell'installazione
8.2.1. Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
8.3. Problemi durante l'installazione
8.3.1. No devices found to install Fedora Messaggio d'errore
8.3.2. Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
8.3.3. Problemi con la tabella delle partizioni
8.3.4. Uso dello spazio residuo
8.3.5. Altri problemi di partizionamento
8.3.6. Presenza di errori con Python
8.4. Problemi post installazione
8.4.1. Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?
8.4.2. Avvio in un ambiente grafico
8.4.3. Problemi con il sistema X Window (GUI)
8.4.4. Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root
8.4.5. Problemi con il login
8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?
8.4.7. La vostra stampante non funziona
8.4.8. Problemi con la configurazione audio
8.4.9. Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio

Capitolo 6. Iniziare l'installazione

Annullare l'installazione

Per annullare l'installazione è possibile premere Ctrl +Alt+Del oppure spegnere il computer dall'apposito tasto. È possibile annullare il processo di installazione senza conseguenze in qualsiasi momento prima di selezionare Scrivi i cambiamenti su disco dalla schermata Scrivi partizionamento su disco. Fedora non compie modifiche permanenti sul sistema fino a questo punto. Notare che interrompere l'installazione dopo il partizionamento potrebbe risultare nel lasciare il proprio sistema in uno stato inutilizzabile.

6.1. Il menù di avvio

Il supporto di avvio mostra un menù grafico di avvio con differenti opzioni. Se non viene premuto nessun tasto entro 60 secondi, verrà eseguita l'opzione di avvio predefinita. Per scegliere il predefinito, basta attendere che il timer si azzeri o premere Enter sulla tastiera. Per selezionare una opzione differente dalla predefinita, usare i tasti freccia sulla tastiera e selezionare Enter quando l'opzione corretta viene selezionata. Se si desidera personalizzare le opzioni di boot per una particolare opzione, premere il tasto Tab.

Utilizzo opzioni di avvio

Per un elenco e una spiegazione delle opzioni di boot comuni, fare riferimento a Capitolo 9, Opzioni di avvio.
Quando si utilizza il supporto Fedora Live, premendo un tasto durante il conto alla rovescia all'avvio per portarsi al menu Opzioni di avvio. Le opzioni di avvio includono:
  • Avvia
    Questa opzione è la predefinita. Se si seleziona questa opzione, solo il kernel e i programmi di avvio verranno caricati in memoria. Questa opzione impiega meno tempo per caricare. Mentre si usano i programmi, essi vengono caricati dal disco, il che richiede più tempo. Questa modalità può essere utilizzata su macchine con memoria totale limitata.
  • Verifica e avvia
    Questa opzione verifica il disco prima di lanciare l'ambiente Live CD. Fare riferimento a Sezione 6.3, «Verifica dei supporti» per maggiori informazioni sul processo di verifica.
  • Test della memoria
    Questa opzione esegue un test esaustivo sulla memoria di sistema. Per ulteriori informazioni fare riferimento a Sezione 9.6.1, «Caricare la modalità di test della memoria (RAM)».
  • Avvio da disco locale
    Questa opzione avvia il sistema dal primo disco installato. Se questo disco è stato avviato in modo accidentale, utilizzare questa opzione per avviare immediatamente dal disco rigido senza avviare il programma di installazione.
Se si avvia il DVD, il CD di ripristino o il media di avvio minimo, le opzioni del menù di avvio includeranno:
  • Installare o aggiornare un sistema esistente
    Questa è l'opzione predefinita. Selezionare questa opzione per installare Fedora nel computer usando il programma di installazione grafico.
  • Installa il sistema con i driver video di base
    Questa opzione consente di installare Fedora in modalità grafica anche se il programma di installazione non è in grado di caricare i driver corretti per la scheda video. Se la schermata appare distorta o diventa bianca usando l'ozione Installa o aggiorna un sistema esistente, riavviare il computer e provare questa opzione.
  • Ripristino del sistema installato
    Selezionare questa opzione per riparare un problema con il sistema Fedora installato che impedisce il normale avvio. Anche se Fedora è una piattaforma di calcolo eccezionalmente stabile, è possibile che per problemi occasionali possa non avviarsi. L'ambiente di ripristino contiene programmi di utilità che consentono di risolvere un'ampia gamma di questi problemi.
  • Avvio da disco locale
    (come per il CD live)
  • Test della memoria
    (come per il CD live)

6.2. Installare da una sorgente differente

Tutti i supporti di avvio ad eccezione del DVD presentano un menù che consente di selezionare la sorgente di installazione, come la rete o il disco fisso. Se si sta avviando il DVD della distribuzione e non si desidera installare dal DVD premere Tab dal menù di avvio. Aggiungere uno spazio e l'opzione linux askmethod alla fine della linea che appare sotto il menù.
Si può installare Fedora da immagini ISO conservate su disco fisso, o da rete usando metodi NFS, FTP o HTTP. Gli utenti esperti usano frequentemente questi metodi poiché è spesso più veloce leggere i dati da hard disk o da server di rete che da CD o DVD.
La seguente tabella è un sommario dei differenti metodi di avvio e dei metodi di installazione raccomandati da usare con ognuna:
Metodo di avvio Installation method
DVD DVD, rete o disco fisso
CD di avvio minimo o USB, CD di ripristino Rete o disco fisso
Live CD o USB Applicazione Installa su disco
Tabella 6.1. Metodi di avvio e metodi d'installazione

Sezione 7.4, «Scelta del metodo di installazione» contiene informazioni dettagliate sull'installazione da locazioni alternative.

6.3. Verifica dei supporti

Il supporto della distribuzione DVD ed il supporto CD Live offrono una opzione per verificare l'integrità del media. A volte capitano errori di scrittura durante la produzione dei dispositivi CD o DVD con l'equipaggiamento dei computer casalinghi. Un errore in un pacchetto di dati scelto nel programma di installazione può causare il fallimento dell'installazione. Per minimizzare le probabilità che errori di dati influenzino l'installazione, verificare il supporto prima dell'installazione.

6.3.1. Verificare il Live CD

Se si avvia da Live CD, selezionare Verifica e avvia dal menù di avvio. Il processo di verifica verrà eseguito automaticamente durante il processo di avvio, e se avrà successo, il Live CD continuerà il caricamento. Se la verifica fallisce, creare un nuovo Live CD usando l'immagine ISO scaricata in precedentenza.

6.3.2. Verifica del DVD

Se si avvia dal DVD della distribuzione Fedora, l'opzione di verifica dei dispositivi appare dopo la scelta di installazione di Fedora. Se la verifica ha successo, il processo di installazione procede normalmente. Se il processo fallisce, creare un nuovo DVD usando l'immagine ISO scaricata in precedenza.

6.4. Avviare dalla rete usando PXE

Configurare il computer per l'avvio dall'interfaccia di rete. Tale opzione è disponibile nel BIOS, in cui potrebbe essere etichettata Network Boot o Boot Services. Una volta che si sarà configurato correttamente l'avvio tramite PXE, il computer può avviare il sistema di installazione Fedora senza alcun altro supporto.
Per avviare un computer da un server PXE:
  1. Assicurarsi che il cavo di rete sia inserito. L'indicatore luminoso del connettore di rete dovrebbe essere illuminato, anche se il computer non è acceso.
  2. Accendere il computer.
  3. Apparirà una schermata di menù. Premere il tasto del numero corrispondente all'opzione desiderata.

Risoluzione dei problemi di PXE

Se il PC non si dovesse avviare dal server netboot, assicurarsi che il BIOS sia configurato per avviarsi come prima opzione dalla corretta interfaccia di rete. Qualche BIOS potrebbe specificare l'interfaccia di rete come possibile dispositivo di avvio, ma non supportare lo standard PXE. Fare riferimento alla documentazione del proprio hardware per ulteriori informazioni.

NIC multipli e installazioni PXE

Alcuni server con più interfacce di rete potrebbero non assegnare eth0 alla prima interfaccia di rete riconosciuta dal BIOS, il che potrebbe causare il tentativo da parte del programma di installazione di utilizzare un'altra interfaccia di rete rispetto a quella usata da PXE. Per evitare questo comportamento, usare i seguenti file di configurazione pxelinux.cfg/*:
IPAPPEND 2
APPEND ksdevice=bootif
Le seguenti opzioni di configurazione fanno usare al programma di installazione la stessa interfaccia di rete che usa il BIOS e PXE. Inoltre è possibile usare l'opzione seguente:
ksdevice=link
Questa opzione fa usare al programma di installazione il primo dispositivo di rete che è collegato ad uno switch di rete.

6.5. Interfacce grafiche e di testo

Fedora 11 fornisce installazioni grafiche e in modalità testo. Comunque, l'immagine del programma di installazione deve entrare nella RAM oppure essere presente nella memoria locale, come il DVD di installazione o il disco Live. Quindi, solo i sistemi con più di 192 MB di RAM o che avviano il DVD di installazione o il disco Live possono usare l'installazione grafica. I sistemi con 192 MB di RAM o meno passeranno automaticamente alla modalità testo del programma di installazione. Notare che bisogna avere almeno 64 MB di RAM per proseguire nell'installazione in modalità testo. Se si preferisce utilizzare l'installazione in modalità testo, digitare linux text alle opzioni di boot: .
Se si dovesse verificare una delle seguenti situazioni, l'installazione utilizzerà la modalità testo:
  • Il sistema di installazione non riesce ad identificare l'hardware video sul computer
  • Il computer ha meno di 192 MB di memoria
  • E' stata selezionata l'installazione in modalità testo dal menù di avvio
Le schermate in modalità testo forniscono molte delle funzioni delle schermate grafiche, sebbene il partizionamento del disco sia semplificato, la configurazione del bootloader e la scelta dei pacchetti sono gestiti automaticamente in modalità testo. Se si sceglie di installare Fedora in modalità testo è possibile comunque configurare il sistema per usare una interfaccia grafica dopo l'installazione.

Uso dell'interfaccia grafica

L'utilizzo dell'installazione in modalità testo non impedisce l'utilizzo di una interfaccia grafica sul sistema una volta che il sistema è installato. Se si riscontrano problemi nel configurare il sistema per l'utilizzo dell'interfaccia grafica, consultare altre risorse per aiuto nella risoluzione di problemi come mostrato in Sezione 1.2, «Ottenere più aiuto».

L'installazione richiede almeno 64MB di RAM

Se il sistema ha meno di 64 MB di RAM, l'installazione non continuerà.

Capitolo 7. Installazione sui sistemi Intel® e AMD

7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
Questo capitolo affronta come eseguire una installazione di Fedora da DVD/CD-ROM utilizzando il programma d'installazione grafico basato sul mouse. Vengono affrontati i seguenti argomenti:
  • Familiarizzazione con l'interfaccia utente del programma di installazione
  • Avvio del programma di installazione
  • Scelta del metodo di installazione
  • Configurazione del sistema durante l'installazione (lingua, tastiera, mouse, partizionamento, ecc)
  • Termine dell'installazione

7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica

Se è stata già usata una interfaccia grafica utente (GUI), allora si è certamente familiari con questo tipo di procedimento; usare il mouse per navigare attraverso le schermate, cliccare i pulsanti o inserire dei campi di testo.
È possibile navigare attraverso le schermate di installazione usando la tastiera. Il pulsante Tab permette di muoversi attraverso la schermata, mentre le freccette Sù e Giù permettono di navigare attraverso gli elenchi, i pulsanti + e - di espandere e chiudere gli elenchi stessi, mentre Spazio eInvio di selezionare o rimuovere un oggetto selezionato. Si può altresì utilizzare la combinazione Alt+X per eseguire altri tipi di selezione, dove X viene sostituito con una lettera presente in quella schermata.

Note

Se si sta usando un sistema x86, AMD64, o Intel® 64 e non si desidera utilizzare il programma di installazione GUI, è anche disponibile la modalità di testo. Per avviare la modalità di testo, premere il tasto Esc mentre viene visualizzato il menu d'avvio di Fedora, quindi digitare il seguente comando al prompt boot::
linux text
Consultare Sezione 6.1, «Il menù di avvio» per una descrizione del menu di avvio e Sezione 7.2, «Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo» per le istruzioni sull'installazione in modalità di testo.
È fortemente consigliato eseguire le installazioni usando il programma di installazione GUI. Tale programma offre le piene funzionalità del programma di installazione di Fedora, inclusa la configurazione LVM, la quale non è disponibile durante l'installazione in modalità di testo.
Gli utenti forzati ad usare il programma di installazione in modalità di testo, possono seguire le istruzioni dell'installazione GUI e ottenere così tutte le informazioni necessarie.

7.1.1. Una nota sulle console virtuali

Il programma di installazione di Fedora fornisce diverse finestre di dialogo durante il processo di installazione. Sono presenti vari tipi di messaggi diagnostici come la possibilità di accedere ai comandi da un prompt della shell. Il programma di installazione visualizza questi messaggi su cinque console virtuali ed è possibile passare da una schermata all'altra tramite una semplice combinazione di tasti.
Una console virtuale è un prompt della shell in un ambiente grafico, accessibile dalla macchina fisica, non in modo remoto. Si può accedere simultaneamente a console virtuali multiple.
Generalmente, non è necessario lasciare la console di default (console virtuale #6) per installazioni grafiche, a meno che non si stia cercando di individuare eventuali problemi riguardanti l'installazione.
console combinazioni tasti contenuti
1 ctrl+alt+f1 messaggio di installazione
2 ctrl+alt+f2 prompt della shell
3 ctrl+alt+f3 log di installazione (messaggi dal programma di installazione)
4 ctrl+alt+f4 messaggi relativi al sistema
5 ctrl+alt+f5 altri messaggi
6 ctrl+alt+f6 display grafico
Tabella 7.1. Console, combinazioni di tasti e tipo di messaggio

7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo

Il programma d'installazione in modalità testo di Fedora utilizza una interfaccia basata sulla schermata, che include la maggior parte dei widget comunemente presenti su interfacce utente grafiche. Figura 7.1, «Widget del programma d'installazione nella Configurazione del boot loader» e Figura 7.2, «Widget del programma d'installazione della schermata di partizionamento», illustrano le schermate visualizzate durante il processo d'installazione.
Il cursore viene utilizzato per selezionare (ed interagire con) un widget particolare. Quando il cursore viene spostato da un widget all'altro, il widget interessato cambierà colore, oppure sarà possibile visualizzare il cursore stesso accanto o sul widget selezionato.

Note

Fintanto che le installazioni in modalità testo non sono documentate esplicitamente, coloro che utilizzano il programma di installazione in modalità testo possono seguire le istruzioni per l'istallazione grafica. Comunque, a causa del fatto che l'installazione in modalità testo presenta un processo più semplice e più essenziale di installazione, alcune opzioni disponibili nella modalità grafica non saranno disponibili in modalità testo. Queste differenze sono annotate nella descrizione del processo d'installazione di questa guida e includono:
  • personalizzare lo schema di partizionamento.
  • personalizzare la configurazione del bootloader.
  • scelta dei pacchetti durante l'installazione.
Inoltre notare che la gestione di volumi di dischi LVM (Logical Volume Management) è possibile solo in modalità grafica. In modalità testo è solo possibile visualizzare e accettare le impostazioni predefinite per LVM.

Note

Non tutte le lingue supportate nel'installazione grafica sono supportate in modalità testo. In particolare, le lingue scritte con un set di caratteri diverso dall'alfabeto Latino o Cirillico non sono disponibili in modalità testo. Se si seleziona una lingua scritta con un set di caratteri non supportato in modalità testo, le schermate del programma d'installazione verranno visualizzate in Inglese.
Widget del programma d'installazione nella Configurazione del boot loader
Widget del programma d'installazione nella Configurazione del boot loader
Figura 7.1. Widget del programma d'installazione nella Configurazione del boot loader

Legenda
  1. Finestra — Le finestre (di solito definite finestre di dialogo in questo manuale) compaiono sullo schermo durante l'intero processo di installazione. A volte si sovrappongono; in questi casi è possibile interagire solo con l'ultima finestra visualizzata. Quando la finestra in questione scompare, sarà possibile proseguire con quella posizionata sotto.
  2. Casella di controllo — Le caselle di controllo consentono di selezionare o deselezionare un contenuto. La casella può mostrare un asterisco (selezionata) o vuota (non selezionata). Quando il cursore si trova all'interno della casella, premere la Barra spaziatrice per selezionare o deselezionare un contenuto.
  3. Input di testo — le righe per l'input di testo sono aree dove inserire le informazioni richieste dal programma di installazione. Se il cursore si posiziona su una riga, è possibile inserire e/o modificare le informazioni in quella riga.
Widget del programma d'installazione della schermata di partizionamento
Widget del programma d'installazione della schermata di partizionamento
Figura 7.2. Widget del programma d'installazione della schermata di partizionamento

Legenda
  1. Widget di testo — I widget di testo sono aree della schermata dove viene visualizzato il testo. A volte questi oggetti possono contenerne altri, come le caselle di controllo. Se un oggetto di testo contiene più informazioni di quante ne possano essere visualizzate, compare una barra di scorrimento; posizionando il cursore all'interno dell'oggetto, è possibile usare i tasti freccia Su e Giù per scorrere lungo tutte le informazioni disponibili. La posizione attuale sulla barra di scorrimento è contrassegnata dal carattere #, che si muove in alto e in basso a seconda di dove ci si trova.
  2. Barra di scorrimento — la barra di scorrimento compare nella parte laterale o inferiore della finestra per controllare la parte di elenco o documento visualizzato. La barra di scorrimento facilita lo spostamento all'interno dei file.
  3. Pulsante Widget — i pulsanti Widget rappresentano il metodo principale per interagire con il programma di installazione. Infatti servono per procedere da una finestra all'altra del programma di installazione, usando i tasti Tab e Invio. I pulsanti possono essere selezionati quando sono evidenziati.
Prima d'iniziare assicurarsi di avere tutte le risorse necessarie per l'installazione. Se si è letto il Capitolo 3, Fasi necessarie per prepararvi all'installazione e si sono seguite le istruzioni riportate, si è pronti ad iniziare il processo d'installazione. Una volta verificato che tutto sia in ordine, avviare il programma d'installazione usando il DVD o CD-ROM #1 di Fedora, o qualsiasi altro supporto d'avvio precedentemente creato.

7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64

E' possibile avviare il programma di installazione usando uno dei seguenti supporti (a seconda di cosa supporta il sistema):
Per creare un CD-ROM di avvio o preparare una penna USB per l'installazione fare riferimento a Sezione 3.4.2, «Creazione di un CD-ROM di installazione».
Inserire il supporto di avvio e riavviare il sistema. Le impostazioni del BIOS potrebbero aver bisogno di essere cambiate per consentire l'avvio dal CD-ROM o dispositivo USB.

Note

Per cambiare le impostazioni del BIOS su un sistema x86, AMD64 o Intel® 64, guardare le istruzioni fornite sullo schermo alla prima schermata di avvio del sistema. Apparirà una linea di testo che dirà quale tasto premere per entrare nelle impostazioni del BIOS.
Una volta entrati nel programma di impostazione del BIOS, trovare la sezione dove è possibile modificare la sequenza di avvio (boot). Il valore predefinito spesso è C, A oppure A, C (a seconda di dove si desidera avviare se dal disco fisso [C] o da un dischetto [A]). Cambiare questa sequenza in modo che il CD-ROM sia il primo nell'ordine di avvio e che C o A (da dove si avvia normalmente) sia secondo. Con ciò si dice al computer di controllare prima il lettore CD-ROM per supporti avviabili; se non vengono trovati supporti avviabili nel lettore CD-ROM, verrà controllato il disco fisso o il lettore floppy.
Salvare i cambiamenti prima di uscire dal BIOS. Per maggiori informazioni, fare riferimento alla documentazione fornita con il sistema.
Dopo una breve attesa, dovrebbe comparire una schermata contenente il prompt boot:. La schermata contiene informazioni su varie opzioni di avvio. Ogni opzione di avvio ha inoltre una o più schermate di aiuto associate. Per accedere alle schermate di aiuto premere il tasto funzione appropriato come elencato nella linea in basso sullo schermo.
Mentre si avvia il programma di installazione, fare attenzione a due cose:
  • Una volta comparsa la schermata boot:, il programma di installazione inizierà automaticamente se non si tocca nulla entro un minuto. Per disattivare questa caratteristica premere uno dei tasti funzione di aiuto (f1, f2, ecc).
  • Se si preme un tasto funzione di aiuto (f1, f2, ecc..), ci sarà un leggero ritardo prima che la schermata di aiuto venga letta dal supporto di avvio.
Normalmente, per eseguire l'avvio è sufficiente premere Invio. Guardare i messaggi di avvio e controllare che il kernel di Linux rilevi l'hardware. Se l'hardware viene rilevato correttamente, andare alla sezione successiva. Se invece l'hardware non viene rilevato correttamente, potrebbe essere necessario riavviare l'installazione ed utilizzare una delle opzioni d'avvio fornite nel Capitolo 9, Opzioni di avvio.

7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive

A causa della semplicità nell'eseguire un avvio usando un CD-ROM o DVD ed effettuare una installazione grafica, talvolta si possono presentare alcune situazioni dove puó essere necessario effettuare un avvio in modo diverso. Questa sezione presenta delle opzioni d'avvio aggiuntive, disponibili per Fedora.
Pe dare le opzioni ad un sistema x86, AMD64 o Intel® 64, usare le istruzioni come fornite nel seguente esempio nel boot loader.

Note

Fare riferimento a Capitolo 9, Opzioni di avvio per opzioni di avvio aggiuntive non coperte da questa sezione.

7.4. Scelta del metodo di installazione

A questo punto occorre scegliere il metodo di installazione desiderato. Questi sono i metodi disponibili:
Se si è avviata la distribuzione da DVD e non si utilizza l'opzione di installazione sorgente alternativa askmethod, lo stadio successivo carica automaticamente dal DVD. Continuare con Sezione 7.10, «Benvenuti in Fedora».

Attività CD/DVD

Se si avvia Fedora da un supporto di installazione, il programma di installazione caricherà il suo stadio successivo da questo disco. Ciò accade senza preoccuparsi di quale metodo di installazione si sceglie, fintanto che non si estrae il disco prima di procedere. Il programma di installazione scaricherà i dati pacchetti dalla sorgente selezionata.

7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM

Per installare Fedora da un DVD/CD-ROM, posizionare il DVD o il CD #1 nel lettore DVD/CD-ROM, ed avviare il sistema dal DVD/CD-ROM. Anche se si è avviato il sistema da un altro dispositivo, si può sempre installare Fedora da un supporto CD o DVD.
Quindi il programma d'installazione esamina il sistema tentando di identificare le unità CD-ROM. Tale processo inizia con la ricerca di una unità CD-ROM IDE (conosciuta anche come ATAPI).
Se l'unità CD-ROM non viene rilevata ed è un CD-ROM SCSI, il programma di installazione richiederà di selezionare un driver SCSI. Scegliere l'unità che più si avvicina al vostro adattatore. Se necessario, è possibile specificare le opzioni per il driver, tuttavia, la maggior parte dei driver è in grado di rilevare gli adattatori SCSI automaticamente.
La schermata Seleziona partizione, si attiva solo se si sta eseguendo una installazione da una partizione del disco, (se selezionato Disco Fisso nella casella di dialogo Metodo di installazione). Ciò consente di nominare la partizione del disco e la cartella dalla quale si stà installando Fedora.
I file ISO devono essere salvati su un disco fisso che può essere o interno al computer o collegato alla macchina attraverso una porta USB. In aggiunta il file install.img dal quale i file ISO devono essere copiati in una cartella di nome images. Si può utilizzare questa opzione per installare Fedora su computer che non hanno né connessione di rete, né lettore CD o DVD.
Per estrarre il file install.img dalle ISO seguire la procedura:
mount -t iso9660 /path/to/Fedora11.iso /mnt/point -o loop,ro
  cp -pr /mnt/point/images /path/images/
  umount /mnt/point
Prima di iniziare l'installazione da un disco fisso, controllare il tipo di partizione per assicurarsi che Fedora possa leggerle. Per controllare il filesystem di una partizione sotto Windows, usare lo strumento Gestione del disco. Per controllare un filesystem sotto linux, usare lo strumento fdisk.

Impossibile installare da partizioni LVM

Non è possibile usare file di ISO su partizioni controllate da LVM (Logical Volume Management).
Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.
Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.
Figura 7.3. Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.

Selezionare la partizione contenente i file ISO dalla lista delle partizioni disponibili. I nomi dei dispositivi IDE interno, SATA, SCSI e USB iniziano con /dev/sd. Ogni singolo drive ha la propria lettera, per esempio /dev/sda. Ogni partizione sul drive è numerata, per esempio /dev/sda1.
Inoltre specificare la Cartella contenente l'immagine. Inserire il percorso completo della cartella del drive che contiene i file di immagini ISO. La seguente tabella mostra alcuni esempi di come inserire questa informazione:
Tipo partizione Volume Percorso originale ai file Cartella da usare
VFAT D:\ D:\Downloads\F11 /Downloads/F11
ext2, ext3, ext4 /home /home/user1/F11 /user1/F11
Tabella 7.2. Posizione delle immagini ISO per diversi tipi di partizione

Se le immagini ISO sono nella directory root (cartella principale) della partizione, inserire uno /. Se le immagini ISO si trovano in una sottocartella di una partizione montata, inserire il nome della cartella che contiene le immagini ISO all'interno di questa partizione. Per esempio, se la partizione sulla quale sono presenti le immagini ISO viene normalmente montata come /home/, e le immagini sono in /home/new/, bisogna inserire /new/.

Usare uno slash interlinea

Una voce senza uno slash di interlinea potrebbe causare una installazione non riuscita.

7.7. Eseguire una installazione di rete

Il programma di installazione è utilizzabile via rete e può usare le impostazioni di rete per varie funzioni. Per esempio, si può installare Fedora da un server di rete usando i protocolli FTP, HTTP o NFS. Si può anche dare istruzione al programma di installazione di consultare repository aggiuntivi di software più avanti nel processo.
Se si sta eseguendo una installazione di rete, verrà visualizzata la finestra di dialogo Configura TCP/IP. Questa schermata richiederà l'indirizzo IP e altri indirizzi di rete. Si può scegliere di configurare gli indirizzi IP e la maschera di rete del dispositivo, tramite DHCP o in modo manuale.
Come impostazione predefinita, il programma di installazione usa DHCP per settare automaticamente le impostazioni di rete. Nel caso in cui si stia usando una connessione via cavo o un modem DSL, un router, un firewall o altro hardware di rete per comunicare con Internet, DHCP è una opzione adeguata. Se la rete non è munita di un server DHCP, bisogna lasciare in bianco la casella denominata Usa la configurazione IP dinamica (DHCP).
Inserire l'indirizzo IP che si utilizza durante l'installazione e premere Invio.
Configurazione TCP/IP
Configurare l'indirizzo del dispositivo di rete per l'installazione.
Figura 7.4. Configurazione TCP/IP

Quando il processo di installazione è completo, queste immpostazioni verranno trasferite al sistema.
È possibile installare dal web, FTP o server NFS sia da una rete locale che da una connessione ad internet, se connessi. È possibile installare Fedora dal proprio mirror privato, oppure usare uno dei mirror publici mantenuti dai membri della comunità. Per assicurarsi che la connessione sia il più veloce e affidabile possibile, usare un server vicino alla propria posizione geografica.
Il Fedora Project mantiene una lista di mirror pubblici web e FTP, raggruppati per regione, su http://fedoraproject.org/wiki/Mirrors. Per determinare il percorso completo delle cartelle per i file di installazione, aggiungere /11/Fedora/architettura/os/ al percorso mostrato sulla pagina web. Un indirizzo del mirror corretta per un sistema i386 potrebbe essere l'URL http://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/i386/os.

7.8. Installazione tramite NFS

La finestra di dialogo NFS si attiva solo se si stà eseguendo una installazione da un server NFS (se si è selezionato Immagine NFS nella finestra di dialogo Metodo di installazione).
Inserire il nome del dominio o l'indirizzo IP del server NFS. Per esempio, se si stà eseguendo una installazione da un host chiamato eastcoast nel dominio example.com, inserire eastcoast.example.com nel campo del Server NFS.
Se il server NFS esporta un mirror dell'albero d'installazione di Fedora, inserire la directory contenente la root dell'albero d'installazione. Più avanti sarà necessario inserire una chiave d'installazione la quale determinerà le sottocartelle usate per eseguire l'installazione. Se fin qui tutto è stato specificato correttamente, sarà visualizzato un messaggio il quale indicherà il corretto svolgimento dell'installazione di Fedora.
Finestra di configurazione di NFS
Finestra di configurazione di NFS.
Figura 7.5. Finestra di configurazione di NFS

Se il server NFS esporta le immagini ISO dei CD-ROM di Fedora, accedere alla cartella che contiene le immagini ISO.
Next, the Welcome dialog appears.
Qui la lingua scelta diventerà la lingua di default per il sistema operativo una volta installato. La selezione della lingua sarà utile più avanti per individuare la configurazione del fuso orario durante l'installazione. Il programma di installazione, cerca di definire il relativo fuso orario in base a quanto specificato in questa schermata.
Per aggiungere il supporto per ulteriori lingue, bisogna personalizzare l'installazione al momento della scelta dei pacchetti. Per ulteriori informazioni fare riferimento a Sezione 7.23.2.2, «Supporto aggiuntivo della lingua».
Language Selection
Selezione della lingua.
Figura 7.7. Language Selection

Dopo aver selezionato la lingua desiderata, fare clic su Avanti per continuare.
Se si sceglie di aggiornare alla versione successiva il sistema, utilizzando il programma di installazione, qualsiasi software non fornito da Fedora che entra in conflitto con Fedora, verrà sovrascritto. Prima di effettuare il passaggio alla versione successiva in questo modo, realizzare una lista dei pacchetti di sistema correnti per futuro riferimento:
rpm -qa --qf '%{NAME} %{VERSION}-%{RELEASE} %{ARCH}\n' > ~/old-pkglist.txt
Dopo l'installazione, consultare questa lista per scoprire quali pacchetti si ha bisogno di ricompilare o recuperare dai repository software non-Fedora.
In seguito, effettuare un backup dei dati di configurazione del sistema:
su -c 'tar czf /tmp/etc-`date +%F`.tar.gz /etc' su -c 'mv /tmp/etc-*.tar.gz /homè
Realizzare un backup completo di qualsiasi dato importante prima di realizzare il passaggio alla versione successiva. I dati importanti possono includere il contenuto dell'intera cartella /home, così come il contenuto dai servizi quali apache, FTP , server SQL oppure un sistema di gestione del codice sorgente. Anche se i passaggi alle versioni successive non sono distruttivi, se si lavora impropriamente ci potrebbe essere una piccola possibilità di perdita dei dati.

Conservazione dei backup

Notare che i seguenti esempi conservano il materiale di backup in una cartella /home. Se la cartella /home del sistema non è in una partizione separata, non bisogna seguire questo esempio alla lettera! Bisogna conservare i propri backup su un altro dispositivo come dei dischi CD o DVD oppure un hard disk esterno.
Per maggiori informazioni sul completamento del processo di aggiornamento di versione, fare riferimento a Sezione 16.2, «Terminare l'aggiornamento a versione superiore».

7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader

Se il boot loader esistente è stato installato da una distribuzione Linux, l'installazione del sistema può modificarlo per caricare il nuovo sistema Fedora. Per aggiornare un boot loader Linux esistente, bisogna selezionare Aggiornare la configurazione del boot loader. Questo è il comportamento predefinito quando si vuole aggiornare ad una versione superiore una installazione esistente di Fedora o di Red Hat Linux.
GRUB è il boot loader standard per Fedora. Se la macchina dovesse già utilizzare un altro boot loader, tipo BootMagic™, System Commander™, o il loader installato da Microsoft Windows, allora il sistema di installazione di Fedora non potrà aggiornarlo. In questo caso, bisogna selezionare Ignora l'aggiornamento del boot loader. Quando il processo di installazione sarà stato completato, fare riferimento alla documentazione del proprio prodotto per l'assistenza.
L'installazione di un nuovo boot loader come parte del processo di aggiornamento di un sistema esistente, va eseguita solo se si è certi di volere sostituire il boot loader esistente. Se si vuole installare un nuovo boot loader, si potrebbe non essere più in grado di avviare altri sistemi operativi sulla stessa macchina fino a quando non si sarà configurato il nuovo boot loader. Selezionare Creare una nuova configurazione del boot loader per rimuovere il boot loader esistente ed installare GRUB.
Dopo avere fatto le proprie scelte, cliccare Avanti per continuare.

7.15. Network Configuration

Fedora comprende il supporto completo sia per IPv4 che per IPv6. Per impostazione predefinita, il programma di installazione configura le interfacce di rete sul computer per il supporto di IPv4 e per l'utilizzo del DHCP tramite NetworkManager. Attualmente NetworkManager non supporta IPv6, se la rete supporta solo IPv6 si dovrebbe usare system-config-network dopo l'installazione per configurare le interfacce di rete.
Il setup richiederà di fornire un nome host e un nome dominio per il computer, nel formato hostname.domainname. Molte reti hanno un servizio di DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) che fornisce automaticamente i dati a sistemi connessi ad un nome di dominio, lasciando agli utenti l'inserimento di un nome host.
Impostazione dell'hostname
Impostazione dell'hostname
Figura 7.11. Impostazione dell'hostname

Per impostare una rete casalinga che è dietro ad un firewall internet o un router, si potrebbe usare hostname.localdomain per il sistema Fedora. Se si possiede più di un computer su questa rete, si potrà dare ad ognuno un nome host separato in questo dominio.

Hostname validi

Bisogna assegnare al proprio sistema un nome tale che il completo hostname sia unico. L'hostname può includere lettere, numeri e trattini.
Specificare un fuso orario anche se si sta pianificando di utilizzare NTP (Network Time Protocol) per mantenere costante la precisione dell'orologio di sistema.
Impostate il fuso orario selezionando la città più vicina alla posizione fisica del computer. Cliccare sulla mappa in modo da ingrandire l'area desiderata.
Specificare un fuso orario anche se si sta pianificando di utilizzare NTP (Network Time Protocol) per mantenere costante la precisione dell'orologio di sistema.
Da qui sono disponibili due modi per selezionare il fuso orario:
  • Usando il mouse, fate clic sulla mappa interattiva per selezionare una città specifica, (contrassegnata da un punto giallo). Comparirà una X rossa che indica la scelta.
  • Il fuso orario può anche essere selezionato tramite un elenco posto nella parte inferiore della schermata. Usando il mouse, cliccare sulla mappa per evidenziare la scelta.
Configurazione del fuso orario
Schermata di configurazione del fuso orario.
Figura 7.13. Configurazione del fuso orario

Se Fedora è l'unico sistema operativo sul computer, selezionare L'orologio di sistema usa UTC. L'orologio di sistema è una parte dell'hardware sul computer. Fedora utilizza le impostazioni di fuso orario per determinare lo sfasamento fra l'ora locale e l'UTC dell'orologio di sistema. Questo comportamento è universale per i sistemi operativi stile UNIX.

Windows e l'orologio di sistema

Non abilitare l'opzione L'orologio di sistema usa UTC se la macchina usa anche Microsoft Windows. I sistemi operativi Microsoft cambiano l'orologio del BIOS per coincidere con l'ora locale piuttosto che con UTC. Ciò potrebbe causare uno strano comportamento sotto Fedora.

Note

Per modificare la configurazione del fuso orario dopo aver completato l'installazione, utilizzate il Time and Date Properties Tool.
Digitate il comando system-config-date al prompt della shell per lanciare il Time and Date Properties Tool. Se non siete utenti root, vi verrà richiesta la password root per continuare.
Per eseguire Time and Date Properties Tool come un'applicazione di testo, usare il comando timeconfig.
Selezionare Avanti per continuare.
Impostare un account e una password root è una delle operazioni più importanti durante la fase di installazione. L'account di root è simile all'account di amministratore usato nelle macchine Microsoft Windows. L'account di root consente di installare pacchetti, aggiornare gli RPM ed eseguire la manutenzione del sistema. L'accesso come utente root fornisce il controllo completo del sistema.

Note

L'utente root (noto anche come super utente) ha un accesso libero su tutto il sistema; per questo motivo, é consigliabile effettuare una registrazione come utente root solo per effettuare una gestione o un mantenimento del sistema stesso.
Root Password
Impostazione della password root.
Figura 7.14. Root Password

Utilizzare l'account root solo per le funzioni di amministrazione del sistema. Creare un account non root per l'uso normale e su - per accedere come root quando si deve risolvere un problema rapidamente. Seguendo queste regole di base, i rischi di inserire un errore di battitura o un comando non corretto e dannoso per il sistema si riducono.

Note

Per diventare root, digitare su - al prompt della shell in una finestra del terminale, quindi premere Invio. A questo punto inserire la password root e premere Invio.
Il programma d'installazione chiederà d'impostare una password diroot[2] per il sistema. Non sarà possibile procedere alla fase successiva del processo d'installazione, se non si inserisce prima una password root.
La password root deve essere composta da almeno sei caratteri e non viene visualizzata sullo schermo. La password deve essere inserita due volte e se le due password non corrispondono, il programma di installazione vi chiederà di reinserirle.
Fare in modo che la password di root sia facile da ricordare ma difficile da indovinare. Il proprio nome, numero di telefono, qwerty, password, root, 123456 e anteater sono tutti esempi di password da non usare. Le password migliori sono composte da numeri e lettere maiuscole e minuscole e non contengono termini presenti in qualsiasi dizionario: per esempio Aard387vark o 420BMttNT. Ricordare che le password distinguono le maiuscole dalle minuscole. Se si annota la password su un foglio di carta, conservarlo in un posto sicuro. Si raccomanda tuttavia di non annotare mai le password.

Note

Non utilizzate le password fornite dall'esempio in questo manuale, il loro utilizzo potrebbe mettere a rischio la sicurezza del vostro sistema.

Note

Per modificare la password di root dopo aver completato l'installazione, utilizzare Strumento Password di Root.
Digitare il comando system-config-rootpassword in un prompt della shell per lanciare Strumento Password di Root. Se non si è utente root, verrà richiesto d'inserire la password root per continuare.
Inserire la password di root nel campo Password di root. Fedora visualizzerà degli asterischi al posto dei caratteri per motivi di sicurezza. Inserire la stessa password nel campo Conferma per assicurare che la password sia corretta. Dopo aver impostato la password di root, selezionare Next per procedere.

7.18. Disk Partitioning Setup

In questa schermata è possibile scegliere se creare un layout predefinito, oppure se eseguire un partizionamento manuale mediante l'opzione Crea una struttura personalizzata.
Le prime tre opzioni permettono di eseguire una installazione automatica senza dover partizionare le unità. Se non si è sicuri sul modo di partizionare il sistema, è consigliabile non scegliere il partizionamento manuale ma lasciare il compito al programma di installazione.
È possibile configurare un target iSCSI per il processo d'installazione, oppure disabilitare un dispositivo dmraid da questa schermata, semplicemente selezionando il pulsante 'Configurazione storage avanzata'. Per maggiori informazioni consultare la Sezione 7.19, «Advanced Storage Options ».

Warning

Il programma di aggiornamento PackageKit scarica in modo predefinito i pacchetti aggiornati su /var/cache/yum/. Se si effettua un partizionamento manuale e si crea una partizione /var/ separata, assicurarsi di creare una partizione sufficientemente larga (3.0 GB o più) per poter effettuare un download degli aggiornamenti del pacchetto.
Disk Partitioning Setup
Scegliere se eseguire il partizionamento automatico o manuale.
Figura 7.15. Disk Partitioning Setup

Se si desidera creare un layout personalizzato utilizzando Disk Druid, consultare la Sezione 7.21, «Partizionamento del sistema».

Warning

Se si riceve un segnale di errore simile al seguente dopo la fase di Impostazione del partizionamento del disco del processo d'installazione:
"La tabella di partizionamento sul dispositivo hda non è leggibile. Per creare nuove partizioni, esso deve essere inizializzato, causando la perdita di TUTTI I DATI su questo disco."
you may not have a partition table on that drive or the partition table on the drive may not be recognizable by the partitioning software used in the installation program.
Gli utenti che hanno usato programmi come EZ-BIOS hanno avuto dei problemi simili, causando una perdita dei dati (assumendo che non fosse stato effettuato un back up dei dati prima dell'inizio dell'installazione).
No matter what type of installation you are performing, backups of the existing data on your systems should always be made.

7.19. Advanced Storage Options

Advanced Storage Options
Opzioni memoria avanzate.
Figura 7.16. Advanced Storage Options

Per configurare un target ISCSI invocare il dialogo 'Configurazione parametri ISCSI', selezionando 'Aggiungi target ISCSI' e facendo clic sul pulsante 'Aggiungi unità'. Inserire le informazioni necessarie per l'IP del target ISCSI, e fornite un nome dell'inizializzatore ISCSI unico per identificare il sistema. Se il target ISCSI utilizza CHAP (Challenge Handshake Authentication Protocol) per l'autenticazione, inserire il nome utente e la password. Se l'ambiente utilizza un CHAP 2-way (anche chiamato "CHAP mutuo") inserire inoltre il nome utente e password inverso. Fare clic sul pulsante 'Aggiungi target', per cercare di collegarsi al target ISCSI utilizzando queste informazioni.
Configurazione parametri ISCSI
Configurazione parametri ISCSI.
Figura 7.17. Configurazione parametri ISCSI

Notare che è possibile inserire un IP target ISCSI diverso se in precedenza non sono state inserite informazioni corrette, per poter modificare il nome dell'inizializzatore ISCSI sarà necessario riavviare l'installazione.

7.20. Create Default Layout

La creazione di un layout predefinito consente di controllare quali sono i dati eventualmente rimossi dal sistema. Le opzioni sono:
  • Rimuovi tutte le partizioni sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — selezionare questa opzione per rimuovere tutte le partizioni presenti sul disco fisso (o dischi fissi) (ciò include le partizioni create da altri sistemi operativi come partizioni Windows VFAT o NTFS).

    Warning

    Se si sceglie questa opzione, il programma di installazione rimuoverà tutti i dati presenti sui dischi fissi. Non selezionare l'opzione se sono presenti informazioni che si desidera mantenere sul disco(i) durante l'installazione di Fedora.
  • Rimuovi le partizioni Linux sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — selezionare questa opzione per rimuovere solo le partizioni Linux (partizioni create da una precedente installazione di Linux). Tale operazione non rimuoverà altre partizioni presenti sul disco fisso (ad esempio partizioni VFAT or FAT32).
  • Usa spazio disponibile sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — da utilizzare se si desidera mantenere i dati e le partizioni attuali, nel caso sia presente sufficiente spazio libero sul disco fisso.
Create Default Layout
Partizionamento automatico.
Figura 7.18. Create Default Layout

Utilizzando il mouse selezionare l'unità storage sulla quale si desidera installare Fedora. Se si dispone di due o più unità, sarà possibile scegliere l'unità nella quale eseguire l'installazione. Le unità non selezionate insieme ai rispettivi dati, non verranno interessate da tale processo.

Warning

É sempre buona idea effettuare un back up dei dati presenti nel sistema. Per esempio, se si sta effettuando un aggiornamento o creando un sistema dual-boot, bisogna effettuare un back up dei dati che si desidera mantenere nel disco fisso (o dischi fissi). Potrebbero sempre verificarsi degli errori e ne potrebbe risultare una perdita di tutti i dati.

Note

Se si possiede una scheda RAID, notare che alcuni BIOS non supportano l'avvio dalla scheda RAID. In questi casi, la partizione /boot/ deve essere creata su di una partizione esterna all'array RAID, come ad esempio un disco fisso separato. Sarà necessario utilizzare un disco fisso interno per poter creare una partizione con schede RAID problematiche.
È necessaria per le impostazioni del software RAID una partizione /boot/.
Se si è scelto di eseguire il partizionamento automatico del sistema, selezionare Revisione e modificate manualmente la partizione /boot.
Selezionare Crittazione del sistema per crittografare tutte le partizioni tranne la partizione di /boot.
Usare l'opzione Opzioni avanzate per la memoria se:
  • Se si desidera installare Fedora su un disco collegato attraverso il protocollo iSCSI. Selezionare Opzioni avanzate per la memoria e selezionare Aggiungere target iSCSI, quindi selezionare Aggiungi disco. Fornire un indirizzo IP e il nome iniziale iSCSI e selezionare Aggiungi disco.
  • Si desidera disabilitare un dispositivo dmraid che è stato rilevato all'avvio.
Per rivedere le partizioni create con il partizionamento automatico, e apportare le modifiche necessarie, selezionare l'opzione Revisione. Dopo aver selezionato Revisione e aver fatto clic su Avanti per procedere, verranno visualizzate le partizioni create da anaconda. È possibile modificare queste partizioni se non si è soddisfatti del risultato.

Installing in text mode

Se si installa Fedora in modalità testo, è possibile utilizzare solo lo schema di partizionamento predefinito descritto in questa sezione. Perciò, sebbene sia possibile utilizzare l'intero disco, per rimuovere le partizioni Linux esistenti, o usare lo spazio libero sul disco, non è possibile personalizzare la configurazione delle partizioni. È così, non è possibile aggiungere o rimuovere partizioni o file system oltre a quelli che il programma di installazione aggiunge o rimuove automaticamente. Se si richiede una configurazione personalizzata al momento dell'installazione, è necessario eseguire una installazione grafica tramite una connessione VNC o una installazione kickstart.
Inoltre, opzioni avanzate come LVM, filesystem criptati e filesystem ridimensionabili sono disponibili solo in modalità grafica e kickstart.
Una volta effettuate le proprie scelte, fare clic su Avanti per continuare.
Se si seleziona l'opzione di partizionamento automatico e si seleziona l'opzione Revisiona, è possibile accettare sia le impostazioni attuali (facendo clic su Avanti) sia di modificare la configurazione manualmente nella schermata di partizionamento.

Nota

Notare che durante il processo d'installazione in modalità di testo, non sarà possibile lavorare con LVM (Logical Volumes) oltre le impostazioni esistenti. LVM può essere impostato solo utilizzando una installazione grafica.
Se si desidera creare uno schema personalizzato, è necessario indicare al programma d'installazione dove installare Fedora. È possibile eseguire la suddetta operazione definendo il mount point per una o più partizioni sulla quale è stato montato Fedora. A questo punto, molto probabilmente, sarà necessario creare e/o cancellare alcune partizioni.

Note

Se ancora non è stato deciso come impostare le partizioni, consultare Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco e Sezione 7.21.4, «Schema di partizionamento consigliato». Come requisiti minimi sarà necessaria una partizione root con dimensioni appropriate, ed una partizione swap uguale o doppia rispetto alla quantità di RAM presente sul sistema. Gli utenti dei sistemi Itanium dovrebbero essere in possesso di una partizione /boot/efi/ di circa 100MB e di tipo FAT (VFAT), una partizione swap di almeno 512 MB, e una partizione (/) root con dimensioni appropriate.
Partizionamento su sistemi x86, AMD64, e Intel 64
La schermata principale di partizionamento.
Figura 7.19. Partizionamento su sistemi x86, AMD64, e Intel® 64

A parte in alcuni casi particolari, anaconda è in grado di gestire i requisiti di partizionamento per una installazione standard.

7.21.1. Display grafico dei dischi fissi

La schermata di partizionamento fornisce una rappresentazione grafica dei dischi fissi.
Usando il mouse, cliccare una volta per evidenziare un campo specifico nel display grafico. Fare doppio click per modificare una partizione esistente oppure creare una partizione con lo spazio libero disponibile.
Nella parte superiore del display compare il nome dell'Unità (per esempio /dev/hda), la Geom (che mostra la geometria del disco fisso ed è formata da tre numeri che rappresentano il numero dei cilindri, delle testine e dei settori così come riportato dal disco fisso) ed il Modello del disco fisso rilevato dal programma di installazione.

7.21.2. La schermata di partizionamento

Questi pulsanti sono usati per cambiare gli attributi di una partizione (per esempio il tipo di file system ed il punto di mount) ed anche a creare dispositivi RAID. I pulsanti di questa schermata vengono utilizzati, inoltre, per accettare le modifiche apportate o per uscire dalla schermata di partizionamento. Per maggiori informazioni, prendere visione dei pulsanti riportati di seguito:

7.21.3. Campi delle partizioni

Sopra la gerarchia di partizione vi sono delle etichette informative inerenti alle partizioni che state creando. Le etichette sono così definite:
  • Dispositivo: questo campo mostra il nome del dispositivo della partizione.
  • Mount point/RAID/Volume: Un mount point è il punto all'interno di una gerarchia della directory sulla quale èpresente un volume; tale volume viene "montato" in questa posizione. Questo campo indica il punto in cui verrà montata la partizione. Se la partizione è già esistente, ma non è impostata, occorre definire il mount point. Fate doppio clic sulla partizione o un clic solo sul pulsante Modifica.
  • Tipo: Questo campo mostra il tipo di file system della partizione (per esempio, ext2, ext3, ext4 o vfat).
  • Formato: questo campo mostra se la partizione creata verrà formattata.
  • Dimensioni: questo campo mostra le dimensioni della partizione (misurate in MB).
  • Inizio: questo campo mostra il settore del vostro disco fisso da cui inizia la partizione.
  • Fine: questo campo mostra il settore del vostro disco fisso in cui termina la partizione.
Nascondi dispositivo RAID/membri del gruppo di volumi LVM: questa opzione consente di non visualizzare i dispositivi RAID o i membri del gruppo di volumi LVM che avete creato.

7.21.4. Schema di partizionamento consigliato

7.21.4.1. sistemi x86, AMD64 e Intel® 64

Se non esiste una buona ragione per fare diversamente, si consiglia di creare le seguenti partizioni per i sistemi x86, AMD64, e Intel® 64:
  • Una partizione di swap
  • Una partizione /boot
  • Una partizione /
  • Una partizione swap (almeno 256 MB)
    Le partizioni swap vengono usate per supportare la memoria virtuale. In altre parole, i dati vengono salvati su di una partizione swap quando non vi è RAM sufficiente per conservare i dati che il sistema sta eseguendo. Inoltre, alcune opzioni di gestione energetica immagazzinano tutto il contenuto della memoria nella partizione di swap disponibile, nel caso di sospensione del sistema.
    Se non s è sicuri sulla dimensione della partizione swap da creare, farla del doppio della quantità di RAM presente sulla macchina. Tale partizione deve essere di tipo swap.
    La creazione della quantità adatta dello spazio di swap, varia a seconda dei seguenti fattori (elencati in ordine d'importanza):
    • Applicazioni in esecuzione sulla macchina.
    • Quantità di RAM fisica installata sulla macchina.
    • Versione dell'OS.
    Lo swap deve essere uguale a 2x rispetto alla RAM fisica fino a 2 GB della stessa, e 1x aggiuntiva della RAM fisica per qualsiasi valore superiore a 2 GB, ma mai minore di 32 MB.
    Quindi se:
    M = Quantità di RAM in GB, e S = Quantità di swap in GB,
    Se M < 2
            S = M *2
    Altro
            S = M + 2
    
    Usando questa formula, un sistema che presenta 2 GB di RAM fisica, avrà 4 GB di swap, mentre un sistema con 3 GB di RAM fisica, avrà 5 GB di swap. La creazione di uno spazio molto grande della partizione swap, può essere d'aiuto se desiderate eseguire in futuro un miglioramento della vostra RAM.
    Per i sistemi che presentano una quantità di RAM molto elevata (maggiore di 32 GB), sarà opportuno creare una partizione swap più piccola (di circa 1x, o minore, della RAM fisica).
  • Una partizione /boot/ (100 MB)
    La partizione montata su /boot/ contiene il kernel del sistema operativo (il quale permette al sistema di avviare Fedora), insieme ai file utilizzati durante il processo bootstrap. A causa di alcune limitazioni, è necessaria la creazione di una partizione ext3 nativa in modo da contenere i suddetti file. Per la maggior parte degli utenti, è sufficiente una partizione boot di 100MB.

    ext4 and Btrfs

    Il bootloader GRUB non supporta il file system ext4 o Btrfs. non è possibile usare partizioni ext4 o Btrfs per /boot/.

    Note

    Se il disco fisso è maggiore di 1024 cilindri (e il sistema è stato fabbricato più di due anni fa), potrebbe essere necessario creare una partizione /boot/ se si desidera che la partizione / (root), sia in grado di usare tutto lo spazio rimanente sul disco fisso.

    Note

    Se si possiede una scheda RAID, dovreste essere a conoscenza che alcuni BIOS non supportano l'avvio dalla scheda RAID. In casi sopra descritti, la partizione /boot/ deve essere creata su di una partizione esterna all'array RAID, come ad esempio un disco fisso separato.
  • Una partizione root (3.0 GB - 5.0 GB)
    Questa è la posizione di / (la cartella root). In questa impostazione, tutti i file (ad eccezione di quelli conservati in /boot) si trovano sulla partizione root.
    Una partizine da 3 GB consente una installazione minima, mentre una partizione root da 5 GB consente una installazione completa, selezionando tutti i gruppi di pacchetti.

    Root e /root

    La partizione / (o root) è l'inizio della struttura delle cartelle. La cartella /root /root (a volte pronunciata "slash-root") è la cartella principale dell'account utente per l'amministrazione del sistema.
Se si creano più partizioni invece di un unica partizione / gli avanzamenti di sistema diventano più semplici. Fare riferimento alla descrizione delle opzioni di modifica in Sezione 7.21.2, «La schermata di partizionamento» per maggiori informazioni.
La seguente tabella riporta le dimensioni minime delle partizioni per le partizioni che contengono le cartelle elencate. Non bisogna creare una singola partizione per ognuna di queste cartelle. Per esempio, la partizione che contiene /foo deve essere almeno di 500MB e non bisogna fare una singola partizione /foo, quindi la partizione / (root) deve essere almeno 500 MB.
Cartella Dimensione minima
/ 250 MB
/usr 250 MB, ma è consentito spostarla in una partizione separata
/tmp 50 MB
/var 384 MB
/home 100 MB
/boot 75 MB
Tabella 7.3. Dimensioni minime partizioni

Lascia lo spazio in eccesso non allocato

Assegnare spazio su disco solo alle partizioni che ne hanno immediata necessità. Sarà possibile allocare lo spazio libero in qualsiasi momento, per venire incontro alle necessità che si verificheranno. Per imparare un metodo più flessibile per la gestione della memoria, fare riferimento a Appendice D, Comprensione di LVM.
Se non si è sicuri di come configurare al meglio le partizioni per il sistema, accettare lo schema di partizionamento predefinito.
7.21.4.1.1. Avviso sulle partizioni
Una impostazione ottimale delle partizioni dipende dall'utilizzo del sistema Linux in questione. I consigli di seguito potrebbero aiutare a decidere come allocare lo spazio su disco.
  • Se si pensa che qualche utente conserverà dati sul sistema, creare una partizione separata per la cartella /home all'interno del gruppo di volumi. Con una partizione /home separata, è possibile aggiornare o reinstallare Fedora senza la cancellazione dei dati personali.
  • Ogni kernel installato sul sistema richiede approssimativamente 10 MB nella partizione di /boot. Se non si pensa di installare un grande numero di kernel, la dimensione predefinita di 100 MB per /boot è sufficiente.

    ext4 and Btrfs

    Il bootloader GRUB non supporta il filesystem ext4 o Btrfs. Non è possibile usare una partizione ext4 o Btrfs per /boot.
  • La cartella /var mantiene contenuti per alcune applicazioni, incluso il server web Apache. Viene usata inoltre per contenere i pacchetti di aggiornamenti in maniera temporanea. Assicurarsi che la partizione contenente la cartella /var abbia abbastanza spazio per scaricare gli aggiornamenti in sospeso e stipare gli altri contenuti.

    Aggiornamenti sospesi

    Siccome Fedora è una raccolta di software in rapida progressione, potrebbero essere disponibili molti aggiornamenti successivi al ciclo di rilascio. È possibile aggiungere un repository software alle sorgenti di installazione successivamente per minimizzare questo problema. Per maggiori informazioni fare riferimento a Sezione 7.23.1, «Installare da repository aggiuntivi».
  • La cartella /usr contiene la maggior parte dei contenuti software di un sistema Fedora. Per l'installazione di un set di software predefinito sono necessari almeno 4GB di spazio. Se si è sviluppatori di software o si intende usare il sistema Fedora per imparare a sviluppare software, potrebbe essere necessario il doppio dello spazio.

    Non posizionare /usr su una partizione separata

    Se /usr si trova su una partizione diversa dalla /, il processo di avvio diventa molto più complicato ed in alcune situazioni (come installazioni su dischi iSCSI) potrebbe non funzionare del tutto.
  • Considerare di lasciare una porzione di spazio in un volume LVM non allocato. Questo spazio non allocato fornisce maggiore flessibilità se i requisiti di spazio dovessero cambiare ma non si desidera rimuovere dati da altre partizioni per riallocare spazio.
  • Se si separano le sottocartelle con delle partizioni, è possibile mantenere il contenuto di queste sottocartelle se si decide di installare una nuova versione di Fedora sul proprio sistema. Per esempio, se si desidera eseguire un database MySQL in /var/lib/mysql, realizzare una partizione a parte per questa cartella nel caso si desidera reinstallarla successivamente.
La seguente tabella rappresenta una possibile configurazione per un sistema con un solo hard disk nuovo da 80GB e con 1GB di RAM. Notare che circa 10GB del gruppo di volumi non è allocato per consentire aumenti di partizione successivi.

Esempi di utilizzo

L'impostazione non è ottimale per tutti i casi di utilizzo.
Partizione Dimensione e tipo
/boot partizione 100MB ext3.
swap 2 GB swap
Volume fisico LVM Spazio rimanente, come un gruppo di volumi LVM
Tabella 7.4. Impostazione partizioni d'esempio

Il volume fisico viene assegnato al gruppo di volumi predefinito e diviso nei seguenti volumi logici:
Partizione Dimensione e tipo
/ 13 GB ext4
/var 4 GB ext4
/home 50 GB ext4
Tabella 7.5. Esempio di impostazione partizioni: volume fisico LVM

Esempio 7.1. Impostazione partizioni d'esempio

7.21.5. Aggiunta di partizioni

Note

Per questa installazione sarà necessario dedicare una o più partizioni. Per maggiori informazioni consultare il Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco.
Creazione di una nuova partizione
Creazione di una nuova partizione.
Figura 7.24. Creazione di una nuova partizione

  • Punto di montaggio: Inserire il punto di montaggio della partizione. Per esempio, se la partizione in oggetto è quella root, inserire /; digitare /boot per la partizione /boot e così via. Inoltre è possibile utilizzare il menu a tendina per selezionare il punto di montaggio corretto per la partizione. Per una partizione swap non sarà necessario impostare alcun punto di montaggio - sarà sufficiente selezionare swap come tipo di filesystem.
  • Tipo di File System: Utilizzando il menù a tendina selezionare il tipo di file system appropriato per questa partizione. Per maggiori informazioni sui tipi di file system, fare riferimento a Sezione 7.21.5.1, «Tipi di filesystem».
  • Unità disponibili: Questo campo contiene un elenco dei dischi fissi installati sul sistema. Se viene selezionata la casella relativa ad un disco fisso, allora la partizione potrà essere creata su quel disco. Se la casella non è selezionata, la partizione non verrà mai creata sul disco in questione. Utilizzando le impostazioni di queste caselle, è possibile scegliere se anaconda debba posizionare le partizioni a seconda delle esigenze personali, oppure lasciare che anaconda decida dove posizionarle.
  • Dimensione (MB): Inserire la dimensione della partizione (in megabyte). Nota, questo campo inizia con 100 MB; se tale valore non viene modificato verrà creata una partizione di 100 MB.
  • Dimensioni facoltative aggiuntive: decidere se mantenere la partizione alla dimensione stabilita, se permettere che "cresca" (riempiendo lo spazio del disco fisso) fino a un certo punto o se occupare tutto lo spazio rimanente del disco fisso.
    Se si seleziona Occupa tutto lo spazio fino a (MB), bisogna fornire un valore nel campo alla destra di questa opzione. In questo modo manterrete una certa quantità di spazio libero sul disco per un utilizzo futuro.
  • Forza come partizione primaria: Scegliere se la partizione che si sta creando deve essere una delle quattro partizioni presenti sul disco fisso. Se non selezionata, la partizione sarà creata come partizione logica. Consultare la Sezione A.1.3, «Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese» per maggiori informazioni.
  • Ok: Selezionare Ok se si è soddisfatti delle impostazioni e si desidera creare la partizione.
  • Annulla: selezionare Annulla se non si desidera creare la partizione.

7.21.5.1. Tipi di filesystem

Fedora permette di creare diversi tipi di partizione, a seconda del tipo di filesystem che si utilizza. Di seguito viene riportata una breve descrizione dei vari filesystem e del loro possibile utilizzo.

7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64

Per avviare il sistema senza l'uso di media d'avvio, di norma è necessario installare un boot loader. Il boot loader è il primo programma software che viene eseguito all'avvio del computer. è responsabile del caricamento e del trasferimento del controllo al software del kernel del sistema operativo. Il kernel, a sua volta, inizializza la parte restante del sistema operativo.

Installing in text mode

Se si installa Fedora in modalità testo, il programma di installazione configura il bootloader automaticamente e non è possibile personalizzare le impostazioni del bootloader durante il processo d'installazione.
GRUB (GRand Unified Bootloader), installato per default, è un boot loader molto potente, in grado di caricare numerosi sistemi operativi gratuiti oltre ai sistemi operativi proprietari mediante il chain-loading (il meccanismo per caricare sistemi operativi non supportati caricando un altro boot loader, come DOS o Windows).

Il menù d'avvio di GRUB

Il menù di GRUB in modo predefinito viene nascosto, a parte su sistemi con doppio boot. Per mostrare il menù di GRUB durante l'avvio del sistema, mantenere premuto il tasto Shift prima del caricamento del kernel. (Funziona qualsiasi altro tasto, ma il tasto Shift è il migliore da usare.)
Configurazione del boot loader
Configurare l'avvio del sistema.
Figura 7.25. Configurazione del boot loader

Si potrebbe già avere un boot loader installato sul sistema. Un sistema operativo può installare il proprio boot loader preferito, o si potrebbe avere installato un boot loader di terze parti. Se il boot loader installato non dovesse riconoscere le partizioni Linux, si potrebbe non essere in grado di avviare Fedora. Usare GRUB come boot loader per avviare Linux e tanti altri sistemi operativi. Seguire quanto detto in questo capitolo per installare GRUB.

Installing GRUB

Installando GRUB, si potrebbe sovrascrivere il boot loader esistente.
Per impostazione predefinita, il programma di installazione installa GRUB nel master boot record o MBR, del dispositivo in cui è presente la root del file system. Per evitare l'installazione di un nuovo boot loader, deselezionare Installa boot loader su /dev/sda.

Warning

Se scegliete di non installare GRUB per qualsiasi motivo, allora non sarete in grado di avviare direttamente il sistema e dovrete utilizzare un metodo diverso, (per esempio un'applicazione di un boot loader commerciale). Utilizzate questa opzione solo se siete certi di disporre di un metodo alternativo per avviare il sistema!
Se si hanno altri sistemi operativi già installati, Fedora prova automaticamente a rilevarli ed a configurare GRUB per farli avviare. Si può anche configurare manualmente ogni sistema operativo aggiuntivo se GRUB non dovesse riuscire nell'intento.
Per aggiungere, rimuovere, o cambiare le impostazioni dei sistemi operativi rilevati, usare le opzioni fornite.
Aggiungi
Cliccare sul pulsante Aggiungi per includere un sistema operativo aggiuntivo in GRUB.
Selezionare dal menù a tendina la partizione del disco che contiene il sistema operativo avviabile e digitare l'etichetta desiderata. GRUB mostrerà tale etichetta nel proprio menù di avvio.
Modifica
Per cambiare una voce nel menù di avvio di GRUB, selezionare la voce e poi selezionare Modifica.
Elimina
Per rimuovere una voce dal menù di avvio di GRUB, selezionare la voce relativa e poi selezionare Elimina.
Selezionate Default accanto alla partizione root desiderata, per poter scegliere l'OS avviabile per default. Non potrete continuare con l'installazione se non sceglierete una immagine di avvio predefinita.

Note

La colonna Label elenca ciò che deve essere immesso al prompt di avvio, nei boot loader non grafici, per avviare il sistema operativo desiderato.
Dopo avere caricato la schermata di avvio di GRUB, utilizzate i tasti freccia per scegliere un boot label, oppure digitate e per la modifica. Verrà visualizzato un elenco di elementi del file di configurazione per il boot label selezionato.
Le password dei boot loader forniscono un meccanismo di sicurezza in un ambiente in cui è disponibile l'accesso fisico al server.
Se state installando un boot loader, è necessario creare una password per proteggere il sistema. Senza una password gli utenti che hanno accesso al sistema, possono passare opzioni al kernel rischiando di compromettere la sicurezza del sistema stesso. è necessario prima digitare la password per selezionare qualsiasi opzione di avvio non standard. Tuttavia potrebbe essere ancora possibile per coloro che possiedono un accesso fisico alla macchina, l'esecuzione di un avvio attraverso un dischetto, un CD-ROM, oppure un media USB se il BIOS lo supporta. I piani riguardanti la sicurezza che includono le password del boot loader, dovrebbero risolvere i metodi di avvio alternativi.

Quando fare a meno delle password per GRUB

Potrebbe non essere necessario definire una password per GRUB se il sistema ha solo operatori fidati, o se è fisicamente messo in sicurezza tramite consolle con accessi controllati. Comunque, se una persona non fidata può ottenere un accesso fisico alla tastiera del computer ed al monitor, la stessa persona può riavviare il sistema ed accedere a GRUB. In questi casi una password può essere di aiuto.
Se scegliete di utilizzare la password del boot loader per migliorare la sicurezza del sistema, assicuratevi di selezionare la casella di controllo Utilizza una password per il boot loader.
Al termine della selezione, digitate una password e confermatela.
GRUB archivia la password in forma criptata, affinché non possa essere letta o recuperata. Nel caso in cui la password di avvio venga dimenticata, si può avviare il sistema normalmente per poi cambiare la password nel file /boot/grub/grub.conf. Se si è impossibilitati ad effettuare un boot, si dovrebbe essere in grado di usare la modalità di "ripristino" tramite l'uso del primo disco di installazione di Fedora per azzerare la password di GRUB.
Per cambiare la password di GRUB, usare il programma grub-md5-crypt. Per maggiori informazioni a riguardo, usare il comando man grub-md5-crypt in un terminale, per leggere le pagine del manuale.
Per configurare un numero maggiore di opzioni avanzate del boot loader, come ad esempio l'ordine del drive o le opzioni di passaggio per il kernel, assicuratevi che Configura opzioni avanzate del boot loader, sia stato selezionato prima di fare clic sul pulsante Avanti.

7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader

Dopo avere scelto il boot loader da installare, potete anche determinare dove installarlo. Avete a disposizione due opzioni:

Note

Se disponete di una scheda RAID, ricordate che alcuni BIOS non supportano l'avvio tramite questa scheda. In casi simili, il boot loader non deve essere installato sull'MBR dell'array RAID. Esso dovrebbe essere installato sull'MBR della stessa unità sulla quale è stata creata la partizione/boot.
Se il sistema utilizza solo Fedora, selezionare l'MBR.
Cliccare sul pulsante Cambia ordine unità se desiderate organizzare l'ordine delle unità o se il BIOS non restituisce il corretto ordine. Tale modifica può rivelarsi utile se disponete di più adattatori SCSI o di adattatori SCSI e IDE e desiderate eseguire l'avvio dal dispositivo SCSI.
Ora che avete effettuato la maggior parte delle scelte riguardanti l'installazione, sarete pronti a confermare la selezione dei pacchetti predefinita, o a personalizzare i pacchetti per il sistema.
Apparirà la schermata Installazione pacchetti predefinita con i dettagli dell'insieme di pacchetti predefiniti per l'installazione di Fedora. Questa schermata varia a seconda della versione di Fedora che si sta installando.

Installing from a Live Image

Se si installa da una immagine live di Fedora, non è possibile fare scelte sui pacchetti. Questo metodo di installazione trasferisce una copia dell'immagine live piuttosto che installare i pacchetti da un repository. Per cambiare la scelta dei pacchetti completare l'installazione e quindi usare l'applicazione Aggiungi/Rimuovi Software per effettuare le modifiche desiderate.

Installing in text mode

Se si installa fedora in modalità testo, non sarà possibile effettuare scelte sui pacchetti. Il programma di installazione selezionerà i pacchetti solo dai gruppi base e core. Questi pacchetti sono sufficienti per assicurare che il sistema sia operativo alla fine del processo di installazione, pronto per installare aggiornamenti e nuovi pacchetti. Per cambiare la scelta dei pacchetti, completare l'installazione, quindi usare l'applicazione Aggiungi/Rimuovi Software per effettuare le modifiche desiderate.
Package Group Selection
Selezionare i gruppi dei pacchetti che si desidera installare.
Figura 7.27. Package Group Selection

Il processo di installazione di Fedora carica in modo predefinito una selezione di software adeguata per un sistema desktop. Per includere o rimuovere software per i compiti comuni, selezionare le voci rilevanti dalla lista:
Ufficio e produttività
Questa opzione fornisce la suite di produttività OpenOffice.org, l'applicazione di pianificazione di gestione progetti, strumenti grafici come the GIMP ed applicazioni multimediali.
Sviluppo software
Questa opzione fornisce i vari strumenti necessari per compilare software sul sistema Fedora.
Server web
Questa opzione fornisce il server web Apache.
Per selezionare un componente cliccare sulla casella corrispondente (consultare la Figura 7.27, «Package Group Selection»).
Per personalizzare ulteriormente il pacchetto, selezionare l'opzione Personalizza ora sulla schermata. Cliccando su Successivo verrà visualizzata la schermata, Selezione del gruppo di pacchetti.

7.23.1. Installare da repository aggiuntivi

è possibile definire repository aggiuntivi per aumentare il software disponibile per il sistema durante l'installazione. Un repositorio è una locazione di rete che conserva i pacchetti software assieme ai metadata che li descrivono. Molti dei pacchetti software usati in Fedora richiedono che vengano installati altri software. Il programma d'installazione utilizza i metadata per assicurarsi che questi requisiti vengano rispettati per ogni software selezionato per l'installazione.
Le opzioni di base sono:
  • Il repositorio Installation Repo viene selezionato automaticamente. Questo rappresenta la raccolta di software disponibile sui CD o DVD di installazione.
  • Il repositorio Fedora 11 - i386 contiene la raccolta completa del software che è stato rilasciato come Fedora 11, con le varie parti di software nelle loro versioni che sono attualmente in rilascio. Se si sta installando da un Fedora 11 DVD o da un set di CD, questa opzione non offre niente di nuovo, questa opzione fornisce accesso a molto del software che è incluso nel disco. Notare che il computer deve avere accesso ad internet per usare questa opzione.
  • Il repositorio Fedora 11 - i386 - Updates contiene la raccolta completa del software riasciato come Fedora 11, con le varie parti di software nelle loro versioni stabili attuali. Questa opzione non solo installa il software che si sceglie, ma si assicura che sia aggiornato al meglio. Notare che il computer ha bisogno dell'accesso ad internet per usare questa opzione.
Aggiungere un repository software
Inserire i dettagli per repository di software aggiuntivo.
Figura 7.28. Aggiungere un repository software

Per aggiungere software da repository differenti dalla raccolta di pacchetti Fedora, selezionare Aggiungi repository software aggiuntivi. è possibile fornire la posizione di un repository di software di terze parti. A seconda della configurazione di quel repository sarà possibile selezionare software non Fedora durante l'installazione.
Per modificare una locazione del repository software, selezionare il repository dall'elenco e quindi cliccare su Modifica repositorio.

Connessione di rete necessaria

Se si modificano le informazioni di repository durante una installazione non basata su rete, come dal DVD di Fedora, il programma d'installazione richiederà le informazioni sulla configurazione di rete.
Se si seleziona Aggiungi repository software aggiuntivi, verrà visualizzata la finestra di dialogo Modifica repository . Fornire un Nome repository ed un URL Repository per queta locazione.

Mirror software Fedora

Per trovare un mirror software di Fedora geograficamente vicino, fare riferimento a http://fedoraproject.org/wiki/Mirrors.
Una volta localizzato un mirror, per determinare l'URL da utilizzare, trovare la cartella nel mirror che contiene una cartella dal nome repodata. Per intenderci, il repositorio "Everything" per Fedora normalmente viene posizionato nell'albero di cartelle releases/11/Everything/arch/os, dove arch è un nome di architettura di sistema.
Una volta fornite informazioni per repository aggiuntivi, il programma di installazione leggerà i metadata del pacchetto trramite la rete. In particolare, il software che viene marcato viene incluso nella scelta dei gruppi di pacchetti del sistema. Vedere Sezione 7.23.2, «Personalizzazione della scelta del software» per maggiori informazioni sulla scelta dei pacchetti.

Annullare la rimozione di metadata repository

Se si seleziona Back dalla schermata di scelta pacchetti, qualsiasi dato su repository extra inserito verrà perso. Ciò consente di cancellare effettivamente i repository extra. Attualmente non c'è modo di cancellare solo un singolo repository una volta inserito.

7.23.2. Personalizzazione della scelta del software

Selezionare Personalizza ora per specificare i pacchetti software per il sistema finale in maggiore dettaglio. Questa opzione fa in modo che il processo di installazione mostri una schermata di personalizzazione aggiuntiva quando si preme Avanti.

Installazione supporto per lingue aggiuntive

Selezionare Personalizza ora per installare il supporto ad altre lingue. Fare riferimento a Sezione 7.23.2.2, «Supporto aggiuntivo della lingua» per maggiori informazioni sulla configurazione del supporto linguaggi.
Particolari dei gruppi dei pacchetti
Scegliere di aggiungere o rimuovere i pacchetti opzionali da questo gruppo di pacchetti.
Figura 7.29. Particolari dei gruppi dei pacchetti



[2] Una password di root è una password amministrativa per il sistema Fedora. Si consiglia di eseguire un login come utenti root solo a scopo di manutenzione. L'account root opera senza seguire alcuna restrizione imposta ad utenti normali, per questo motivo le modifiche effettuate utilizzando un account root possono avere ripercussioni sull'intero sistema.

[3] L'applicazione fsck viene utilizzata per controllare il file system per la consistenza dei metadata, ed eventualmente riparare uno o più filesystem di Linux.

Capitolo 8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel® o AMD

In quest'appendice vengono trattati alcuni problemi relativi all'installazione e la loro possibile risoluzione.

8.1. Impossibile avviare Fedora

Un segnale 11 di errore, conosciuto come errore di segmentazione , vuol dire che il programma ha provato ad accedere una posizione della memoria che non gli era stata assegnata. Un segnale 11 d'errore può essere causato da un bug in uno dei programmi software installato, oppure da un hardware difettoso.
Se viene visualizzato un segnale d'errore 11 durante l'installazione, il problema è probabilmente dovuto ad un errore presente nell'hardware della memoria sul bus del sistema. Come altri sistemi operativi, Fedora pone le sue richieste all'hardware del sistema. Parte dell'hardware potrebbe non riuscire a soddisfare tali richieste, anche se con altri OS non si riscontrano tali problemi.
Controllare di avere gli ultimissimi aggiornamenti ed immagini. Consultare gli errata online per verificare se sono disponibili versioni più aggiornate. Se anche l'immagine dell'ultima versione non funziona, il problema potrebbe dipendere dall'hardware. Di solito questi errori si trovano nella memoria o nella cache della CPU. Una possibile soluzione di questo errore può essere quella di disattivare la cache della CPU nel BIOS, se il sistema lo supporta. Si può anche provare a sostituire la memoria negli allogiamenti della scheda madre per verificare se il problema deriva dall'alloggiamento o dalla memoria.
Un'altra alternativa è rappresentata dall'esecuzione di un controllo del disco sui CD-ROM di installazione. Il programma di installazione Anaconda presenta la possibilità di verificare l'integrità dei supporti di installazione. Funziona con i metodi di installazione CD, DVD, disco fisso ISO NFS ed ISO. Red Hat consiglia di controllare tutti i supporti di installazione prima di riportare qualsiasi bug relativo all'installazione stessa (la maggior parte dei bug riportati sono dovuti a CD copiati incorrettamente). Per poter utilizzare questo test, digitare il seguente comando al prompt boot:
linux mediacheck
Per ulteriori informazioni sul segnale di errore 11, visitate il sito:
http://www.bitwizard.nl/sig11/

8.3. Problemi durante l'installazione

La tabella di partizionamento sul dispositivo hda non è leggibile. Per creare nuove partizioni, esso deve essere inizializzato, causando la perdita di TUTTI I DATI su questo disco.
you may not have a partition table on that drive or the partition table on the drive may not be recognizable by the partitioning software used in the installation program.
Utenti che hanno utilizzato programmi come EZ-BIOS hanno già avuto esperienza con problemi simili, causando la perdita di dati (supponendo che i dati non sono stati salvati prima di iniziare l'installazione) che non potevano essere recuperati.
No matter what type of installation you are performing, backups of the existing data on your systems should always be made.
Durante alcuni aggiornamenti o installazioni di Fedora, il programma d'installazione (conosciuto anche come anaconda) potrebbe fallire generando un errore di traceback o Python. Tale errore può verificarsi dopo aver selezionato pacchetti individuali, oppure durante il tentativo di salvare i log di aggiornamento nella directory /tmp/. L'errore potrebbe somigliare al seguente:
Traceback (innermost last):
File "/var/tmp/anaconda-7.1//usr/lib/anaconda/iw/progress_gui.py", line 20, in run
rc = self.todo.doInstall ()    
File "/var/tmp/anaconda-7.1//usr/lib/anaconda/todo.py", line 1468, in doInstall 
self.fstab.savePartitions ()    
File "fstab.py", line 221, in savePartitions      
sys.exit(0)  
SystemExit: 0   
Local variables in innermost frame:  
self: <fstab.GuiFstab instance at 8446fe0>  
sys: <module 'sys' (built-in)>  
ToDo object:  (itodo  ToDo  p1  (dp2  S'method'  p3  (iimage  CdromInstallMethod  
p4  (dp5  S'progressWindow'  p6   <failed>
Questo errore si verifica in alcuni sistemi dove i link tra /tmp e le altre posizioni sono simbolici, oppure sono stati modificati dopo la loro creazione. Tali link simbolici, o modificati, non sono validi durante il processo di installazione, e quindi il programma di installazione non può scrivere le informazioni.
Se si verifica questo errore, provare innanzitutto a scaricare qualunque aggiornamento disponibile per Anaconda. Gli aggiornamenti per anaconda e le istruzioni al'uso sono disponibili all'indirizzo:
http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Updates
Il sito Web del programma anaconda potrebbe anche essere molto utile e potete trovarlo online:
http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda
è possibile eseguire una ricerca di bug report relativi a questo problema. Per andare alla ricerca del sistema di monitoraggio dei bug di Red Hat, consultate:
http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/

8.4. Problemi post installazione

Se è stato installato il sistema X Window, ma non si riesce ad ottenere un ambiente desktop grafico nel momento in cui si accede al sistema, è possibile avviare l'interfaccia grafica del sistema X Window utilizzando il comando startx.
Dopo aver digitato questo comando e premuto Invio, viene visualizzato l'ambiente desktop grafico.
Notate, comunque, che questa è una soluzione temporanea e quindi non cambia il processo di accesso per tutti i log in futuri.
Per impostare il sistema in modo da poter accedere alla schermata grafica di login, dovete modificare il file /etc/inittab, modificando solo un numero nella sezione del runlevel. La prossima volta che eseguite un login, vi sarà presentato un prompt di login grafico.
Aprite un prompt della shell. Se siete collegati con il vostro account utente, collegatevi come utente root digitando il comando su.
Digitate ora gedit /etc/inittab per modificare il file con gedit. Il file /etc/inittab verrà aperto. All'interno della prima schermata vedrete una sezione del file che è simile alla seguente:
# Runlevel predefinito. I runlevel usati sono: 
#   0 - halt (NON impostare initdefault a questo) 
#   1 - Single user mode 
#   2 - Multiutente, senza NFS (Come 3, se non si ha una rete) 
#   3 - Modalità multiutente completa 
#   4 - inutilizzata 
#   5 - X11 
#   6 - riavvio (NON impostare initdefault a questo) 
#  id:3:initdefault:
Per cambiare da una console ad un login grafico ,dovete cambiare il numero nella riga seguente id:3:initdefault: da 3 a 5.

Warning

Modificate solo il numero del runlevel di default da 3 a 5.
La riga modificata dovrebbe essere simile alla seguente:
 id:5:initdefault: 
Quando siete soddisfatti della vostra modifica, salvate il file ed uscite utilizzando i tasti Ctrl+Q. Verrà visualizzata una finestra che vi chiederà se desiderate salvare le vostre modifiche. Fate clic su Salva.
La prossima volta che eseguirete il riavvio del sistema, verrà presentato un prompt di login grafico.
Se non è stato creato un account utente nella schermata di firstboot, collegarsi come utente root e digitare la relativa password.
Se non ricordate la vostra password root, dovete avviare il sistema come linux single.
Se state utilizzando un sistema basato su x86, e GRUB è il boot loader installato,digitate e per la modifica dopo il caricamento della schermata di avvio di GRUB. Verrà visualizzato l'elenco degli elementi presenti nel file di configurazione per l'etichetta di avvio che avete selezionato.
Selezionate la riga che inizia con kernel, e digitate e per modificare la voce d'avvio interessata.
Alla fine della riga kernel, aggiungete:
single
Press Enter to exit edit mode.
Once the boot loader screen has returned, type b to boot the system.
Una volta eseguito l'avvio in modalità utente singolo e siete in grado di accedere al prompt #, digitate passwd root, il quale vi permetterà di inserire una nuova password di root. A questo punto potete digitare shutdown -r now per riavviare il sistema con la nuova password di root.
Se non ricordate la password del vostro account, dovete collegarvi come root. Per farlo, digitate su - e inserite la password di root quando richiesto. Digitate poi passwd <username>. Questo vi consente di inserire una nuova password per l'account utente specificato.
Se non visualizzate la schermata di registrazione grafica, controllare per problemi di compatibilità dell'hardware. Linuxquestions.org contiene un elenco della compatibilità hardware su:
http://www.linuxquestions.org/hcl/index.php

8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?

A volte il kernel non rileva tutta la memoria (RAM). Potete verificarlo con il seguente comando:cat /proc/meminfo.
è necessario verificare se la quantità visualizzata coincide con la quantità di RAM nel sistema. Se i due valori non coincidono, aggiungete la riga seguente al file /boot/grub/grub.conf:
mem=xxM
Sostituite xx con la quantità di RAM presente sul sistema in megabyte.
In /boot/grub/grub.conf, l'esempio descritto sopra è molto simile a quanto segue:
# NOTICE: Si possiede una partizione /boot. ciò significa 
#  che tutti i percorsi del kernel si riferiscono a /boot/ 
default=0 
timeout=30 
splashimage=(hd0,0)/grub/splash.xpm.gz 
 title Fedora (2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686)
root (hd0,1)
kernel /vmlinuz-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686 ro root=UUID=04a07c13-e6bf-6d5a-b207-002689545705 mem=1024M
initrd /initrd-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686.img
Al riavvio del computer, le modifiche apportate a grub.conf si rifletteranno sul sistema.
Dopo aver caricato la schermata di avvio di GRUB, digitate e per apportare modifiche. Verrà visualizzato un elenco di elementi nel file di configurazione per il label di boot selezionato.
Scegliete la riga che inizia con kernel e digitate e per modificare questa voce.
Alla fine della riga kernel, aggiungete
mem=xxM
dove xx corrisponde alla quantità di RAM presente nel sistema.
Press Enter to exit edit mode.
Once the boot loader screen has returned, type b to boot the system.
Gli utenti itanium devono inserire comandi di avvio con elilo seguito dal comando di avvio.
Ricordatevi di sostituire xx con la quantità di RAM disponibile sul sistema. Premere Invio per eseguire il boot.

Indice

9. Opzioni di avvio
9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio
9.1.1. Specificare la lingua
9.1.2. Configurare l'interfaccia
9.1.3. Aggiornare anaconda
9.1.4. Specificare il metodo di installazione
9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete
9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione
9.2.1. Abilitare l'accesso remoto con VNC
9.2.2. Connettere il sistema di installazione ad un VNC in ascolto (VNC Listener)
9.2.3. Abilitare l'accesso remoto con telnet
9.3. Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione
9.3.1. Configurare un log server
9.4. Automatizzare l'installazione con Kickstart
9.5. Migliorare il supporto hardware
9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici
9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware
9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione
9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)
9.6.2. Verifica del disco di avvio
9.6.3. Avviare il computer in modalità di ripristino
9.6.4. Avanzamento di versione del computer
10. Installazione senza supporti
10.1. Reperire i file di avvio
10.2. Modificare la configurazione di GRUB
10.3. Avviare l'installazione
11. Impostare un server di installazione
11.1. Preparazione di cobbler
11.2. Preparazione della distribuzione
11.3. Mirror di una locazione di rete
11.4. Importare la distribuzione
11.5. Configurare manualmente un server PXE
11.5.1. Impostare il server di rete
11.5.2. Configurazione di avvio PXE
11.5.3. Aggiunta di host PXE
11.5.4. TFTPD
11.5.5. Configurare il server DHCP
11.5.6. Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato
11.5.7. Eseguire una installazione PXE
12. Installazione tramite VNC
12.1. VNC Viewer
12.2. Modalità VNC in Anaconda
12.2.1. Modo diretto
12.2.2. Modo connessione
12.3. Installazione usando VNC
12.3.1. Esempi di installazione
12.3.2. Considerazioni kickstart
12.3.3. Firewall Considerations
12.4. Riferimenti
13. Installazioni kickstart
13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?
13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?
13.3. Creazione di un file kickstart
13.4. Opzioni di kickstart
13.4.1. Esempio di partizionamento avanzato
13.5. Package Selection
13.6. Script di pre-installazione
13.6.1. Esempio
13.7. Script di post-installazione
13.7.1. Esempi
13.8. Come rendere disponibile un file kickstart
13.8.1. Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
13.8.2. Rendere il file kickstart disponibile sulla rete
13.9. Rendere disponibile l'albero di installazione
13.10. Avvio di una installazione kickstart
14. Configuratore di Kickstart
14.1. Configurazione di base
14.2. Metodo di installazione
14.3. Opzioni del boot loader
14.4. Informazioni sulla partizione
14.4.1. Creazione delle partizioni
14.5. Network Configuration
14.6. Autenticazione
14.7. Configurazione firewall
14.7.1. Configurazione SELinux
14.8. Configurazione display
14.9. Package Selection
14.10. Script di pre-installazione
14.11. Script di post-installazione
14.11.1. Ambiente chroot
14.11.2. Utilizzo di un interprete
14.12. Salvataggio del file

Capitolo 9. Opzioni di avvio

Il sistema di installazione di Fedora include un insieme di funzioni e di opzioni per gli amministratori. Per usare tali opzioni di avvio, digitare linux option al prompt di boot:.
Se si dovesse avere l'esigenza di specificare più di una opzione, occorrerà separarle con un singolo spazio. Per esempio:
linux opzione1 opzione2 opzione3

Opzioni di avvio anaconda

Il programma di installazione anaconda ha molte opzioni di avvio, molte sono elencate sulla wiki http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Options.

Opzioni di avvio del kernel

La pagina web http://fedoraproject.org/wiki/KernelCommonProblems elenca molte opzioni di avvio del kernel comuni. La lista completa di opzioni del kernel è nel file /usr/share/doc/kernel-doc-version/Documentation/kernel-parameters.txt, che è installato con il pacchetto kernel-doc .

Rescue Mode

I dischi di installazione e i dischi di ripristino Fedora possono sia avviarsi in modalità di ripristino, sia caricare il sistema di installazione. Per ulteriori informazioni sui dischi di ripristino e sulla modalità di ripristino, fare riferimento a Sezione 9.6.3, «Avviare il computer in modalità di ripristino».

9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio

Si può usare il menù di avvio per specificare un certo numero di parametri per il sistema di installazione, che includono:
  • language
  • risoluzione video
  • tipo di interfaccia
  • Metodo di installazione
  • parametri di rete

9.1.1. Specificare la lingua

Per configurare la lingua sia per il processo di installazione che per il sistema finale, specificare il codice ISO per la lingua con l'opzione lang. Usare l'opzione keymap per configurare la tastiera correttamente.
Per esempio, i codici ISO el_GR e gr identificano la lingua greca e la tastiera in uso in quel Paese:
linux lang=el_GR keymap=gr
Metodo di installazione Formato opzione
Drive CD o DVD method=cdrom
Hard Drive method=hd://device/
HTTP server method=http://server.mydomain.com/directory/
FTP server method=ftp://server.mydomain.com/directory/
NFS server method=nfs:server.mydomain.com:/directory/
Tabella 9.1. Metodi di installazione

9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete

Per impostazione predefinita, il sistema usa DHCP per ottenere automaticamente i corretti parametri di rete. Per configurare manualmente i parametri di rete, si possono digitare o nella schermata Configurazione TCP/IP, oppure al prompt di boot:. Si possono specificare indirizzo ip, netmask, gateway e dns del server per il sistema di installazione al prompt. Se si dovesse specificare la configurazione della rete al prompt di boot:, tali parametri saranno usati per il processo di installazione, e la schermata Configurazione TCP/IP non apparirà.
Il seguente esempio configura i parametri di rete per un sistema di installazione che utilizzi l'indirizzo IP 192.168.1.10:
linux ip=192.168.1.10 netmask=255.255.255.0 gateway=192.168.1.1 dns=192.168.1.2,192.168.1.3

Configurare il sistema installato

Usare la schermata di configurazione della rete per specificare i parametri di rete per il nuovo sistema. Fare riferimento a Sezione 7.15.1, «Configurazione manuale» per ulteriori informazioni sulla configurazione dei parametri di rete per il sistema installato.

9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione

Si può accedere all'interfaccia grafica o testuale per l'installazione del sistema da qualsiasi altro sistema. L'accesso ad uno schermo in modalità testo richiede il telnet, che è installato per impostazione predefinita su sistemi Fedora. Per ottenere accesso remoto alla schermata grafica di un processo di installazione, usare il software client che supporta il protocollo di visualizzazione VNC (Virtual Network Computing). Molti fornitori mettono a disposizione dei client VNC per Microsoft Windows e per Mac OS ed anche su sistemi basati su UNIX.
linux syslog=192.168.1.20:514
linux ks=location/kickstart-file.cfg
Sorgente Kickstart Formato opzione
Drive CD o DVD ks=cdrom:/directory/ks.cfg
Hard Drive ks=hd:/device/directory/ks.cfg
Altri dispositivi ks=file:/device/directory/ks.cfg
HTTP server ks=http://server.mydomain.com/directory/ks.cfg
FTP server ks=ftp://server.mydomain.com/directory/ks.cfg
NFS server ks=nfs:server.mydomain.com:/directory/ks.cfg
Tabella 9.2. Sorgenti Kickstart

Per ottenere un file Kickstart da uno script o da un'applicazione su un server web, specificare l'URL dell'applicazione con l'opzione ks=. Se si è aggiunta l'opzione kssendmac, la richiesta manderà inoltre le intestazioni HTTP all'applicazione web. L'applicazione può usare queste intestazioni per identificare il computer. Queste righe mandano una richiesta con intestazione all'applicazione http://server.mydomain.com/kickstart.cgi:
linux ks=http://server.mydomain.com/kickstart.cgi kssendmac

9.5. Migliorare il supporto hardware

Per impostazione predefinita, Fedora cerca di riconoscere automaticamente e configurare tutti i componenti del computer. Fedora riconosce la maggior parte dell'hardware di uso comune con i drivers che sono inclusi nel sistema operativo. Per supportare altri dispositivi, si possono aggiungere driver aggiuntivi durante il processo di installazione, o in un secondo momento.

9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici

Il sistema di installazione può caricare driver da dischi, pen drive o da server di rete per configurare il supporto a nuovi dispositivi. Dopo avere completato l'installazione, rimuovere i dischi contenenti i driver e conservarli per l'uso successivo.
dd if=drivers.img of=/dev/fd0
linux dd
Sorgente immagine Formato opzione
Selezionare un dispositivo o un unità disco dd
HTTP server dd=http://server.mydomain.com/directory/drivers.img
FTP server dd=ftp://server.mydomain.com/directory/drivers.img
NFS server dd=nfs:server.mydomain.com:/directory/drivers.img
Tabella 9.3. Sorgenti delle immagini disco dei driver

9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware

La configurazione automatica dell'hardware di alcuni modelli di dispositivi potrebbe fallire o causare instabilità al sistema. In questi casi, potrebbe essere necessario disabilitare la configurazione automatica per tali dispositivi e compiere dei passi aggiuntivi per configurare manualmente il dispositivo dopo avere completato il processo di installazione.

Controllare le note di rilascio

Fare riferimento alle note di rilascio per informazioni su problemi noti con particolari dispositivi.
Per prevaricare la procedura di riconoscimento automatico dell'hardware, usare una o più di una tra le seguenti opzioni:
Compatibilità Opzione
Disabilita il riconoscimento di tutto l'hardware noprobe
Disabilita il riconoscimento di schede grafiche, tastiera e mouse headless
Disabilita passando informazioni di tastiera e mouse alla fase 2 del programma di installazione nopass
Usa il driver VESA di base per il video xdriver=vesa
Disabilita l'accesso shell su console virtuale 2 durante l'installazione noshell
Disabilita configurazioni avanzate e interfaccia di alimentazione (ACPI) acpi=off
Disabilita l'auto diagnosi della CPU machine check exception (MCE). nomce
Disabilita l'accesso alla memoria non uniforme su architetture AMD64 numa-off
Forza il kernel a rilevare una specifica quantità di memoria, dove xxx è un valore in megabyte mem=xxxm
Abilita il DMA solo per i drive IDE e SATA libata.dma=1
Disabilita RAID assistiti dal BIOS nodmraid
Disabilita il riconoscimento dei dispositivi firewire nofirewire
Disabilita il riconoscimento delle porte parallele noparport
Disabilita il riconoscimento di dispositivi PC Card (PCMCIA) nopcmcia
Disabilita il riconoscimento di dispositivi di archiviazione USB nousbstorage
Disabilita il riconoscimento di tutti i dispositivi USB nousb
Disabilita tutti i test dell'hardware di rete nonet
Tabella 9.4. Opzioni hardware

Schermate aggiuntive

L'opzione isa fa mostrare al sistema una schermata testualeaggiuntiva all'inizio del processo di installazione. Utilizzare tale schermata per configurare dispositivi ISA sul computer.

Importante

Altre opzioni di avvio del kernel non hanno un particolare significato per anaconda e non influenzano il processo di installazione. Comunque, se si utilizzano queste opzioni per avviare il sistema di installazione, anaconda li conserverà nella configurazione del bootloader.

9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione

9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)

Errori nei moduli di memoria possono causare al sistema dei freeze o dei crash non prevedibili. In qualche caso, errori di memoria sono da attribuirsi a particolari combinazioni di software. Per queste ragioni, si potrebbe voler testare la memoria di un computer prima di installare Fedora per la prima volta, anche se sullo stesso computer sono già stati avviati altri sistemi operativi.
Questa sezione discute su come installare Fedora sul sistema senza l'aggiunta di alcun dispositivo fisico. Invece, è possibile usare il boot loader esistente GRUB per avviare il programma di installazione.

Linux è necessario

Questa procedura assume che si stia usando Fedora o un'altra distribuzione di linux relativamente moderna, ed il boot loader GRUB. Si assume inoltre che si abbia qualche esperienza in linux.

10.1. Reperire i file di avvio

Per eseguire un installazione senza supporti o server PXE, il sistema deve avere due file salvati in locale, un kernel ed un disco RAM iniziale.
  1. Scaricare una immagine Live o una distribuzione DVD, oppure localizzare un mirror di installazione, visitare http://mirrors.fedoraproject.org/publiclist/Fedora/11/.
  2. Localizzare la cartella isolinux/ utilizzando uno dei seguenti metodi:
    • Se si sceglie di scaricare una immagine, aprirla con lo strumento desktop appropriato. Se si utilizza Fedora, fare doppio click sul file per aprirlo con Archive Manager. Aprire la cartella isolinux/
    • Se si sceglie di non scaricare una intera immagine poiché si desidera installare tramite rete, localizzare la distribuzione desiderata. In generale, una volta trovato un mirror adatto, sfogliare la cartella releases/11/Fedora/arch/os/isolinux/.

    Tipi di installazione disponibili

    Se si scarica una immagine, allora si può scegliere una installazione basata su disco fisso o una installazione di rete. Se si scaricano solamente i file da un mirror, si può solo eseguire una installazione da rete.
  3. Copiare i file vmlinuz e initrd.img dalla sorgente selezionata nella cartella /boot/, rinominandoli in vmlinuz-install e initrd.img-install Bisogna avere i privilegi di root per scrivere i file nella cartella /boot/

10.2. Modificare la configurazione di GRUB

Il GRUB boot loader usa il file di configurazione /boot/grub/grub.conf. Per configurare GRUB per avviare dai nuovi file, aggiungere una istanza di avvio a /boot/grub/grub.conf che vi fa riferimento.
Una istanza di boot minima potrebbe essere come sottoelencato:
title Installation
        root (hd0,0)
        kernel /vmlinuz-install
        initrd /initrd.img-install
Si potrebbe desiderare aggiungere opzioni alla fine della linea del kernel dell'istanza di avvio. Queste opzioni impostano opzioni preliminari in Anaconda che l'utente normalmente imposta interattivamente. Per un elenco delle opzioni di avvio disponibili, fare riferimento a Capitolo 9, Opzioni di avvio.
Le seguenti opzioni sono generalmente utili per installazioni senza supporti:
  • ip=
  • metodo=
  • lingua=
  • mappa tastiera=
  • ksdevice= (se l'installazione richiede un'altra interfaccia oltre eth0)
  • vnc e vncpassword= per una installazione remota
Quando si ha finito, cambiare l'opzione default in /boot/grub/grub.conf per puntare alla nuova istanza precedentemente aggiunta.
default 0

10.3. Avviare l'installazione

Riavviare il sistema. GRUB avvierà il kernel di installazione e il disco RAM, incluse le opzioni settate. Si può fare riferimento al capitolo appropriato in questa guida per il prossimo passo. Se si è scelto di installare in remoto usando VNC, fare riferimento a Sezione 9.2, «Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione» per assistenza sulla connessione al sistema remoto.

Capitolo 11. Impostare un server di installazione

Richiede esperienza

Questa appendice è indirizzata ad utenti con precedenti esperienze linux. Se si è un nuovo utente linux, si potrebbe voler installare utilizzando il disco minimale di avvio oppure il DVD della distribuzione.

Warning

Le istruzioni in questa appendice configurano un server di installazione automatizzato. La configurazione predefinita include la distruzione di tutti i dati presenti su tutti i dischi per gli host che installano utilizzando questo metodo. Ciò è spesso diverso dalle altre configurazioni di server di installazione che potrebbero fornire una esperienza di installazione interattiva.
Fedora permette di eseguire una installazione attraverso una rete usando i protocolli NFS, FTP, o HTTP. Una installazione di rete può essere eseguita tramite un CD-ROM d'avvio, da una unità flash memory avviabile, oppure utilizzando askmethod con il CD #1 o il DVD di Fedora. In alternativa, se il sistema da installare contiene una network interface card (NIC) con un supporto Pre-Execution Environment (PXE), esso può essere configurato in modo da avviarsi tramite i file di un altro sistema presente sulla rete, invece di usare un supporto locale come ad esempio un CD-ROM.
Per una installazione di rete PXE, il NIC del client con il supporto PXE invia una richiesta generale per le informazioni DHCP. Il server DHCP fornisce al client un indirizzo IP, altre informazioni di rete come il nome server, l'indirizzo IP o l'hostname del server tftp (che fornisce i file necessari per avviare il programma d'installazione) e la posizione dei file sul server tftp.Ciò è possibile grazie a PXELINUX, che fa parte del pacchetto syslinux.
In passato, gli amministratori dovevano realizzare un gran numero di configurazioni manuali per realizzare un server di installazione. Tuttavia, se si possiede un server Red Hat Enterprise Linux, CentOS o Fedora sulla rete locale, si può utilizzare cobbler per eseguire queste procedure. Per configurare un server PXE manualmente, consultare Sezione 11.5, «Configurare manualmente un server PXE».
Per eseguire i lavori di questa sezione, passare all'utente root con il comando su -. In alternativa, si può eseguire un comando con l'opzione -c, usando la forma su -c 'command'.

11.1. Preparazione di cobbler

Per installare cobbler usare il seguente comando:
yum -y install cobbler
Il comando cobbler può controllare la validità delle proprie impostazioni e restituire i risultati. Eseguire il seguente comando per controllare le impostazioni:
cobbler check
Cambiare le impostazioni nel file /var/lib/cobbler/settings per riflettere le informazioni degli indirizzi IP per il server. Bisogna almeno cambiare le opzioni server e next_server, anche se queste opzioni possono puntare allo stesso indirizzo IP.
Se non si sta già eseguendo un server DHCP, bisognerà inoltre cambiare l'opzione manage_dhcp in 1. Se si sta eseguendo un server DHCP, configurarlo in accordo alle istruzioni trovate nella documentazione del pacchetto syslinux. Per maggiori informazioni, Fare riferimento ai propri file locali /usr/share/doc/syslinux-version/syslinux.doc e /usr/share/doc/syslinux-version/pxelinux.doc.

11.2. Preparazione della distribuzione

Per preparare una distribuzione da un DVD completo Fedora o una immagine ISO, utilizzare questa procedura.

Locazioni della rete

Per creare un mirror locale da una sorgente di rete esistente, saltare questa sezione e riferirsi invece a Sezione 11.3, «Mirror di una locazione di rete».
  1. Se si sta usando un disco DVD o una immagine ISO, creare una cartella punto di montaggio:
    mkdir /mnt/dvd
    
    Per montare un disco DVD fisico, usare il seguente comando:
    mount -o context=system_u:object_r:httpd_sys_content_t:s0 /dev/dvd /mnt/dvd
    
    Per montare un DVD immagine ISO, usare il seguente comando:
    mount -ro loop,context=system_u:object_r:httpd_sys_content_t:s0 /path/to/image.iso /mnt/dvd
    
  2. Per supportare l'installazione NFS, creare un file /etc/exports ed aggiungervi la seguente linea:
    /mnt/dvd *(ro,async)
    
    Avviare il server NFS usando i seguenti comandi:
    /sbin/service rpcbind start /sbin/service nfs start
    
  3. Per supportare l'installazione HTTP, usare yum per installare il server web apache se non è già installato:
    yum -y install httpd
    
    Creare un link al disco montato nell'area dei contenuti pubblica di Apache:
    ln -s /mnt/dvd /var/www/html/distro
    

11.3. Mirror di una locazione di rete

Se non si possiedono dischi o immagini ISO di una distribuzione, si può utilizzare il comando cobbler per creare un server di installazione. Il comando cobbler può eseguire il fetch della distribuzione tramite la rete come parte del processo di importazione.
Localizzare la distribuzione sulla rete. La locazione può trovarsi sulla rete locale oppure raggiungibile in un sito remoto tramite i protocolli FTP, HTTP oppure rsync. Nota l'URI, sarà in una delle seguenti forme:
  • http://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os
  • ftp://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os
  • rsync://mirror.example.com/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os

11.4. Importare la distribuzione

Per offrire una distribuzione tramite più di un metodo di installazione, eseguire cobbler import aggiuntivi usando un nome differente per ogni metodo. Per ottenere un risultato migliore, utilizzare il metodo di installazione come parte del nome, così apparirà nel menù di avvio del client.
  1. Per importare il disco DVD oppure la distribuzione ISO in cobbler, eseguire questo comando:
    cobbler import --path=/mnt/dvd --name=distro_name
    
    Per distro_name, sostituire un nome significativo per la distribuzione.
    Per importare una distribuzione locale o da rete remota in cobbler, eseguire questo comando. Sostituire network_URI con l'URI trovato in Sezione 11.3, «Mirror di una locazione di rete», e distro_name come di seguito:
    cobbler import --mirror=network_URI --name=distro_name
    

    Importazione di una sorgente

    Quando cobbler importa una distribuzione con i seguenti comandi, copia tutti i file dalla memoria locale del server, il che potrebbe richiedere del tempo.
    Se non si desidera fare delle copie locali della distribuzione poiché i client possono già raggiungere questa locazione, usare l'opzione --available-as.
    cobbler import --path=/mnt/dvd --name=distro_name --available-as=network_URI
    cobbler import --mirror=network_URI --name=distro_name --available-as=network_URI
    
    Per nework_URI, sostituire la locazione di rete appropriata della distribuzione. Questo URI indica come il server rende la distribuzione disponibile ai suoi client. I seguenti esempi assumono che il server cobbler raggiunga la locazione del mirror allo stesso URI del client. Se non è così, sostituire un URI appropriato per l'opzione --mirror. I seguenti esempi sono locazioni URI che funzionano se è stata seguita la procedura di questa sezione, e l'indirizzo IP del server sia 192.168.1.1:
    • nfs://192.168.1.1:/mnt/dvd
    • http://192.168.1.1:/distro
    Se necessario sostituire 192.168.1.1 con l'indirizzo IP del server cobbler.
  2. Eseguire il comando cobbler sync per applicare i cambiamenti. Per controllare che il server cobbler sia in ascolto sulle porte corrette, utilizzare il comando netstat -lp.

    Firewall Considerations

    A seconda della configurazione del server, potrebbe essere necessario usare il comando system-config-securitylevel per consentire l'accesso ad alcuni o a tutti questi servizi di rete:
    • 67 o bootps, per il server DHCP/BOOTP
    • 69 o tftp, per fornire il loader PXE
    • 80 o http, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione HTTP
    • 20 e 21 o ftp, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione FTP
    • 111 o sunrpc, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione NFS

11.5. Configurare manualmente un server PXE

Le seguenti operazioni devono essere eseguite per preparare una installazione PXE:
  1. Configurare il server di rete (NFS, FTP, HTTP) per esportare l'albero di installazione.
  2. Configurare i file sul server tftp necessari per l'avvio di PXE.
  3. Configurare quali host sono abilitati all'avvio dalla configurazione PXE.
  4. Attivazione del servizio tftp.
  5. Configurare il server DHCP.
  6. Avviare il computer ed avviare il processo di installazione.
Aggiungere host
Aggiungere host
Figura 11.1. Aggiungere host

Il passo successivo è configurare quali host sono abilitati alla connessione al server di boot PXE.
Per aggiungere degli host, are clic sul tasto Nuovo.
Aggiungere un host
Aggiungere un host
Figura 11.2. Aggiungere un host

Inserire le seguenti informazioni:
  • Hostname o Indirizzo IP/Sottorete — L'indirizzo IP, hostname completamente qualificato, oppure una sottorete del sistema che deve essere abilitata a connettersi al server PXE per l'installazione.
  • Sistema operativo — L'identificatore del sistema operativo da installare sul client. La lista è popolata dalle instanze di installazione di rete create dalla Schermata installazione di rete.
  • Console seriale — Questa opzione consente l'utilizzo di una console seriale.
  • Kickstart File — La posizione di un file kickstart da usare, tipo http://server.example.com/kickstart/ks.cfg. Questo file può essere creato con il Kickstart Configurator. Fare riferimento a Capitolo 14, Configuratore di Kickstart per maggiori dettagli.
Ignorare le opzioni Snapshot name e Ethernet. Vengono usate solo per ambienti senza disco.

Capitolo 12. Installazione tramite VNC

Il programma d'installazione di Red Hat Enterprise Linux e Fedora (anaconda) offre due modi interattivi di operare. a modalità originale è una interfaccia di testo. La modalità nuova usa GTK+ ed esegue un ambiente X Window. Questo capitolo spiega come usare l'installazione in modalità grafica in ambienti dove il sistema ha un display appropriato ed i dispositivi di input classici per una workstation. Questo scenario è tipico dei sistemi in datacenter, dove spesso sono istallati in un ambiente rack e non hanno uno schermo, tastiera o mouse. In aggiunta, alcuni di questi sistemi hanno la possibilità di connettersi ad un display grafico. Dato che l'hardware enterprise ha raramente la necessità di una sistema fisico, questa configurazione hardware è accettabile.
Anche in questi ambienti, comunque, il programma d'installazione grafico rimane il metodo di installazione raccomandato. L'ambiente in modalità testo manca di molte delle funzioni della modalità grafica. Molti utenti pensano che l'interfaccia in modalità testo fornisca maggiore potenza o possibilità di configurazione non disponibilie nella versione grafica. Risulta vero il contrario. Molti meno punti di sviluppo vengono inseriti nella modalità testo ed alcuni aspetti specifici (per esempio, la configurazione LVM, la configurazione delle partizioni, la scelta dei pacchetti e la configurazione del bootloader) vengono deliberatamente lasciati fuori dalla modalità testo. Le ragioni sono:
  • Meno schermate per la creazione di interfacce utente simili a quelle della modalità grafica.
  • Supporto per l'internazionalizzazione più difficile.
  • Desiderio di mantenere un singolo codice di percorso per installazione interattiva.
Anaconda comunque include una modalità Virtual Network Computing (VNC) che consente la modalità grafica del programma di installazione per l'esecuzione locale, ma lo schermo su un sistema connesso alla rete. L'installazione in modalità VNC fornisce una gamma completa di opzioni di istallazione, anche in situazioni in cui al sistema manca lo schermo oppure i dispositivi di input.

12.1. VNC Viewer

L'esecuzione di una installazione VNC richiede un VNC viewer in esecuzione sulla workstation o qualsiasi altro computer terminale. Posizioni dove si potrebbe volere un VNC viewer installato:
  • La propria workstation
  • Portatile su un datacenter crash cart
VNC è open source e sotto la licenza GNU General Public License. Ne esistono versioni per Linux, Windows e MacOS X. Ecco alcuni VNC viewer raccomandati:
  • vncviewer è disponibile su Red Hat Enterprise Linux e Fedora Linux istallando il pacchetto vnc:
    # yum install vnc
    
  • TightVNC è disponibile per Windows su http://www.tightvnc.com/
  • MacOS X include il supporto VNC predefinito della versione 10.5. nel Finder, cliccare al menù Go e selezionare Connect to Server. Nel campo indirizzo server, è possibile inserire vnc://SERVER:DISPLAY, dove SERVER è l'indirizzo IP o il nome host DNS del server VNC dove si desidera connettersi e DISPLAY è il numero del display VNC (normalmente 1), e cliccare su Connect.
Una volta verificato di avere una VNC viewer disponibile, è ora di avviare l'installazione.

12.2. Modalità VNC in Anaconda

Anaconda offre due modalità di installazione VNC. La modalità scelta dipende dalla configurazione di rete nel proprio ambiente.

12.2.1. Modo diretto

Il modo diretto di VNC in anaconda è quando il client inizia una connessione al server VNC in esecuzione in anaconda. Anaconda dirà quando iniziare questa connessione nel VNC viewer. Il modo diretto può essere attivato dai seguenti comandi:
  • Specificando vnc come argomento di avvio.
  • Specificando il comando vnc nel file di kickstart usato per l'istallazione.
Quando si attiva la modalità VNC, anaconda completerà il primo stadio del programma di installaione e quindi avvierà VNC per eseguire il programma di installazione grafico. Il programma di installazione visualizzerà un messaggio sulla console nel seguente formato:
Running anaconda VERSION, the PRODUCT system installer - please wait...
Anaconda fornirà anche l'indirizzo IP e mostrerà il numero da usae nel VNC viewer. A questo punto, bisogna avviare il VNC viewer e connettersi al sistema target per continuare l'installazione. Il VNC viewer mostrerà anaconda in modalità grafica.
Ci sono alcuni svantaggi nella modalità diretta, fra cui:
  • Richiede accesso virtuale alla console di sistema per vedere l'indirizzo IP e la porta a cui deve connettersi il sistema VNC viewer.
  • Richiede l'accesso interattivo alla console di sistema per completare il primo stadio del programma di installazione.
Se uno di questi svantaggi dovesse evitare l'utilizzo della modalità diretta di VNC in anaconda, allora probabilmente è meglio usare la modalità connessione.

12.2.2. Modo connessione

Alcune configurazioni di firewall o istanze dove il sistema target viene configurato per ottenere un indirizzo IP dinamico potrebbero causare problemi con la modalità diretta di VNC in anaconda. In aggiunta, se manca una console per visualizzare il messaggio che dice a quale indirizzo IP connettersi sul sistema target, allora non sarà possibile continuare il processo di installazione.
La modalità connessione VNC cambia il modo in cui si avvia VNC. Piuttosto che avviare anaconda ed attendere per una connessione. La modalità connessione VNC consente ad anaconda di connettersi automaticamente al viewer, Non è necessario conoscere l'indirizzo IP del sistema target in questo caso.
Per attivare la modalità connessione di VNC, fornire il parametro di avvio vncconnect:
boot: linux vncconnect=HOST
Sostituire HOST con l'indirizzo IP del VNC viewer oppure il nome host DNS. Prima di avviare il processo di installazione sul sistema target, avviare il VNC viewer e impostarlo in attesa per una connessione in ingresso.
Avviare l'installazione e quando il VNC viewer mostra il programma di installazione grafico, sarà tutto pronto.

12.3. Installazione usando VNC

Ora che è stata installata una applicazione VNC viewer e che è stato selezionato il modo VNC da usare in anaconda, si è pronti per iniziare l'installazione.

12.3.1. Esempi di installazione

Il modo più semplice per eseguire una istallazione usando VNC è di connettere un altro computer direttamente alla porta di rete sul sistema target. Il portatile su un datacenter crash cart normalmente riscontra questa regola. Se si sta eseguendo l'installazione in questo modo, assicurarsi di seguire questi passaggi:
  1. Connettere il portatile o l'altra workstation al sistema target usando un cavo incrociato. Se si stanno usando dei cavi normali, assicurarsi di connettere i due sistemi utilizzando un piccolo hub o switch. Le interfacce Ethernet più recenti rileveranno automaticamente se hanno bisogno di un cavo incrociato oppure no, quindi potrebbe essere possibile connettere i due sistemi direttamente usando un cavo normale.
  2. Configurare il sistema VNC viewer per usare un indirizzo RFC 1918 senza gateway. Questa connessione di rete privata verrà usata solo allo scopo dell'installazione. Configurare il sistema VNC viewer per essere 192.168.100.1/24. Se questo indirizzo è usato, usarne qualcun'altro nello spazio degli indirizzi RFC 1918 disponibili.
  3. Iniziare l'installazione sul sistema target.
    1. Avviare l'installazione DVD o CD.
      Se si avvia il supporto di installazione (CD o DVD), assicurarsi che vnc venga dato come parametro di boot. Per aggiungere il parametro vnc, è necessaria una console connessa al sistema target che consenta di interagire con il processo di avvio. Inserire quanto segue nel prompt:
      boot: linux vnc
      
    2. Avvio tramite rete.
      Se il sistema target è configurato con un indirizzo IP statico, aggiungere il comando vnc al file di kickstart. Se il sistema target utilizza DHCP, aggiungere vncconnect=HOST fra gli argomenti di avvio per il sistema target. HOST rappresenta l'indirizzo IP o il nome host DNS del sistema VNC viewer. Inserire quanto segue nel prompt:
      boot: linux vncconnect=HOST
      
  4. Quando viene richiesta la configurazione di rete sul sistema target, assegnare un indirizzo RFC 1918 disponibile nella stessa rete usata per il sistema VNC viewer. Per esempio, 192.168.100.2/24.

    Note

    Questo indirizzo IP viene usato solo durante l'installazione. Sarà possibile configurare successivamente le impostazioni finali di rete durante il processo di installazione, se necessario..
  5. Una volta che il programma di installazione indica che sta avviando anaconda, verra richiesto di connettersi al sistema tramite VNC viewer. Connettere il viewer e seguire le istruzioni per l'installazione grafica che si trovano nella documentazione del prodotto.

12.3.2. Considerazioni kickstart

Se il sistema target si avvierà tramite rete, VNC è ancora disponibile. Basta aggiungere il comando vnc al file kickstart per il sistema. Sarà possibile connettersi al sistema target usando il VNC viewer e visualizzando il processo di installazione. L'indirizzo da usare sarà quello configurato per il sistema tramite il file di kickstart.
Se si sta utilizzando DHCP per il sistema target, potrebbe funzionare meglio il metodo di vncconnect inverso. Piuttosto che aggiungere il parametro di boot vnc al file di kickstart, aggiungere il parametro vncconnect=HOST alla lista degli argomenti di avvio per il sistema target. Per HOST, inserire l'indirizzo IP o l'hostname DNS del sistema VNC viewer. Fare riferimento alla prossima sezione per maggiori dettagli sull'utilizzo della modalità vncconnect.

12.3.3. Firewall Considerations

Se si sta eseguendo una installazione dove il sistema viewer VNC è una workstation su una sottorete diversa da quella del sistema target, si potrebbero avere dei problemi di routing di rete. VNC funziona bene se il sistema viewer ha una rotta verso il sistema target e le porte 5900 e 5901 sono aperte. Se l'ambiente ha un firewall, assicurarsi che le porte 5900 e 5901 siano aperte fra la workstation e il sistema target.
In aggiunta per fornire il parametro di avvio vnc, si potrebbe inoltre voler fornire il parametro vncpassword in questo scenario. Fintanto che la password non viene inviata tramite rete, esso fornisce un passagio in più prima che il viewer possa connettersi al sistema. Una volta che il viewer si connette al sistema target tramite VNC, non sono consentite altre connessioni. Queste limitazioni normalmente sono sufficienti per gli obbiettivi dell'installazione.

Important

Assicurarsi di usare una password temporanea per l'opzione vncpassword. Non dovrebbe essere una password da usare su un sistema, specialmente una password di root.
Se si continuano a riscontrare problemi, considerare l'opportunità di usare il parametro vncconnect. In questa modalità di operazione, si avvia il viewer sul sistema indicandogli di rimanere in ascolto per delle connessioni in entrata. Passando vncconnect=HOST al prompt di avvio il programma di installazione tenterà di connettersi all'HOST specificato (un nome host oppure un indirizzo IP).

12.4. Riferimenti

Capitolo 13. Installazioni kickstart

13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?

Molti amministratori di sistema preferiscono usare un metodo d'installazione automatizzato per installare Fedora sul sistema. Per far fronte a questa necessità, Red Hat ha creato un metodo d'installazione kickstart. Utilizzando kickstart, un amministratore di sistema è in grado di creare un file singolo contenente le risposte a tutte le domande normalmente formulate durante una installazione tipica.
I file kickstart possono essere contenuti in un sistema server singolo e letti da computer individuali durante l'installazione. Questo metodo d'installazione è in grado di supportare l'utilizzo di un file kickstart singolo per installare Fedora su macchine multiple, facilitando così il compito degli amministratori di rete e di sistema.
Kickstart fornisce agli utenti un modo attraverso il quale è possibile automatizzare una installazione di Fedora.

13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?

Le installazioni kickstart richiedono l'installazione del software da un CD o da un disco fisso locale oppure via rete tramite i protocolli NFS, FTP o HTTP.
Per utilizzare kickstart occorre:
  1. Creare un file kickstart.
  2. Creare un supporto d'avvio con il file kickstart oppure rendete il file kickstart disponibile sulla rete.
  3. Rendere disponibile l'albero di installazione.
  4. Avviare l'installazione kickstart.
Il seguente capitolo affronta queste fasi in dettaglio.

13.3. Creazione di un file kickstart

Il file kickstart è un file di testo molto semplice, contenete un elenco di oggetti, ognuno identificato tramite una parola chiave. Si può creare usando l'applicazione Kickstart Configurator, oppure crearlo da zero. Il programma d'installazione di Fedora è in grado di creare altresì un esempio di file kickstart basato sulle opzioni selezionate durante l'installazione. Esso viene scritto sul file /root/anaconda-ks.cfg. Si dovrebbe essere in grado di modificare il file con un editor di testo o un processore word in grado di salvare i file come testo ASCII.
Prima di creare il file kickstart bisogna tenere presente alcuni punti importanti:

13.4. Opzioni di kickstart

Note

Se l'opzione è seguita dal carattere di uguale (=), dopo di esso occorre specificare un valore. Nei comandi di esempio, le opzioni in parentesi ([]) sono argomenti facoltativi per il comando.
autopart (facoltativo)
ignoredisk (facoltativo)
ignoredisk --drives=drive1,drive2,...
autostep (facoltativo)
auth o authconfig (necessari)
bootloader (necessario)
clearpart (opzionale)
cmdline (opzionale)
device (opzionale)
device <type> <moduleName> --opts=<options>
driverdisk (opzionale)
driverdisk <partition> [--type=<fstype>]
driverdisk --source=ftp://path/to/dd.img
driverdisk --source=http://path/to/dd.img
driverdisk --source=nfs:host:/path/to/img
firewall (opzionale)
firewall --enabled|--disabled [--trust=] <device> [--port=]
firstboot (opzionale)
halt (opzionale)
graphical (opzionale)
install (opzionale)
  • cdrom — Installa dalla prima unità CD-ROM sul sistema.
  • harddrive — Installa da un albero di installazione di Red Hat su una unità locale, la quale deve essere vfat o ext2.
    • --biospart=
      Partizione BIOS da installare da (ad esempio 82).
    • --partition=
      Partizione da installare da (ad esempio sdb2).
    • --dir=
      Directory contenente la directory variant dell'albero d'installazione.
    Per esempio:
    harddrive --partition=hdb2 --dir=/tmp/install-tree
    
  • nfs — Installa dal server NFS specificato.
    • --server=
      Server dal quale installare (hostname o IP).
    • --dir=
      Directory contenente la directory variant dell'albero d'installazione.
    • --opts=
      Opzioni di montaggio da usare per montare l'esportazione NFS. (opzionale)
    Per esempio:
    nfs --server=nfsserver.example.com --dir=/tmp/install-tree
    
  • url — Installa da un albero di installazione su un server remoto via FTP o HTTP.
    Per esempio:
    url --url http://<server>/<dir>
    
    oppure:
    url --url ftp://<username>:<password>@<server>/<dir>
    
interactive (opzionale)
iscsi (opzionale)
key (opzionale)
keyboard (necessario)
be-latin1, bg, br-abnt2, cf, cz-lat2, cz-us-qwertz, de, de-latin1, 
de-latin1-nodeadkeys, dk, dk-latin1, dvorak, es, et, fi, fi-latin1, 
fr, fr-latin0, fr-latin1, fr-pc, fr_CH, fr_CH-latin1, gr, hu, hu101, 
is-latin1, it, it-ibm, it2, jp106, la-latin1, mk-utf, no, no-latin1, 
pl, pt-latin1, ro_win, ru, ru-cp1251, ru-ms, ru1, ru2,  ru_win, 
se-latin1, sg, sg-latin1, sk-qwerty, slovene, speakup,  speakup-lt, 
sv-latin1, sg, sg-latin1, sk-querty, slovene, trq, ua,  uk, us, us-acentos
lang (necessario)
lang en_US
langsupport (deprecato)
@french-support
logvol (opzionale)
logvol <mntpoint> --vgname=<name> --size=<size> --name=<name> <options>
part pv.01 --size 3000 
volgroup myvg pv.01
logvol / --vgname=myvg --size=2000 --name=rootvol
logging (opzionale)
mediacheck (opzionale)
monitor (opzionale)
mouse (non supportato)
network (opzionale)