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Fedora 11

Guida d'installazione

Installazione di Fedora 11 su x86, AMD64, e architetture Intel® a 64 bit

Edizione 1.0

Fedora Documentation Project

Fedora Documentation Project


Nota Legale

Copyright © 2009 Red Hat, Inc. and others.
The text of and illustrations in this document are licensed by Red Hat under a Creative Commons Attribution–Share Alike 3.0 Unported license ("CC-BY-SA"). An explanation of CC-BY-SA is available at http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/. The original authors of this document, and Red Hat, designate the Fedora Project as the "Attribution Party" for purposes of CC-BY-SA. In accordance with CC-BY-SA, if you distribute this document or an adaptation of it, you must provide the URL for the original version.
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All other trademarks are the property of their respective owners.
Sommario
Fornisce la documentazione per il processo di installazione.

Intestazione
1. Convenzioni del documento
1.1. Convenzioni tipografiche
1.2. Convenzioni del documento
1.3. Note ed avvertimenti
2. Inviateci i vostri commenti!
Introduzione
1. Background
1.1. Informazioni su Fedora
1.2. Ottenere più aiuto
2. Informazioni su questo documento
2.1. Scopi
2.2. Pubblico
1. Avvio rapido per esperti
1.1. Anteprima
1.2. Scaricare i file
1.3. Preparazione per l'installazione
1.4. Installare Fedora
1.5. Eseguire i passi post installazione
2. Nuovi Utenti
2.1. Come posso scaricare i file di installazione?
2.1.1. Da un mirror
2.1.2. Da BitTorrent
2.2. Di quale architettura è il mio computer?
2.3. Quali file devo scaricare?
2.4. Come posso creare un supporto Fedora?
2.4.1. Realizzare dischi CD e DVD
2.4.2. Preparare supporti USB
2.5. Cosa fare se non si può scaricare Fedora?
2.6. Come avviare il programma di installazione?
I. Prima di iniziare
3. Fasi necessarie per prepararvi all'installazione
3.1. Aggiornare o installare?
3.2. L'hardware è compatibile?
3.3. Lo spazio sul disco è sufficiente?
3.4. E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?
3.4.1. Metodi di avvio alternativi
3.4.2. Creazione di un CD-ROM di installazione
3.5. Preparazione per una installazione di rete
3.5.1. Preparazione per una installazione HTTP e FTP
3.5.2. Preparazione per una installazione NFS
3.6. Preparazione per una installazione dal disco fisso
4. Elenco specifiche di sistema
5. Driver Media per i sistemi Intel® e AMD
5.1. Perchè si necessita di un driver media?
5.2. Cos'è il driver media?
5.3. Come posso ottenere un driver media?
5.3.1. Creazione di un dischetto dei driver da un file d'immagine
5.4. Utilizzo di una immagine del driver durante l'installazione
II. Il processo di installazione
6. Iniziare l'installazione
6.1. Il menù di avvio
6.2. Installare da una sorgente differente
6.3. Verifica dei supporti
6.3.1. Verificare il Live CD
6.3.2. Verifica del DVD
6.4. Avviare dalla rete usando PXE
6.5. Interfacce grafiche e di testo
7. Installazione sui sistemi Intel® e AMD
7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel® o AMD
8.1. Impossibile avviare Fedora
8.1.1. Problemi di avvio con la scheda RAID
8.1.2. Viene visualizzato il segnale di errore 11?
8.2. Problemi nell'avvio dell'installazione
8.2.1. Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
8.3. Problemi durante l'installazione
8.3.1. No devices found to install Fedora Messaggio d'errore
8.3.2. Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
8.3.3. Problemi con la tabella delle partizioni
8.3.4. Uso dello spazio residuo
8.3.5. Altri problemi di partizionamento
8.3.6. Presenza di errori con Python
8.4. Problemi post installazione
8.4.1. Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?
8.4.2. Avvio in un ambiente grafico
8.4.3. Problemi con il sistema X Window (GUI)
8.4.4. Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root
8.4.5. Problemi con il login
8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?
8.4.7. La vostra stampante non funziona
8.4.8. Problemi con la configurazione audio
8.4.9. Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio
III. Opzioni avanzate di installazione
9. Opzioni di avvio
9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio
9.1.1. Specificare la lingua
9.1.2. Configurare l'interfaccia
9.1.3. Aggiornare anaconda
9.1.4. Specificare il metodo di installazione
9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete
9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione
9.2.1. Abilitare l'accesso remoto con VNC
9.2.2. Connettere il sistema di installazione ad un VNC in ascolto (VNC Listener)
9.2.3. Abilitare l'accesso remoto con telnet
9.3. Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione
9.3.1. Configurare un log server
9.4. Automatizzare l'installazione con Kickstart
9.5. Migliorare il supporto hardware
9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici
9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware
9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione
9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)
9.6.2. Verifica del disco di avvio
9.6.3. Avviare il computer in modalità di ripristino
9.6.4. Avanzamento di versione del computer
10. Installazione senza supporti
10.1. Reperire i file di avvio
10.2. Modificare la configurazione di GRUB
10.3. Avviare l'installazione
11. Impostare un server di installazione
11.1. Preparazione di cobbler
11.2. Preparazione della distribuzione
11.3. Mirror di una locazione di rete
11.4. Importare la distribuzione
11.5. Configurare manualmente un server PXE
11.5.1. Impostare il server di rete
11.5.2. Configurazione di avvio PXE
11.5.3. Aggiunta di host PXE
11.5.4. TFTPD
11.5.5. Configurare il server DHCP
11.5.6. Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato
11.5.7. Eseguire una installazione PXE
12. Installazione tramite VNC
12.1. VNC Viewer
12.2. Modalità VNC in Anaconda
12.2.1. Modo diretto
12.2.2. Modo connessione
12.3. Installazione usando VNC
12.3.1. Esempi di installazione
12.3.2. Considerazioni kickstart
12.3.3. Firewall Considerations
12.4. Riferimenti
13. Installazioni kickstart
13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?
13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?
13.3. Creazione di un file kickstart
13.4. Opzioni di kickstart
13.4.1. Esempio di partizionamento avanzato
13.5. Package Selection
13.6. Script di pre-installazione
13.6.1. Esempio
13.7. Script di post-installazione
13.7.1. Esempi
13.8. Come rendere disponibile un file kickstart
13.8.1. Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
13.8.2. Rendere il file kickstart disponibile sulla rete
13.9. Rendere disponibile l'albero di installazione
13.10. Avvio di una installazione kickstart
14. Configuratore di Kickstart
14.1. Basic Configuration
14.2. Metodo di installazione
14.3. Boot Loader Options
14.4. Informazioni sulla partizione
14.4.1. Creazione delle partizioni
14.5. Network Configuration
14.6. Autenticazione
14.7. Configurazione firewall
14.7.1. Configurazione SELinux
14.8. Configurazione display
14.9. Package Selection
14.10. Script di pre-installazione
14.11. Script di post-installazione
14.11.1. Ambiente chroot
14.11.2. Utilizzo di un interprete
14.12. Salvataggio del file
IV. Dopo l'installazione
15. Firstboot
15.1. Accettazione licenza
15.2. Utente di sistema
15.3. Data ed ora
15.4. Profilo hardware
16. Passi successivi
16.1. Aggiornamento del sistema
16.2. Terminare l'aggiornamento a versione superiore
16.3. Passare ad un login di tipo grafico
16.4. Sottoscriversi a Fedora Announcements and News
16.5. Reperire documentazione e supporto
16.6. Unitevi alla Comunità Fedora
17. Recupero di base del sistema
17.1. Problemi comuni
17.1.1. Impossibile effettuare un avvio di Fedora
17.1.2. Problemi hardware/software
17.1.3. Root Password
17.2. Avvio della modalitá di ripristino
17.2.1. Re-installazione del boot loader
17.3. Avvio della modalità utente singolo
17.4. Avvio nella modalitá di emergenza
18. Aggiornamento del sistema in uso
18.1. Scegliere se aggiornare o reinstallare
18.2. Aggiornamento del sistema
19. Rimozione di Fedora
19.1. Fedora è il solo sistema operativo sul computer
19.2. Il computer avvia Fedora e un altro sistema operativo
19.2.1. Il computer avvia sia Fedora che un sistema operativo Microsoft Windows
19.2.2. Il computer avvia sia Fedora che Mac OS X
19.2.3. Il computer avvia sia Fedora che una diversa distribuzione Linux
19.3. Sostituire Fedora con MS-DOS o versioni obsolete di Microsoft Windows
V. Appendici tecniche
A. Introduzione al partizionamento del disco
A.1. Concetti di base sui dischi fissi
A.1.1. Non conta ciò che si scrive, ma come lo si scrive
A.1.2. Partizioni: ottenere più unità da una sola
A.1.3. Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
A.1.4. Creazione di spazio per Fedora
A.1.5. Schema dei nomi per le partizioni
A.1.6. Partizioni ed altri sistemi operativi
A.1.7. Partizioni su disco e punti di montaggio
A.1.8. Quante partizioni?
B. Dischi ISCSI
B.1. dischi iSCSI in anaconda
B.2. dischi iSCSI durante l'avvio
C. Guida alla crittografia del disco
C.1. Cosa è la cifratura del dispositivo a blocchi?
C.2. Crittografare dispositivi a blocchi usando dm-crypt/LUKS
C.2.1. Panoramica di LUKS
C.2.2. Come accedere ai dispositivi criptati dopo l'installazione? (Avvio del sistema)
C.2.3. Scegliere una buona password
C.3. Creazione di dispositivi a blocchi criptati in anaconda
C.3.1. Quali tipi di dispositivi a blocchi possono essere cifrati?
C.3.2. Limitations of Anaconda's Block Device Encryption Support
C.4. Creazione di dispositivi a blocchi cifrati sul sistema installato dopo l'installazione
C.4.1. Creazione dei dispositivi a blocchi
C.4.2. Opzionale: Riempire il dispositivo con dati casuali
C.4.3. Formattare il dispositivo come dispositivo cifrato dm-crypt/LUKS
C.4.4. Create a mapping to allow access to the device's decrypted contents
C.4.5. Creare filesystem sul dispositivo mappato, o continuare a costruire strutture complesse usando il dispositivo mappato
C.4.6. Aggiungere le informazioni di mappatura a /etc/crypttab
C.4.7. Aggiungere una voce a /etc/fstab
C.5. Compiti comuni post installazione
C.5.1. Impostare una chiave generata in modo casuale come metodo aggiuntivo per l'accesso ad un dispositivo cifrato
C.5.2. Aggiungere una nuova frase d'accesso al dispositivo preesistente
C.5.3. Rimozione di una frase d'accesso o chiave da un dispositivo
D. Comprensione di LVM
E. Il boot loader GRUB
E.1. GRUB
E.1.1. Processo di avvio di GRUB e x86
E.1.2. Caratteristiche di GRUB
E.2. Installing GRUB
E.3. Terminologia GRUB
E.3.1. Nomi dei dispositivi
E.3.2. Nomi dei file ed elenchi dei blocchi
E.3.3. Il file System root e GRUB
E.4. Interfacce di GRUB
E.4.1. Ordine di caricamento delle interfacce
E.5. Comandi
E.6. File di configurazione del menu di GRUB
E.6.1. Struttura del file di configurazione
E.6.2. Direttive del file di configurazione
E.7. Changing Runlevels at Boot Time
E.8. Risorse aggiuntive
E.8.1. Documentazione installata
E.8.2. Siti Web utili
E.8.3. Libri correlati
F. Processo di avvio, init e spegnimento
F.1. Il processo di avvio
F.2. Esame dettagliato del processo di avvio
F.2.1. Il BIOS
F.2.2. Il boot loader
F.2.3. Il kernel
F.2.4. Il programma /sbin/init
F.3. Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
F.4. SysV Init Runlevels
F.4.1. Runlevel
F.4.2. Utilità dei Runlevel
F.5. Arresto del sistema
G. Altra documentazione tecnica
H. Contributori e metodi di produzione
H.1. Contributori
H.2. Metodi di produzione
I. Storia revisione
Indice analitico

Intestazione

1. Convenzioni del documento

Questo manuale utilizza numerose convenzioni per evidenziare parole e frasi, ponendo attenzione su informazioni specifiche.
Nelle edizioni PDF e cartacea questo manuale utilizza caratteri presenti nel set Font Liberation. Il set Font Liberation viene anche utilizzato nelle edizioni HTML se il set stesso è stato installato sul vostro sistema. In caso contrario, verranno mostrati caratteri alternativi ma equivalenti. Da notare: Red Hat Enterprise Linux 5 e versioni più recenti, includono per default il set Font Liberation.

1.1. Convenzioni tipografiche

Vengono utilizzate quattro convenzioni tipografiche per richiamare l'attenzione su parole e frasi specifiche. Queste convenzioni, e le circostanze alle quali vengono applicate, sono le seguenti.
Neretto monospazio
Usato per evidenziare l'input del sistema, incluso i comandi della shell, i nomi dei file ed i percorsi. Utilizzato anche per evidenziare tasti e combinazione di tasti. Per esempio:
Per visualizzare i contenuti del file my_next_bestselling_novel nella vostra directory di lavoro corrente, inserire il comando cat my_next_bestselling_novel al prompt della shell e premere Invio per eseguire il comando.
Quanto sopra riportato include il nome del file, un comando della shell ed un tasto, il tutto riportato in neretto monospazio e distinguibile grazie al contesto.
Le combinazioni di tasti possono essere distinte dai tasti tramite il trattino che collega ogni parte della combinazione. Per esempio:
Premere Invio per eseguire il comando.
Premere Ctrl+Alt+F1 per smistarsi sul primo virtual terminal. Premere Ctrl+Alt+F7 per ritornare alla sessione X-Windows.
Il primo paragrafo evidenzia il tasto specifico singolo da premere. Il secondo riporta due combinazioni di tasti, (ognuno dei quali è un set di tre tasti premuti contemporaneamente).
Se si discute del codice sorgente, i nomi della classe, i metodi, le funzioni i nomi della variabile ed i valori ritornati indicati all'interno di un paragrafo, essi verranno indicati come sopra, e cioè in neretto monospazio. Per esempio:
Le classi relative ad un file includono filesystem per file system, file per file, e dir per directory. Ogni classe possiede il proprio set associato di permessi.
Proportional Bold
Ciò denota le parole e le frasi incontrate su di un sistema, incluso i nomi delle applicazioni; il testo delle caselle di dialogo; i pulsanti etichettati; le caselle e le etichette per pulsanti di selezione, titoli del menu e dei sottomenu. Per esempio:
Selezionare SistemaPreferenzeMouse dalla barra del menu principale per lanciare Preferenze del Mouse. Nella scheda Pulsanti, fate clic sulla casella di dialogo mouse per mancini, e successivamente fate clic su Chiudi per cambiare il pulsante primario del mouse da sinistra a destra (rendendo così il mouse idoneo per un utilizzo con la mano sinistra).
Per inserire un carattere speciale in un file gedit, selezionare ApplicazioniAccessoriMappa carattere dalla barra menu principale. Successivamente, selezionare CercaTrova… dalla barra del menu Mappa carattere, inserire il nome del carattere nel campo Cerca e cliccare Successivo. Il carattere ricercato verrà evidenziato nella Tabella caratteri. Fare un doppio clic sul carattere evidenziato per posizionarlo nel campo Testo da copiare, e successivamente fare clic sul pulsante Copia. Ritornare ora al documento e selezionare ModificaIncolla dalla barra del menu di gedit.
Il testo sopra riportato include i nomi delle applicazioni; nomi ed oggetti del menu per l'intero sistema; nomi del menu specifici alle applicazioni; e pulsanti e testo trovati all'interno di una interfaccia GUI, tutti presentati in neretto proporzionale e distinguibili dal contesto.
Corsivo neretto monospazio o Corsivo neretto proporzionale
Sia se si tratta di neretto monospazio o neretto proporzionale, l'aggiunta del carattere corsivo indica un testo variabile o sostituibile . Il carattere corsivo denota un testo che non viene inserito letteralmente, o visualizzato che varia a seconda delle circostanze. Per esempio:
Per collegarsi ad una macchina remota utilizzando ssh, digitare ssh username@domain.name al prompt della shell. Se la macchina remota è example.com ed il nome utente sulla macchina interessata è john, digitare ssh john@example.com.
Il comando mount -o remount file-system rimonta il file system indicato. Per esempio, per rimontare il file system /home, il comando è mount -o remount /home.
Per visualizzare la versione di un pacchetto attualmente installato, utilizzare il comando rpm -q package. Esso ritornerà il seguente risultato: package-version-release.
Da notare la parola in Corsivo neretto — nome utente, domain.name, file-system, pacchetto, versione e release. Ogni parola racchiude il testo da voi inserito durante l'emissione di un comando o per il testo mostrato dal sistema.
Oltre all'utilizzo normale per la presentazione di un titolo, il carattere Corsivo denota il primo utilizzo di un termine nuovo ed importante. Per esempio:
Publican è un sistema di pubblicazione per DocBook.

1.2. Convenzioni del documento

Gli elenchi originati dal codice sorgente e l'output del terminale vengono evidenziati rispetto al testo circostante.
L'output inviato ad un terminale è impostato su tondo monospazio e così presentato:
books        Desktop   documentation  drafts  mss    photos   stuff  svn
books_tests  Desktop1  downloads      images  notes  scripts  svgs

Gli elenchi del codice sorgente sono impostati in tondo monospazio ma vengono presentati ed evidenziati nel modo seguente:
package org.jboss.book.jca.ex1;

import javax.naming.InitialContext;

public class ExClient
{
   public static void main(String args[]) 
       throws Exception
   {
      InitialContext iniCtx = new InitialContext();
      Object         ref    = iniCtx.lookup("EchoBean");
      EchoHome       home   = (EchoHome) ref;
      Echo           echo   = home.create();

      System.out.println("Created Echo");

      System.out.println("Echo.echo('Hello') = " + echo.echo("Hello"));
   }
}

1.3. Note ed avvertimenti

E per finire, tre stili vengono usati per richiamare l'attenzione su informazioni che in caso contrario potrebbero essere ignorate.

Nota Bene

Una nota è un suggerimento o un approccio alternativo per il compito da svolgere. Non dovrebbe verificarsi alcuna conseguenza negativa se la nota viene ignorata, ma al tempo stesso potreste non usufruire di qualche trucco in grado di facilitarvi il compito.

Importante

Important boxes detail things that are easily missed: configuration changes that only apply to the current session, or services that need restarting before an update will apply. Ignoring a box labeled 'Important' won't cause data loss but may cause irritation and frustration.

Avvertenza

Un Avvertimento non dovrebbe essere ignorato. Se ignorato, potrebbe verificarsi una perdita di dati.

2. Inviateci i vostri commenti!

Se individuate degli errori di battitura in questo manuale, o se pensate di poter contribuire al suo miglioramento, contattateci subito! Inviate i vostri suggerimenti tramite Bugzilla: http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/ sul componente Fedora Documentation.
Quando inviate un bug report, assicuratevi di indicare l'identificatore del manuale: install-guide
Se inviate un suggerimento per contribuire al miglioramento della guida, cercate di essere il più specifici possibile. Se avete individuato un errore, indicate il numero della sezione e alcune righe di testo, in modo da agevolare la ricerca dell'errore.

Introduzione

Questa guida riguarda l'installazione di Fedora, una distribuzione Linux basata su software libero ed open source. Questo manuale aiuta ad installare Fedora su sistemi desktop, portatili e server. Il sistema di installazione è abbastanza flessibile da usare, anche se non si ha alcuna precedente conoscenza di Linux o di reti di computer. Selezionando le impostazioni predefinite, Fedora fornisce un sistema operativo completo per il desktop, incluse applicazioni per la produttività, programmi d'utilità per Internet e strumenti per il desktop.
Questo documento non riporta in dettaglio tutte le caratteristiche del sistema di installazione.

1. Background

1.1. Informazioni su Fedora

To find out more about Fedora, refer to http://fedoraproject.org/. To read other documentation on Fedora related topics, refer to http://docs.fedoraproject.org/.

1.2. Ottenere più aiuto

For information on additional help resources for Fedora, visit http://fedoraproject.org/wiki/Communicate.

2. Informazioni su questo documento

2.1. Scopi

Questa guida aiuta un lettore a:
  1. Capire come trovare una distribuzione Fedora online
  2. Creare dei dati di configurazione che consentono ad un computer di avviare Fedora
  3. Capire ed interagire con il programma di installazione di Fedora
  4. Completare configurazioni post installazione di base del sistema Fedora

Altre sorgenti di documentazione

This guide does not cover use of Fedora. To learn how to use an installed Fedora system, refer to http://docs.fedoraproject.org/ for other documentation.

2.2. Pubblico

This guide is intended for new and intermediate Fedora users. Advanced Fedora users with questions about detailed operation of expert installation features should consult the Anaconda development mailing list at http://www.redhat.com/archives/anaconda-devel-list/.

Capitolo 1. Avvio rapido per esperti

Questa sezione offre una breve anteprima dei passi dell'installazione per lettori esperti che hanno fretta di iniziare. Si noti che nei seguenti capitoli della guida appariranno molte note di spiegazione e suggerimenti utili. Se si verificasse un problema durante il processo di installazione, consultare il capitolo appropriato nella guida completa per l'aiuto.

Solo per esperti

This section is intended only for experts. Other readers may not be familiar with some of the terms in this section, and should move on to Capitolo 2, Nuovi Utenti instead.

1.1. Anteprima

La procedura di installazione è semplice e consiste solo di pochi passi:
  1. Scaricare i file per creare i supporti o un altra configurazione avviabile.
  2. Preparare il sistema per l'installazione.
  3. Avviare il computer ed eseguire il processo di installazione.
  4. Riavviare ed eseguire la configurazione post installazione.

1.2. Scaricare i file

Fare uno dei seguenti passi:

Verificare i download

I download potrebbero fallire per svariati motivi. Verificare sempre lo sha1sum dei file scaricati.
  1. Scaricare l'immagine ISO per una immagine Live. Creare un supporto CD dal file ISO utilizzando l'applicazione che si preferisce. Si può inoltre usare il pacchetto livecd-tools per scrivere l'immagine su altri supporti avviabili come dischi flash USB. Per installare la distribuzione sul disco fisso, usare la scorciatoia sul desktop dopo aver effettuato l'accesso.
  2. Scaricare le immagini ISO per la distribuzione completa su CD o DVD. Creare i supporti CD o DVD dai file ISO utilizzando l'applicazione che si preferisce, o salvando le immagini su una partizione Windows FAT32 o Linux ext2/ext3.
  3. Scaricare l'immagine boot.iso per il CD di avvio minimale o per il disco flash USB. Scrivere l'immagine sul supporto appropriato per creare il dispositivo avviabile. Il supporto di avvio non contiene pacchetti ma deve puntare ad un disco fisso o repository online per completare l'installazione.
  4. Scaricare l'immagine netinst.iso per un CD di avvio di dimensioni ridotte. Scrivere l'immagine su un supporto fisico appropriato per creare un supporto avviabile.
  5. Download the vmlinuz kernel file and the initrd.img ramdisk image from the distribution's isolinux/ directory. Configure your operating system to boot the kernel and load the ramdisk image. For further information on installation without media, refer to Capitolo 10, Installazione senza supporti.
    For information on setting up a network boot server from which you can install Fedora, refer to Capitolo 11, Impostare un server di installazione.

1.3. Preparazione per l'installazione

Fare il backup dei dati utente che si necessita preservare.

Ridimensionamento Partizioni

The installation program provides functions for resizing ext2, ext3, ext4, and NTFS formatted partitions. Refer to Sezione 7.21, «Partizionamento del sistema» for more information.

1.4. Installare Fedora

Boot from the desired media, with any options appropriate for your hardware and installation mode. Refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio for more information about boot options. If you boot from the Live CD, select the "Install to Hard Disk" option from the desktop to run the installation program. If you boot from minimal media or a downloaded kernel, select a network or hard disk resource from which to install.
Seguire tutti i passi del programma di installazione. Il programma di installazione non cambia il sistema finché non si darà la conferma finale per procedere. Riavviare il sistema quando l'installazione sarà finita.

1.5. Eseguire i passi post installazione

Dopo il riavvio del sistema, verranno mostrate le opzioni di configurazione aggiuntive. Fare le modifiche appropriate al sistema e procedere alla schermata di login.

Capitolo 2. Nuovi Utenti

This chapter explains how to get the files you need to install and run Fedora on your computer. Concepts in this chapter may be new, especially if this is your first free and open source operating system. If you have any trouble with this chapter, find help by visiting the Fedora Forums at http://www.fedoraforum.org/.

Link di download

To follow a Web-based guide to downloading, visit http://get.fedoraproject.org/. For guidance on which architecture to download, refer to Sezione 2.2, «Di quale architettura è il mio computer?».

2.1. Come posso scaricare i file di installazione?

Il Fedora Project distribuisce Fedora in molti modi, la maggior parte dei quali sono gratuiti e reperibili tramite internet. Il metodo più comune di distribuzione è tramite supporti CD e DVD. Sono disponibili differenti tipi di supporti CD e DVD, inclusi:
  • Un set completo di software installabile da supporto DVD
  • Immagini Live che si possono utilizzare per provare Fedora ed installarlo sul sistema se si desidera
  • CD minimale di avvio ed immagini di dispositivi flash USB che consentono l'installazione tramite connessione internet
  • Codice sorgente su supporti DVD
Molti utenti desiderano sia l'immagine Live che il set completo del software installabile su DVD o CD. L'immagine di avvio ridotta è ottimale per l'utilizzo tramite una connessione veloce ad internet e se si desidera esclusivamente installare Fedora su un computer. I dischi di codice sorgente non vengono usati per l'installazione di Fedora, ma sono risorse utili per gli utenti esperti e gli sviluppatori di software.

Download dei supporti

Gli utenti con una connessione ad internet a banda larga possono scaricare le immagini ISO di CD e DVD o immagini di dispositivi flash USB. Una immagine ISO è una copia completa del disco in un formato adatto per la scrittura direttamente su un CD o DVD. Una immagine di disco flash USB è una copia di un intero disco in un formato adatto per la scrittura diretta su un supporto flash USB.
For more information on burning CDs and DVDs, refer to Sezione 2.4, «Come posso creare un supporto Fedora?».
Il software Fedora è disponibile per il download in modo gratuito in molti modi.

2.1.1. Da un mirror

To find the freely downloadable distributions of Fedora, look for a mirror. A mirror is a computer server open to the public for free downloads of software, including Fedora. Mirrors offer both free open source software and closed source software. To locate a mirror, visit http://mirrors.fedoraproject.org/publiclist using a Web browser, and choose a server from the list. The web page lists mirrors by geographic location. Mirrors geographically closer to you are ideal for faster downloading speeds.
I mirror pubblicano il software Fedora sotto una gerarchia di cartelle ben organizzata. Per esempio, la distribuzione Fedora 11 compare normalmente nella cartella fedora/linux/releases/11/. Questa directory contiene una cartella per ogni architettura supportata da quella versione di Fedora. I file dei supporti CD e DVD appaiono all'interno di tale cartella, in una cartella chiamata iso/. Per esempio, è possibile trovare il file per la distribuzione DVD di Fedora 11 per x86_64 in fedora/linux/releases/11/x86_64/iso/F-9-x86_64-DVD.iso.

2.1.2. Da BitTorrent

BitTorrent è un modo per scaricare informazioni in cooperazione con altri computer. Ogni computer che coopera nel gruppo scarica pezzi di informazione in un particolare torrent da altri peer del gruppo. I computer che hanno terminato il download di tutti i dati in un torrent rimangono nello sciame per fare il seed oppure per fornire i dati ad altri peer. Se si scarica utilizzando BitTorrent, come cortesia si dovrebbe tenere in seed il torrent per inviare lo stesso quantitativo di dati scaricati.
If your computer does not have software installed for BitTorrent, visit the BitTorrent home page at http://www.bittorrent.com/download/ to download it. BitTorrent client software is available for Windows, Mac OS, Linux, and many other operating systems.
You do not need to find a special mirror for BitTorrent files. The BitTorrent protocol ensures that your computer participates in a nearby group. To download and use the Fedora BitTorrent files, visit http://torrent.fedoraproject.org/.

Immagini minime di avvio

I CD e le immagini di dischi flash USB di avvio minimi non sono disponibili tramite BitTorrent.

2.2. Di quale architettura è il mio computer?

Releases are separated by architecture, or type of computer processor. Use the following table to determine the architecture of your computer according to the type of processor. Consult your manufacturer's documentation for details on your processor, if necessary.
Produttore del processore e modello Tipo di architettura per Fedora
Intel (eccetto Atom 230, Atom 330, Core 2 Duo, Centrino Core2 Duo e vintage Xeon recenti); AMD (eccetto Athlon 64, Athlon x2, Sempron 64 e Opteron); VIA C3, C7 i386
Intel Atom 230, Atom 330, Core 2 Duo, Centrino Core 2 Duo e Xeon; AMD Athlon 64, Athlon x2, Sempron64 e Opteron; Apple MacBook, MacBook Pro e MacBook Air x86_64
Apple Macintosh G3, G4, G5, PowerBook e altri modelli non-Intel ppc
Tabella 2.1. Processore e tipi di architetture

i386 funziona per molti dei computer compatibili con Windows

Se non si è sicuri del tipo di processore che possiede il computer, scegliere i386.
The exception is if your computer is a non-Intel based Apple Macintosh. Refer to Tabella 2.1, «Processore e tipi di architetture» for more information.

Le architetture del processore Intel Atom variano

The N and Z Series Atom processors are based on the i386 architecture. The 230 and 330 Series Atom processors are based on thex86_64 architecture. Refer to http://ark.intel.com/cpugroup.aspx?familyID=29035 for more details.

2.3. Quali file devo scaricare?

Si hanno differenti opzioni per scaricare Fedora. Leggere le opzioni di seguito per decidere quale è la migliore.
Each file available for download in a Fedora distribution includes the architecture type in the file name. For example, the file for the DVD distribution of Fedora 11 for x86_64 is named Fedora-11-x86_64-DVD.iso. Refer to Sezione 2.2, «Di quale architettura è il mio computer?» if you are unsure of your computer's architecture.
  1. Distribuzione completa su DVD
    Se si dispone di parecchio tempo e di una connessione ad internet veloce e si desidera avere una più ampia scelta di software sul supporto, scaricare la versione completa su DVD. Una volta scritto il DVD, il supporto sarà avviabile ed includerà il programma di installazione. La versione DVD contiene una modalità per effettuare operazioni di ripristino sul sistema Fedora in caso di emergenza. Si può scaricare la versione su DVD direttamente da un mirror, oppure tramite BitTorrent.
  2. Immagine Live
    Se si vuole provare Fedora prima di installarlo sul computer, scaricare la versione immagine Live. Se il computer supporta l'avvio da CD o USB, si può avviare il sistema operativo senza effettuare nessun cambiamento al disco fisso. L'immagine Live fornisce inoltre un icona sul desktop Installa su Disco. Se il sistema si giudica positivamente e si desidera installarlo, basta semplicemente attivare la sezione per copiare Fedora nel disco fisso. Si può scaricare l'immagine Live direttamente da un mirror oppure utilizzando BitTorrent.
  3. Supporto di avvio minimo
    Se si dispone di una connessione veloce ad internet ma non si vuole scaricare l'intera distribuzione, è possibile scaricare una piccola immagine di avvio. Fedora offre immagini per un ambiente di avvio minimo su CD. Una volta avviato il sistema con il media minimale, è possibile installare Fedora direttamente tramite internet. Anche se questo metodo richiede ancora il download di una significativa quantità di dati tramite internet, saranno comunque molto meno della dimensione del supporto della distribuzione completa. Una volta terminata l'installazione, sarà possibile aggiungere o rimuovere software sul sistema come si desidera.

    Dimensioni del download

    Installare il software predefinito per Fedora tramite internet richiede più tempo rispetto all'immagine Live ma meno tempo rispetto all'intera distribuzione su DVD. Gli attuali risultati dipendono dal software che si è scelto e dalle condizioni di traffico di rete.
La tabella seguente spiega dove trovare i file desiderati su un sito mirror. Sostituire arch con l'architettura del computer su cui va installato.
Tipo di supporto Locazioni dei file
Distribuzione completa su DVD fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/iso/Fedora-11-arch-DVD.iso
immagine Live fedora/linux/releases/11/Live/arch/iso/Fedora-11-arch-Live.iso, fedora/linux/releases/11/Live/arch/iso/Fedora-11-KDE-arch-Live.iso
Supporto CD di avvio minimo fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os/images/boot.iso
Tabella 2.2. Individuare i file

2.4. Come posso creare un supporto Fedora?

E' possibile trasformare i file ISO di Fedora in dischi CD o DVD. E' possibile trasformare i file ISO Fedora Live in dispositivi USB avviabili, così come in CD o DVD.

2.4.1. Realizzare dischi CD e DVD

To learn how to turn ISO images into CD or DVD media, refer to http://docs.fedoraproject.org/readme-burning-isos/.

2.4.2. Preparare supporti USB

Per rendere avviabile un supporto USB, usare una immagine Fedora Live. Si può usare sia un sistema Windows che Linux per rendere il dispositivo USB avviabile.

La scrittura dell'immagine USB non è distruttiva

La scrittura dell'immagine USB non è distruttiva. Qualsiasi dato presente nel supporto non sarà compromesso.
It is always a good idea to back up important data before performing sensitive disk operations.
Per iniziare, assicurarsi di avere spazio libero sufficiente sul supporto USB. Non è necessario partizionare o formattare il supporto. E' sempre una buona idea salvare i dati importanti prima di eseguire operazioni sensibili su disco.

2.4.2.1. Creazione immagine USB da Windows

  1. Download a Live ISO file as explained in Sezione 2.3, «Quali file devo scaricare?».
  2. Download the Windows liveusb-creator program at http://fedorahosted.org/liveusb-creator.
  3. Seguire le istruzioni fornite sul sito e nel programma liveusb-creator per creare un supporto USB avviabile.

2.4.2.2. Creazione di immagini USB in Linux

I supporti USB spesso sono nella forma di dispositivi flash a volte chiamati pen drive, penne USB o chiavette; oppure come un disco rigido esterno. Quasi tutti i supporti di questo tipo sono formattati con il filesystem vfat. E' possibile creare un supporto USB avviabile su supporti formattati come ext2, ext3 o vfat.

ext4 and Btrfs

Il bootloader GRUB non supporta il file system ext4 o Btrfs. Non è possibile creare supporti USB avviabili su supporti formattati come ext4 o Btrfs.

Supporto USB insolito

In pochi casi di supporti USB formattati o partizionati in modo strano la scrittura dell'immagine potrebbe fallire.
  1. Download a Live ISO file as shown in Sezione 2.3, «Quali file devo scaricare?».
  2. Installare il pacchetto livecd-tools sul sistema. Per i sistemi Fedora, usare il seguente comando:
    su -c 'yum -y install livecd-tools'
    
  3. Collegare il dispositivo USB.
  4. Trovare il nome del dispositivo per il supporto USB. Se il supporto ha un nome di volume, cercare il nome in /dev/disk/by-label oppure usare findfs:
    su -c 'findfs LABEL="MyLabel"'
    
    Se il supporto non ha un nome di volume, oppure non lo si conosce, consultare il file log /var/log/messages per i dettagli:
    su -c 'less /var/log/messages'
    
  5. Usare il comando livecd-iso-to-disk per scrivere l'immagine ISO sul supporto:
    su -c 'livecd-iso-to-disk the_image.iso /dev/sdX1'
    
    Sostituire sdX1 con il nome della partizione del dispositivo USB. Molti dispositivi flash e dischi rigidi esterni utilizzano una sola partizione. Se si è cambiato questo comportamento o si ha un supporto mal partizionato, sarà necessario consultare altre risorse per l'aiuto.

2.5. Cosa fare se non si può scaricare Fedora?

If you do not have a fast Internet connection, or if you have a problem creating boot media, downloading may not be an option. Fedora DVD and CD distribution media is available from a number of online sources around the world at a minimal cost. Use your favorite Web search engine to locate a vendor, or refer to http://fedoraproject.org/wiki/Distribution.

2.6. Come avviare il programma di installazione?

Per avviare il programma di installazione dal supporto di avvio minimale, una immagine Live oppure il DVD di distribuzione, seguire questa procedura:
  1. Spegnere il computer.
  2. Disconnect any external FireWire or USB disks that you do not need for installation. Refer to Sezione 7.18.1.3, «Dischi FireWire ed USB» for more information.
  3. Inserire il supporto nel computer e accenderlo.
You may need to press a specific key or combination of keys to boot from the media, or configure your system's Basic Input/Output System, or BIOS, to boot from the media. On most computers you must select the boot or BIOS option promptly after turning on the computer. Most Windows-compatible computer systems use a special key such as F1, F2, F12, or Del to start the BIOS configuration menu. On Apple computers, the C key boots the system from the DVD drive. On older Apple hardware you may need to press Cmd +Opt+Shift+Del to boot from DVD drive.

Configurare il BIOS

Se non si è sicuri sulle caratteristiche possedute dal proprio computer, o su come configurare il BIOS, consultare la documentazione resa disponibile dal produttore dell'hardware. Fornire informazioni dettagliate su specifiche hardware e sulla relativa configurazione va oltre lo scopo del presente documento.

Parte I. Prima di iniziare

Capitolo 3. Fasi necessarie per prepararvi all'installazione

3.1. Aggiornare o installare?

For information to help you determine whether to perform an upgrade or an installation refer to Capitolo 18, Aggiornamento del sistema in uso.

3.2. L'hardware è compatibile?

La compatibilità hardware è particolarmente importante se si ha un sistema più obsoleto o un sistema assemblato personalmente. Fedora 11 generalmente è compatibile con la maggior parte degli hardware nei sistemi assemblati negli ultimi due anni dai maggiori rivenditori. Tuttavia le specifiche hardware variano molto spesso, per questo motivo è molto difficile poter garantire una compatibilità totale con l'hardware.
La lista più recente dell'hardware supportato si può trovare nelle note di rilascio per Fedora 11, disponibile su http://docs.fedoraproject.org/release-notes .

3.3. Lo spazio sul disco è sufficiente?

Nearly every modern-day operating system (OS) uses disk partitions, and Fedora is no exception. When you install Fedora, you may have to work with disk partitions. If you have not worked with disk partitions before (or need a quick review of the basic concepts), refer to Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco before proceeding.
Lo spazio su disco usato da Fedora deve essere separato da quello usato da altri sistemi operativi installati sul sistema, come ad esempio Windows, OS/2, oppure da una versione diversa di Linux. Per sistemi x86, AMD64, e Intel® 64, almeno due partizioni (/ e swap) devono essere adibite a Fedora.
Prima di avviare il processo di installazione, è necessario
  • avere sufficiente spazio su disco non partizionato[1] per l'installazione di Fedora, o
  • essere in possesso di una o più partizioni che possono essere rimosse, e di conseguenza rendere disponibile spazio su disco sufficiente per installare Fedora.
To gain a better sense of how much space you really need, refer to the recommended partitioning sizes discussed in Sezione 7.21.4, «Schema di partizionamento consigliato».
If you are not sure that you meet these conditions, or if you want to know how to create free disk space for your Fedora installation, refer to Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco.

3.4. E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?

Esistono diversi metodi per installare Fedora.
Per una installazione dal CD-ROM o DVD sarà necessario avere un CD-ROM o DVD di Fedora 11 e di una unità CD-ROM/DVD da cui sia possibile effettuare l'avvio.
Your BIOS may need to be changed to allow booting from your DVD/CD-ROM drive. For more information about changing your BIOS, refer to Sezione 7.3.1, «Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64».

3.4.1. Metodi di avvio alternativi

CD-ROM/DVD d'avvio
If you can boot using the DVD/CD-ROM drive, you can create your own CD-ROM to boot the installation program. This may be useful, for example, if you are performing an installation over a network or from a hard drive. Refer to Sezione 3.4.2, «Creazione di un CD-ROM di installazione» for further instructions.
USB pen drive
Se è impossibile eseguire un processo d'avvio dall'unità CD-ROM/DVD, ma è possibile avviare utilizzando un dispositivo USB, come ad esempio una penna USB, allora sarà disponibile il seguente metodo d'avvio alternativo:
Per eseguire una procedura d'avvio utilizzando una penna USB, utilizzare il comando dd per copiare l'immagine diskboot.img dalla directory /images/ sul CD-ROM 1 o DVD. Per esempio:
dd if=diskboot.img of=/dev/sda
Per far funzionare correttamente questo metodo d'avvio, il BIOS deve essere in grado di supportare l'avvio da un dispositivo USB.

3.4.2. Creazione di un CD-ROM di installazione

La cartella images/ sul DVD di installazione contiene il file boot.iso.Questo file è una immagine del disco che è possibile scrivere in un CD ed usare per avviare il programma di installazione. Per usare questo CD d'avvio, il computer deve essere in grado di avviarsi dal lettore CD, e le impostazioni del BIOS devono essere configurate per tale operazione.

Selezionare una opzione per scrivere un CD da una immagine

When you burn the boot.iso image, make sure that you select the option to burn an image file to disc in your CD burning software. The exact wording of this option varies, depending on the software that you use, but should contain the word "image". Note that not all CD burning software includes this option. In particular, the CD burning software built into Microsoft Windows XP and Windows Vista does not offer this capability. There are many programs available that add this capability to Windows operating systems; Infrarecorder is a free and open-source example available from http://www.infrarecorder.org/.

3.5. Preparazione per una installazione di rete

Note

Make sure an installation CD (or any other type of CD) is not in your system's CD/DVD drive if you are performing a network-based installation. Having a CD in the drive may cause unexpected errors.
Il supporto di installazione di Fedora deve essere disponibile per una installazione di rete (tramite NFS, FTP, o HTTP) o per una installazione tramite lo storage locale. Se si sta effettuando una installazione NFS, FTP, o HTTP, seguire le seguenti fasi.
Il server NFS, FTP, o HTTP da usare per l'installazione attraverso la rete, deve essere una macchina separata in grado di fornire i contenuti completi del DVD-ROM d'installazione o dei CD-ROM d'installazione.

Note

Il programma d'installazione di Fedora è in grado di controllare l'integrità del supporto d'installazione. Funziona con l'ISO su disco fisso, CD / DVD, e con i metodi d'installazione ISO NFS. Si consiglia di testare tutti i supporti d'installazione prima di avviare il processo di installazione, e prima di riportare la presenza di bug relativi all'installazione stessa (numerosi bug sono causati da CD masterizzati in modo non corretto). Per eseguire questa prova, digitare il seguente comando al prompt di boot::
linux mediacheck

Note

Nei seguenti esempi, la cartella presente sul server di staging d'installazione che conterrà i file d'installazione, verrà specificata come /location/of/disk/space. La cartella destinata ad essere disponibile al pubblico tramite FTP, NFS, o HTTP, verrà specificata come /publicly/available/directory. Per esempio /location/of/disk/space potrebbe essere una cartella creata dall'utente e chiamata /var/isos. /publicly/available/directory potrebbe essere /var/www/html/11 per una installazione HTTP.
Per copiare i file dal DVD o dai CD-ROM d'installazione su di una macchina Linux che si comporta come un server di staging di installazione, eseguire le seguenti fasi:
  • Creare una immagine iso dal disco d'installazione utilizzando il seguente comando (per i DVD):
    dd if=/dev/dvd of=/location/of/disk/space/f11.iso
    dove dvd si riferisce al dispositivo del lettore DVD:
    Per istruzioni su come preparare una installazione di rete usando i CD-ROM, fare riferimento alle istruzioni sul file README-en nel disk1.

3.5.1. Preparazione per una installazione HTTP e FTP

Estrarre i file da immagine iso del DVD di installazione o dalle immagini iso dei CD di installazione e posizionarli in una cartella condivisa tramite HTTP o FTP.
Successivamente assicurarsi che la directory sia condivisa tramite FTP o HTTP verificando altresì l'accesso client. è possibile controllare se la cartella è accessibile dal server stesso e quindi da un'altra macchina presente sulla sottorete dalla quale sarà eseguito il processo d'installazione.

3.5.2. Preparazione per una installazione NFS

Per una installazione NFS non sarà necessario montare l'immagine ISO. Per tale scopo sarà sufficiente rendere la stessa immagine iso disponibile tramite NFS. Per eseguire tale operazione spostate le immagini iso nella directory NFS esportata:
  • Per DVD:
    mv /location/of/disk/space/f11.iso /publicly/available/directory/
  • Per CD-ROM:
    mv /location/of/disk/space/f11-disk*.iso /publicly/available/directory/
Assicurarsi che la directory /publicly/available/directory sia esportata tramite NFS utilizzando una voce in /etc/exports.
Per eseguire un processo di esportazione su di un sistema specifico:
/publicly/available/directory client.ip.address(ro,no_root_squash)
Per eseguire un processo d'installazione su tutti i sistemi, utilizzate una entry simile alla seguente:
/publicly/available/directory *(ro,no_root_squash)
Avviare il demone NFS (su di un sistema Fedora, utilizzare /sbin/service nfs start). Se NFS è in esecuzione, ricaricare il file di configurazione (su di un sistema Fedora utilizzare /sbin/service nfs reload).

3.6. Preparazione per una installazione dal disco fisso

Le installazioni dal disco fisso richiedono l'utilizzo delle immagini ISO (o CD-ROM/DVD). Una immagine ISO non è altro che un file contenente una copia esatta di una immagine CD-ROM/DVD. Dopo aver posizionato le immagini ISO necessarie (i CD-ROM/DVD binari di Fedora) in una cartella, scegliere di installare dal disco fisso. Quindi indicare al programma di installazione la directory in questione in modo da procedere con l'installazione.
Per preparare il sistema ad una installaziome dal disco fisso, impostare il sistema in uno dei seguenti modi:
  • Utilizzo di un set di CD-ROM o di un DVD — Creare i file di immagine ISO da ogni CD-ROM di installazione, o da ogni DVD. Per ogni CD-ROM (o una volta per il DVD), eseguire il seguente comando da un sistema Linux:
    dd if=/dev/cdrom of=/tmp/file-name.iso
    
  • Utilizzo immagini ISO — trasferire le suddette immagini sul sistema da installare.
    Per evitare spiacevoli inconvenienti, verificare che le immagini ISO siano intatte prima di effettuare una installazione. Per verificare che le immagini ISO siano intatte, usare un programma md5sum (molti programmi md5sum sono disponibili a seconda dei sistemi operativi). Un programma md5sum dovrebbe essere disponibile sulla stessa macchina Linux delle immagini ISO.

Note

Il programma d'installazione di Fedora è in grado di controllare l'integrità del supporto d'installazione. Funziona con l'ISO su disco fisso, CD / DVD, e con i metodi d'installazione ISO NFS. Si consiglia di testare tutti i supporti d'installazione prima di avviare il processo di installazione, e prima di riportare la presenza di bug relativi all'installazione stessa (numerosi bug sono causati da CD masterizzati in modo non corretto). Per eseguire questa prova, digitare il seguente comando al prompt di boot::
linux mediacheck
In aggiunta, se esiste un file chiamato updates.img nella cartella usata per eseguire l'installazione, questo file viene utilizzato per gli aggiornamenti del programma di installazione anaconda. Consultare il file install-methods.txt presente nel pacchetto RPM anaconda per informazioni dettagliate sui diversi metodi di installazione di Fedora, insieme ai suggerimenti su come apportare gli aggiornamenti al programma d'installazione stesso.


[1] Spazio su disco non partizionato significa che lo spazio disponibile sui dischi fissi interessati non è stato ancora diviso in sezioni per l'uso dei dati. Quando si partiziona un disco, ogni partizione si comporta come una unità disco separata.

Capitolo 4. Elenco specifiche di sistema

The installation program automatically detects and installs your computer's hardware. Although you should make sure that your hardware meets the minimum requirements to install Fedora (refer to Sezione 3.2, «L'hardware è compatibile?») you do not usually need to supply the installation program with any specific details about your system.
Comunque, quando si eseguono alcuni tipi di installazioni, alcuni dettagli specifici potrebbero essere utili o essenziali.
  • Se si intende usare una struttura di partizioni personalizzata, ricordare:
    • Il numero modelli, dimensioni, tipi e interfacce dei dischi collegati al sistema. Per esempio, Seagate ST3320613AS 320 GB su SATA0, Western Digital WD7500AAKS 750 GB su SATA1. Ciò consentirà di identificare i dischi durante il processo di installazione.
  • Se si sta installando Fedora come un sistema operativo aggiuntivo su un sistema esistente, nota:
    • Il punto di mount delle partizioni presenti sul sistema. Per esempio, /boot su sda1, / su sda2, e /home su sdb1. Questo consente di identificare le partizioni durante il processo di installazione.
  • Se si intende installare da una immagine du disco locale:
  • Se si intende installare da una posizione di rete, o installare su un target iSCSI:
    • Il marca e numeri di modello degli adattatori di rete sul sistema. Per esempio. Netgear GA311. Ciò consente di identificare gli adattatori quando si configura la rete.
    • Indirizzi IP, DHCP, e BOOTP
    • Maschera di rete
    • Indirizzo IP gateway
    • Uno o più indirizzi IP del name server (DNS)
    Se uno qualsiasi di questi requisiti di networking, o termini non vi sono familiari, contattate per assistenza, l'amministratore di rete.
  • Se si intende installare da una posizione di rete:
  • Se si intende installare su un target iSCSI:
  • Se il computer fa parte di un dominio:
    • Si dovrebbe verificare che il nome dominio venga fornito tramite il server DHCP. Se non è così, è necessario inserire il nome dominio manualmente durante l'installazione.

Capitolo 5. Driver Media per i sistemi Intel® e AMD

5.1. Perchè si necessita di un driver media?

Durante il caricamento del programma di installazione di Fedora, potrebbe comparire una schermata la quale richiede l'uso di un driver media. La schermata del driver media viene visualizzata principalmente nei seguenti casi:
  • Non ci sono driver disponibili per un pezzo di hardware necessario al procedimento dell'installazione.
  • Se si esegue il programma d'installazione tramite linux dd al prompt d'avvio.

5.2. Cos'è il driver media?

Il driver media è in grado di aggiungere supporto sia per hardware supportati che per quelli non supportati dal programma d'installazione. Il driver media può includere un dischetto driver oppure una immagine creata da Red Hat, esso può essere un dischetto o un CD-ROM creato dall'utente tramite immagini del driver trovate su internet, oppure un dischetto o CD-ROM incluso da un rivenditore hardware.
I dischi driver possono essere usati se è necessario accedere ad un dispositivo particolare per installare Fedora. I driver possono essere usati per dispositivi non standard, molto nuovi o poco comuni.

Note

Se un dispositivo non supportato non è richiesto per l'installazione di Fedora, continuare con l'installazione e aggiungere il supporto per il nuovo componente hardware al termine dell'installazione.

5.3. Come posso ottenere un driver media?

Driver images may be available from a hardware or software vendor's website. If you suspect that your system may require one of these drivers, you should create a driver diskette or CD-ROM before beginning your Fedora installation.

Note

È anche possibile usare una immagine del driver tramite un file di rete. Invece di usare il comando di avvio linux dd, usare il comando linux dd=url, dove url è sostituito da un indirizzo HTTP, FTP, o NFS dell'immagine del driver da usare.

5.3.1. Creazione di un dischetto dei driver da un file d'immagine

Per creare un dischetto driver da una immagine del dischetto driver usando Linux:
  1. Inserite un dischetto vuoto e formattato nella prima unità del dischetto.
  2. Nella stessa directory contenente l'immagine del dischetto dei driver, come drvnet.img, digitare dd if=drvnet.img of=/dev/fd0 come root.

Note

Il programma di installazione supporta l'utilizzo di una penna USB per l'aggiunta delle immagini del driver durante il processo d'installazione. Il modo migliore per farlo è quello di montare la penna USB e copiare il driverdisk.img desiderato sulla penna USB. Per esempio:
dd if=driverdisk.img of=/dev/sda
Verrà richiesto durante l'installazione, di selezionare la partizione e specificare il file da usare.

5.4. Utilizzo di una immagine del driver durante l'installazione

Se avete bisogno di usare una immagine del driver, per esempio durante una installazione da un dispositivo PCMCIA oppure durante una installazione NFS, il programma di installazione vi richiederà di inserire il driver (sotto forma di un dischetto, CD-ROM o nome di un file) quando necessario.
For example, to specifically load a driver diskette that you have created, begin the installation process by booting from the Fedora DVD (or using boot media you have created). For x86-based systems, at the boot: prompt, enter linux dd if using an x86 or x86-64 system. Refer to Sezione 7.3.1, «Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64» for details on booting the installation program.
Il programma di installazione chiederà di inserire il dischetto del driver. Una volta letto il dischetto, il programma potrà applicare i driver ai componenti hardware rilevati successivamente nel sistema durante il processo di installazione.

Parte II. Il processo di installazione

Questa parte della Guida all'installazione di Fedora descrive il processo d'installazione vero e proprio, dai vari metodi di avvio del programma d'installazione al punto dove il computer deve essere riavviato per terminare l'installazione. Questa parte del manuale include inoltre un capitolo sulla risoluzione dei problemi con il processo di installazione.

Indice

6. Iniziare l'installazione
6.1. Il menù di avvio
6.2. Installare da una sorgente differente
6.3. Verifica dei supporti
6.3.1. Verificare il Live CD
6.3.2. Verifica del DVD
6.4. Avviare dalla rete usando PXE
6.5. Interfacce grafiche e di testo
7. Installazione sui sistemi Intel® e AMD
7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel® o AMD
8.1. Impossibile avviare Fedora
8.1.1. Problemi di avvio con la scheda RAID
8.1.2. Viene visualizzato il segnale di errore 11?
8.2. Problemi nell'avvio dell'installazione
8.2.1. Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
8.3. Problemi durante l'installazione
8.3.1. No devices found to install Fedora Messaggio d'errore
8.3.2. Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
8.3.3. Problemi con la tabella delle partizioni
8.3.4. Uso dello spazio residuo
8.3.5. Altri problemi di partizionamento
8.3.6. Presenza di errori con Python
8.4. Problemi post installazione
8.4.1. Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?
8.4.2. Avvio in un ambiente grafico
8.4.3. Problemi con il sistema X Window (GUI)
8.4.4. Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root
8.4.5. Problemi con il login
8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?
8.4.7. La vostra stampante non funziona
8.4.8. Problemi con la configurazione audio
8.4.9. Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio

Capitolo 6. Iniziare l'installazione

Annullare l'installazione

Per annullare l'installazione è possibile premere Ctrl +Alt+Del oppure spegnere il computer dall'apposito tasto. È possibile annullare il processo di installazione senza conseguenze in qualsiasi momento prima di selezionare Scrivi i cambiamenti su disco dalla schermata Scrivi partizionamento su disco. Fedora non compie modifiche permanenti sul sistema fino a questo punto. Notare che interrompere l'installazione dopo il partizionamento potrebbe risultare nel lasciare il proprio sistema in uno stato inutilizzabile.

6.1. Il menù di avvio

Il supporto di avvio mostra un menù grafico di avvio con differenti opzioni. Se non viene premuto nessun tasto entro 60 secondi, verrà eseguita l'opzione di avvio predefinita. Per scegliere il predefinito, basta attendere che il timer si azzeri o premere Enter sulla tastiera. Per selezionare una opzione differente dalla predefinita, usare i tasti freccia sulla tastiera e selezionare Enter quando l'opzione corretta viene selezionata. Se si desidera personalizzare le opzioni di boot per una particolare opzione, premere il tasto Tab.

Utilizzo opzioni di avvio

For a listing and explanation of common boot options, refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio.
Quando si utilizza il supporto Fedora Live, premendo un tasto durante il conto alla rovescia all'avvio per portarsi al menu Opzioni di avvio. Le opzioni di avvio includono:
  • Avvia
    Questa opzione è la predefinita. Se si seleziona questa opzione, solo il kernel e i programmi di avvio verranno caricati in memoria. Questa opzione impiega meno tempo per caricare. Mentre si usano i programmi, essi vengono caricati dal disco, il che richiede più tempo. Questa modalità può essere utilizzata su macchine con memoria totale limitata.
  • Verifica e avvia
    This option lets you verify the disc before you run the Live CD environment. Refer to Sezione 6.3, «Verifica dei supporti» for more information on the verification process.
  • Test della memoria
    This option runs an exhaustive test on the memory on your system. For more information, refer to Sezione 9.6.1, «Caricare la modalità di test della memoria (RAM)».
  • Avvio da disco locale
    Questa opzione avvia il sistema dal primo disco installato. Se questo disco è stato avviato in modo accidentale, utilizzare questa opzione per avviare immediatamente dal disco rigido senza avviare il programma di installazione.
Se si avvia il DVD, il CD di ripristino o il media di avvio minimo, le opzioni del menù di avvio includeranno:
  • Installare o aggiornare un sistema esistente
    Questa è l'opzione predefinita. Selezionare questa opzione per installare Fedora nel computer usando il programma di installazione grafico.
  • Installa il sistema con i driver video di base
    Questa opzione consente di installare Fedora in modalità grafica anche se il programma di installazione non è in grado di caricare i driver corretti per la scheda video. Se la schermata appare distorta o diventa bianca usando l'ozione Installa o aggiorna un sistema esistente, riavviare il computer e provare questa opzione.
  • Ripristino del sistema installato
    Selezionare questa opzione per riparare un problema con il sistema Fedora installato che impedisce il normale avvio. Anche se Fedora è una piattaforma di calcolo eccezionalmente stabile, è possibile che per problemi occasionali possa non avviarsi. L'ambiente di ripristino contiene programmi di utilità che consentono di risolvere un'ampia gamma di questi problemi.
  • Avvio da disco locale
    (come per il CD live)
  • Test della memoria
    (come per il CD live)

6.2. Installare da una sorgente differente

Tutti i supporti di avvio ad eccezione del DVD presentano un menù che consente di selezionare la sorgente di installazione, come la rete o il disco fisso. Se si sta avviando il DVD della distribuzione e non si desidera installare dal DVD premere Tab dal menù di avvio. Aggiungere uno spazio e l'opzione linux askmethod alla fine della linea che appare sotto il menù.
Si può installare Fedora da immagini ISO conservate su disco fisso, o da rete usando metodi NFS, FTP o HTTP. Gli utenti esperti usano frequentemente questi metodi poiché è spesso più veloce leggere i dati da hard disk o da server di rete che da CD o DVD.
La seguente tabella è un sommario dei differenti metodi di avvio e dei metodi di installazione raccomandati da usare con ognuna:
Metodo di avvio Installation method
DVD DVD, rete o disco fisso
CD di avvio minimo o USB, CD di ripristino Rete o disco fisso
Live CD o USB Applicazione Installa su disco
Tabella 6.1. Metodi di avvio e metodi d'installazione

Sezione 7.4, «Scelta del metodo di installazione» contains detailed information about installing from alternate locations.

6.3. Verifica dei supporti

Il supporto della distribuzione DVD ed il supporto CD Live offrono una opzione per verificare l'integrità del media. A volte capitano errori di scrittura durante la produzione dei dispositivi CD o DVD con l'equipaggiamento dei computer casalinghi. Un errore in un pacchetto di dati scelto nel programma di installazione può causare il fallimento dell'installazione. Per minimizzare le probabilità che errori di dati influenzino l'installazione, verificare il supporto prima dell'installazione.

6.3.1. Verificare il Live CD

Se si avvia da Live CD, selezionare Verifica e avvia dal menù di avvio. Il processo di verifica verrà eseguito automaticamente durante il processo di avvio, e se avrà successo, il Live CD continuerà il caricamento. Se la verifica fallisce, creare un nuovo Live CD usando l'immagine ISO scaricata in precedentenza.

6.3.2. Verifica del DVD

Se si avvia dal DVD della distribuzione Fedora, l'opzione di verifica dei dispositivi appare dopo la scelta di installazione di Fedora. Se la verifica ha successo, il processo di installazione procede normalmente. Se il processo fallisce, creare un nuovo DVD usando l'immagine ISO scaricata in precedenza.

6.4. Avviare dalla rete usando PXE

To boot with PXE, you need a properly configured server, and a network interface in your computer that supports PXE. For information on how to configure a PXE server, refer to Capitolo 11, Impostare un server di installazione.
Configurare il computer per l'avvio dall'interfaccia di rete. Tale opzione è disponibile nel BIOS, in cui potrebbe essere etichettata Network Boot o Boot Services. Una volta che si sarà configurato correttamente l'avvio tramite PXE, il computer può avviare il sistema di installazione Fedora senza alcun altro supporto.
Per avviare un computer da un server PXE:
  1. Assicurarsi che il cavo di rete sia inserito. L'indicatore luminoso del connettore di rete dovrebbe essere illuminato, anche se il computer non è acceso.
  2. Accendere il computer.
  3. Apparirà una schermata di menù. Premere il tasto del numero corrispondente all'opzione desiderata.

Risoluzione dei problemi di PXE

Se il PC non si dovesse avviare dal server netboot, assicurarsi che il BIOS sia configurato per avviarsi come prima opzione dalla corretta interfaccia di rete. Qualche BIOS potrebbe specificare l'interfaccia di rete come possibile dispositivo di avvio, ma non supportare lo standard PXE. Fare riferimento alla documentazione del proprio hardware per ulteriori informazioni.

NIC multipli e installazioni PXE

Alcuni server con più interfacce di rete potrebbero non assegnare eth0 alla prima interfaccia di rete riconosciuta dal BIOS, il che potrebbe causare il tentativo da parte del programma di installazione di utilizzare un'altra interfaccia di rete rispetto a quella usata da PXE. Per evitare questo comportamento, usare i seguenti file di configurazione pxelinux.cfg/*:
IPAPPEND 2
APPEND ksdevice=bootif
Le seguenti opzioni di configurazione fanno usare al programma di installazione la stessa interfaccia di rete che usa il BIOS e PXE. Inoltre è possibile usare l'opzione seguente:
ksdevice=link
Questa opzione fa usare al programma di installazione il primo dispositivo di rete che è collegato ad uno switch di rete.

6.5. Interfacce grafiche e di testo

Fedora 11 fornisce installazioni grafiche e in modalità testo. Comunque, l'immagine del programma di installazione deve entrare nella RAM oppure essere presente nella memoria locale, come il DVD di installazione o il disco Live. Quindi, solo i sistemi con più di 192 MB di RAM o che avviano il DVD di installazione o il disco Live possono usare l'installazione grafica. I sistemi con 192 MB di RAM o meno passeranno automaticamente alla modalità testo del programma di installazione. Notare che bisogna avere almeno 64 MB di RAM per proseguire nell'installazione in modalità testo. Se si preferisce utilizzare l'installazione in modalità testo, digitare linux text alle opzioni di boot: .
Se si dovesse verificare una delle seguenti situazioni, l'installazione utilizzerà la modalità testo:
  • Il sistema di installazione non riesce ad identificare l'hardware video sul computer
  • Il computer ha meno di 192 MB di memoria
  • E' stata selezionata l'installazione in modalità testo dal menù di avvio
Le schermate in modalità testo forniscono molte delle funzioni delle schermate grafiche, sebbene il partizionamento del disco sia semplificato, la configurazione del bootloader e la scelta dei pacchetti sono gestiti automaticamente in modalità testo. Se si sceglie di installare Fedora in modalità testo è possibile comunque configurare il sistema per usare una interfaccia grafica dopo l'installazione.

Uso dell'interfaccia grafica

Installing in text mode does not prevent you from using a graphical interface on your system once it is installed. If you have trouble configuring your system for graphical interface use, consult other sources for troubleshooting help as shown in Sezione 1.2, «Ottenere più aiuto».

L'installazione richiede almeno 64MB di RAM

Se il sistema ha meno di 64 MB di RAM, l'installazione non continuerà.

Capitolo 7. Installazione sui sistemi Intel® e AMD

7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
7.1.1. Una nota sulle console virtuali
7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
7.3. Avvio del programma di installazione
7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64
7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive
7.4. Scelta del metodo di installazione
7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM
7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
7.6. Installazione dal disco fisso
7.7. Eseguire una installazione di rete
7.8. Installazione tramite NFS
7.9. Installazione tramite FTP o HTTP
7.10. Benvenuti in Fedora
7.11. Language Selection
7.12. Keyboard Configuration
7.13. Installazione del disco fisso
7.14. Aggiornamento di un sistema esistente
7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore
7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione
7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader
7.15. Network Configuration
7.15.1. Configurazione manuale
7.16. Configurazione del fuso orario
7.17. Impostare la password di root
7.18. Disk Partitioning Setup
7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco
7.19. Advanced Storage Options
7.20. Create Default Layout
7.21. Partizionamento del sistema
7.21.1. Display grafico dei dischi fissi
7.21.2. La schermata di partizionamento
7.21.3. Campi delle partizioni
7.21.4. Schema di partizionamento consigliato
7.21.5. Aggiunta di partizioni
7.21.6. Modifica delle partizioni
7.21.7. Cancellare una partizione
7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader
7.22.2. Rescue Mode
7.22.3. Boot loader alternativi
7.23. Package Group Selection
7.23.1. Installare da repository aggiuntivi
7.23.2. Personalizzazione della scelta del software
7.24. Prepararsi all'installazione
7.24.1. Prepararsi all'installazione
7.25. Installazione dei pacchetti
7.26. Installazione terminata
This chapter explains how to perform a Fedora installation from the DVD/CD-ROM, using the graphical, mouse-based installation program. The following topics are discussed:
  • Becoming familiar with the installation program's user interface
  • Avvio del programma di installazione
  • Scelta del metodo di installazione
  • Configurazione del sistema durante l'installazione (lingua, tastiera, mouse, partizionamento, ecc)
  • Termine dell'installazione

7.1. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica

If you have used a graphical user interface (GUI) before, you are already familiar with this process; use your mouse to navigate the screens, click buttons, or enter text fields.
You can also navigate through the installation using the keyboard. The Tab key allows you to move around the screen, the Up and Down arrow keys to scroll through lists, + and - keys expand and collapse lists, while Space and Enter selects or removes from selection a highlighted item. You can also use the Alt+X key command combination as a way of clicking on buttons or making other screen selections, where X is replaced with any underlined letter appearing within that screen.

Note

If you are using an x86, AMD64, or Intel® 64 system, and you do not wish to use the GUI installation program, the text mode installation program is also available. To start the text mode installation program, press the Esc key while the Fedora boot menu is displayed, then use the following command at the boot: prompt:
linux text
Refer to Sezione 6.1, «Il menù di avvio» for a description of the Fedora boot menu and to Sezione 7.2, «Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo» for a brief overview of text mode installation instructions.
It is highly recommended that installs be performed using the GUI installation program. The GUI installation program offers the full functionality of the Fedora installation program, including LVM configuration which is not available during a text mode installation.
Users who must use the text mode installation program can follow the GUI installation instructions and obtain all needed information.

7.1.1. Una nota sulle console virtuali

Il programma di installazione di Fedora fornisce diverse finestre di dialogo durante il processo di installazione. Sono presenti vari tipi di messaggi diagnostici come la possibilità di accedere ai comandi da un prompt della shell. Il programma di installazione visualizza questi messaggi su cinque console virtuali ed è possibile passare da una schermata all'altra tramite una semplice combinazione di tasti.
Una console virtuale è un prompt della shell in un ambiente grafico, accessibile dalla macchina fisica, non in modo remoto. Si può accedere simultaneamente a console virtuali multiple.
These virtual consoles can be helpful if you encounter a problem while installing Fedora. Messages displayed on the installation or system consoles can help pinpoint a problem. Refer to Tabella 7.1, «Console, combinazioni di tasti e tipo di messaggio» for a listing of the virtual consoles, keystrokes used to switch to them, and their contents.
Generalmente, non è necessario lasciare la console di default (console virtuale #6) per installazioni grafiche, a meno che non si stia cercando di individuare eventuali problemi riguardanti l'installazione.
console combinazioni tasti contenuti
1 ctrl+alt+f1 messaggio di installazione
2 ctrl+alt+f2 prompt della shell
3 ctrl+alt+f3 log di installazione (messaggi dal programma di installazione)
4 ctrl+alt+f4 messaggi relativi al sistema
5 ctrl+alt+f5 altri messaggi
6 ctrl+alt+f6 display grafico
Tabella 7.1. Console, combinazioni di tasti e tipo di messaggio

7.2. Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo

Nota

Graphical installation remains the recommended method for installing Fedora. If you are installing Fedora on a system that lacks a graphical display, consider performing the installation over a VNC connection – see Capitolo 12, Installazione tramite VNC.
If your system has a graphical display, but graphical installation fails, try booting with the xdriver=vesa option – see Capitolo 9, Opzioni di avvio
The Fedora text mode installation program uses a screen-based interface that includes most of the on-screen widgets commonly found on graphical user interfaces. Figura 7.1, «Installation Program Widgets as seen in Boot Loader Configuration», and Figura 7.2, «Installation Program Widgets as seen in the partitioning screen», illustrate the screens that appear during the installation process.
Il cursore viene utilizzato per selezionare (ed interagire con) un widget particolare. Quando il cursore viene spostato da un widget all'altro, il widget interessato cambierà colore, oppure sarà possibile visualizzare il cursore stesso accanto o sul widget selezionato.

Note

While text mode installations are not explicitly documented, those using the text mode installation program can easily follow the GUI installation instructions. However, because text mode presents you with a simpler, more streamlined insatallation process, certain options that are available in graphical mode are not also available in text mode. These differences are noted in the description of the installation process in this guide, and include:
  • customizing the partition layout.
  • customizing the bootloader configuration.
  • selecting packages during installation.
Note also that manipulation of LVM (Logical Volume Management) disk volumes is only possible in graphical mode. In text mode it is only possible to view and accept the default LVM setup.

Note

Non tutte le lingue supportate nel'installazione grafica sono supportate in modalità testo. In particolare, le lingue scritte con un set di caratteri diverso dall'alfabeto Latino o Cirillico non sono disponibili in modalità testo. Se si seleziona una lingua scritta con un set di caratteri non supportato in modalità testo, le schermate del programma d'installazione verranno visualizzate in Inglese.
Installation Program Widgets as seen in Boot Loader Configuration
Installation Program Widgets as seen in Boot Loader Configuration
Figura 7.1. Installation Program Widgets as seen in Boot Loader Configuration

Legenda
  1. Finestra — Le finestre (di solito definite finestre di dialogo in questo manuale) compaiono sullo schermo durante l'intero processo di installazione. A volte si sovrappongono; in questi casi è possibile interagire solo con l'ultima finestra visualizzata. Quando la finestra in questione scompare, sarà possibile proseguire con quella posizionata sotto.
  2. Casella di controllo — Le caselle di controllo consentono di selezionare o deselezionare un contenuto. La casella può mostrare un asterisco (selezionata) o vuota (non selezionata). Quando il cursore si trova all'interno della casella, premere la Barra spaziatrice per selezionare o deselezionare un contenuto.
  3. Input di testo — le righe per l'input di testo sono aree dove inserire le informazioni richieste dal programma di installazione. Se il cursore si posiziona su una riga, è possibile inserire e/o modificare le informazioni in quella riga.
Installation Program Widgets as seen in the partitioning screen
Installation Program Widgets as seen in the partitioning screen
Figura 7.2. Installation Program Widgets as seen in the partitioning screen

Legenda
  1. Widget di testo — I widget di testo sono aree della schermata dove viene visualizzato il testo. A volte questi oggetti possono contenerne altri, come le caselle di controllo. Se un oggetto di testo contiene più informazioni di quante ne possano essere visualizzate, compare una barra di scorrimento; posizionando il cursore all'interno dell'oggetto, è possibile usare i tasti freccia Su e Giù per scorrere lungo tutte le informazioni disponibili. La posizione attuale sulla barra di scorrimento è contrassegnata dal carattere #, che si muove in alto e in basso a seconda di dove ci si trova.
  2. Scroll Bar — Scroll bars appear on the side or bottom of a window to control which part of a list or document is currently in the window's frame. The scroll bar makes it easy to move to any part of a file.
  3. Pulsante Widget — i pulsanti Widget rappresentano il metodo principale per interagire con il programma di installazione. Infatti servono per procedere da una finestra all'altra del programma di installazione, usando i tasti Tab e Invio. I pulsanti possono essere selezionati quando sono evidenziati.

7.2.1. Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro

Per spostarsi attraverso i vari menu è sufficiente utilizzare alcune combinazioni di tasti molto semplici. Per il cursore usare i tasti freccia Sinistra, Destra, Su e Giù. Utilizzate il tasto Tab e Shift-Tab per andare avanti o indietro attraverso ogni widget sullo schermo. Nella parte inferiore nella maggior parte delle schermate è visualizzato il riepilogo dei tasti di posizionamento del cursore.
To "press" a button, position the cursor over the button (using Tab, for example) and press Space or Enter. To select an item from a list of items, move the cursor to the item you wish to select and press Enter. To select an item with a checkbox, move the cursor to the checkbox and press Space to select an item. To deselect, press Space a second time.
Premendo F12 vengono accettati i valori impostati e si procede con le domande successive. Perciò equivale a premere il tasto OK.

Warning

Non premere alcun tasto durante il processo di installazione (potrebbero verificarsi comportamenti indesiderati), a meno che non ci sia una finestra di dialogo in attesa di un input.

7.3. Avvio del programma di installazione

To start, first make sure that you have all necessary resources for the installation. If you have already read through Capitolo 3, Fasi necessarie per prepararvi all'installazione, and followed the instructions, you should be ready to start the installation process. When you have verified that you are ready to begin, boot the installation program using the Fedora DVD or CD-ROM #1 or any boot media that you have created.

Note

Occasionally, some hardware components require a driver diskette during the installation. A driver diskette adds support for hardware that is not otherwise supported by the installation program. Refer to Capitolo 5, Driver Media per i sistemi Intel® e AMD for more information.

7.3.1. Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64

E' possibile avviare il programma di installazione usando uno dei seguenti supporti (a seconda di cosa supporta il sistema):
  • Fedora DVD/CD-ROM — La macchina supporta una unità DVD/CD-ROM avviabile e si è in possesso di un DVD o di un set di CD-ROM di Fedora.
  • Avvio CD-ROM — La macchina supporta una unità CD-ROM avviabile e si desidera eseguire una installazione di rete o da disco fisso.
  • Penna USB — La macchina supporta l'avvio da dispositivi USB.
  • PXE boot via network — Your machine supports booting from the network. This is an advanced installation path. Refer to Capitolo 11, Impostare un server di installazione for additional information on this method.
To create a boot CD-ROM or to prepare your USB pen drive for installation, refer to Sezione 3.4.2, «Creazione di un CD-ROM di installazione».
Inserire il supporto di avvio e riavviare il sistema. Le impostazioni del BIOS potrebbero aver bisogno di essere cambiate per consentire l'avvio dal CD-ROM o dispositivo USB.

Note

Per cambiare le impostazioni del BIOS su un sistema x86, AMD64 o Intel® 64, guardare le istruzioni fornite sullo schermo alla prima schermata di avvio del sistema. Apparirà una linea di testo che dirà quale tasto premere per entrare nelle impostazioni del BIOS.
Una volta entrati nel programma di impostazione del BIOS, trovare la sezione dove è possibile modificare la sequenza di avvio (boot). Il valore predefinito spesso è C, A oppure A, C (a seconda di dove si desidera avviare se dal disco fisso [C] o da un dischetto [A]). Cambiare questa sequenza in modo che il CD-ROM sia il primo nell'ordine di avvio e che C o A (da dove si avvia normalmente) sia secondo. Con ciò si dice al computer di controllare prima il lettore CD-ROM per supporti avviabili; se non vengono trovati supporti avviabili nel lettore CD-ROM, verrà controllato il disco fisso o il lettore floppy.
Salvare i cambiamenti prima di uscire dal BIOS. Per maggiori informazioni, fare riferimento alla documentazione fornita con il sistema.
Dopo una breve attesa, dovrebbe comparire una schermata contenente il prompt boot:. La schermata contiene informazioni su varie opzioni di avvio. Ogni opzione di avvio ha inoltre una o più schermate di aiuto associate. Per accedere alle schermate di aiuto premere il tasto funzione appropriato come elencato nella linea in basso sullo schermo.
Mentre si avvia il programma di installazione, fare attenzione a due cose:
  • Una volta comparsa la schermata boot:, il programma di installazione inizierà automaticamente se non si tocca nulla entro un minuto. Per disattivare questa caratteristica premere uno dei tasti funzione di aiuto (f1, f2, ecc).
  • Se si preme un tasto funzione di aiuto (f1, f2, ecc..), ci sarà un leggero ritardo prima che la schermata di aiuto venga letta dal supporto di avvio.
Normally, you only need to press Enter to boot. Be sure to watch the boot messages to review if the Linux kernel detects your hardware. If your hardware is properly detected, continue to the next section. If it does not properly detect your hardware, you may need to restart the installation and use one of the boot options provided in Capitolo 9, Opzioni di avvio.

7.3.2. Opzioni di avvio aggiuntive

A causa della semplicità nell'eseguire un avvio usando un CD-ROM o DVD ed effettuare una installazione grafica, talvolta si possono presentare alcune situazioni dove puó essere necessario effettuare un avvio in modo diverso. Questa sezione presenta delle opzioni d'avvio aggiuntive, disponibili per Fedora.
Pe dare le opzioni ad un sistema x86, AMD64 o Intel® 64, usare le istruzioni come fornite nel seguente esempio nel boot loader.

Note

Refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio for additional boot options not covered in this section.
  • Per eseguire una installazione in modalità testo, nel menù di avvio digitare:
    linux text
    
  • Le immagini ISO hanno al loro interno un md5sum. Per testare l'integrità del checksum di una immagine ISO, alla schermata di boot dell'installazione digitare:
    linux mediacheck
    
    Il programma di installazione chiederà di inserire un CD o di selezionare una immagine ISO da verificare, quindi selezionare OK per eseguire l'operazione checksum. Questa operazione può essere eseguita su qualsiasi CD di Fedora e senza seguire un ordine specifico (per esempio, il CD #1 non deve essere il primo CD da verificare). Si raccomanda di eseguire questa operazione su di un qualsiasi CD di Fedora creato da immagini ISO precedentemente scaricate. Questo comando funziona con i metodi di installazione basati su CD, DVD, da disco fisso ISO, NFS con immagini ISO.
  • Also in the images/ directory is the boot.iso file. This file is an ISO image than can be used to boot the installation program. To use the boot.iso, your computer must be able to boot from its CD-ROM drive, and its BIOS settings must be configured to do so. You must then burn the boot.iso file onto a recordable/rewriteable CD-ROM.
  • If you need to perform the installation in serial mode, type the following command:
    linux console=<device>
    
    Per una installazione in modalità testo, usare:
    linux text console=<device>
    
    In the above command, <device> should be the device you are using (such as ttyS0 or ttyS1). For example, linux text console=ttyS0.
    Text mode installations using a serial terminal work best when the terminal supports UTF-8. Under UNIX and Linux, Kermit supports UTF-8. For Windows, Kermit '95 works well. Non-UTF-8 capable terminals works as long as only English is used during the installation process. An enhanced serial display can be used by passing the utf8 command as a boot-time option to the installation program. For example:
    linux console=ttyS0 utf8
    

7.3.2.1. Opzioni del kernel

Si possono fornire delle opzioni al kernel. Per esempio, per applicare aggiornamenti per il programma di installazione anaconda da un dischetto floppy inserire:
linux updates
Per una installazione in modalità testo, usare:
linux text updates
Questo comando richiederà di inserire un dischetto che contenga gli aggiornamenti per anaconda. Non è necessario se si stà eseguendo una installazione da rete e le immagini di aggiornamento sono state già sistemate in rhupdates/ sul server.
Dopo aver inserito delle opzioni, premere Invio per avviare utilizzando queste opzioni.
If you need to specify boot options to identify your hardware, please write them down. The boot options are needed during the boot loader configuration portion of the installation (refer to Sezione 7.22, «Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64 » for more information).
For more information on kernel options refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio.

7.4. Scelta del metodo di installazione

A questo punto occorre scegliere il metodo di installazione desiderato. Questi sono i metodi disponibili:
DVD/CD-ROM
If you have a DVD/CD-ROM drive and the Fedora CD-ROMs or DVD you can use this method. Refer to Sezione 7.5, «Installazione dal DVD/CD-ROM», for DVD/CD-ROM installation instructions.
Hard Drive
If you have copied the Fedora ISO images to a local hard drive, you can use this method. You need a boot CD-ROM (use the linux askmethod boot option). Refer to Sezione 7.6, «Installazione dal disco fisso», for hard drive installation instructions.
NFS
If you are installing from an NFS server using ISO images or a mirror image of Fedora, you can use this method. You need a boot CD-ROM (use the linux askmethod boot option). Refer to Sezione 7.8, «Installazione tramite NFS» for network installation instructions. Note that NFS installations may also be performed in GUI mode.
URL
If you are installing directly from an HTTP (Web) server or FTP server, use this method. You need a boot CD-ROM (use the linux askmethod boot option). Refer to Sezione 7.9, «Installazione tramite FTP o HTTP», for FTP and HTTP installation instructions.
If you booted the distribution DVD and did not use the alternate installation source option askmethod, the next stage loads automatically from the DVD. Proceed to Sezione 7.10, «Benvenuti in Fedora».

Attività CD/DVD

Se si avvia Fedora da un supporto di installazione, il programma di installazione caricherà il suo stadio successivo da questo disco. Ciò accade senza preoccuparsi di quale metodo di installazione si sceglie, fintanto che non si estrae il disco prima di procedere. Il programma di installazione scaricherà i dati pacchetti dalla sorgente selezionata.

7.5. Installazione dal DVD/CD-ROM

To install Fedora from a DVD/CD-ROM, place the DVD or CD #1 in your DVD/CD-ROM drive and boot your system from the DVD/CD-ROM. Even if you booted from alternative media, you can still install Fedora from CD or DVD media.
The installation program then probes your system and attempts to identify your CD-ROM drive. It starts by looking for an IDE (also known as an ATAPI) CD-ROM drive.

Note

To abort the installation process at this time, reboot your machine and then eject the boot media. You can safely cancel the installation at any point before the About to Install screen. Refer to Sezione 7.24, «Prepararsi all'installazione» for more information.
If your CD-ROM drive is not detected, and it is a SCSI CD-ROM, the installation program prompts you to choose a SCSI driver. Choose the driver that most closely resembles your adapter. You may specify options for the driver if necessary; however, most drivers detect your SCSI adapter automatically.
If the DVD/CD-ROM drive is found and the driver loaded, the installer will present you with the option to perform a media check on the DVD/CD-ROM. This will take some time, and you may opt to skip over this step. However, if you later encounter problems with the installer, you should reboot and perform the media check before calling for support. From the media check dialog, continue to the next stage of the installation process (refer to Sezione 7.10, «Benvenuti in Fedora»).

7.5.1. Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?

Se si possiede un DVD/CD-ROM (ATAPI) IDE ma il programma d'installazione non è in grado di trovarlo, viene richiesto altresì di specificare il tipo di drive DVD/CD-ROM in possesso, provare il seguente comando d'avvio. Riavviare l'installazione ed al prompt boot: inserire linux hdX=cdrom. Sostituire X con una delle seguenti lettere, a seconda dell'interfaccia utilizzata per il collegamento da parte dell'unità, e della sua configurazione master o slave (conosciute anche come primaria e secondaria):
  • a — primo controller IDE, master
  • b — primo controller IDE, slave
  • c — secondo controller IDE, master
  • d — secondo controller IDE, slave
Se si dispone di un terzo e/o quarto controller, continuare ad assegnare lettere in ordine alfabetico, passando da un controller all'altro e da master a slave.

7.6. Installazione dal disco fisso

The Select Partition screen applies only if you are installing from a disk partition (that is, if you selected Hard Drive in the Installation Method dialog). This dialog allows you to name the disk partition and directory from which you are installing Fedora.
I file ISO devono essere salvati su un disco fisso che può essere o interno al computer o collegato alla macchina attraverso una porta USB. In aggiunta il file install.img dal quale i file ISO devono essere copiati in una cartella di nome images. Si può utilizzare questa opzione per installare Fedora su computer che non hanno né connessione di rete, né lettore CD o DVD.
Per estrarre il file install.img dalle ISO seguire la procedura:
  mount -t iso9660 /path/to/Fedora11.iso /mnt/point -o loop,ro
  cp -pr /mnt/point/images /path/images/
  umount /mnt/point
Before you begin installation from a hard drive, check the partition type to ensure that Fedora can read it. To check a partition's file system under Windows, use the Disk Management tool. To check a partition's file system under Linux, use the fdisk utility.

Impossibile installare da partizioni LVM

Non è possibile usare file di ISO su partizioni controllate da LVM (Logical Volume Management).
Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.
Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.
Figura 7.3. Selezione del dialogo di partizione per una installazione dal disco fisso.

Selezionare la partizione contenente i file ISO dalla lista delle partizioni disponibili. I nomi dei dispositivi IDE interno, SATA, SCSI e USB iniziano con /dev/sd. Ogni singolo drive ha la propria lettera, per esempio /dev/sda. Ogni partizione sul drive è numerata, per esempio /dev/sda1.
Inoltre specificare la Cartella contenente l'immagine. Inserire il percorso completo della cartella del drive che contiene i file di immagini ISO. La seguente tabella mostra alcuni esempi di come inserire questa informazione:
Tipo partizione Volume Percorso originale ai file Cartella da usare
VFAT D:\ D:\Downloads\F11 /Downloads/F11
ext2, ext3, ext4 /home /home/user1/F11 /user1/F11
Tabella 7.2. Posizione delle immagini ISO per diversi tipi di partizione

If the ISO images are in the root (top-level) directory of a partition, enter a /. If the ISO images are located in a subdirectory of a mounted partition, enter the name of the directory holding the ISO images within that partition. For example, if the partition on which the ISO images is normally mounted as /home/, and the images are in /home/new/, you would enter /new/.

Usare uno slash interlinea

Una voce senza uno slash di interlinea potrebbe causare una installazione non riuscita.
Select OK to continue. Proceed with Sezione 7.10, «Benvenuti in Fedora».

7.7. Eseguire una installazione di rete

Il programma di installazione è utilizzabile via rete e può usare le impostazioni di rete per varie funzioni. Per esempio, si può installare Fedora da un server di rete usando i protocolli FTP, HTTP o NFS. Si può anche dare istruzione al programma di installazione di consultare repository aggiuntivi di software più avanti nel processo.
Se si sta eseguendo una installazione di rete, verrà visualizzata la finestra di dialogo Configura TCP/IP. Questa schermata richiederà l'indirizzo IP e altri indirizzi di rete. Si può scegliere di configurare gli indirizzi IP e la maschera di rete del dispositivo, tramite DHCP o in modo manuale.
Come impostazione predefinita, il programma di installazione usa DHCP per settare automaticamente le impostazioni di rete. Nel caso in cui si stia usando una connessione via cavo o un modem DSL, un router, un firewall o altro hardware di rete per comunicare con Internet, DHCP è una opzione adeguata. Se la rete non è munita di un server DHCP, bisogna lasciare in bianco la casella denominata Usa la configurazione IP dinamica (DHCP).
Inserire l'indirizzo IP che si utilizza durante l'installazione e premere Invio.
The installation program supports only the IPv4 protocol. Refer also to Sezione 7.15, «Network Configuration» for more information on configuring your network.
Configurazione TCP/IP
Configurare l'indirizzo del dispositivo di rete per l'installazione.
Figura 7.4. Configurazione TCP/IP

Quando il processo di installazione è completo, queste immpostazioni verranno trasferite al sistema.
È possibile installare dal web, FTP o server NFS sia da una rete locale che da una connessione ad internet, se connessi. È possibile installare Fedora dal proprio mirror privato, oppure usare uno dei mirror publici mantenuti dai membri della comunità. Per assicurarsi che la connessione sia il più veloce e affidabile possibile, usare un server vicino alla propria posizione geografica.
The Fedora Project maintains a list of Web and FTP public mirrors, sorted by region, at http://fedoraproject.org/wiki/Mirrors. To determine the complete directory path for the installation files, add /11/Fedora/architecture/os/ to the path shown on the web page. A correct mirror location for an i386 system resembles the URL http://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/i386/os.

7.8. Installazione tramite NFS

La finestra di dialogo NFS si attiva solo se si stà eseguendo una installazione da un server NFS (se si è selezionato Immagine NFS nella finestra di dialogo Metodo di installazione).
Inserire il nome del dominio o l'indirizzo IP del server NFS. Per esempio, se si stà eseguendo una installazione da un host chiamato eastcoast nel dominio example.com, inserire eastcoast.example.com nel campo del Server NFS.
Next, enter the name of the exported directory. If you followed the setup described in Sezione 3.5, «Preparazione per una installazione di rete», you would enter the directory /export/directory/.
Se il server NFS esporta un mirror dell'albero d'installazione di Fedora, inserire la directory contenente la root dell'albero d'installazione. Più avanti sarà necessario inserire una chiave d'installazione la quale determinerà le sottocartelle usate per eseguire l'installazione. Se fin qui tutto è stato specificato correttamente, sarà visualizzato un messaggio il quale indicherà il corretto svolgimento dell'installazione di Fedora.
Finestra di configurazione di NFS
Finestra di configurazione di NFS.
Figura 7.5. Finestra di configurazione di NFS

Se il server NFS esporta le immagini ISO dei CD-ROM di Fedora, accedere alla cartella che contiene le immagini ISO.
Next, the Welcome dialog appears.

7.9. Installazione tramite FTP o HTTP

La finestra di dialogo URL si attiva solo se si sta eseguendo una installazione da un server HTTP o FTP (se è stato selezionato URL nella finestra di dialogo Metodo di installazione). Tale finestra richiederà informazioni sul server HTTP o FTP dal quale si sta installando Fedora.
Inserire il nome o l'indirizzo IP del sito FTP o HTTP dal quale si stà effettuando l'installazione e il nome della cartella che contiene la corretta architettura. Per esempio, se il sito FTP o HTTP contiene la cartella /mirrors/Fedora/arch/, inserire /mirrors/Fedora/arch/ (dove arch va sostituito con l'architettura del sistema, come i386). Se il tutto è stato specificato correttamente, verrà visualizzato un messaggio che indica la ricezione dei file dal server.
Finestra di dialogo URL
Finestra di dialogo URL.
Figura 7.6. Finestra di dialogo URL

Next, the Welcome dialog appears.

Note

Si può guadagnare spazio su disco usando le immagini ISO che sono state precedentemente copiate sul server. Per fare ciò, installare Fedora usando le immagini ISO senza copiarle in un albero singolo, effettuando un montaggio loopback. Per ogni immagine ISO:
mkdir discX
mount -o loop Fedora11-discX.iso discX
Sostituire X con il numero del disco corrispondente.

7.10. Benvenuti in Fedora

La schermata di Benvenuto non richiederà alcun input.
Benvenuti in Fedora 11
Fare clic sul pulsante Avanti per continuare.

7.11. Language Selection

Using your mouse, select a language to use for the installation (refer to Figura 7.7, «Language Selection»).
Qui la lingua scelta diventerà la lingua di default per il sistema operativo una volta installato. La selezione della lingua sarà utile più avanti per individuare la configurazione del fuso orario durante l'installazione. Il programma di installazione, cerca di definire il relativo fuso orario in base a quanto specificato in questa schermata.
To add support for additional languages, customize the installation at the package selection stage. For more information, refer to Sezione 7.23.2.2, «Supporto aggiuntivo della lingua».
Language Selection
Selezione della lingua.
Figura 7.7. Language Selection

Dopo aver selezionato la lingua desiderata, fare clic su Avanti per continuare.

7.12. Keyboard Configuration

Utilizzando il mouse selezionare il tipo di layout corretto (per esempio Inglese U.S.), per la tastiera che si desidera utilizzare per l'installazione e come predefinita per il sistema (fare riferimento alla figura riportata di seguito).
Una volta effettuata la selezione, fare clic su Avanti per continuare.
Keyboard Configuration
Schermata di configurazione della tastiera
Figura 7.8. Keyboard Configuration

Note

Per modificare il tipo di layout della tastiera dopo aver completato l'installazione, utilizzare Keyboard Configuration Tool.
Al prompt della shell, digitare il comando system-config-keyboard per avviare l'applicazione Strumento di configurazione della tastiera. Se non si è connessi come root, verrà richiesta la password di root per continuare.

7.13. Installazione del disco fisso

Se non viene trovata nessuna tabella delle partizzioni sui dischi fisici, il programma di installazione chiederà di inzializzare i dischi fissi. Questa operazione renderà qualsiasi dato presente sul disco illeggibile. Se nel sistema c'è un nuovo disco fisso con nessun sistema operativo sopra, oppure sono state rimosse tutte le partizioni dal disco, rispondere Si.
Schermata di avviso – inizializzazione del disco fisso
Schermata di avviso – inizializzazione del disco fisso.
Figura 7.9. Schermata di avviso – inizializzazione del disco fisso

Alcuni sistemi RAID o altre configurazioni non standard potrebbero essere illeggibili per il programma di installazione e potrebbe essere visualizzata una richiesta di inizializzazione del disco. Il programma di installazione risponde alle strutture fisiche che è in grado di rilevare.

Distacco dischi non necessari

Se si possiede una configurazione di un disco non standard che può essere rimosso per l'installazione e rilevato e configurato successivamente, spegnere il sistema, distaccare il disco e riavviare l'installazione.

7.14. Aggiornamento di un sistema esistente

The installation system automatically detects any existing installation of Fedora. The upgrade process updates the existing system software with new versions, but does not remove any data from users' home directories. The existing partition structure on your hard drives does not change. Your system configuration changes only if a package upgrade demands it. Most package upgrades do not change system configuration, but rather install an additional configuration file for you to examine later.

7.14.1. Esaminare il passaggio ad una versione superiore

Se il sistema contiene una installazione di Fedora o di Red Hat Linux, apparirà un messaggio che richiederà se si desidera effettuare l'aggiornamento alla nuova versione di tale installazione. Per effettuare il passaggio alla versione superiore di un sistema esistente, scegliere l'installazione appropriata dal menù a discesa e selezionare Avanti.
La schermata di avanzamento
La schermata di avanzamento.
Figura 7.10. La schermata di avanzamento

Software installato manualmente

Il software che è stato installato manualmente sul sistema Fedora o Red Hat Linux esistente potrebbe comportarsi in maniera differente dopo un avanzamento di versione. Occorrerà reinstallare manualmente tale software dopo il passaggio, per assicurarsi che funzioni correttamente sul sistema aggiornato.

7.14.2. Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione

Le installazioni sono raccomandate

In general, the Fedora Project recommends that you keep user data on a separate /home partition and perform a fresh installation. For more information on partitions and how to set them up, refer to Sezione 7.18, «Disk Partitioning Setup».
If you choose to upgrade your system using the installation program, any software not provided by Fedora that conflicts with Fedora software is overwritten. Before you begin an upgrade this way, make a list of your system's current packages for later reference:
rpm -qa --qf '%{NAME} %{VERSION}-%{RELEASE} %{ARCH}\n' > ~/old-pkglist.txt
Dopo l'installazione, consultare questa lista per scoprire quali pacchetti si ha bisogno di ricompilare o recuperare dai repository software non-Fedora.
In seguito, effettuare un backup dei dati di configurazione del sistema:
su -c 'tar czf /tmp/etc-`date +%F`.tar.gz /etc' su -c 'mv /tmp/etc-*.tar.gz /home'
Realizzare un backup completo di qualsiasi dato importante prima di realizzare il passaggio alla versione successiva. I dati importanti possono includere il contenuto dell'intera cartella /home, così come il contenuto dai servizi quali apache, FTP , server SQL oppure un sistema di gestione del codice sorgente. Anche se i passaggi alle versioni successive non sono distruttivi, se si lavora impropriamente ci potrebbe essere una piccola possibilità di perdita dei dati.

Conservazione dei backup

Notare che i seguenti esempi conservano il materiale di backup in una cartella /home. Se la cartella /home del sistema non è in una partizione separata, non bisogna seguire questo esempio alla lettera! Bisogna conservare i propri backup su un altro dispositivo come dei dischi CD o DVD oppure un hard disk esterno.
For more information on completing the upgrade process later, refer to Sezione 16.2, «Terminare l'aggiornamento a versione superiore».

7.14.3. Aggiornamento della configurazione del boot loader

Your completed Fedora installation must be registered in the boot loader to boot properly. A boot loader is software on your machine that locates and starts the operating system. Refer to Sezione 7.22, «Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64 » for more information about boot loaders.
Se il boot loader esistente è stato installato da una distribuzione Linux, l'installazione del sistema può modificarlo per caricare il nuovo sistema Fedora. Per aggiornare un boot loader Linux esistente, bisogna selezionare Aggiornare la configurazione del boot loader. Questo è il comportamento predefinito quando si vuole aggiornare ad una versione superiore una installazione esistente di Fedora o di Red Hat Linux.
GRUB è il boot loader standard per Fedora. Se la macchina dovesse già utilizzare un altro boot loader, tipo BootMagic™, System Commander™, o il loader installato da Microsoft Windows, allora il sistema di installazione di Fedora non potrà aggiornarlo. In questo caso, bisogna selezionare Ignora l'aggiornamento del boot loader. Quando il processo di installazione sarà stato completato, fare riferimento alla documentazione del proprio prodotto per l'assistenza.
L'installazione di un nuovo boot loader come parte del processo di aggiornamento di un sistema esistente, va eseguita solo se si è certi di volere sostituire il boot loader esistente. Se si vuole installare un nuovo boot loader, si potrebbe non essere più in grado di avviare altri sistemi operativi sulla stessa macchina fino a quando non si sarà configurato il nuovo boot loader. Selezionare Creare una nuova configurazione del boot loader per rimuovere il boot loader esistente ed installare GRUB.
Dopo avere fatto le proprie scelte, cliccare Avanti per continuare.

7.15. Network Configuration

Fedora comprende il supporto completo sia per IPv4 che per IPv6. Per impostazione predefinita, il programma di installazione configura le interfacce di rete sul computer per il supporto di IPv4 e per l'utilizzo del DHCP tramite NetworkManager. Attualmente NetworkManager non supporta IPv6, se la rete supporta solo IPv6 si dovrebbe usare system-config-network dopo l'installazione per configurare le interfacce di rete.
Il setup richiederà di fornire un nome host e un nome dominio per il computer, nel formato hostname.domainname. Molte reti hanno un servizio di DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) che fornisce automaticamente i dati a sistemi connessi ad un nome di dominio, lasciando agli utenti l'inserimento di un nome host.
Setting the hostname
Setting the hostname
Figura 7.11. Setting the hostname

Per impostare una rete casalinga che è dietro ad un firewall internet o un router, si potrebbe usare hostname.localdomain per il sistema Fedora. Se si possiede più di un computer su questa rete, si potrà dare ad ognuno un nome host separato in questo dominio.

Hostname validi

Bisogna assegnare al proprio sistema un nome tale che il completo hostname sia unico. L'hostname può includere lettere, numeri e trattini.
On some networks, the DHCP provider also provides the name of the computer, or hostname. The complete hostname includes both the name of the machine and the name of the domain of which it is a member, such as machine1.example.com. The machine name (or "short hostname") is machine1, and the domain name is example.com.
Se il sistema Fedora è connesso direttamente ad internet, bisogna fare attenzione ad addizionali considerazioni per evitare interruzioni di servizi o azioni a rischio dal provider di servizi internet. una discussione completa di questi problemi va oltre lo scopo di questo documento.

Configurazione modem

Il programma di installazione non configura i modem. Configurare tali dispositivi dopo l'installazione con il programma Rete. Le impostazioni per il singolo modem sono specifiche del proprio Internet Service Provider (ISP).

7.15.1. Configurazione manuale

Le installazioni che richiedono determinate configurazioni avanzate non possono avere successo senza la connettività di rete durante il processo di installazione, per esempio, le installazioni su sistemi con dispositivi ISCSI. In situazioni dove il successo dell'installazione dipende da corrette impostazioni di rete, il programma di installazione mostrerà un messaggio che consente di confermare queste impostazioni.
Manual network configuration
Manual network configuration
Figura 7.12. Manual network configuration

Se la rete non ha un DHCP abilitato o se si desidera sovrascrivere le impostazioni DHCP, selezionare l'interfaccia di rete che si intende usare dal menu Interfacce. Deselezionare la casella relativa a Usa configurazione IP dinamica (DHCP). Ora è possibile inserire un indirizzo e una maschera di rete ipv4 per il sistema nella forma address / netmask, assieme all'indirizzo del gateway e all'indirizzo del nameserver per la rete.
Fare click su OK per accettare queste impostazioni e continuare.

7.16. Configurazione del fuso orario

Specificare un fuso orario anche se si sta pianificando di utilizzare NTP (Network Time Protocol) per mantenere costante la precisione dell'orologio di sistema.
Set your time zone by selecting the city closest to your computer's physical location. Click on the map to zoom in to a particular geographical region of the world.
Specificare un fuso orario anche se si sta pianificando di utilizzare NTP (Network Time Protocol) per mantenere costante la precisione dell'orologio di sistema.
Da qui sono disponibili due modi per selezionare il fuso orario:
  • Usando il mouse, fate clic sulla mappa interattiva per selezionare una città specifica, (contrassegnata da un punto giallo). Comparirà una X rossa che indica la scelta.
  • Il fuso orario può anche essere selezionato tramite un elenco posto nella parte inferiore della schermata. Usando il mouse, cliccare sulla mappa per evidenziare la scelta.
Configurazione del fuso orario
Schermata di configurazione del fuso orario.
Figura 7.13. Configurazione del fuso orario

Se Fedora è l'unico sistema operativo sul computer, selezionare L'orologio di sistema usa UTC. L'orologio di sistema è una parte dell'hardware sul computer. Fedora utilizza le impostazioni di fuso orario per determinare lo sfasamento fra l'ora locale e l'UTC dell'orologio di sistema. Questo comportamento è universale per i sistemi operativi stile UNIX.

Windows e l'orologio di sistema

Non abilitare l'opzione L'orologio di sistema usa UTC se la macchina usa anche Microsoft Windows. I sistemi operativi Microsoft cambiano l'orologio del BIOS per coincidere con l'ora locale piuttosto che con UTC. Ciò potrebbe causare uno strano comportamento sotto Fedora.

Note

Per modificare la configurazione del fuso orario dopo aver completato l'installazione, utilizzate il Time and Date Properties Tool.
Digitate il comando system-config-date al prompt della shell per lanciare il Time and Date Properties Tool. Se non siete utenti root, vi verrà richiesta la password root per continuare.
Per eseguire Time and Date Properties Tool come un'applicazione di testo, usare il comando timeconfig.
Selezionare Avanti per continuare.

7.17. Impostare la password di root

Impostare un account e una password root è una delle operazioni più importanti durante la fase di installazione. L'account di root è simile all'account di amministratore usato nelle macchine Microsoft Windows. L'account di root consente di installare pacchetti, aggiornare gli RPM ed eseguire la manutenzione del sistema. L'accesso come utente root fornisce il controllo completo del sistema.

Note

L'utente root (noto anche come super utente) ha un accesso libero su tutto il sistema; per questo motivo, é consigliabile effettuare una registrazione come utente root solo per effettuare una gestione o un mantenimento del sistema stesso.
Root Password
Impostazione della password root.
Figura 7.14. Root Password

Utilizzare l'account root solo per le funzioni di amministrazione del sistema. Creare un account non root per l'uso normale e su - per accedere come root quando si deve risolvere un problema rapidamente. Seguendo queste regole di base, i rischi di inserire un errore di battitura o un comando non corretto e dannoso per il sistema si riducono.

Note

Per diventare root, digitare su - al prompt della shell in una finestra del terminale, quindi premere Invio. A questo punto inserire la password root e premere Invio.
Il programma d'installazione chiederà d'impostare una password diroot[2] per il sistema. Non sarà possibile procedere alla fase successiva del processo d'installazione, se non si inserisce prima una password root.
La password root deve essere composta da almeno sei caratteri e non viene visualizzata sullo schermo. La password deve essere inserita due volte e se le due password non corrispondono, il programma di installazione vi chiederà di reinserirle.
Fare in modo che la password di root sia facile da ricordare ma difficile da indovinare. Il proprio nome, numero di telefono, qwerty, password, root, 123456 e anteater sono tutti esempi di password da non usare. Le password migliori sono composte da numeri e lettere maiuscole e minuscole e non contengono termini presenti in qualsiasi dizionario: per esempio Aard387vark o 420BMttNT. Ricordare che le password distinguono le maiuscole dalle minuscole. Se si annota la password su un foglio di carta, conservarlo in un posto sicuro. Si raccomanda tuttavia di non annotare mai le password.

Note

Non utilizzate le password fornite dall'esempio in questo manuale, il loro utilizzo potrebbe mettere a rischio la sicurezza del vostro sistema.

Note

Per modificare la password di root dopo aver completato l'installazione, utilizzare Strumento Password di Root.
Digitare il comando system-config-rootpassword in un prompt della shell per lanciare Strumento Password di Root. Se non si è utente root, verrà richiesto d'inserire la password root per continuare.
Inserire la password di root nel campo Password di root. Fedora visualizzerà degli asterischi al posto dei caratteri per motivi di sicurezza. Inserire la stessa password nel campo Conferma per assicurare che la password sia corretta. Dopo aver impostato la password di root, selezionare Next per procedere.

7.18. Disk Partitioning Setup

Partitioning allows you to divide your hard drive into isolated sections, where each section behaves as its own hard drive. Partitioning is particularly useful if you run multiple operating systems. If you are not sure how you want your system to be partitioned, read Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco for more information.
In questa schermata è possibile scegliere se creare un layout predefinito, oppure se eseguire un partizionamento manuale mediante l'opzione Crea una struttura personalizzata.
Le prime tre opzioni permettono di eseguire una installazione automatica senza dover partizionare le unità. Se non si è sicuri sul modo di partizionare il sistema, è consigliabile non scegliere il partizionamento manuale ma lasciare il compito al programma di installazione.
You can configure an iSCSI target for installation, or disable a dmraid device from this screen by clicking on the 'Advanced storage configuration' button. For more information refer to Sezione 7.19, « Advanced Storage Options ».

Warning

Il programma di aggiornamento PackageKit scarica in modo predefinito i pacchetti aggiornati su /var/cache/yum/. Se si effettua un partizionamento manuale e si crea una partizione /var/ separata, assicurarsi di creare una partizione sufficientemente larga (3.0 GB o più) per poter effettuare un download degli aggiornamenti del pacchetto.
Disk Partitioning Setup
Scegliere se eseguire il partizionamento automatico o manuale.
Figura 7.15. Disk Partitioning Setup

If you choose to create a custom layout, refer to Sezione 7.21, «Partizionamento del sistema».

Warning

Se si riceve un segnale di errore simile al seguente dopo la fase di Impostazione del partizionamento del disco del processo d'installazione:
"The partition table on device hda was unreadable. To create new partitions it must be initialized, causing the loss of ALL DATA on this drive."
you may not have a partition table on that drive or the partition table on the drive may not be recognizable by the partitioning software used in the installation program.
Gli utenti che hanno usato programmi come EZ-BIOS hanno avuto dei problemi simili, causando una perdita dei dati (assumendo che non fosse stato effettuato un back up dei dati prima dell'inizio dell'installazione).
No matter what type of installation you are performing, backups of the existing data on your systems should always be made.

7.18.1. RAID ed altri dispositivi su disco

7.18.1.1. RAID hardware

RAID, o array ridondante di dischi indipendenti, abilitano un gruppo, o un array, di dispositivi ad agire come un singolo dispositivo. Configurare le funzioni RAID fornite dalla scheda madre del computer, o di schede aggiuntive (controller), prima di iniziare il processo di installazione. Ogni array RAID attivo apparirà come un unico dispositivo all'interno di Fedora.
Su sistemi con più un disco rigido è possibile configurare Fedora per usare alcuni dei dischi come array RAID Linux senza la necessità di hardware aggiuntivo.

7.18.1.2. RAID software

You can use the Fedora installation program to create Linux software RAID arrays, where RAID functions are controlled by the operating system rather than dedicated hardware. These functions are explained in detail in Sezione 7.21, «Partizionamento del sistema».

7.18.1.3. Dischi FireWire ed USB

Alcuni dischi rigidi FireWire ed USB potrebero non essere riconosciuti dal sistema di installazione di Fedora. Se la configurazione di questi dischi al momento dell'installazione non è vitale, disconnetterli per evitare confusione.

Utilizzo post-installazione

Si possono collegare e configurare dischi rigidi USB e FireWire dopo l'installazione. Molti di questi dispositivi sono riconosciuti dal kernel e disponibili per l'utilizzo in qualsiasi momento.

7.19.  Advanced Storage Options

Advanced Storage Options
Opzioni memoria avanzate.
Figura 7.16. Advanced Storage Options

From this screen you can choose to disable a dmraid device, in which case the individual elements of the dmraid device will appear as separate hard drives. You can also choose to configure an iSCSI (SCSI over TCP/IP) target. See Appendice B, Dischi ISCSI for an introduction to iSCSI.
To configure an ISCSI target invoke the 'Configure ISCSI Parameters' dialog by selecting 'Add ISCSI target' and clicking on the 'Add Drive' button. Fill in the details for the ISCSI target IP and provide a unique ISCSI initiator name to identify this system. If the ISCSI target uses CHAP (Challenge Handshake Authentication Protocol) for authentication, enter the CHAP username and password. If your enviroment uses 2-way CHAP (also called "Mutual CHAP"), also enter the reverse CHAP username and password. Click the 'Add target' button to attempt connection to the ISCSI target using this information.
Configurazione parametri ISCSI
Configurazione parametri ISCSI.
Figura 7.17. Configurazione parametri ISCSI

Notare che è possibile inserire un IP target ISCSI diverso se in precedenza non sono state inserite informazioni corrette, per poter modificare il nome dell'inizializzatore ISCSI sarà necessario riavviare l'installazione.

7.20. Create Default Layout

La creazione di un layout predefinito consente di controllare quali sono i dati eventualmente rimossi dal sistema. Le opzioni sono:
  • Rimuovi tutte le partizioni sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — selezionare questa opzione per rimuovere tutte le partizioni presenti sul disco fisso (o dischi fissi) (ciò include le partizioni create da altri sistemi operativi come partizioni Windows VFAT o NTFS).

    Warning

    Se si sceglie questa opzione, il programma di installazione rimuoverà tutti i dati presenti sui dischi fissi. Non selezionare l'opzione se sono presenti informazioni che si desidera mantenere sul disco(i) durante l'installazione di Fedora.
  • Rimuovi le partizioni Linux sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — selezionare questa opzione per rimuovere solo le partizioni Linux (partizioni create da una precedente installazione di Linux). Tale operazione non rimuoverà altre partizioni presenti sul disco fisso (ad esempio partizioni VFAT or FAT32).
  • Usa spazio disponibile sulle unità selezionate e crea un layout predefinito — da utilizzare se si desidera mantenere i dati e le partizioni attuali, nel caso sia presente sufficiente spazio libero sul disco fisso.
Create Default Layout
Partizionamento automatico.
Figura 7.18. Create Default Layout

Utilizzando il mouse selezionare l'unità storage sulla quale si desidera installare Fedora. Se si dispone di due o più unità, sarà possibile scegliere l'unità nella quale eseguire l'installazione. Le unità non selezionate insieme ai rispettivi dati, non verranno interessate da tale processo.

Warning

É sempre buona idea effettuare un back up dei dati presenti nel sistema. Per esempio, se si sta effettuando un aggiornamento o creando un sistema dual-boot, bisogna effettuare un back up dei dati che si desidera mantenere nel disco fisso (o dischi fissi). Potrebbero sempre verificarsi degli errori e ne potrebbe risultare una perdita di tutti i dati.

Note

Se si possiede una scheda RAID, notare che alcuni BIOS non supportano l'avvio dalla scheda RAID. In questi casi, la partizione /boot/ deve essere creata su di una partizione esterna all'array RAID, come ad esempio un disco fisso separato. Sarà necessario utilizzare un disco fisso interno per poter creare una partizione con schede RAID problematiche.
È necessaria per le impostazioni del software RAID una partizione /boot/.
Se si è scelto di eseguire il partizionamento automatico del sistema, selezionare Revisione e modificate manualmente la partizione /boot.
Selezionare Crittazione del sistema per crittografare tutte le partizioni tranne la partizione di /boot.
Use the Advanced storage options option if:
  • Se si desidera installare Fedora su un disco collegato attraverso il protocollo iSCSI. Selezionare Opzioni avanzate per la memoria e selezionare Aggiungere target iSCSI, quindi selezionare Aggiungi disco. Fornire un indirizzo IP e il nome iniziale iSCSI e selezionare Aggiungi disco.
  • Si desidera disabilitare un dispositivo dmraid che è stato rilevato all'avvio.
Per rivedere le partizioni create con il partizionamento automatico, e apportare le modifiche necessarie, selezionare l'opzione Revisione. Dopo aver selezionato Revisione e aver fatto clic su Avanti per procedere, verranno visualizzate le partizioni create da anaconda. È possibile modificare queste partizioni se non si è soddisfatti del risultato.

Installing in text mode

Se si installa Fedora in modalità testo, è possibile utilizzare solo lo schema di partizionamento predefinito descritto in questa sezione. Perciò, sebbene sia possibile utilizzare l'intero disco, per rimuovere le partizioni Linux esistenti, o usare lo spazio libero sul disco, non è possibile personalizzare la configurazione delle partizioni. È così, non è possibile aggiungere o rimuovere partizioni o file system oltre a quelli che il programma di installazione aggiunge o rimuove automaticamente. Se si richiede una configurazione personalizzata al momento dell'installazione, è necessario eseguire una installazione grafica tramite una connessione VNC o una installazione kickstart.
Inoltre, opzioni avanzate come LVM, filesystem criptati e filesystem ridimensionabili sono disponibili solo in modalità grafica e kickstart.
Una volta effettuate le proprie scelte, fare clic su Avanti per continuare.

7.21. Partizionamento del sistema

If you chose one of the three automatic partitioning options and did not select Review, skip ahead to Sezione 7.23, «Package Group Selection».
Se si seleziona l'opzione di partizionamento automatico e si seleziona l'opzione Revisiona, è possibile accettare sia le impostazioni attuali (facendo clic su Avanti) sia di modificare la configurazione manualmente nella schermata di partizionamento.

Nota

Notare che durante il processo d'installazione in modalità di testo, non sarà possibile lavorare con LVM (Logical Volumes) oltre le impostazioni esistenti. LVM può essere impostato solo utilizzando una installazione grafica.
Se si desidera creare uno schema personalizzato, è necessario indicare al programma d'installazione dove installare Fedora. È possibile eseguire la suddetta operazione definendo il mount point per una o più partizioni sulla quale è stato montato Fedora. A questo punto, molto probabilmente, sarà necessario creare e/o cancellare alcune partizioni.

Note

If you have not yet planned how to set up your partitions, refer to Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco and Sezione 7.21.4, «Schema di partizionamento consigliato». At a bare minimum, you need an appropriately-sized root partition, and a swap partition equal to twice the amount of RAM you have on the system. Itanium system users should have a /boot/efi/ partition of approximately 100 MB and of type FAT (VFAT), a swap partition of at least 512 MB, and an appropriately-sized root (/) partition.
Partizionamento su sistemi x86, AMD64, e Intel 64
La schermata principale di partizionamento.
Figura 7.19. Partizionamento su sistemi x86, AMD64, e Intel® 64

A parte in alcuni casi particolari, anaconda è in grado di gestire i requisiti di partizionamento per una installazione standard.

7.21.1. Display grafico dei dischi fissi

La schermata di partizionamento fornisce una rappresentazione grafica dei dischi fissi.
Usando il mouse, cliccare una volta per evidenziare un campo specifico nel display grafico. Fare doppio click per modificare una partizione esistente oppure creare una partizione con lo spazio libero disponibile.
Above the display, you can review the Drive name (such as /dev/hda), the Geom (which shows the hard disk's geometry and consists of three numbers representing the number of cylinders, heads, and sectors as reported by the hard disk), and the Model of the hard drive as detected by the installation program.

7.21.2. La schermata di partizionamento

Questi pulsanti sono usati per cambiare gli attributi di una partizione (per esempio il tipo di file system ed il punto di mount) ed anche a creare dispositivi RAID. I pulsanti di questa schermata vengono utilizzati, inoltre, per accettare le modifiche apportate o per uscire dalla schermata di partizionamento. Per maggiori informazioni, prendere visione dei pulsanti riportati di seguito:
  • Nuovo: Selezionare questa opzione per aggiungere una partizione o volume fisico LVM al disco. Nella schermata Aggiungi partizione, selezionare un punto di mount ed un tipo di partizione. Se si possiede più di un disco sul sistema, selezionare su quale disco bisogna posizionare la partizione. Indicare una dimensione in megabyte per la partizione. Se si desidera cifrare la partizione selezionare l'opzione relativa.

    Partizioni non consentite

    You cannot create separate partitions for the /bin/, /dev/, /etc/, /lib/, /proc/, /root/, and /sbin/ directories. These directories must reside on the / (root) partition.
    La partizione /boot non dovrebbe risiedere su un gruppo LVM. Creare la partizione /boot prima di configurare qualsiasi gruppo di volumi. Inoltre, non è possibile usare i filesystem ext4 o btrfs per la partizione di /boot.
    Consente di piazzare /usr su una partizione separata. Se /usr non si trova nella partizione / (root), il processo di avvio diventa molto più complicato ed in alcune situazioni (come installazioni su dischi iSCSI) potrebbe non funzionare del tutto.
    Inoltre è possibile selezionare tre opzioni per il dimensionamento delle partizioni:
    Fixed size
    Usare una dimensione stabilita il più vicino possibile al valore inserito.
    Fill all space up to
    Incrementa la partizione ad una dimensione massima scelta dall'utente.
    Fill to maximum allowable size
    Incrementa la partizione fino a riempire lo spazio rimanente sui dischi selezionati.

    Dimensioni partizioni

    La partizione attuale sul disco potrebbe essere leggermente piu piccola o piu grande rispetto alla propria scelta. Questo effetto è causato da questioni di geometria del disco, non da un errore o difetto.
    Selezionare l'opzione Cifra partizione per cifrare tutte le informazioni sulla partizione del disco.
    After you enter the details for your partition, select OK to continue. If you chose to encrypt the partition, the installer prompts you to assign a passphrase by typing it twice. For hints on using good passphrases, refer to Sezione 7.17, «Impostare la password di root».
  • Modifica: viene utilizzato per modificare gli attributi della partizione selezionata nella sezione Partizioni. Selezionando il pulsante Modifica, compare una finestra di dialogo con i campi da modificare (tutti o solo alcuni a seconda del fatto che le informazioni sulla partizione siano già state scritte sul disco).
    Potete anche modificare lo spazio libero come rappresentato nel display grafico, al fine di creare una nuova partizione al suo interno. Potete evidenziare lo spazio libero e poi selezionare il pulsante Modifica oppure fare doppio clic e apportare la modifica.
  • Per creare un dispositio RAID, si deve creare prima (oppure usare nuovamente) delle partizioni software RAID. Dopo averne create un paio, selezionare Crea dispositivo RAID per raccogliere le partizioni software RAID all'interno di un dispositivo RAID.
  • Cancella: viene utilizzato per rimuovere la partizione attualmente evidenziata nella sezione Partizioni presenti sul disco. Viene sempre richiesto di confermare l'eliminazione.
    Per cancellare un volume fisico LVM, per prima cosa cancellare ogni gruppo di volumi di cui quello specifico volume fisico fa parte.
    Se si è commesso un errore, usare l'opzione Reimposta per annullare tutti i cambiamenti che sono stati fatti.
  • Reimposta: viene usato per ripristinare la schermata di partizionamento al suo stato originale. Se si decide di effettuare il reimposta delle partizioni, tutte le modifiche effettuate andranno perse.
  • RAID: Usato per fornire ridondanza ad una o a tutte le partizioni del disco. Deve essere usato solo se si possiede una certa esperienza nell'utilizzo di RAID.
    Prima di creare un dispositivo RAID bisogna creare delle partizioni software RAID. Dopo averne create un paio, selezionare RAID per raccoglierle all'interno di un dispositivo RAID.
    Opzioni RAID
    La schermata opzioni RAID.
    Figura 7.20. Opzioni RAID

    Creare una partizione RAID software
    Selezionare questa opzione per aggiungere una partizione per il RAID software. Questa opzione è l'unica scelta disponibile se il disco non contiene partizioni RAID software.
    Create a software RAID partition
    La schermata creare una partizione RAID software.
    Figura 7.21. Create a software RAID partition

    Creare un dispositivo RAID
    Selezionare questa opzione per costruire un dispositivo RAID da due o più partizioni RAID preesistenti. Questa opzione è disponibile se sono state configurate due o più partizioni RAID software.
    Create a RAID device
    La schermata creare un dispositivo RAID.
    Figura 7.22. Create a RAID device

    Clone a drive to create a RAID device
    Selezionare questa opzione per impostare un mirror RAID di un disco presente. Questa opzione è disponibile se due o più dischi sono connessi al sistema.
    Clonare un dispositivo RAID
    La schermata clonare un dispositivo RAID.
    Figura 7.23. Clonare un dispositivo RAID

  • LVM: Permette di creare un volume logico LVM. Il compito di LVM (Logical Volume Manager) è quello di presentare un punto di vista logico semplice dello spazio fisico della memoria, come ad esempio i dischi fissi. LVM gestisce dischi fisici individuali — o per essere più precisi, le partizioni individuali presenti su di essi. Deve essere usato solo se si possiede una certa esperianza con gli LVM.. Nota bene, LVM è disponibile solo nel programma d'installazione grafico.
    Per assegnare uno o più volumi fisici ad un gruppo di volumi, per prima cosa dare un nome al gruppo di volumi. Successivamente selezionare i volumi fisici da usare nel gruppo di volumi. Infine, configurare i volumi logici su qualsiasi gruppo di volumi usando le opzioni Aggiungi, Modifica e Cancella.
    You may not remove a physical volume from a volume group if doing so would leave insufficient space for that group's logical volumes. Take for example a volume group made up of two 5 GB LVM physical volume partitions, which contains an 8 GB logical volume. The installer would not allow you to remove either of the component physical volumes, since that would leave only 5 GB in the group for an 8 GB logical volume. If you reduce the total size of any logical volumes appropriately, you may then remove a physical volume from the volume group. In the example, reducing the size of the logical volume to 4 GB would allow you to remove one of the 5 GB physical volumes.

    LVM non disponibile in installazioni in modalità testo

    Non è disponibile una impostazione iniziale di LVM in una installazione in modalità testo. Il programma di installazione consente di modificare volumi LVM preconfigurati. Se è necessario creare una configurazione LVM da zero, premere Alt+F2 per usare il terminale ed eseguire il comando lvm. Per ritornare all'installazione in modalità testo premere Alt+F1.

7.21.3. Campi delle partizioni

Sopra la gerarchia di partizione vi sono delle etichette informative inerenti alle partizioni che state creando. Le etichette sono così definite:
  • Device: This field displays the partition's device name.
  • Mount Point/RAID/Volume: A mount point is the location within the directory hierarchy at which a volume exists; the volume is "mounted" at this location. This field indicates where the partition is mounted. If a partition exists, but is not set, then you need to define its mount point. Double-click on the partition or click the Edit button.
  • Type: This field shows the partition's file system type (for example, ext2, ext3, ext4, or vfat).
  • Formato: questo campo mostra se la partizione creata verrà formattata.
  • Size (MB): This field shows the partition's size (in MB).
  • Inizio: questo campo mostra il settore del vostro disco fisso da cui inizia la partizione.
  • Fine: questo campo mostra il settore del vostro disco fisso in cui termina la partizione.
Nascondi dispositivo RAID/membri del gruppo di volumi LVM: questa opzione consente di non visualizzare i dispositivi RAID o i membri del gruppo di volumi LVM che avete creato.

7.21.4. Schema di partizionamento consigliato

7.21.4.1. sistemi x86, AMD64 e Intel® 64

Se non esiste una buona ragione per fare diversamente, si consiglia di creare le seguenti partizioni per i sistemi x86, AMD64, e Intel® 64:
  • Una partizione di swap
  • Una partizione /boot
  • Una partizione /
  • Una partizione swap (almeno 256 MB)
    Le partizioni swap vengono usate per supportare la memoria virtuale. In altre parole, i dati vengono salvati su di una partizione swap quando non vi è RAM sufficiente per conservare i dati che il sistema sta eseguendo. Inoltre, alcune opzioni di gestione energetica immagazzinano tutto il contenuto della memoria nella partizione di swap disponibile, nel caso di sospensione del sistema.
    Se non s è sicuri sulla dimensione della partizione swap da creare, farla del doppio della quantità di RAM presente sulla macchina. Tale partizione deve essere di tipo swap.
    La creazione della quantità adatta dello spazio di swap, varia a seconda dei seguenti fattori (elencati in ordine d'importanza):
    • Applicazioni in esecuzione sulla macchina.
    • Quantità di RAM fisica installata sulla macchina.
    • Versione dell'OS.
    Lo swap deve essere uguale a 2x rispetto alla RAM fisica fino a 2 GB della stessa, e 1x aggiuntiva della RAM fisica per qualsiasi valore superiore a 2 GB, ma mai minore di 32 MB.
    Quindi se:
    M = Quantità di RAM in GB, e S = Quantità di swap in GB,
    If M < 2
    	S = M *2
    Else
    	S = M + 2
    
    Usando questa formula, un sistema che presenta 2 GB di RAM fisica, avrà 4 GB di swap, mentre un sistema con 3 GB di RAM fisica, avrà 5 GB di swap. La creazione di uno spazio molto grande della partizione swap, può essere d'aiuto se desiderate eseguire in futuro un miglioramento della vostra RAM.
    Per i sistemi che presentano una quantità di RAM molto elevata (maggiore di 32 GB), sarà opportuno creare una partizione swap più piccola (di circa 1x, o minore, della RAM fisica).
  • Una partizione /boot/ (100 MB)
    La partizione montata su /boot/ contiene il kernel del sistema operativo (il quale permette al sistema di avviare Fedora), insieme ai file utilizzati durante il processo bootstrap. A causa di alcune limitazioni, è necessaria la creazione di una partizione ext3 nativa in modo da contenere i suddetti file. Per la maggior parte degli utenti, è sufficiente una partizione boot di 100MB.

    ext4 and Btrfs

    Il bootloader GRUB non supporta il file system ext4 o Btrfs. non è possibile usare partizioni ext4 o Btrfs per /boot/.

    Note

    Se il disco fisso è maggiore di 1024 cilindri (e il sistema è stato fabbricato più di due anni fa), potrebbe essere necessario creare una partizione /boot/ se si desidera che la partizione / (root), sia in grado di usare tutto lo spazio rimanente sul disco fisso.

    Note

    Se si possiede una scheda RAID, dovreste essere a conoscenza che alcuni BIOS non supportano l'avvio dalla scheda RAID. In casi sopra descritti, la partizione /boot/ deve essere creata su di una partizione esterna all'array RAID, come ad esempio un disco fisso separato.
  • Una partizione root (3.0 GB - 5.0 GB)
    This is where "/" (the root directory) is located. In this setup, all files (except those stored in /boot) are on the root partition.
    Una partizine da 3 GB consente una installazione minima, mentre una partizione root da 5 GB consente una installazione completa, selezionando tutti i gruppi di pacchetti.

    Root e /root

    The / (or root) partition is the top of the directory structure. The /root directory/root (sometimes pronounced "slash-root") directory is the home directory of the user account for system administration.
Many systems have more partitions than the minimum listed above. Choose partitions based on your particular system needs. For example, consider creating a separate /home partition on systems that store user data. Refer to Sezione 7.21.4.1.1, «Avviso sulle partizioni» for more information.
If you create many partitions instead of one large / partition, upgrades become easier. Refer to the description the Edit option in Sezione 7.21.2, «La schermata di partizionamento» for more information.
La seguente tabella riporta le dimensioni minime delle partizioni per le partizioni che contengono le cartelle elencate. Non bisogna creare una singola partizione per ognuna di queste cartelle. Per esempio, la partizione che contiene /foo deve essere almeno di 500MB e non bisogna fare una singola partizione /foo, quindi la partizione / (root) deve essere almeno 500 MB.
Cartella Dimensione minima
/ 250 MB
/usr 250 MB, ma è consentito spostarla in una partizione separata
/tmp 50 MB
/var 384 MB
/home 100 MB
/boot 75 MB
Tabella 7.3. Dimensioni minime partizioni

Lascia lo spazio in eccesso non allocato

Only assign storage capacity to those partitions you require immediately. You may allocate free space at any time, to meet needs as they occur. To learn about a more flexible method for storage management, refer to Appendice D, Comprensione di LVM.
Se non si è sicuri di come configurare al meglio le partizioni per il sistema, accettare lo schema di partizionamento predefinito.
7.21.4.1.1. Avviso sulle partizioni
Una impostazione ottimale delle partizioni dipende dall'utilizzo del sistema Linux in questione. I consigli di seguito potrebbero aiutare a decidere come allocare lo spazio su disco.
  • Se si pensa che qualche utente conserverà dati sul sistema, creare una partizione separata per la cartella /home all'interno del gruppo di volumi. Con una partizione /home separata, è possibile aggiornare o reinstallare Fedora senza la cancellazione dei dati personali.
  • Ogni kernel installato sul sistema richiede approssimativamente 10 MB nella partizione di /boot. Se non si pensa di installare un grande numero di kernel, la dimensione predefinita di 100 MB per /boot è sufficiente.

    ext4 and Btrfs

    Il bootloader GRUB non supporta il filesystem ext4 o Btrfs. Non è possibile usare una partizione ext4 o Btrfs per /boot.
  • La cartella /var mantiene contenuti per alcune applicazioni, incluso il server web Apache. Viene usata inoltre per contenere i pacchetti di aggiornamenti in maniera temporanea. Assicurarsi che la partizione contenente la cartella /var abbia abbastanza spazio per scaricare gli aggiornamenti in sospeso e stipare gli altri contenuti.

    Aggiornamenti sospesi

    Because Fedora is a rapidly progressing collection of software, many updates may be available late in a release cycle. You can add an update repository to the sources for installation later to minimize this issue. Refer to Sezione 7.23.1, «Installare da repository aggiuntivi» for more information.
  • La cartella /usr contiene la maggior parte dei contenuti software di un sistema Fedora. Per l'installazione di un set di software predefinito sono necessari almeno 4GB di spazio. Se si è sviluppatori di software o si intende usare il sistema Fedora per imparare a sviluppare software, potrebbe essere necessario il doppio dello spazio.

    Non posizionare /usr su una partizione separata

    Se /usr si trova su una partizione diversa dalla /, il processo di avvio diventa molto più complicato ed in alcune situazioni (come installazioni su dischi iSCSI) potrebbe non funzionare del tutto.
  • Considerare di lasciare una porzione di spazio in un volume LVM non allocato. Questo spazio non allocato fornisce maggiore flessibilità se i requisiti di spazio dovessero cambiare ma non si desidera rimuovere dati da altre partizioni per riallocare spazio.
  • Se si separano le sottocartelle con delle partizioni, è possibile mantenere il contenuto di queste sottocartelle se si decide di installare una nuova versione di Fedora sul proprio sistema. Per esempio, se si desidera eseguire un database MySQL in /var/lib/mysql, realizzare una partizione a parte per questa cartella nel caso si desidera reinstallarla successivamente.
La seguente tabella rappresenta una possibile configurazione per un sistema con un solo hard disk nuovo da 80GB e con 1GB di RAM. Notare che circa 10GB del gruppo di volumi non è allocato per consentire aumenti di partizione successivi.

Esempi di utilizzo

L'impostazione non è ottimale per tutti i casi di utilizzo.
Partizione Dimensione e tipo
/boot partizione 100MB ext3.
swap 2 GB swap
Volume fisico LVM Spazio rimanente, come un gruppo di volumi LVM
Tabella 7.4. Impostazione partizioni d'esempio

Il volume fisico viene assegnato al gruppo di volumi predefinito e diviso nei seguenti volumi logici:
Partizione Dimensione e tipo
/ 13 GB ext4
/var 4 GB ext4
/home 50 GB ext4
Tabella 7.5. Esempio di impostazione partizioni: volume fisico LVM

Esempio 7.1. Impostazione partizioni d'esempio

7.21.5. Aggiunta di partizioni

To add a new partition, select the New button. A dialog box appears (refer to Figura 7.24, «Creazione di una nuova partizione»).

Note

You must dedicate at least one partition for this installation, and optionally more. For more information, refer to Appendice A, Introduzione al partizionamento del disco.
Creazione di una nuova partizione
Creazione di una nuova partizione.
Figura 7.24. Creazione di una nuova partizione

  • Mount Point: Enter the partition's mount point. For example, if this partition should be the root partition, enter /; enter /boot for the /boot partition, and so on. You can also use the pull-down menu to choose the correct mount point for your partition. For a swap partition the mount point should not be set - setting the filesystem type to swap is sufficient.
  • File System Type: Using the pull-down menu, select the appropriate file system type for this partition. For more information on file system types, refer to Sezione 7.21.5.1, «Tipi di filesystem».
  • Allowable Drives: This field contains a list of the hard disks installed on your system. If a hard disk's box is highlighted, then a desired partition can be created on that hard disk. If the box is not checked, then the partition will never be created on that hard disk. By using different checkbox settings, you can have anaconda place partitions where you need them, or let anaconda decide where partitions should go.
  • Dimensione (MB): Inserire la dimensione della partizione (in megabyte). Nota, questo campo inizia con 100 MB; se tale valore non viene modificato verrà creata una partizione di 100 MB.
  • Additional Size Options: Choose whether to keep this partition at a fixed size, to allow it to "grow" (fill up the available hard drive space) to a certain point, or to allow it to grow to fill any remaining hard drive space available.
    Se si seleziona Occupa tutto lo spazio fino a (MB), bisogna fornire un valore nel campo alla destra di questa opzione. In questo modo manterrete una certa quantità di spazio libero sul disco per un utilizzo futuro.
  • Force to be a primary partition: Select whether the partition you are creating should be one of the first four partitions on the hard drive. If unselected, the partition is created as a logical partition. Refer to Sezione A.1.3, «Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese», for more information.
  • Ok: Selezionare Ok se si è soddisfatti delle impostazioni e si desidera creare la partizione.
  • Annulla: selezionare Annulla se non si desidera creare la partizione.

7.21.5.1. Tipi di filesystem

Fedora permette di creare diversi tipi di partizione, a seconda del tipo di filesystem che si utilizza. Di seguito viene riportata una breve descrizione dei vari filesystem e del loro possibile utilizzo.
  • Btrfs — Btrfs è sotto sviluppo come filesystem capace di indirizzare e mappare più file, file più larghi e volumi più grandi rispetto ad i filesystem ext2, ext3 ed ext4. Btrfs è progettato per rendere i filesystem tollerante agli errori e per facilitare il rilevamento e la riparazione degli errori nel caso si verifichino. Utilizza i checksum per assicurare la validità dei dati e dei metadata e mantiene salvataggi del filesystem che possono essere usate per il backup o la riparazione.
    Because Btrfs is still experimental and under development, the installation program does not offer it by default. If you want to create a Btrfs partition on a drive, you must commence the installation process with the boot option icantbelieveitsnotbtr. Refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio for instructions.

    Btrfs è ancora sperimentale

    Fedora 11 include Btrfs come anteprima di tecnologia per consentire di sperimentare questo filesystem. Non si dovrebbe scegliere Btrfs per le partizioni che conterranno dati importanti o essenziali per operazioni di sistemi fondamentali.
  • ext2 —il filesystsem ext2 supporta i file Unix standard (file e directory normali, link simbolici e così via.) e permette di assegnare ai file nomi con 255 caratteri.
  • ext3 — Il filesystem ext3 si basa sul filesystem ext2 e presenta un particolare vantaggio — il journaling. Usando un filesystem di tipo journaling si riducono i tempi di controllo di un filesystem dopo un crash, poichè non occorre eseguire fsck [3] del filesystem.
  • ext4 — Il filesystem ext4 si basa sul filesystem ext3 e presenta alcuni miglioramenti. Viene incluso il supporto per filesystem e file più larghi, allocazione dello spazio su disco più rapida e più efficiente, nessun limite sul numero delle sottocartelle all'interno di una cartella, controllo sul file system più rapido e un journaling più robusto. Il filesystem ext4 viene selezionato in modo predefinito ed è fortemente consigliato.
  • physical volume (LVM) — La creazione di una o più partizioni (LVM) del volume fisico, permette di creare un volume logico LVM. LVM è in grado di migliorare le prestazioni se si utilizzano dischi fisici.
  • software RAID — La creazione di due o più partizioni software RAID consente di creare un dispositivo RAID.
  • swap — Le partizioni swap vengono usate per supportare la memoria virtuale. In altre parole, i dati vengono salvati su di una partizione swap quando non vi è RAM sufficiente per conservare i dati che il sistema stà usando.
  • vfat — Il file system VFAT è un file system di Linux compatibile con nomi di file Microsoft Windows molto lunghi sul file system FAT. Questo tipo di file system deve essere usato per la partizione /boot/efi/ sui sistemi Itanium.

7.21.6. Modifica delle partizioni

Per modificare una partizione, selezionate il pulsante Modifica oppure fare doppio clic sulla partizione esistente.

Note

If the partition already exists on your disk, you can only change the partition's mount point. To make any other changes, you must delete the partition and recreate it.

7.21.7. Cancellare una partizione

Per cancellare una partizione, selezionaterla nella sezione Partizioni e fare clic sul pulsante Cancella. Verrà chiesto di confermare l'operazione.
For further installation instructions for x86, AMD64, and Intel® 64 systems, skip to Sezione 7.22, «Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64 ».

7.22. Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64

Per avviare il sistema senza l'uso di media d'avvio, di norma è necessario installare un boot loader. Il boot loader è il primo programma software che viene eseguito all'avvio del computer. è responsabile del caricamento e del trasferimento del controllo al software del kernel del sistema operativo. Il kernel, a sua volta, inizializza la parte restante del sistema operativo.

Installing in text mode

Se si installa Fedora in modalità testo, il programma di installazione configura il bootloader automaticamente e non è possibile personalizzare le impostazioni del bootloader durante il processo d'installazione.
GRUB (GRand Unified Bootloader), installato per default, è un boot loader molto potente, in grado di caricare numerosi sistemi operativi gratuiti oltre ai sistemi operativi proprietari mediante il chain-loading (il meccanismo per caricare sistemi operativi non supportati caricando un altro boot loader, come DOS o Windows).

Il menù d'avvio di GRUB

Il menù di GRUB in modo predefinito viene nascosto, a parte su sistemi con doppio boot. Per mostrare il menù di GRUB durante l'avvio del sistema, mantenere premuto il tasto Shift prima del caricamento del kernel. (Funziona qualsiasi altro tasto, ma il tasto Shift è il migliore da usare.)
Configurazione del boot loader
Configurare l'avvio del sistema.
Figura 7.25. Configurazione del boot loader

If there are no other operating systems on your computer, or you are completely removing any other operating systems the installation program will install GRUB as your boot loader without any intervention. In that case you may continue on to Sezione 7.23, «Package Group Selection».
Si potrebbe già avere un boot loader installato sul sistema. Un sistema operativo può installare il proprio boot loader preferito, o si potrebbe avere installato un boot loader di terze parti. Se il boot loader installato non dovesse riconoscere le partizioni Linux, si potrebbe non essere in grado di avviare Fedora. Usare GRUB come boot loader per avviare Linux e tanti altri sistemi operativi. Seguire quanto detto in questo capitolo per installare GRUB.

Installing GRUB

Installando GRUB, si potrebbe sovrascrivere il boot loader esistente.
Per impostazione predefinita, il programma di installazione installa GRUB nel master boot record o MBR, del dispositivo in cui è presente la root del file system. Per evitare l'installazione di un nuovo boot loader, deselezionare Installa boot loader su /dev/sda.

Warning

Se scegliete di non installare GRUB per qualsiasi motivo, allora non sarete in grado di avviare direttamente il sistema e dovrete utilizzare un metodo diverso, (per esempio un'applicazione di un boot loader commerciale). Utilizzate questa opzione solo se siete certi di disporre di un metodo alternativo per avviare il sistema!
Se si hanno altri sistemi operativi già installati, Fedora prova automaticamente a rilevarli ed a configurare GRUB per farli avviare. Si può anche configurare manualmente ogni sistema operativo aggiuntivo se GRUB non dovesse riuscire nell'intento.
Per aggiungere, rimuovere, o cambiare le impostazioni dei sistemi operativi rilevati, usare le opzioni fornite.
Aggiungi
Cliccare sul pulsante Aggiungi per includere un sistema operativo aggiuntivo in GRUB.
Selezionare dal menù a tendina la partizione del disco che contiene il sistema operativo avviabile e digitare l'etichetta desiderata. GRUB mostrerà tale etichetta nel proprio menù di avvio.
Edit
Per cambiare una voce nel menù di avvio di GRUB, selezionare la voce e poi selezionare Modifica.
Delete
Per rimuovere una voce dal menù di avvio di GRUB, selezionare la voce relativa e poi selezionare Elimina.
Selezionate Default accanto alla partizione root desiderata, per poter scegliere l'OS avviabile per default. Non potrete continuare con l'installazione se non sceglierete una immagine di avvio predefinita.

Note

La colonna Label elenca ciò che deve essere immesso al prompt di avvio, nei boot loader non grafici, per avviare il sistema operativo desiderato.
Dopo avere caricato la schermata di avvio di GRUB, utilizzate i tasti freccia per scegliere un boot label, oppure digitate e per la modifica. Verrà visualizzato un elenco di elementi del file di configurazione per il boot label selezionato.
Le password dei boot loader forniscono un meccanismo di sicurezza in un ambiente in cui è disponibile l'accesso fisico al server.
Se state installando un boot loader, è necessario creare una password per proteggere il sistema. Senza una password gli utenti che hanno accesso al sistema, possono passare opzioni al kernel rischiando di compromettere la sicurezza del sistema stesso. è necessario prima digitare la password per selezionare qualsiasi opzione di avvio non standard. Tuttavia potrebbe essere ancora possibile per coloro che possiedono un accesso fisico alla macchina, l'esecuzione di un avvio attraverso un dischetto, un CD-ROM, oppure un media USB se il BIOS lo supporta. I piani riguardanti la sicurezza che includono le password del boot loader, dovrebbero risolvere i metodi di avvio alternativi.

Quando fare a meno delle password per GRUB

You may not require a GRUB password if your system only has trusted operators, or is physically secured with controlled console access. However, if an untrusted person can get physical access to your computer's keyboard and monitor, that person can reboot the system and access GRUB. A password is helpful in this case.
Se scegliete di utilizzare la password del boot loader per migliorare la sicurezza del sistema, assicuratevi di selezionare la casella di controllo Utilizza una password per il boot loader.
Al termine della selezione, digitate una password e confermatela.
GRUB stores the password in encrypted form, so it cannot be read or recovered. If you forget the boot password, boot the system normally and then change the password entry in the /boot/grub/grub.conf file. If you cannot boot, you may be able to use the "rescue" mode on the first Fedora installation disc to reset the GRUB password.
Per cambiare la password di GRUB, usare il programma grub-md5-crypt. Per maggiori informazioni a riguardo, usare il comando man grub-md5-crypt in un terminale, per leggere le pagine del manuale.
Per configurare un numero maggiore di opzioni avanzate del boot loader, come ad esempio l'ordine del drive o le opzioni di passaggio per il kernel, assicuratevi che Configura opzioni avanzate del boot loader, sia stato selezionato prima di fare clic sul pulsante Avanti.

7.22.1. Configurazione avanzata del boot loader

Dopo avere scelto il boot loader da installare, potete anche determinare dove installarlo. Avete a disposizione due opzioni:
  • The master boot record (MBR) — This is the recommended place to install a boot loader, unless the MBR already starts another operating system loader, such as System Commander. The MBR is a special area on your hard drive that is automatically loaded by your computer's BIOS, and is the earliest point at which the boot loader can take control of the boot process. If you install it in the MBR, when your machine boots, GRUB presents a boot prompt. You can then boot Fedora or any other operating system that you have configured the boot loader to boot.
  • Il primo settore della partizione d'avvio — Questo é consigliabile se si sta già utilizzando un altro boot loader sul sistema. In questo caso, il boot loader in questione assume il controllo per primo. Sarà poi possibile configurare il suddetto boot loader per avviare GRUB che a sua volta avvia Fedora.

    GRUB come boot loader secondario

    Se si dovesse scegliere di installare GRUB come boot loader secondario, si dovrà riconfigurare il boot loader primario quando si installerà un nuovo kernel e si vorrà avviarlo. Il kernel di un sistema operativo come Microsoft Windows non si avvia in questa maniera. Perciò molti utenti usano GRUB come boot loader primario su sistemi dual-boot.
Installazione del boot loader
Scegliete dove installare un boot loader e come configurarlo.
Figura 7.26. Installazione del boot loader

Note

Se disponete di una scheda RAID, ricordate che alcuni BIOS non supportano l'avvio tramite questa scheda. In casi simili, il boot loader non deve essere installato sull'MBR dell'array RAID. Esso dovrebbe essere installato sull'MBR della stessa  unità sulla quale è stata creata la partizione/boot.
Se il sistema utilizza solo Fedora, selezionare l'MBR.
Cliccare sul pulsante Cambia ordine unità se desiderate organizzare l'ordine delle unità o se il BIOS non restituisce il corretto ordine. Tale modifica può rivelarsi utile se disponete di più adattatori SCSI o di adattatori SCSI e IDE e desiderate eseguire l'avvio dal dispositivo SCSI.

Note

Mentre si partiziona il disco fisso, ricordarsi che il BIOS in alcuni sistemi molto vecchi non può accedere oltre ai primi 1024 cilindri sul disco fisso. Se è questo il caso, lasciare abbastanza spazio per la partizione Linux /boot nei primi 1024 cilindri del disco fisso per avviare Linux. Le altre partizioni Linux possono risiedere dopo il cilindro 1024.
In parted, i 1024 cilindri equivalgono a 528MB. Per maggiori informazioni, consultare:
http://www.pcguide.com/ref/hdd/bios/sizeMB504-c.html

7.22.2. Rescue Mode

Rescue mode provides the ability to boot a small Fedora environment entirely from boot media or some other boot method instead of the system's hard drive. There may be times when you are unable to get Fedora running completely enough to access files on your system's hard drive. Using rescue mode, you can access the files stored on your system's hard drive, even if you cannot actually run Fedora from that hard drive. If you need to use rescue mode, try the following method:
  • Utilizzando il CD-ROM per avviare un sistema x86, AMD64, o Intel® 64, digitare linux rescue al prompt d'avvio dell'installazione.

7.22.3. Boot loader alternativi

GRUB è il bootloader predefinito per Fedora, ma non è l'unica possibilità. Sono disponibili una varietà di alternative open source e proprietarie a GRUB per caricare Fedora, che includono LILO, SYSLINUX, Acronis Disk Director Suite, e Apple Boot Camp.

7.23. Package Group Selection

Ora che avete effettuato la maggior parte delle scelte riguardanti l'installazione, sarete pronti a confermare la selezione dei pacchetti predefinita, o a personalizzare i pacchetti per il sistema.
Apparirà la schermata Installazione pacchetti predefinita con i dettagli dell'insieme di pacchetti predefiniti per l'installazione di Fedora. Questa schermata varia a seconda della versione di Fedora che si sta installando.

Installing from a Live Image

Se si installa da una immagine live di Fedora, non è possibile fare scelte sui pacchetti. Questo metodo di installazione trasferisce una copia dell'immagine live piuttosto che installare i pacchetti da un repository. Per cambiare la scelta dei pacchetti completare l'installazione e quindi usare l'applicazione Aggiungi/Rimuovi Software per effettuare le modifiche desiderate.

Installing in text mode

Se si installa fedora in modalità testo, non sarà possibile effettuare scelte sui pacchetti. Il programma di installazione selezionerà i pacchetti solo dai gruppi base e core. Questi pacchetti sono sufficienti per assicurare che il sistema sia operativo alla fine del processo di installazione, pronto per installare aggiornamenti e nuovi pacchetti. Per cambiare la scelta dei pacchetti, completare l'installazione, quindi usare l'applicazione Aggiungi/Rimuovi Software per effettuare le modifiche desiderate.
Package Group Selection
Selezionare i gruppi dei pacchetti che si desidera installare.
Figura 7.27. Package Group Selection

Il processo di installazione di Fedora carica in modo predefinito una selezione di software adeguata per un sistema desktop. Per includere o rimuovere software per i compiti comuni, selezionare le voci rilevanti dalla lista:
Ufficio e produttività
Questa opzione fornisce la suite di produttività OpenOffice.org, l'applicazione di pianificazione di gestione progetti, strumenti grafici come the GIMP ed applicazioni multimediali.
Sviluppo software
Questa opzione fornisce i vari strumenti necessari per compilare software sul sistema Fedora.
Server web
Questa opzione fornisce il server web Apache.
If you choose to accept the current package list, skip ahead to Sezione 7.24, «Prepararsi all'installazione».
To select a component, click on the checkbox beside it (refer to Figura 7.27, «Package Group Selection»).
Per personalizzare ulteriormente il pacchetto, selezionare l'opzione Personalizza ora sulla schermata. Cliccando su Successivo verrà visualizzata la schermata, Selezione del gruppo di pacchetti.

7.23.1. Installare da repository aggiuntivi

è possibile definire repository aggiuntivi per aumentare il software disponibile per il sistema durante l'installazione. Un repositorio è una locazione di rete che conserva i pacchetti software assieme ai metadata che li descrivono. Molti dei pacchetti software usati in Fedora richiedono che vengano installati altri software. Il programma d'installazione utilizza i metadata per assicurarsi che questi requisiti vengano rispettati per ogni software selezionato per l'installazione.
Le opzioni di base sono:
  • Il repositorio Installation Repo viene selezionato automaticamente. Questo rappresenta la raccolta di software disponibile sui CD o DVD di installazione.
  • Il repositorio Fedora 11 - i386 contiene la raccolta completa del software che è stato rilasciato come Fedora 11, con le varie parti di software nelle loro versioni che sono attualmente in rilascio. Se si sta installando da un Fedora 11 DVD o da un set di CD, questa opzione non offre niente di nuovo, questa opzione fornisce accesso a molto del software che è incluso nel disco. Notare che il computer deve avere accesso ad internet per usare questa opzione.
  • Il repositorio Fedora 11 - i386 - Updates contiene la raccolta completa del software riasciato come Fedora 11, con le varie parti di software nelle loro versioni stabili attuali. Questa opzione non solo installa il software che si sceglie, ma si assicura che sia aggiornato al meglio. Notare che il computer ha bisogno dell'accesso ad internet per usare questa opzione.
Aggiungere un repository software
Inserire i dettagli per repository di software aggiuntivo.
Figura 7.28. Aggiungere un repository software

Per aggiungere software da repository differenti dalla raccolta di pacchetti Fedora, selezionare Aggiungi repository software aggiuntivi. è possibile fornire la posizione di un repository di software di terze parti. A seconda della configurazione di quel repository sarà possibile selezionare software non Fedora durante l'installazione.
Per modificare una locazione del repository software, selezionare il repository dall'elenco e quindi cliccare su Modifica repositorio.

Connessione di rete necessaria

Se si modificano le informazioni di repository durante una installazione non basata su rete, come dal DVD di Fedora, il programma d'installazione richiederà le informazioni sulla configurazione di rete.
Se si seleziona Aggiungi repository software aggiuntivi, verrà visualizzata la finestra di dialogo Modifica repository . Fornire un Nome repository ed un URL Repository per queta locazione.

Mirror software Fedora

To find a Fedora software mirror near you, refer to http://fedoraproject.org/wiki/Mirrors.
Once you have located a mirror, to determine the URL to use, find the directory on the mirror that contains a directory named repodata. For instance, the "Everything" repository for Fedora is typically located in a directory tree releases/11/Everything/arch/os, where arch is a system architecture name.
Once you provide information for an additional repository, the installer reads the package metadata over the network. Software that is specially marked is then included in the package group selection system. See Sezione 7.23.2, «Personalizzazione della scelta del software» for more information on selecting packages.

Annullare la rimozione di metadata repository

Se si seleziona Back dalla schermata di scelta pacchetti, qualsiasi dato su repository extra inserito verrà perso. Ciò consente di cancellare effettivamente i repository extra. Attualmente non c'è modo di cancellare solo un singolo repository una volta inserito.

7.23.2. Personalizzazione della scelta del software

Selezionare Personalizza ora per specificare i pacchetti software per il sistema finale in maggiore dettaglio. Questa opzione fa in modo che il processo di installazione mostri una schermata di personalizzazione aggiuntiva quando si preme Avanti.

Installazione supporto per lingue aggiuntive

Select Customize now to install support for additional languages. Refer to Sezione 7.23.2.2, «Supporto aggiuntivo della lingua» for more information on configuring language support.
Particolari dei gruppi dei pacchetti
Scegliere di aggiungere o rimuovere i pacchetti opzionali da questo gruppo di pacchetti.
Figura 7.29. Particolari dei gruppi dei pacchetti

Fedora divides the included software into package groups. For ease of use, the package selection screen displays these groups as categories.
è possibile selezionare i gruppi di pacchetti, che riuniscono componenti in base alla loro funzione (per esempio, Il sistema X Window e gli Editor), i singoli pacchetti oppure una combinazione dei due.
Per visualizzare questi gruppi di pacchetti per una categoria, selezionare la categoria dall'elenco a sinistra. L'elenco sulla destra mostra i cruppi di pacchetti per la categoria selezionata.
Per specificare un gruppo di pacchetti per l'installazione, selezionare la casella vicino al gruppo. La finestra in fondo alla schermata mostra i dettagli del gruppo di pacchetti attualmente selezionato. Non viene installato nessun pacchetto da un gruppo fintanto che la casella per quel gruppo non viene selezionata.
Se si seleziona un gruppo di pacchetti, Fedora installerà automaticamente i pacchetti base ed obbligatori per quel gruppo. Per cambiare quali pacchetti opzionali verranno installati all'interno del gruppo selezionato, selezionare il tasto Pacchetti opzionali sotto la descrizione del gruppo. Quindi usare la casella di spunta vicina ad ogni nome di pacchetto per cambiare la scelta su di esso.
Dopo aver selezionato i pacchetti desiderati, selezionare Avanti per procedere. Fedora controllerà la scelta ed aggiungerà automaticamente qualsiasi pacchetto aggiuntivo necessario per l'utilizzo del software selezionato. Quando si è terminata la scelta dei pacchetti, cliccare su Chiudi per salvare la scelta dei pacchetti opzionali e ritornare alla schermata principale di selezione pacchetti.

7.23.2.1. Cambiare idea

I pacchetti che si selezionano non sono permanenti. Dopo aver avviato il sistema, usare lo strumento Aggiungi/rimuovi software sia per installare nuovo software che per rimuovere pacchetti installati. Per eseguire questo strumento, dal menù principale, selezionare SistemaAmministrazioneAggiungi/rimuovi software. Il sistema di gestione del software Fedora scaricherà i pacchetti più aggiornati dai server di rete piuttosto che utilizzare quelli dei dischi di installazione.

7.23.2.2. Supporto aggiuntivo della lingua

Il sistema Fedora supporta automaticamente la lingua scelta all'inizio del processo di installazione. Per includere il supporto per una lingua aggiuntiva, selezionare il gruppo di pacchetti dalla categoria Lingue.

7.23.2.3. Servizi di rete principali

Tutte le installazioni di Fedora includono i seguenti servizi di rete:
  • logging centralizzato attraverso syslog
  • servizio email attraverso SMTP (Simple Mail Transfer Protocol)
  • condivisione di file in rete tramite NFS (Network File System)
  • accesso remoto tramite SSH (Secure SHell)
  • pubblicazione risorse tramite mDNS (multicast DNS)
L'installazione predefinita fornisce inoltre:
  • trasferimento di file via rete attraverso HTTP (HyperText Transfer Protocol)
  • stampa attraverso CUPS (Common UNIX Printing System)
  • accesso al desktop remoto tramite VNC (Virtual Network Computing)
Alcuni processi automatizzati sul sistema Fedora usano i servizi email per inviare rapporti e messaggi all'amministratore di sistema. Per impostazione predefinita, l'email, il logging ed i servizi di stampa non accettano connessioni da altri sistemi. Fedora installa i componenti per la condivisione NFS, HTTP e VNC senza abilitare questi servizi.
è possibile configurare il sistema Fedora dopo l'installazione per offrire i servizi email, di condivisione file, logging, stampa ed accesso al desktop remoto. Il servizio SSH è abilitato in modo predefinito. Si può utilizzare NFS per accedere ai file su altri sistemi senza abilitare il servizio di condivisione NFS.

7.24. Prepararsi all'installazione

7.24.1. Prepararsi all'installazione

Dovrebbe ora comparire una schermata che prepara all'installazione di Fedora.
Come riferimento, è possibile trovare un log completo dell'installazione in /root/install.log dopo aver riavviato il computer.
To cancel this installation process, press your computer's Reset button or use the Control+Alt+Delete key combination to restart your machine.

7.25. Installazione dei pacchetti

At this point there is nothing left for you to do until all the packages have been installed. How quickly this happens depends on the number of packages you have selected and your computer's speed.
Fedora riporta l'avanzamento dell'installazione mentre scrive i pacchetti sul sistema. Le installazioni via rete e DVD non richiedono azioni successive. Se si stanno usando i CD per l'installazione, Fedora richiederà di cambiare disco periodicamente. Dopo aver inserito un disco, premere OK per continuare l'installazione.
Dopo che l'installazione sarà completata, selezionare Riavvia per riavviare il computer. Fedora rimuoverà qualsiasi disco caricato nel computer prima di riavviare.

Installing from a Live Image

Se si installa da una immagine live di Fedora, non apparirà nessun messaggio di riavvio. Sarà quindi possibile continuare ad utilizzare l'immagine live a proprio piacimento e riavviare il sistema in qualsiasi momento per provare il nuovo sistema Fedora appena installato.

7.26. Installazione terminata

Congratulazioni! L'installazione di Fedora è terminata!
Il programma d'installazione richiederà di preparare il sistema alla procedura di riavvio. Pima del riavvio, ricordare di rimuovere qualsiasi disco di installazione se non automaticamente estratto.


[2] Una password di root è una password amministrativa per il sistema Fedora. Si consiglia di eseguire un login come utenti root solo a scopo di manutenzione. L'account root opera senza seguire alcuna restrizione imposta ad utenti normali, per questo motivo le modifiche effettuate utilizzando un account root possono avere ripercussioni sull'intero sistema.

[3] L'applicazione fsck viene utilizzata per controllare il file system per la consistenza dei metadata, ed eventualmente riparare uno o più filesystem di Linux.

Capitolo 8. Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel® o AMD

In quest'appendice vengono trattati alcuni problemi relativi all'installazione e la loro possibile risoluzione.

8.1. Impossibile avviare Fedora

8.1.1. Problemi di avvio con la scheda RAID

Se dopo l'installazione il sistema non si avvia correttamente, sarà necessario ripetere l'installazione e creare le partizioni in modo differente.
Alcuni BIOS non supportano l'avvio dalle schede RAID. Al termine dell'installazione, potreste vedere solamente una schermata di solo testo che mostra il prompt del boot loader (per esempio, GRUB:) e un cursore lampeggiante. Se è quello che vedete, dovrete ripartizionare il sistema.
Indipendentemente dal tipo di partizionamento che scegliete, automatico o manuale, dovete installare la vostra partizione /boot al di fuori dell'array RAID, per esempio su un disco fisso diverso. è necessario utilizzare un disco fisso interno per la creazione di partizioni che presentano schede RAID difettose.
Dovete inoltre installare il vostro boot loader preferito (GRUB o LILO), sull'MBR di una unità esterna al RAID array. Essa dovrebbe essere la stessa unità che ospita la partizione /boot.
Una volta apportate queste modifiche, potrete completare la vostra installazione ed avviare il sistema in modo corretto.

8.1.2. Viene visualizzato il segnale di errore 11?

Un segnale 11 di errore, conosciuto come errore di segmentazione , vuol dire che il programma ha provato ad accedere una posizione della memoria che non gli era stata assegnata. Un segnale 11 d'errore può essere causato da un bug in uno dei programmi software installato, oppure da un hardware difettoso.
If you receive a fatal signal 11 error during your installation, it is probably due to a hardware error in memory on your system's bus. Like other operating systems, Fedora places its own demands on your system's hardware. Some of this hardware may not be able to meet those demands, even if they work properly under another OS.
Controllare di avere gli ultimissimi aggiornamenti ed immagini. Consultare gli errata online per verificare se sono disponibili versioni più aggiornate. Se anche l'immagine dell'ultima versione non funziona, il problema potrebbe dipendere dall'hardware. Di solito questi errori si trovano nella memoria o nella cache della CPU. Una possibile soluzione di questo errore può essere quella di disattivare la cache della CPU nel BIOS, se il sistema lo supporta. Si può anche provare a sostituire la memoria negli allogiamenti della scheda madre per verificare se il problema deriva dall'alloggiamento o dalla memoria.
Un'altra alternativa è rappresentata dall'esecuzione di un controllo del disco sui CD-ROM di installazione. Il programma di installazione Anaconda presenta la possibilità di verificare l'integrità dei supporti di installazione. Funziona con i metodi di installazione CD, DVD, disco fisso ISO NFS ed ISO. Red Hat consiglia di controllare tutti i supporti di installazione prima di riportare qualsiasi bug relativo all'installazione stessa (la maggior parte dei bug riportati sono dovuti a CD copiati incorrettamente). Per poter utilizzare questo test, digitare il seguente comando al prompt boot:
	linux mediacheck
Per ulteriori informazioni sul segnale di errore 11, visitate il sito:
	http://www.bitwizard.nl/sig11/

8.2. Problemi nell'avvio dell'installazione

8.2.1. Problemi nell'avvio dell'installazione grafica

Ci sono alcune schede video che hanno problemi nell'avvio del programma di installazione grafico. Se il programma di installazione non si esegue usando le impostazioni predefinite, proverà ad avviarsi in una risoluzione più bassa. Se anche ciò dovesse fallire, il programma di installazione tenterà l'esecuzione in modalità testo.
One possible solution is to try using the resolution= boot option. This option may be most helpful for laptop users. Another solution to try is the driver= option to specify the driver that should be loaded for your video card. If this works, it should be reported as a bug as the installer has failed to autodetect your videocard. Refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio for more information on boot options.

Note

Per disabilitare il supporto ai frame buffer e consentire al programma di installazione l'esecuzione in modalità testo, provare usando l'opzione di boot nofb. Questo comando potrebbe essere necessario per l'accessibilità di alcuni hardware di lettura dello schermo.

8.3. Problemi durante l'installazione

8.3.1. No devices found to install Fedora Messaggio d'errore

Se si riceve un messaggio d'errore simile al seguente No devices found to install Fedora, molto probabilmente un controller SCSI non è stato riconosciuto dal programma d'installazione.
Check your hardware vendor's website to determine if a driver diskette image is available that fixes your problem. For more general information on driver diskettes, refer to Capitolo 5, Driver Media per i sistemi Intel® e AMD.
è possibile consultare anche L'elenco di compatibilità hardware di LinuxQuestions.org, disponibile online su:

8.3.2. Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile

Se si riceve un messaggio di errore di traceback durante il procedimento d'installazione, è possibile generalmente salvarlo su di un disco rimovibile, per esempio una penna USB o un floppy disk.
Se non è disponibile sul sistema una unità per supporti rimovibili, è possibile usare scp, per copiare il messaggio di errore su di un sistema remoto.
Quando appare il dialogo di traceback, il messaggio di errore viene automaticamente scritto su di un file chiamato /tmp/anacdump.txt. Dopo aver visualizzato tale dialogo, selezionate una nuova tty (console virtuale) premendo i tasti Ctrl+Alt+F2 e scp, il messaggio scritto su /tmp/anacdump.txt su di un sistema remoto funzionante.

8.3.3. Problemi con la tabella delle partizioni

If you receive an error after the Disk Partitioning Setup (Sezione 7.18, «Disk Partitioning Setup») phase of the installation saying something similar to
The partition table on device hda was unreadable. To create new partitions it must be initialized, causing the loss of ALL DATA on this drive.
you may not have a partition table on that drive or the partition table on the drive may not be recognizable by the partitioning software used in the installation program.
Utenti che hanno utilizzato programmi come EZ-BIOS hanno già avuto esperienza con problemi simili, causando la perdita di dati (supponendo che i dati non sono stati salvati prima di iniziare l'installazione) che non potevano essere recuperati.
No matter what type of installation you are performing, backups of the existing data on your systems should always be made.

8.3.4. Uso dello spazio residuo

Avete creato una partizione swap e una / (root), e selezionato la partizione root per utilizzare lo spazio residuo, ma questa non utilizza tutto lo spazio libero presente sul disco.
In parted, 1024 cilindri equivalgono a 528MB. Per maggiori informazioni, consultate http://www.pcguide.com/ref/hdd/bios/sizeMB504-c.html.

8.3.5. Altri problemi di partizionamento

Se si stanno creando le partizioni manualmente e non è possibile passare alla schermata successiva, probabilmente non sono state create tutte le partizioni necessarie per il processo di installazione.
Bisogna avere le seguenti partizioni come minimo:
  • Una partizione / (root)
  • A <swap> partition of type swap

Note

When defining a partition's type as swap, do not assign it a mount point. Anaconda automatically assigns the mount point for you.

8.3.6. Presenza di errori con Python

Durante alcuni aggiornamenti o installazioni di Fedora, il programma d'installazione (conosciuto anche come anaconda) potrebbe fallire generando un errore di traceback o Python. Tale errore può verificarsi dopo aver selezionato pacchetti individuali, oppure durante il tentativo di salvare i log di aggiornamento nella directory /tmp/. L'errore potrebbe somigliare al seguente:
Traceback (innermost last):
File "/var/tmp/anaconda-7.1//usr/lib/anaconda/iw/progress_gui.py", line 20, in run
rc = self.todo.doInstall ()    
File "/var/tmp/anaconda-7.1//usr/lib/anaconda/todo.py", line 1468, in doInstall 
self.fstab.savePartitions ()    
File "fstab.py", line 221, in savePartitions      
sys.exit(0)  
SystemExit: 0   
Local variables in innermost frame:  
self: <fstab.GuiFstab instance at 8446fe0>  
sys: <module 'sys' (built-in)>  
ToDo object:  (itodo  ToDo  p1  (dp2  S'method'  p3  (iimage  CdromInstallMethod  
p4  (dp5  S'progressWindow'  p6   <failed>

Questo errore si verifica in alcuni sistemi dove i link tra /tmp e le altre posizioni sono simbolici, oppure sono stati modificati dopo la loro creazione. Tali link simbolici, o modificati, non sono validi durante il processo di installazione, e quindi il programma di installazione non può scrivere le informazioni.
Se si verifica questo errore, provare innanzitutto a scaricare qualunque aggiornamento disponibile per Anaconda. Gli aggiornamenti per anaconda e le istruzioni al'uso sono disponibili all'indirizzo:
http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Updates
Il sito Web del programma anaconda potrebbe anche essere molto utile e potete trovarlo online:
http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda
You can also search for bug reports related to this problem. To search Red Hat's bug tracking system, go to:
http://bugzilla.redhat.com/bugzilla/

8.4. Problemi post installazione

8.4.1. Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?

Se avete dei problemi con GRUB, allora disattivare la schermata grafica di avvio. Per fare ciò dovete eseguire un login come utente root e modificare il file /boot/grub/grub.conf.
All'interno del file grub.conf, decommentate la riga che inizia con splashimage inserendo il carattere # all'inizio della riga.
Premete Invio per abbandonare la modalità editing.
Una volta visualizzata la schermata del boot loader, digitare b per avviare il sistema.
Una volta riavviato il sistema, il file grub.conf viene riletto, e le modifiche diventeranno effettive.
Per riattivare la schermata grafica di avvio basta riaggiungere la suddetta riga nel file grub.conf, rimuovendo il carattere ;.

8.4.2. Avvio in un ambiente grafico

Se è stato installato il sistema X Window, ma non si riesce ad ottenere un ambiente desktop grafico nel momento in cui si accede al sistema, è possibile avviare l'interfaccia grafica del sistema X Window utilizzando il comando startx.
Dopo aver digitato questo comando e premuto Invio, viene visualizzato l'ambiente desktop grafico.
Notate, comunque, che questa è una soluzione temporanea e quindi non cambia il processo di accesso per tutti i log in futuri.
Per impostare il sistema in modo da poter accedere alla schermata grafica di login, dovete modificare il file /etc/inittab, modificando solo un numero nella sezione del runlevel. La prossima volta che eseguite un login, vi sarà presentato un prompt di login grafico.
Aprite un prompt della shell. Se siete collegati con il vostro account utente, collegatevi come utente root digitando il comando su.
Digitate ora gedit /etc/inittab per modificare il file con gedit. Il file /etc/inittab verrà aperto. All'interno della prima schermata vedrete una sezione del file che è simile alla seguente:
# Default runlevel. The runlevels used are: 
#   0 - halt (Do NOT set initdefault to this) 
#   1 - Single user mode 
#   2 - Multiuser, without NFS (The same as 3, if you do not have networking) 
#   3 - Full multiuser mode 
#   4 - unused 
#   5 - X11 
#   6 - reboot (Do NOT set initdefault to this) 
#  id:3:initdefault:

Per cambiare da una console ad un login grafico ,dovete cambiare il numero nella riga seguente id:3:initdefault: da 3 a 5.

Warning

Modificate solo il numero del runlevel di default da 3 a 5.
La riga modificata dovrebbe essere simile alla seguente:
	 id:5:initdefault: 
Quando siete soddisfatti della vostra modifica, salvate il file ed uscite utilizzando i tasti Ctrl+Q. Verrà visualizzata una finestra che vi chiederà se desiderate salvare le vostre modifiche. Fate clic su Salva.
La prossima volta che eseguirete il riavvio del sistema, verrà presentato un prompt di login grafico.

8.4.3. Problemi con il sistema X Window (GUI)

Se avete dei problemi ad avviare X (il sistema X Window), probabilmente il suddetto sistema non è stato installato durante la vostra installazione.
Per poter utilizzare il sistema X, si puo sia installare i pacchetti dai supporti di Fedora, oppure effettuare un avanzamento di sistema.
Durante l'aggiornamento, selezionate i pacchetti di X Window, e sciegliete GNOME, KDE o entrambi.

8.4.4. Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root

Se avete dei problemi di crash del server X ogni qualvolta un utente diverso da root esegue un log in, è probabile che abbiate un file system completo (o una carenza di spazio disponibile sul disco fisso).
Per verificare che sia effettivamente il problema sopra indicato, eseguire il seguente comando:
df -h
Il comando df vi aiuterà a sapere quale partizione risulta essere piena. Per informazioni aggiuntive su df, insieme ad una spiegazione delle opzioni disponibili (come ad esempio l'opzione -h usata in questo esempio), fate riferimento alla pagina man di df, digitando man df al prompt della shell.
Un sintomo è la percentuale mostrata che può essere pari a 100%, oppure risulta essere superiore al 90% o 95% di una partizione. Le partizioni /home/ e /tmp/ si possono riempire rapidamente con i file dell'utente. è possibile così ottenere più spazio, rimuovendo i file più vecchi. Dopo aver ottenuto spazio sufficiente, provate ad eseguire X.

8.4.5. Problemi con il login

Se non è stato creato un account utente nella schermata di firstboot, collegarsi come utente root e digitare la relativa password.
Se non ricordate la vostra password root, dovete avviare il sistema come linux single.
Se state utilizzando un sistema basato su x86, e GRUB è il boot loader installato,digitate e per la modifica dopo il caricamento della schermata di avvio di GRUB. Verrà visualizzato l'elenco degli elementi presenti nel file di configurazione per l'etichetta di avvio che avete selezionato.
Selezionate la riga che inizia con kernel, e digitate e per modificare la voce d'avvio interessata.
Alla fine della riga kernel, aggiungete:
	single
Press Enter to exit edit mode.
Once the boot loader screen has returned, type b to boot the system.
Una volta eseguito l'avvio in modalità utente singolo e siete in grado di accedere al prompt #, digitate passwd root, il quale vi permetterà di inserire una nuova password di root. A questo punto potete digitare shutdown -r now per riavviare il sistema con la nuova password di root.
If you cannot remember your user account password, you must become root. To become root, type su - and enter your root password when prompted. Then, type passwd <username>. This allows you to enter a new password for the specified user account.
Se non visualizzate la schermata di registrazione grafica, controllare per problemi di compatibilità dell'hardware. Linuxquestions.org contiene un elenco della compatibilità hardware su:
	http://www.linuxquestions.org/hcl/index.php

8.4.6. La vostra RAM non è stata riconosciuta?

A volte il kernel non rileva tutta la memoria (RAM). Potete verificarlo con il seguente comando:cat /proc/meminfo.
è necessario verificare se la quantità visualizzata coincide con la quantità di RAM nel sistema. Se i due valori non coincidono, aggiungete la riga seguente al file /boot/grub/grub.conf:
mem=xxM
Sostituite xx con la quantità di RAM presente sul sistema in megabyte.
In /boot/grub/grub.conf, l'esempio descritto sopra è molto simile a quanto segue:
# NOTICE: You have a /boot partition. This means that 
#  all kernel paths are relative to /boot/ 
default=0 
timeout=30 
splashimage=(hd0,0)/grub/splash.xpm.gz 
 title Fedora (2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686)
root (hd0,1)
kernel /vmlinuz-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686 ro root=UUID=04a07c13-e6bf-6d5a-b207-002689545705 mem=1024M
initrd /initrd-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686.img

Al riavvio del computer, le modifiche apportate a grub.conf si rifletteranno sul sistema.
Dopo aver caricato la schermata di avvio di GRUB, digitate e per apportare modifiche. Verrà visualizzato un elenco di elementi nel file di configurazione per il label di boot selezionato.
Scegliete la riga che inizia con kernel e digitate e per modificare questa voce.
Alla fine della riga kernel, aggiungete
mem=xxM
dove xx corrisponde alla quantità di RAM presente nel sistema.
Press Enter to exit edit mode.
Once the boot loader screen has returned, type b to boot the system.
Gli utenti itanium devono inserire comandi di avvio con elilo seguito dal comando di avvio.
Ricordatevi di sostituire xx con la quantità di RAM disponibile sul sistema. Premere Invio per eseguire il boot.

8.4.7. La vostra stampante non funziona

Se non sapete come configurare la stampante o non riuscite a farla funzionare correttamente, utilizzate l'applicazione Printer Configuration Tool.
Al prompt della shell, digitate il comando system-config-printer per avviare l'applicazione Printer Configuration Tool. Se non siete collegati come root, vi verrà richiesta la password root per continuare.

8.4.8. Problemi con la configurazione audio

Se dopo l'installazione, l'audio non funziona, e siete sicuri di aver installato una scheda audio, occorre eseguire l'utility Sound Card Configuration Tool (system-config-soundcard).
To use the Sound Card Configuration Tool, choose Main Menu => System => Administration => Soundcard Detection in GNOME, or Main Menu => Computer => System Settings => Multimedia in KDE. A small text box pops up prompting you for your root password.
Per poter lanciare lo Sound Card Configuration Tool, potete anche digitare il comando system-config-soundcard ad un prompt della shell. Se non siete l'utente root, vi verrà richiesto d'inserire la password root per procedere.
Se Sound Card Configuration Tool non funziona (se l'esempio non funziona e non si riesce ad ottenere una prova audio), molto probabilmente la scheda audio non è ancora supportata in Fedora.

8.4.9. Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio

Se riscontrate alcuni problemi di sospensione con Sendmail o con il servizio httpd basato su Apache durante l'avvio, assicuratevi che la seguente riga sia presente all'interno del file /etc/hosts:
127.0.0.1  localhost.localdomain  localhost

Parte III. Opzioni avanzate di installazione

Questa parte della Guida all'installazione si Fedora descrive i metodi di installazione di Fedora più complessi e meno comuni, essi includono:
  • opzioni di boot.
  • installazione senza supporti.
  • installazione tramite VNC.
  • l'utilizzo di kickstart per automatizzare il processo di installazione.

Indice

9. Opzioni di avvio
9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio
9.1.1. Specificare la lingua
9.1.2. Configurare l'interfaccia
9.1.3. Aggiornare anaconda
9.1.4. Specificare il metodo di installazione
9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete
9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione
9.2.1. Abilitare l'accesso remoto con VNC
9.2.2. Connettere il sistema di installazione ad un VNC in ascolto (VNC Listener)
9.2.3. Abilitare l'accesso remoto con telnet
9.3. Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione
9.3.1. Configurare un log server
9.4. Automatizzare l'installazione con Kickstart
9.5. Migliorare il supporto hardware
9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici
9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware
9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione
9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)
9.6.2. Verifica del disco di avvio
9.6.3. Avviare il computer in modalità di ripristino
9.6.4. Avanzamento di versione del computer
10. Installazione senza supporti
10.1. Reperire i file di avvio
10.2. Modificare la configurazione di GRUB
10.3. Avviare l'installazione
11. Impostare un server di installazione
11.1. Preparazione di cobbler
11.2. Preparazione della distribuzione
11.3. Mirror di una locazione di rete
11.4. Importare la distribuzione
11.5. Configurare manualmente un server PXE
11.5.1. Impostare il server di rete
11.5.2. Configurazione di avvio PXE
11.5.3. Aggiunta di host PXE
11.5.4. TFTPD
11.5.5. Configurare il server DHCP
11.5.6. Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato
11.5.7. Eseguire una installazione PXE
12. Installazione tramite VNC
12.1. VNC Viewer
12.2. Modalità VNC in Anaconda
12.2.1. Modo diretto
12.2.2. Modo connessione
12.3. Installazione usando VNC
12.3.1. Esempi di installazione
12.3.2. Considerazioni kickstart
12.3.3. Firewall Considerations
12.4. Riferimenti
13. Installazioni kickstart
13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?
13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?
13.3. Creazione di un file kickstart
13.4. Opzioni di kickstart
13.4.1. Esempio di partizionamento avanzato
13.5. Package Selection
13.6. Script di pre-installazione
13.6.1. Esempio
13.7. Script di post-installazione
13.7.1. Esempi
13.8. Come rendere disponibile un file kickstart
13.8.1. Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
13.8.2. Rendere il file kickstart disponibile sulla rete
13.9. Rendere disponibile l'albero di installazione
13.10. Avvio di una installazione kickstart
14. Configuratore di Kickstart
14.1. Basic Configuration
14.2. Metodo di installazione
14.3. Boot Loader Options
14.4. Informazioni sulla partizione
14.4.1. Creazione delle partizioni
14.5. Network Configuration
14.6. Autenticazione
14.7. Configurazione firewall
14.7.1. Configurazione SELinux
14.8. Configurazione display
14.9. Package Selection
14.10. Script di pre-installazione
14.11. Script di post-installazione
14.11.1. Ambiente chroot
14.11.2. Utilizzo di un interprete
14.12. Salvataggio del file

Capitolo 9. Opzioni di avvio

Il sistema di installazione di Fedora include un insieme di funzioni e di opzioni per gli amministratori. Per usare tali opzioni di avvio, digitare linux option al prompt di boot:.
Se si dovesse avere l'esigenza di specificare più di una opzione, occorrerà separarle con un singolo spazio. Per esempio:
linux option1 option2 option3

Opzioni di avvio anaconda

The anaconda installer has many boot options, most are listed on the wiki http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Options.

Opzioni di avvio del kernel

The http://fedoraproject.org/wiki/KernelCommonProblems page lists many common kernel boot options. The full list of kernel options is in the file /usr/share/doc/kernel-doc-version/Documentation/kernel-parameters.txt, which is installed with the kernel-doc package.

Rescue Mode

The Fedora installation and rescue discs may either boot with rescue mode, or load the installation system. For more information on rescue discs and rescue mode, refer to Sezione 9.6.3, «Avviare il computer in modalità di ripristino».

9.1. Configurare il sistema di installazione nel menù di avvio

Si può usare il menù di avvio per specificare un certo numero di parametri per il sistema di installazione, che includono:
  • language
  • risoluzione video
  • tipo di interfaccia
  • Installation method
  • parametri di rete

9.1.1. Specificare la lingua

Per configurare la lingua sia per il processo di installazione che per il sistema finale, specificare il codice ISO per la lingua con l'opzione lang. Usare l'opzione keymap per configurare la tastiera correttamente.
Per esempio, i codici ISO el_GR e gr identificano la lingua greca e la tastiera in uso in quel Paese:
linux lang=el_GR keymap=gr

9.1.2. Configurare l'interfaccia

Si può forzare il sistema di installazione all'uso della più bassa risoluzione possibile dello schermo (640x480) tramite l'opzione lowres. Per usare una specifica risoluzione dello schermo, digitare resolution=setting come opzione di avvio. Per esempio, per configurare la risoluzione del monitor a 1024x768, digitare:
linux resolution=1024x768
To run the installation process in text mode, enter:
linux text
To enable support for a serial console, enter serial as an additional option.
Usare display=ip:0 per consentire il reindirizzamento del display in remoto. In questo comando, ip deve essere sostituito con l'indirizzo IP del sistema sul quale si desidera far comparire il display.
Sul sistema sul quale si desidera far comparire il display, bisogna eseguire il comando xhost +hostnameremoto, dove hostnameremoto è il nome dell'host dal quale si stà eseguendo il display originale. Usando il comando xhost +hostnameremoto si limita l'accesso al terminale del display remoto e non si consente l'accesso a chiunque o a qualsiasi sistema non esplicitamente autorizzato per l'accesso remoto.

9.1.3. Aggiornare anaconda

È possibile installare Fedora con una nuova versione del programma di installazione anaconda rispetto alla versione fornita dal supporto di installazione.
Le opzioni di avvio
  linux updates
fornisce un messaggio che richiede un dischetto contenente aggiornamenti di anaconda. Non è necessario specificare questa opzione se si stà eseguendo una installazione di rete e sono già state posizionate le immagini di aggiornamento in rhupdates/ del server.
Per caricare gli aggiornamenti di anaconda da una locazione di rete, usare:
  linux updates=
seguito dall'URL della locazione dove sono conservati gli aggiornamenti.

9.1.4. Specificare il metodo di installazione

Usare l'opzione askmethod per mostrare ulteriori menù che abilitino a specificare il metodo di installazione ed i parametri di rete. Si può anche configurare il metodo di installazione ed i parametri di rete nello stesso prompt di boot:.
To specify the installation method from the boot: prompt, use the method option. Refer to Tabella 9.1, «Metodi di installazione» for the supported installation methods.
Installation method Formato opzione
Drive CD o DVD method=cdrom
Hard Drive method=hd://device/
HTTP server method=http://server.mydomain.com/directory/
FTP server method=ftp://server.mydomain.com/directory/
NFS server method=nfs:server.mydomain.com:/directory/
Tabella 9.1. Metodi di installazione

9.1.5. Configurazione manuale dei parametri di rete

Per impostazione predefinita, il sistema usa DHCP per ottenere automaticamente i corretti parametri di rete. Per configurare manualmente i parametri di rete, si possono digitare o nella schermata Configurazione TCP/IP, oppure al prompt di boot:. Si possono specificare indirizzo ip, netmask, gateway e dns del server per il sistema di installazione al prompt. Se si dovesse specificare la configurazione della rete al prompt di boot:, tali parametri saranno usati per il processo di installazione, e la schermata Configurazione TCP/IP non apparirà.
Il seguente esempio configura i parametri di rete per un sistema di installazione che utilizzi l'indirizzo IP 192.168.1.10:
linux ip=192.168.1.10 netmask=255.255.255.0 gateway=192.168.1.1 dns=192.168.1.2,192.168.1.3

Configurare il sistema installato

Use the Network Configuration screen to specify the network settings for the new system. Refer to Sezione 7.15.1, «Configurazione manuale» for more information on configuring the network settings for the installed system.

9.2. Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione

You may access either graphical or text interfaces for the installation system from any other system. Access to a text mode display requires telnet, which is installed by default on Fedora systems. To remotely access the graphical display of an installation system, use client software that supports the VNC (Virtual Network Computing) display protocol. A number of providers offer VNC clients for Microsoft Windows and Mac OS, as well as UNIX-based systems.

Installare un client VNC su Fedora

Fedora includes vncviewer, the client provided by the developers of VNC. To obtain vncviewer, install the vnc package.
Il sistema di installazione supporta due metodi per stabilire una connessione VNC. Si può avviare l'installazione, per poi connettersi manualmente alla schermata grafica con il client VNC di un altro sistema. In alternativa, si può configurare il sistema di installazione per connettersi automaticamente ad un client VNC sulla rete avviato in listening mode.

9.2.1. Abilitare l'accesso remoto con VNC

Per abilitare l'accesso remoto grafico al sistema di installazione, digitare due opzioni al prompt:
linux vnc vncpassword=qwerty
L'opzione vnc abilita il servizio VNC. L'opzione vncpassword setta la password per l'accesso remoto. L'esempio appena mostrato imposta la password come qwerty.

Password per VNC

La password per VNC deve essere lunga almeno sei caratteri.
Specificare la lingua, la tastiera ed i parametri di rete per il sistema di installazione con la schermata che segue. Si potrà così avere accesso all'interfaccia grafica attraverso un client VNC. Il sistema di installazione mostrerà i corretti parametri di connessione per il client VNC:
Starting VNC...
The VNC server is now running.
Please connect to computer.mydomain.com:1 to begin the install...
Starting graphical installation...
Press <enter> for a shell
Si potrà così ottenere l'accesso al sistema di installazione con un client VNC. Per lanciare il client vncviewer su Fedora, scegliere ApplicazioniAccessoriVNC Viewer, o digitare il comando vncviewer in una finestra di terminale. Digitare il server ed il numero del display nella finestra di dialogo VNC Server. Per l'esempio di prima, il VNC Server è computer.mydomain.com:1.

9.2.2. Connettere il sistema di installazione ad un VNC in ascolto (VNC Listener)

To have the installation system automatically connect to a VNC client, first start the client in listening mode. On Fedora systems, use the -listen option to run vncviewer as a listener. In a terminal window, enter the command:
 vncviewer -listen

Riconfigurare il firewall

Per impostazione predefinita vncviewer usa la porta TCP 5500 quando è in ascolto. Per permettere le connessioni a tale porta da altri sistemi, selezionare SistemaAmministrazioneLivello di sicurezza e Firewall. Selezionare Altre porte, e Aggiungi. Digitare 5500 nel campo Porta(e), e specificare tcp come Protocollo.
Una volta che il client in ascolto sarà diventato attivo, avviare il sistema di installazione ed impostare le opzioni VNC al prompt di boot:. In aggiunta alle opzioni vnc e vncpassword, usare l'opzione vncconnect per specificare il nome o l'indirizzo IP del sistema che ha il client in ascolto. Per specificare la porta TCP per il pc in ascolto, aggiungere due punti (:) ed il numero della porta al nome del sistema.
Per esempio,per connettersi ad un client VNC sul sistema desktop.mydomain.com sulla porta 5500, digitare quanto segue al prompt di boot:
linux vnc vncpassword=qwerty vncconnect=desktop.mydomain.com:5500

9.2.3. Abilitare l'accesso remoto con telnet

To enable remote access to a text mode installation, use the telnet option at the boot: prompt:
linux text telnet
Ci si può connettere al sistema di installazione con il programma telnet. Il comando telnet richiede il nome o l'indirizzo IP del sistema di installazione:
telnet computer.mydomain.com

L'accesso telnet non richiede password

Per assicurare la sicurezza del processo di installazione, usare l'opzione telnet solo per l'installazione di sistemi su reti con accesso limitato.

9.3. Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione

By default, the installation process sends log messages to the console as they are generated. You may specify that these messages go to a remote system that runs a syslog service.
Per configurare il logging remoto, aggiungere l'opzione syslog. Specificare l'indirizzo IP del sistema di logging ed il numero della porta UDP del servizio di log su quel sistema. Per impostazione predefinita, i servizi syslog che accettano messaggi remoti rimangono in ascolto sulla porta UDP 514.
Per esempio, per connettersi al servizio syslog sul sistema 192.168.1.20, digitare quanto segue al prompt di boot:
linux syslog=192.168.1.20:514

9.3.1. Configurare un log server

Fedora usa rsyslog per fornire un servizio di syslog. La configurazione predefinita di rsyslog rifiuta i messaggi provenienti dai sistemi remoti.

Abilitare l'accesso remoto a syslog solo su reti sicure

La configurazione di rsyslog mostrata di seguito non include misure di sicurezza disponibili per rsyslog. Dei cracker possono rallentare o mandare in crash quei sistemi che permettono l'accesso ai servizi di logging, mandando grandi quantità di falsi messaggi di log. In aggiunta, utenti ostili possono intercettare o falsificare messaggi mandati al servizio di log attraverso la rete.
To configure a Fedora system to accept log messages from other systems on the network, edit the file /etc/rsyslog.conf. You must use root privileges to edit the file /etc/rsyslog.conf. Uncomment the following lines by removing the hash preceding them:
$ModLoad imudp.so
	$UDPServerRun 514
Riavviare il servizio rsyslog per applicare il cambiamento:
su -c '/sbin/service rsyslog restart'
Enter the root password when prompted.

Riconfigurare il firewall

Per impostazione predefinita, il servizio syslog resta in ascolto sulla porta UDP 514. Per consentire le connessioni a tale porta da altri sistemi, selezionare SistemaAmministrazioneLivello di sicurezza e Firewall. Selezionare Altre porte e Aggiungi. Digitare 514 nel campo Porta(e) e specificare udp come Protocollo.

9.4. Automatizzare l'installazione con Kickstart

A Kickstart file specifies settings for an installation. Once the installation system boots, it can read a Kickstart file and carry out the installation process without any further input from a user.

Ogni installazione produce un file Kickstart

Il processo di installazione di Fedora scrive automaticamente un file Kickstart che contiene i parametri di configurazione per il sistema installato. Il file è sempre salvato come /root/anaconda-ks.cfg. Si può usare tale file per ripetere l'installazione con parametri identici, o modificare copie per specificare parametri per altri sistemi.
Fedora include un'applicazione grafica per creare e modificare file di Kickstart selezionando le opzioni che si desidera. Usare il pacchetto system-config-kickstart per installare questo strumento. Per caricare l'editor di Kickstart di Fedora, scegliere ApplicazioniStrumenti di sistemaKickstart.
I file Kickstart elencano i parametri di installazione in testo semplice, con una sola opzione per linea. Tale formato permette di modificare i file Kickstart con un qualunque editor di testo e scrive scripts o applicazioni che generano file personalizzati di Kickstart per i propri sistemi.
Per automatizzare il processo di installazione con un file Kickstart, utilizzare l'opzione ks per specificare il nome e la localizzazione del file:
 linux ks=location/kickstart-file.cfg
You may use Kickstart files that are held on either removable storage, a hard drive, or a network server. Refer to Tabella 9.2, «Sorgenti Kickstart» for the supported Kickstart sources.
Sorgente Kickstart Formato opzione
Drive CD o DVD ks=cdrom:/directory/ks.cfg
Hard Drive ks=hd:/device/directory/ks.cfg
Altri dispositivi ks=file:/device/directory/ks.cfg
HTTP server ks=http://server.mydomain.com/directory/ks.cfg
FTP server ks=ftp://server.mydomain.com/directory/ks.cfg
NFS server ks=nfs:server.mydomain.com:/directory/ks.cfg
Tabella 9.2. Sorgenti Kickstart

Per ottenere un file Kickstart da uno script o da un'applicazione su un server web, specificare l'URL dell'applicazione con l'opzione ks=. Se si è aggiunta l'opzione kssendmac, la richiesta manderà inoltre le intestazioni HTTP all'applicazione web. L'applicazione può usare queste intestazioni per identificare il computer. Queste righe mandano una richiesta con intestazione all'applicazione http://server.mydomain.com/kickstart.cgi:
linux ks=http://server.mydomain.com/kickstart.cgi kssendmac

9.5. Migliorare il supporto hardware

Per impostazione predefinita, Fedora cerca di riconoscere automaticamente e configurare tutti i componenti del computer. Fedora riconosce la maggior parte dell'hardware di uso comune con i drivers che sono inclusi nel sistema operativo. Per supportare altri dispositivi, si possono aggiungere driver aggiuntivi durante il processo di installazione, o in un secondo momento.

9.5.1. Aggiungere supporto hardware con driver specifici

Il sistema di installazione può caricare driver da dischi, pen drive o da server di rete per configurare il supporto a nuovi dispositivi. Dopo avere completato l'installazione, rimuovere i dischi contenenti i driver e conservarli per l'uso successivo.
Hardware manufacturers may supply driver disks for Fedora with the device, or provide image files to prepare the disks. To obtain the latest drivers, download the correct file from the website of the manufacturer.

Driver forniti in formato zip

Talvolta vengono distribuiti dischi di immagine per driver in formato compresso, o in file zip. Per la loro identificazione, considerare che i file compressi includono l'estensione .zip, o .tar.gz. Per estrarre i contenuti di un file zippato con un sistema Fedora, selezionare ApplicazioniAccessoriGestore di archivi.
Per formattare un disco o una penna USB con un file immagine, usare il programma dd. Per esempio, per preparare un disco floppy con il file immagine drivers.img, digitare il seguente comando in un terminale:
 dd if=drivers.img of=/dev/fd0
Per usare il disco con i driver durante il processo di installazione, specificare l'opzione dd al prompt del boot:
 linux dd
Notare che l'opzione dd può essere sostituita con l'opzione driverdisk.
Quando richiesto, selezionare Si per fornire il floppy con i driver. Scegliere il nome del dispositivo capace di gestire il disco contenente i driver dall'elenco Sorgente del Dischetto dei driver dalla schermata testuale.
The installation system can also read drivers from disk images that are held on network servers. Refer to Tabella 9.3, «Sorgenti delle immagini disco dei driver» for the supported sources of driver disk image files.
Sorgente immagine Formato opzione
Selezionare un dispositivo o un unità disco dd
HTTP server dd=http://server.mydomain.com/directory/drivers.img
FTP server dd=ftp://server.mydomain.com/directory/drivers.img
NFS server dd=nfs:server.mydomain.com:/directory/drivers.img
Tabella 9.3. Sorgenti delle immagini disco dei driver

9.5.2. Aggirare il riconoscimento automatico dell'hardware

La configurazione automatica dell'hardware di alcuni modelli di dispositivi potrebbe fallire o causare instabilità al sistema. In questi casi, potrebbe essere necessario disabilitare la configurazione automatica per tali dispositivi e compiere dei passi aggiuntivi per configurare manualmente il dispositivo dopo avere completato il processo di installazione.

Controllare le note di rilascio

Fare riferimento alle note di rilascio per informazioni su problemi noti con particolari dispositivi.
Per prevaricare la procedura di riconoscimento automatico dell'hardware, usare una o più di una tra le seguenti opzioni:
Compatibilità Opzione
Disabilita il riconoscimento di tutto l'hardware noprobe
Disabilita il riconoscimento di schede grafiche, tastiera e mouse headless
Disabilita passando informazioni di tastiera e mouse alla fase 2 del programma di installazione nopass
Usa il driver VESA di base per il video xdriver=vesa
Disabilita l'accesso shell su console virtuale 2 durante l'installazione noshell
Disabilita configurazioni avanzate e interfaccia di alimentazione (ACPI) acpi=off
Disabilita l'auto diagnosi della CPU machine check exception (MCE). nomce
Disabilita l'accesso alla memoria non uniforme su architetture AMD64 numa-off
Forza il kernel a rilevare una specifica quantità di memoria, dove xxx è un valore in megabyte mem=xxxm
Abilita il DMA solo per i drive IDE e SATA libata.dma=1
Disabilita RAID assistiti dal BIOS nodmraid
Disabilita il riconoscimento dei dispositivi firewire nofirewire
Disabilita il riconoscimento delle porte parallele noparport
Disabilita il riconoscimento di dispositivi PC Card (PCMCIA) nopcmcia
Disabilita il riconoscimento di dispositivi di archiviazione USB nousbstorage
Disabilita il riconoscimento di tutti i dispositivi USB nousb
Disabilita tutti i test dell'hardware di rete nonet
Tabella 9.4. Opzioni hardware

Schermate aggiuntive

L'opzione isa fa mostrare al sistema una schermata testualeaggiuntiva all'inizio del processo di installazione. Utilizzare tale schermata per configurare dispositivi ISA sul computer.

Importante

Altre opzioni di avvio del kernel non hanno un particolare significato per anaconda e non influenzano il processo di installazione. Comunque, se si utilizzano queste opzioni per avviare il sistema di installazione, anaconda li conserverà nella configurazione del bootloader.

9.6. Usare le modalità di avvio di manutenzione

9.6.1. Caricare la modalità di test della memoria (RAM)

Errori nei moduli di memoria possono causare al sistema dei freeze o dei crash non prevedibili. In qualche caso, errori di memoria sono da attribuirsi a particolari combinazioni di software. Per queste ragioni, si potrebbe voler testare la memoria di un computer prima di installare Fedora per la prima volta, anche se sullo stesso computer sono già stati avviati altri sistemi operativi.
Fedora includes the Memtest86 memory testing application. To boot your computer in memory testing mode, choose Memory test at the boot menu. The first test starts immediately. By default, Memtest86 carries out a total of ten tests.
Per fermare i test e riavviare il computer, premere Esc in qualunque momento.

9.6.2. Verifica del disco di avvio

È possibile testare l'integrità del sorgente di installazione basato su una ISO prima di utilizzarlo per installare Fedora. Queste sorgenti includono CD, DVD e immagini ISO conservate in dischi rigidi locali o su un server NFS. La verifica delle immagini ISO prima di iniziare una installazione aiuta a evitare problemi che spesso si riscontrano durante l'installazione.
Fedora offre tre modi di testare le ISO di installazione:
  • selezionare l'opzione Verify and Boot dal Fedora Live CD. Per accedere al menu di avvio del CD live, premere un tasto qualsiasi entro 10 secondi dalla comparsa della schermata iniziale (splash).
  • selezionare OK alla richiesta di testare il supporto prima dell'installazione durante l'avvio dal set di CD o DVD della distribuzione di Fedora.
  • avviare Fedora con l'opzione mediacheck.

9.6.3. Avviare il computer in modalità di ripristino

You may boot a command-line Linux system from either a rescue disc or an installation disc, without installing Fedora on the computer. This enables you to use the utilities and functions of a running Linux system to modify or repair systems that are already installed on your computer.
Il disco di ripristino avvia il computer in modalità di ripristino per impostazione predefinita. Per caricare il sistema di ripristino usando il disco di installazione, selezionare Ripristina sistema installato dal menù di avvio.
Specificare la lingua, la tastiera ed i parametri di rete per il sistema di ripristino tramite le schermate che seguiranno. La schermata finale di impostazione configurerà l'accesso al sistema esistente sul computer.
Per impostazione predefinita, la modalità di ripristino monta un sistema operativo esistente nel sistema di ripristino sotto la directory /mnt/sysimage/.

9.6.4. Avanzamento di versione del computer

Una opzione precedente di avvio, upgrade, è stata sostituita da uno stadio del processo di installazione dove il programma di installazione richiede se avanzare o reinstallare versioni precedenti di Fedora rilevate sul sistema.
Comunque, il programma di installazione potrebbe non rilevare correttamente una versione precedente di Fedora se i contenuti del file /etc/fedora-release sono stati cambiati. L'opzione di avvio upgradeany attenua il test eseguito dal programma di installazione e consente di avanzare una versione di Fedora che il programma di installazione non ha identificato correttamente.

Capitolo 10. Installazione senza supporti

Questa sezione discute su come installare Fedora sul sistema senza l'aggiunta di alcun dispositivo fisico. Invece, è possibile usare il boot loader esistente GRUB per avviare il programma di installazione.

Linux è necessario

Questa procedura assume che si stia usando Fedora o un'altra distribuzione di linux relativamente moderna, ed il boot loader GRUB. Si assume inoltre che si abbia qualche esperienza in linux.

10.1. Reperire i file di avvio

Per eseguire un installazione senza supporti o server PXE, il sistema deve avere due file salvati in locale, un kernel ed un disco RAM iniziale.
  1. Download a Live image or DVD distribution, or to locate an installation mirror, visit http://mirrors.fedoraproject.org/publiclist/Fedora/11/.
  2. Localizzare la cartella isolinux/ utilizzando uno dei seguenti metodi:
    • Se si sceglie di scaricare una immagine, aprirla con lo strumento desktop appropriato. Se si utilizza Fedora, fare doppio click sul file per aprirlo con Archive Manager. Aprire la cartella isolinux/
    • Se si sceglie di non scaricare una intera immagine poiché si desidera installare tramite rete, localizzare la distribuzione desiderata. In generale, una volta trovato un mirror adatto, sfogliare la cartella releases/11/Fedora/arch/os/isolinux/.

    Tipi di installazione disponibili

    Se si scarica una immagine, allora si può scegliere una installazione basata su disco fisso o una installazione di rete. Se si scaricano solamente i file da un mirror, si può solo eseguire una installazione da rete.
  3. Copiare i file vmlinuz e initrd.img dalla sorgente selezionata nella cartella /boot/, rinominandoli in vmlinuz-install e initrd.img-install Bisogna avere i privilegi di root per scrivere i file nella cartella /boot/

10.2. Modificare la configurazione di GRUB

Il GRUB boot loader usa il file di configurazione /boot/grub/grub.conf. Per configurare GRUB per avviare dai nuovi file, aggiungere una istanza di avvio a /boot/grub/grub.conf che vi fa riferimento.
Una istanza di boot minima potrebbe essere come sottoelencato:
title Installation
        root (hd0,0)
        kernel /vmlinuz-install
        initrd /initrd.img-install
You may wish to add options to the end of the kernel line of the boot stanza. These options set preliminary options in Anaconda which the user normally sets interactively. For a list of available installer boot options, refer to Capitolo 9, Opzioni di avvio.
Le seguenti opzioni sono generalmente utili per installazioni senza supporti:
  • ip=
  • method=
  • lang=
  • keymap=
  • ksdevice= (se l'installazione richiede un'altra interfaccia oltre eth0)
  • vnc e vncpassword= per una installazione remota
Quando si ha finito, cambiare l'opzione default in /boot/grub/grub.conf per puntare alla nuova istanza precedentemente aggiunta.
default 0

10.3. Avviare l'installazione

Reboot the system. GRUB boots the installation kernel and RAM disk, including any options you set. You may now refer to the appropriate chapter in this guide for the next step. If you chose to install remotely using VNC, refer to Sezione 9.2, «Abilitare l'acceso remoto al sistema di installazione» for assistance in connecting to the remote system.

Capitolo 11. Impostare un server di installazione

Richiede esperienza

Questa appendice è indirizzata ad utenti con precedenti esperienze linux. Se si è un nuovo utente linux, si potrebbe voler installare utilizzando il disco minimale di avvio oppure il DVD della distribuzione.

Warning

Le istruzioni in questa appendice configurano un server di installazione automatizzato. La configurazione predefinita include la distruzione di tutti i dati presenti su tutti i dischi per gli host che installano utilizzando questo metodo. Ciò è spesso diverso dalle altre configurazioni di server di installazione che potrebbero fornire una esperienza di installazione interattiva.
Fedora permette di eseguire una installazione attraverso una rete usando i protocolli NFS, FTP, o HTTP. Una installazione di rete può essere eseguita tramite un CD-ROM d'avvio, da una unità flash memory avviabile, oppure utilizzando askmethod con il CD #1 o il DVD di Fedora. In alternativa, se il sistema da installare contiene una network interface card (NIC) con un supporto Pre-Execution Environment (PXE), esso può essere configurato in modo da avviarsi tramite i file di un altro sistema presente sulla rete, invece di usare un supporto locale come ad esempio un CD-ROM.
For a PXE network installation, the client's NIC with PXE support sends out a broadcast request for DHCP information. The DHCP server provides the client with an IP address, other network information such as name server, the IP address or hostname of the tftp server (which provides the files necessary to start the installation program), and the location of the files on the tftp server. This is possible because of PXELINUX, which is part of the syslinux package.
In the past, administrators needed to perform a great deal of manual configuration to produce an installation server. However, if you have a Red Hat Enterprise Linux, CentOS, or Fedora server on your local network, you can use cobbler to perform these tasks. To configure a PXE server manually, see Sezione 11.5, «Configurare manualmente un server PXE».
To perform the tasks in this section, switch to the root account with the command su -. As an alternative, you can run a command with the -c option, using the form su -c 'command'.

11.1. Preparazione di cobbler

Per installare cobbler usare il seguente comando:
yum -y install cobbler
Il comando cobbler può controllare la validità delle proprie impostazioni e restituire i risultati. Eseguire il seguente comando per controllare le impostazioni:
cobbler check
Cambiare le impostazioni nel file /var/lib/cobbler/settings per riflettere le informazioni degli indirizzi IP per il server. Bisogna almeno cambiare le opzioni server e next_server, anche se queste opzioni possono puntare allo stesso indirizzo IP.
Se non si sta già eseguendo un server DHCP, bisognerà inoltre cambiare l'opzione manage_dhcp in 1. Se si sta eseguendo un server DHCP, configurarlo in accordo alle istruzioni trovate nella documentazione del pacchetto syslinux. Per maggiori informazioni, Fare riferimento ai propri file locali /usr/share/doc/syslinux-version/syslinux.doc e /usr/share/doc/syslinux-version/pxelinux.doc.

11.2. Preparazione della distribuzione

Per preparare una distribuzione da un DVD completo Fedora o una immagine ISO, utilizzare questa procedura.

Locazioni della rete

To create a local mirror from an existing network source, skip this section and refer instead to Sezione 11.3, «Mirror di una locazione di rete».
  1. Se si sta usando un disco DVD o una immagine ISO, creare una cartella punto di montaggio:
    mkdir /mnt/dvd
    
    Per montare un disco DVD fisico, usare il seguente comando:
    mount -o context=system_u:object_r:httpd_sys_content_t:s0 /dev/dvd /mnt/dvd
    
    Per montare un DVD immagine ISO, usare il seguente comando:
    mount -ro loop,context=system_u:object_r:httpd_sys_content_t:s0 /path/to/image.iso /mnt/dvd
    
  2. Per supportare l'installazione NFS, creare un file /etc/exports ed aggiungervi la seguente linea:
    /mnt/dvd *(ro,async)
    
    Avviare il server NFS usando i seguenti comandi:
    /sbin/service rpcbind start /sbin/service nfs start
    
  3. Per supportare l'installazione HTTP, usare yum per installare il server web apache se non è già installato:
    yum -y install httpd
    
    Creare un link al disco montato nell'area dei contenuti pubblica di Apache:
    ln -s /mnt/dvd /var/www/html/distro
    

11.3. Mirror di una locazione di rete

Se non si possiedono dischi o immagini ISO di una distribuzione, si può utilizzare il comando cobbler per creare un server di installazione. Il comando cobbler può eseguire il fetch della distribuzione tramite la rete come parte del processo di importazione.
Localizzare la distribuzione sulla rete. La locazione può trovarsi sulla rete locale oppure raggiungibile in un sito remoto tramite i protocolli FTP, HTTP oppure rsync. Nota l'URI, sarà in una delle seguenti forme:
  • http://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os
  • ftp://mirror.example.com/pub/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os
  • rsync://mirror.example.com/fedora/linux/releases/11/Fedora/arch/os

11.4. Importare la distribuzione

To offer a distribution through more than one installation method, perform additional cobbler import tasks using a different name for each method. For best results, use the installation method as part of the name, so it appears in the client's boot menu.
  1. Per importare il disco DVD oppure la distribuzione ISO in cobbler, eseguire questo comando:
    cobbler import --path=/mnt/dvd --name=distro_name
    
    Per distro_name, sostituire un nome significativo per la distribuzione.
    To import a local or remote network distribution into cobbler, run this command. Replace network_URI with the URI you found in Sezione 11.3, «Mirror di una locazione di rete», and distro_name as above:
    cobbler import --mirror=network_URI --name=distro_name
    

    Importazione di una sorgente

    When cobbler imports a distribution with the commands above, it copies all the files to the server's local storage, which may take some time.
    Se non si desidera fare delle copie locali della distribuzione poiché i client possono già raggiungere questa locazione, usare l'opzione --available-as.
    cobbler import --path=/mnt/dvd --name=distro_name --available-as=network_URI
    cobbler import --mirror=network_URI --name=distro_name --available-as=network_URI
    
    For nework_URI, substitute the appropriate network location of the distribution. This URI indicates how the server makes the distribution available to its clients. The examples above assume that your cobbler server reaches the mirror location at the same URI as the clients. If not, substitute an appropriate URI for the --mirror option. The following examples are URI locations that work if you have been following the procedures in this section, and your server's IP address is 192.168.1.1:
    • nfs://192.168.1.1:/mnt/dvd
    • http://192.168.1.1:/distro
    Se necessario sostituire 192.168.1.1 con l'indirizzo IP del server cobbler.
  2. Eseguire il comando cobbler sync per applicare i cambiamenti. Per controllare che il server cobbler sia in ascolto sulle porte corrette, utilizzare il comando netstat -lp.

    Firewall Considerations

    Depending on your server's configuration, you may need to use the system-config-securitylevel command to permit access to some or all of these network services:
    • 67 o bootps, per il server DHCP/BOOTP
    • 69 o tftp, per fornire il loader PXE
    • 80 o http, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione HTTP
    • 20 e 21 o ftp, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione FTP
    • 111 o sunrpc, se il server cobbler sta fornendo servizio di installazione NFS

11.5. Configurare manualmente un server PXE

Le seguenti operazioni devono essere eseguite per preparare una installazione PXE:
  1. Configurare il server di rete (NFS, FTP, HTTP) per esportare l'albero di installazione.
  2. Configurare i file sul server tftp necessari per l'avvio di PXE.
  3. Configurare quali host sono abilitati all'avvio dalla configurazione PXE.
  4. Attivazione del servizio tftp.
  5. Configurare il server DHCP.
  6. Avviare il computer ed avviare il processo di installazione.

11.5.1. Impostare il server di rete

First, configure an NFS, FTP, or HTTP server to export the entire installation tree for the version and variant of Fedora to be installed. Refer to Sezione 3.5, «Preparazione per una installazione di rete» for detailed instructions.

11.5.2. Configurazione di avvio PXE

Il prossimo passo è quello di copiare i file necessari per avviare l'installazione sul server tftp in modo che possano essere trovati quando il client li richiede. Il server tftp normalmente è lo stesso server di rete che esporta l'albero di installazione.
Per copiare questi file, eseguire il Network Booting Tool sul server NFS, FTP o HTTP. Non è necessario un server PXE separato.

11.5.3. Aggiunta di host PXE

After configuring the network server, the interface as shown in Figura 11.1, «Add Hosts» is displayed.
Add Hosts
Add Hosts
Figura 11.1. Add Hosts

Il passo successivo è configurare quali host sono abilitati alla connessione al server di boot PXE.
Per aggiungere degli host, are clic sul tasto Nuovo.
Add a Host
Add a Host
Figura 11.2. Add a Host

Inserire le seguenti informazioni:
  • Hostname o Indirizzo IP/Sottorete — L'indirizzo IP, hostname completamente qualificato, oppure una sottorete del sistema che deve essere abilitata a connettersi al server PXE per l'installazione.
  • Sistema operativo — L'identificatore del sistema operativo da installare sul client. La lista è popolata dalle instanze di installazione di rete create dalla Schermata installazione di rete.
  • Console seriale — Questa opzione consente l'utilizzo di una console seriale.
  • Kickstart File — The location of a kickstart file to use, such as http://server.example.com/kickstart/ks.cfg. This file can be created with the Kickstart Configurator. Refer to Capitolo 14, Configuratore di Kickstart for details.
Ignorare le opzioni Snapshot name e Ethernet. Vengono usate solo per ambienti senza disco.

11.5.4. TFTPD

11.5.4.1. Attivazione del server tftp

Sul server DHCP, verificare che il pacchetto tftp-server sia stato installato con il comando rpm -q tftp-server.
tftp è un servizio basato su xinetd; avviarlo con i seguenti comandi:
/sbin/chkconfig --level 345 xinetd on /sbin/chkconfig --level 345 tftp on
Questi comandi configurano i servizi tftp e xinetd, in modo tale da essere abilitati e configurati al momento dell'avvio nei runlevel 3,4 e 5.

11.5.5. Configurare il server DHCP

Se sulla rete non esiste ancora un server DHCP, allora sarà necessario configurarne uno. Per informazioni consultate la Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide. Assicurarsi che il file di configurazione contenga quanto segue in modo tale che l'avvio PXE venga abilitato per i sistemi che lo supportano:
allow booting; allow bootp; class "pxeclients" { match if substring(option vendor-class-identifier, 0, 9) = "PXEClient"; next-server <server-ip>; filename "linux-install/pxelinux.0"; }
where the next-server <server-ip> should be replaced with the IP address of the tftp server.

11.5.6. Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato

Se necessario, modificare /tftpboot/linux-install/msgs/boot.msg per usare un messaggio di avvio personalizzato.

11.5.7. Eseguire una installazione PXE

Per istruzioni su come configurare la scheda di rete con il supporto PXE per avviare da rete, consultare la documentazione per il NIC. Essa varia leggermente per ogni scheda.
After the system boots the installation program, refer to the Capitolo 7, Installazione sui sistemi Intel® e AMD.

Capitolo 12. Installazione tramite VNC

Il programma d'installazione di Red Hat Enterprise Linux e Fedora (anaconda) offre due modi interattivi di operare. a modalità originale è una interfaccia di testo. La modalità nuova usa GTK+ ed esegue un ambiente X Window. Questo capitolo spiega come usare l'installazione in modalità grafica in ambienti dove il sistema ha un display appropriato ed i dispositivi di input classici per una workstation. Questo scenario è tipico dei sistemi in datacenter, dove spesso sono istallati in un ambiente rack e non hanno uno schermo, tastiera o mouse. In aggiunta, alcuni di questi sistemi hanno la possibilità di connettersi ad un display grafico. Dato che l'hardware enterprise ha raramente la necessità di una sistema fisico, questa configurazione hardware è accettabile.
Anche in questi ambienti, comunque, il programma d'installazione grafico rimane il metodo di installazione raccomandato. L'ambiente in modalità testo manca di molte delle funzioni della modalità grafica. Molti utenti pensano che l'interfaccia in modalità testo fornisca maggiore potenza o possibilità di configurazione non disponibilie nella versione grafica. Risulta vero il contrario. Molti meno punti di sviluppo vengono inseriti nella modalità testo ed alcuni aspetti specifici (per esempio, la configurazione LVM, la configurazione delle partizioni, la scelta dei pacchetti e la configurazione del bootloader) vengono deliberatamente lasciati fuori dalla modalità testo. Le ragioni sono:
  • Meno schermate per la creazione di interfacce utente simili a quelle della modalità grafica.
  • Supporto per l'internazionalizzazione più difficile.
  • Desiderio di mantenere un singolo codice di percorso per installazione interattiva.
Anaconda comunque include una modalità Virtual Network Computing (VNC) che consente la modalità grafica del programma di installazione per l'esecuzione locale, ma lo schermo su un sistema connesso alla rete. L'installazione in modalità VNC fornisce una gamma completa di opzioni di istallazione, anche in situazioni in cui al sistema manca lo schermo oppure i dispositivi di input.

12.1. VNC Viewer

L'esecuzione di una installazione VNC richiede un VNC viewer in esecuzione sulla workstation o qualsiasi altro computer terminale. Posizioni dove si potrebbe volere un VNC viewer installato:
  • La propria workstation
  • Portatile su un datacenter crash cart
VNC è open source e sotto la licenza GNU General Public License. Ne esistono versioni per Linux, Windows e MacOS X. Ecco alcuni VNC viewer raccomandati:
  • vncviewer è disponibile su Red Hat Enterprise Linux e Fedora Linux istallando il pacchetto vnc:
    # yum install vnc
    
    
  • TightVNC è disponibile per Windows su http://www.tightvnc.com/
  • MacOS X include il supporto VNC predefinito della versione 10.5. nel Finder, cliccare al menù Go e selezionare Connect to Server. Nel campo indirizzo server, è possibile inserire vnc://SERVER:DISPLAY, dove SERVER è l'indirizzo IP o il nome host DNS del server VNC dove si desidera connettersi e DISPLAY è il numero del display VNC (normalmente 1), e cliccare su Connect.
Once you have verified you have a VNC viewer available, it's time to start the installation.

12.2. Modalità VNC in Anaconda

Anaconda offre due modalità di installazione VNC. La modalità scelta dipende dalla configurazione di rete nel proprio ambiente.

12.2.1. Modo diretto

Il modo diretto di VNC in anaconda è quando il client inizia una connessione al server VNC in esecuzione in anaconda. Anaconda dirà quando iniziare questa connessione nel VNC viewer. Il modo diretto può essere attivato dai seguenti comandi:
  • Specificando vnc come argomento di avvio.
  • Specificando il comando vnc nel file di kickstart usato per l'istallazione.
Quando si attiva la modalità VNC, anaconda completerà il primo stadio del programma di installaione e quindi avvierà VNC per eseguire il programma di installazione grafico. Il programma di installazione visualizzerà un messaggio sulla console nel seguente formato:
Running anaconda VERSION, the PRODUCT system installer - please wait...

Anaconda fornirà anche l'indirizzo IP e mostrerà il numero da usae nel VNC viewer. A questo punto, bisogna avviare il VNC viewer e connettersi al sistema target per continuare l'installazione. Il VNC viewer mostrerà anaconda in modalità grafica.
Ci sono alcuni svantaggi nella modalità diretta, fra cui:
  • Richiede accesso virtuale alla console di sistema per vedere l'indirizzo IP e la porta a cui deve connettersi il sistema VNC viewer.
  • Richiede l'accesso interattivo alla console di sistema per completare il primo stadio del programma di installazione.
Se uno di questi svantaggi dovesse evitare l'utilizzo della modalità diretta di VNC in anaconda, allora probabilmente è meglio usare la modalità connessione.

12.2.2. Modo connessione

Alcune configurazioni di firewall o istanze dove il sistema target viene configurato per ottenere un indirizzo IP dinamico potrebbero causare problemi con la modalità diretta di VNC in anaconda. In aggiunta, se manca una console per visualizzare il messaggio che dice a quale indirizzo IP connettersi sul sistema target, allora non sarà possibile continuare il processo di installazione.
The VNC connect mode changes how VNC is started. Rather than anaconda starting up and waiting for you to connect, the VNC connect mode allows anaconda to automatically connect to your view. You won't need to know the IP address of the target system in this case.
Per attivare la modalità connessione di VNC, fornire il parametro di avvio vncconnect:
boot: linux vncconnect=HOST

Replace HOST with your VNC viewer's IP address or DNS host name. Before starting the installation process on the target system, start up your VNC viewer and have it wait for an incoming connection.
Avviare l'installazione e quando il VNC viewer mostra il programma di installazione grafico, sarà tutto pronto.

12.3. Installazione usando VNC

Ora che è stata installata una applicazione VNC viewer e che è stato selezionato il modo VNC da usare in anaconda, si è pronti per iniziare l'installazione.

12.3.1. Esempi di installazione

Il modo più semplice per eseguire una istallazione usando VNC è di connettere un altro computer direttamente alla porta di rete sul sistema target. Il portatile su un datacenter crash cart normalmente riscontra questa regola. Se si sta eseguendo l'installazione in questo modo, assicurarsi di seguire questi passaggi:
  1. Connettere il portatile o l'altra workstation al sistema target usando un cavo incrociato. Se si stanno usando dei cavi normali, assicurarsi di connettere i due sistemi utilizzando un piccolo hub o switch. Le interfacce Ethernet più recenti rileveranno automaticamente se hanno bisogno di un cavo incrociato oppure no, quindi potrebbe essere possibile connettere i due sistemi direttamente usando un cavo normale.
  2. Configurare il sistema VNC viewer per usare un indirizzo RFC 1918 senza gateway. Questa connessione di rete privata verrà usata solo allo scopo dell'installazione. Configurare il sistema VNC viewer per essere 192.168.100.1/24. Se questo indirizzo è usato, usarne qualcun'altro nello spazio degli indirizzi RFC 1918 disponibili.
  3. Iniziare l'installazione sul sistema target.
    1. Avviare l'installazione DVD o CD.
      Se si avvia il supporto di installazione (CD o DVD), assicurarsi che vnc venga dato come parametro di boot. Per aggiungere il parametro vnc, è necessaria una console connessa al sistema target che consenta di interagire con il processo di avvio. Inserire quanto segue nel prompt:
      boot: linux vnc
      
      
    2. Avvio tramite rete.
      Se il sistema target è configurato con un indirizzo IP statico, aggiungere il comando vnc al file di kickstart. Se il sistema target utilizza DHCP, aggiungere vncconnect=HOST fra gli argomenti di avvio per il sistema target. HOST rappresenta l'indirizzo IP o il nome host DNS del sistema VNC viewer. Inserire quanto segue nel prompt:
      boot: linux vncconnect=HOST
      
      
  4. Quando viene richiesta la configurazione di rete sul sistema target, assegnare un indirizzo RFC 1918 disponibile nella stessa rete usata per il sistema VNC viewer. Per esempio, 192.168.100.2/24.

    Note

    Questo indirizzo IP viene usato solo durante l'installazione. Sarà possibile configurare successivamente le impostazioni finali di rete durante il processo di installazione, se necessario..
  5. Una volta che il programma di installazione indica che sta avviando anaconda, verra richiesto di connettersi al sistema tramite VNC viewer. Connettere il viewer e seguire le istruzioni per l'installazione grafica che si trovano nella documentazione del prodotto.

12.3.2. Considerazioni kickstart

Se il sistema target si avvierà tramite rete, VNC è ancora disponibile. Basta aggiungere il comando vnc al file kickstart per il sistema. Sarà possibile connettersi al sistema target usando il VNC viewer e visualizzando il processo di installazione. L'indirizzo da usare sarà quello configurato per il sistema tramite il file di kickstart.
Se si sta utilizzando DHCP per il sistema target, potrebbe funzionare meglio il metodo di vncconnect inverso. Piuttosto che aggiungere il parametro di boot vnc al file di kickstart, aggiungere il parametro vncconnect=HOST alla lista degli argomenti di avvio per il sistema target. Per HOST, inserire l'indirizzo IP o l'hostname DNS del sistema VNC viewer. Fare riferimento alla prossima sezione per maggiori dettagli sull'utilizzo della modalità vncconnect.

12.3.3. Firewall Considerations

Se si sta eseguendo una installazione dove il sistema viewer VNC è una workstation su una sottorete diversa da quella del sistema target, si potrebbero avere dei problemi di routing di rete. VNC funziona bene se il sistema viewer ha una rotta verso il sistema target e le porte 5900 e 5901 sono aperte. Se l'ambiente ha un firewall, assicurarsi che le porte 5900 e 5901 siano aperte fra la workstation e il sistema target.
In aggiunta per fornire il parametro di avvio vnc, si potrebbe inoltre voler fornire il parametro vncpassword in questo scenario. Fintanto che la password non viene inviata tramite rete, esso fornisce un passagio in più prima che il viewer possa connettersi al sistema. Una volta che il viewer si connette al sistema target tramite VNC, non sono consentite altre connessioni. Queste limitazioni normalmente sono sufficienti per gli obbiettivi dell'installazione.

Important

Assicurarsi di usare una password temporanea per l'opzione vncpassword. Non dovrebbe essere una password da usare su un sistema, specialmente una password di root.
Se si continuano a riscontrare problemi, considerare l'opportunità di usare il parametro vncconnect. In questa modalità di operazione, si avvia il viewer sul sistema indicandogli di rimanere in ascolto per delle connessioni in entrata. Passando vncconnect=HOST al prompt di avvio il programma di installazione tenterà di connettersi all'HOST specificato (un nome host oppure un indirizzo IP).

12.4. Riferimenti

Capitolo 13. Installazioni kickstart

13.1. Cosa sono le installazioni kickstart?

Molti amministratori di sistema preferiscono usare un metodo d'installazione automatizzato per installare Fedora sul sistema. Per far fronte a questa necessità, Red Hat ha creato un metodo d'installazione kickstart. Utilizzando kickstart, un amministratore di sistema è in grado di creare un file singolo contenente le risposte a tutte le domande normalmente formulate durante una installazione tipica.
I file kickstart possono essere contenuti in un sistema server singolo e letti da computer individuali durante l'installazione. Questo metodo d'installazione è in grado di supportare l'utilizzo di un file kickstart singolo per installare Fedora su macchine multiple, facilitando così il compito degli amministratori di rete e di sistema.
Kickstart fornisce agli utenti un modo attraverso il quale è possibile automatizzare una installazione di Fedora.

13.2. Come eseguire un'installazione kickstart?

Le installazioni kickstart richiedono l'installazione del software da un CD o da un disco fisso locale oppure via rete tramite i protocolli NFS, FTP o HTTP.
Per utilizzare kickstart occorre:
  1. Creare un file kickstart.
  2. Creare un supporto d'avvio con il file kickstart oppure rendete il file kickstart disponibile sulla rete.
  3. Rendere disponibile l'albero di installazione.
  4. Avviare l'installazione kickstart.
Il seguente capitolo affronta queste fasi in dettaglio.

13.3. Creazione di un file kickstart

Il file kickstart è un file di testo molto semplice, contenete un elenco di oggetti, ognuno identificato tramite una parola chiave. Si può creare usando l'applicazione Kickstart Configurator, oppure crearlo da zero. Il programma d'installazione di Fedora è in grado di creare altresì un esempio di file kickstart basato sulle opzioni selezionate durante l'installazione. Esso viene scritto sul file /root/anaconda-ks.cfg. Si dovrebbe essere in grado di modificare il file con un editor di testo o un processore word in grado di salvare i file come testo ASCII.
Prima di creare il file kickstart bisogna tenere presente alcuni punti importanti:
  • Le sezioni devono essere specificate in ordine. Gli elementi all'interno delle sezioni non devono essere in un ordine specifico se non specificato diversamente. L'ordine delle sezioni è il seguente:
  • Le opzioni non richieste possono essere omesse.
  • L'omissione di un oggetto necessario causerà la richiesta all'utente da parte del programma d'installazione di fornire una risposta relativa all'oggetto in questione, proprio in modo simile ad una installazione normale. Una volta fornita tale risposta, l'installazione continua senza alcun problema (a meno che non venga trovato un altro oggetto mancante).
  • Le righe che iniziano con il simbolo cancelletto (#) vengono considerate come commenti e dunque ignorate.
  • Per gli aggiornamenti di kickstart, sono richieste le seguenti opzioni:
    • Lingua
    • Installation method
    • Specifica del dispositivo (se il dispositivo risulta essere necessario per l'installazione)
    • Configurazione della tastiera
    • Parola chiave upgrade
    • Configurazione del boot loader
    Se qualsiasi altro simbolo viene specificato per un aggiornamento, i suddetti simboli verranno ignorati (da notare che tale operazione include anche la selezione del pacchetto).

13.4. Opzioni di kickstart

The following options can be placed in a kickstart file. If you prefer to use a graphical interface for creating your kickstart file, use the Kickstart Configurator application. Refer to Capitolo 14, Configuratore di Kickstart for details.

Note

Se l'opzione è seguita dal carattere di uguale (=), dopo di esso occorre specificare un valore. Nei comandi di esempio, le opzioni in parentesi ([]) sono argomenti facoltativi per il comando.
autopart (facoltativo)
Automatically create partitions — 1 GB or more root (/) partition, a swap partition, and an appropriate boot partition for the architecture. One or more of the default partition sizes can be redefined with the part directive.
  • --encrypted — I dispositivi supportati devono essere cifrati in modo predefinito? Questo è equivalente a spuntare la casella Cifra sulla schermata iniziale del partizionamento.
  • --passphrase= — Fornisce una frase d'accesso predefinita per l'intero sistema per tutti i dispositivi cifrati.
ignoredisk (facoltativo)
Causes the installer to ignore the specified disks. This is useful if you use autopartition and want to be sure that some disks are ignored. For example, without ignoredisk, attempting to deploy on a SAN-cluster the kickstart would fail, as the installer detects passive paths to the SAN that return no partition table.
L'opzione ignoredisk è molto utile se si è in possesso di percorsi multipli per i dischi.
La sintassi è:
ignoredisk --drives=drive1,drive2,...
dove driveN è uno tra sda, sdb,..., hda,... ecc.
autostep (facoltativo)
Similar to interactive except it goes to the next screen for you. It is used mostly for debugging.
  • --autoscreenshot — Cattura una schermata ad ogni fase durante l'installazione e copia le immagini su /root/anaconda-screenshots dopo il completamento dell'installazione. Questo processo risulta essere molto utile per la documentazione.
auth o authconfig (necessari)
Sets up the authentication options for the system. It is similar to the authconfig command, which can be run after the install. By default, passwords are normally encrypted and are not shadowed.
  • --enablemd5 — Utilizza la cifratura md5 per le password utente.
  • --enablenis — Abilita il supporto NIS. In modo predefinito --enablenis utilizza qualsiasi dominio trovato sulla rete. Un dominio dovrebbe sempre essere impostato manualmente tramite l'opzione --nisdomain=.
  • --nisdomain= — Il nome del domino NIS da utilizzare per i servizi NIS.
  • --nisserver= — Server da utilizzare per i servizi NIS (predefinito).
  • --useshadow o --enableshadow — Usa password shadow.
  • --enableldap — Abilita il supporto LDAP in /etc/nsswitch.conf, permettendo al sistema di ripristinare le informazioni sugli utenti (UID, cartella home, shell ecc), da una cartella LDAP. Per utilizzare questa opzione è necessario installare il pacchetto nss_ldap. Sarà altresì necessario specificare un server ed un DN di base (distinguished name) con --ldapserver= e --ldapbasedn=.
  • --enableldapauth — Utilizza LDAP come metodo di autenticazione. Ciò permetterà al modulo pam_ldap di autenticare e modificare le password, utilizzando la cartella LDAP. Per utilizzare questa opzione è necessario aver installato il pacchetto nss_ldap. È necessario specificare altresì un server ed un DN di base con --ldapserver= e --ldapbasedn=.
  • --ldapserver= — Se si specifica --enableldap o --enableldapauth, utilizzare questa opzione per specificare il nome del server LDAP da utilizzare. Questa opzione è impostata nel file /etc/ldap.conf.
  • --ldapbasedn= — Se si specifica --enableldap o --enableldapauth, utilizzare questa opzione per specificare il DN nell'albero della cartella LDAP, nel quale vengono conservate le informazioni dell'utente. Questa opzione è impostata nel file /etc/ldap.conf.
  • --enableldaptls — Utilizza le ricerche TLS (Transport Layer Security). Questa opzione consente a LDAP di inviare nomi utente e password cifrati a un server LDAP prima dell'autenticazione.
  • --enablekrb5 — Use Kerberos 5 for authenticating users. Kerberos itself does not know about home directories, UIDs, or shells. If you enable Kerberos, you must make users' accounts known to this workstation by enabling LDAP, NIS, or Hesiod or by using the /usr/sbin/useradd command. If you use this option, you must have the pam_krb5 package installed.
  • --krb5realm= — Il realm di Kerberos 5 a cui appartiene la workstation.
  • --krb5kdc= — KDC che risponde alle richieste dei client kerberos. Se si possiedono più KDC, separare i loro nomi con una virgola (,).
  • --krb5adminserver= — Il KDC nel realm che sta eseguendo kadmind. Questo server gestisce la modifica delle password e le altre richieste di amministrazione. Se si possiede più di un KDC, questo server va eseguito sul KDC master.
  • --enablehesiod — Abilita il supporto Hesiod per la ricerca delle cartelle home, UID, e delle shell degli utenti. Maggiori informazioni su come impostare ed utilizzare Hesiod sulla rete sono disponibili su /usr/share/doc/glibc-2.x.x/README.hesiod, il quale è incluso nel pacchetto glibc. Hesiod è una estensione DNS che utilizza i record DNS per conservare le informazioni sugli utenti, gruppi e vari oggetti.
  • --hesiodlhs — The Hesiod LHS ("left-hand side") option, set in /etc/hesiod.conf. This option is used by the Hesiod library to determine the name to search DNS for when looking up information, similar to LDAP's use of a base DN.
  • --hesiodrhs — The Hesiod RHS ("right-hand side") option, set in /etc/hesiod.conf. This option is used by the Hesiod library to determine the name to search DNS for when looking up information, similar to LDAP's use of a base DN.

    Note

    To look up user information for "jim", the Hesiod library looks up jim.passwd<LHS><RHS>, which should resolve to a TXT record that looks like what his passwd entry would look like (jim:*:501:501:Jungle Jim:/home/jim:/bin/bash). For groups, the situation is identical, except jim.group<LHS><RHS> would be used.
    Looking up users and groups by number is handled by making "501.uid" a CNAME for "jim.passwd", and "501.gid" a CNAME for "jim.group". Note that the library does not place a period . in front of the LHS and RHS values when performing a search. Therefore the LHS and RHS values need to have a period placed in front of them in order if they require this.
  • --enablesmbauth — Enables authentication of users against an SMB server (typically a Samba or Windows server). SMB authentication support does not know about home directories, UIDs, or shells. If you enable SMB, you must make users' accounts known to the workstation by enabling LDAP, NIS, or Hesiod or by using the /usr/sbin/useradd command to make their accounts known to the workstation. To use this option, you must have the pam_smb package installed.
  • --smbservers= — Indica il nome del (o dei) server da usare per l'autenticazione di tipo SMB. Quando si specifica più di un server, separare ogni nome con una virgola (,).
  • --smbworkgroup= — Indica il nome del workgroup per i server SMB.
  • --enablecache — Abilita il servizio nscd. Il servizio nscd è in grado di conservare le informazioni riguardanti gli utenti, i gruppi insieme ad altri tipi di informazioni. Tale processo è utile in special modo se si sceglie di distribuire le informazioni sugli utenti e sui gruppi, attraverso la rete utilizzando NIS, LDAP o hesiod.
bootloader (necessario)
Specifica come installare il boot loader. Questa opzione è necessaria sia per le installazioni che per gli aggiornamenti.

Importante

Se si seleziona la modalità testo per una installazione kickstart, assicurarsi di specificare le scelte per il partizionamento, il bootloader e le opzioni di scelta dei pacchetti. Questi punti sono automatizzati nella modalità testo e anaconda non può richiedere informazioni mancanti, se non si forniscono scelte per queste opzioni, anaconda interromperà il processo di installazione.
  • --append= — Specifica i parametri del Kernel. Per specificare parametri multipli, separarli con gli spazi. Per esempio:
    bootloader --location=mbr --append="hdd=ide-scsi ide=nodma"
    
  • --driveorder — Specifica quale unità è il primo nell'ordine di avvio del BIOS. Per esempio:
    bootloader --driveorder=sda,hda
    
  • --location= — Specifica dove è stato scritto il boot record. Di seguito sono riportati i valori validi: mbr (il predefinito), partition (installa il boot loader sul primo settore della partizione contenete il kernel) o none (non installare il boot loader).
  • --password= — Se si usa GRUB, impostare la password del boot loader GRUB su quella specificata con questa opzione. Questo deve essere utilizzato per limitare l'accesso alla shell di GRUB, dove è possibile passare le opzioni arbitrarie del kernel.
  • --md5pass= — Se si usa GRUB, il processo è simile a --password= ad eccezione del fatto che la password dovrebbe essere già cifrata.
  • --upgrade — Aggiorna la configurazione del boot loader esistente, conservando le vecchie voci. Quest'opzione è disponibile solo per gli avanzamenti di sistema.
clearpart (opzionale)
Rimuove le partizioni dal sistema prima di crearne di nuove. In modo predefinito, non viene rimossa alcuna partizione.

Note

Se si usa il comando clearpart, allora non sarà possibile usare il comando --onpart su di una partizione logica.
  • --all — Cancella tutte le partizioni dal sistema.
  • --drives= — Specifica le unità dalle quali cancellare le partizioni. Per esempio, quanto segue permette la cancellazione di tutte le partizioni sulle prime due unità sul controller IDE primario:
    clearpart --drives=hda,hdb --all
    
  • --initlabel — Inizializza l'etichetta del disco come predefinita per l'architettura (per esempio msdos per x86 e gpt per Itanium). È utile in quanto il programma d'installazione non richiederà se inizializzare o meno l'etichetta del disco se si installa un disco fisso nuovo.
  • --linux — Cancella tutte le partizioni Linux.
  • --none (predefinito) — Non rimuove nessuna partizione.
cmdline (opzionale)
Esegue l'installazione in modalità linea di comando completamente non-interattiva. Qualsiasi richiesta di interazione può arrestare il processo d'installazione. Questa modalità è utile sui sistemi IBM System z con una console x3270.
device (opzionale)
On most PCI systems, the installation program autoprobes for Ethernet and SCSI cards properly. On older systems and some PCI systems, however, kickstart needs a hint to find the proper devices. The device command, which tells the installation program to install extra modules, is in this format:
device <type> <moduleName> --opts=<options>


  • <type> — Replace with either scsi or eth.
  • <moduleName> — Replace with the name of the kernel module which should be installed.
  • --opts= — Opzioni di mount da usare per montare le export NFS. Sono consentite le opzioni che possono essere specificate in /etc/fstab. Le opzioni sono elencate nella pagina man di nfs(5). Le opzioni multiple sono separate da una virgola.
driverdisk (opzionale)
Driver diskettes can be used during kickstart installations. You must copy the driver diskettes's contents to the root directory of a partition on the system's hard drive. Then you must use the driverdisk command to tell the installation program where to look for the driver disk.
driverdisk <partition> [--type=<fstype>]
Alternativamente, può essere specificata una posizione di rete per il dischetto dell'unità:
driverdisk --source=ftp://path/to/dd.img
driverdisk --source=http://path/to/dd.img
driverdisk --source=nfs:host:/path/to/img
  • <partition> — Partition containing the driver disk.
  • --type= — Tipo di File system (per esempio, vfat o ext2).
firewall (opzionale)
This option corresponds to the Firewall Configuration screen in the installation program:
firewall --enabled|--disabled [--trust=] <device> [--port=]
  • --enabled or --enable — Rifiuta i collegamenti in entrata che non corrispondono alle richieste in uscita, come ad esempio le repliche DNS o le richieste DHCP. Se è necessario l'accesso ai servizi in esecuzione su questa macchina, è possibile scegliere di abilitare servizi specifici attraverso il firewall.
  • --disabled o --disable — Non configura le regole di iptables.
  • --trust= — Elencando qui un dispositivo, ad esempio eth0, si permette a tutto il traffico che arriva dal dispositivo in questione di passare attraverso il firewall. Per elencare più di un dispositivo utilizzare il comando --trust eth0 --trust eth1. Non utilizzare un formato che utilizza le virgole per la separazione come ad esempio --trust eth0, eth1.
  • <incoming> — Replace with one or more of the following to allow the specified services through the firewall.
    • --ssh
    • --telnet
    • --smtp
    • --http
    • --ftp
  • --port= — Si può abilitare l'accesso ad altre porte specificando il formato port:protocol. Per esempio, per permettere l'accesso IMAP attraverso il firewall, specificare: imap:tcp. E' inoltre possibile indicare numericamente le porte per autorizzare il passaggio di pacchetti UDP sulla porta 1234, inserire 1234:udp. Per specificare più porte è necessario separarle con delle virgole.
firstboot (opzionale)
Determine whether the Setup Agent starts the first time the system is booted. If enabled, the firstboot package must be installed. If not specified, this option is disabled by default.
  • --enable o --enabledSetup Agent viene avviato al primo avvio del sistema.
  • --disable or --disabledSetup Agent non viene avviato al primo avvio del sistema.
  • --reconfig — Permette al Setup Agent di avviarsi al momento dell'avvio del sistema in modalità di riconfigurazione. Questa modalità abilita le opzioni di configurazione del nerworking, della lingua, del mouse, della tastiera, della password root, del livello di sicurezza e del fuso orario, insieme alle opzioni predefinite.
halt (opzionale)
Halt the system after the installation has successfully completed. This is similar to a manual installation, where anaconda displays a message and waits for the user to press a key before rebooting. During a kickstart installation, if no completion method is specified, the reboot option is used as default.
L'opzione halt è equivalente al comando shutdown -h.
Per altri metodi di completamento consultare le opzioni kickstart poweroff, reboot e shutdown.
graphical (opzionale)
Esegue l'installazione kickstart in modalità grafica. Impostazione predefinita.
install (opzionale)
Tells the system to install a fresh system rather than upgrade an existing system. This is the default mode. For installation, you must specify the type of installation from cdrom, harddrive, nfs, or url (for FTP or HTTP installations). The install command and the installation method command must be on separate lines.
  • cdrom — Installa dalla prima unità CD-ROM sul sistema.
  • harddrive — Installa da un albero di installazione di Red Hat su una unità locale, la quale deve essere vfat o ext2.
    • --biospart=
      Partizione BIOS da installare da (ad esempio 82).
    • --partition=
      Partizione da installare da (ad esempio sdb2).
    • --dir=
      Directory contenente la directory variant dell'albero d'installazione.
    Per esempio:
    harddrive --partition=hdb2 --dir=/tmp/install-tree
    
  • nfs — Installa dal server NFS specificato.
    • --server=
      Server dal quale installare (hostname o IP).
    • --dir=
      Directory contenente la directory variant dell'albero d'installazione.
    • --opts=
      Opzioni di montaggio da usare per montare l'esportazione NFS. (opzionale)
    Per esempio:
    nfs --server=nfsserver.example.com --dir=/tmp/install-tree
    
  • url — Installa da un albero di installazione su un server remoto via FTP o HTTP.
    Per esempio:
    url --url http://<server>/<dir>
    
    or:
    url --url ftp://<username>:<password>@<server>/<dir>
    
interactive (opzionale)
Uses the information provided in the kickstart file during the installation, but allow for inspection and modification of the values given. You are presented with each screen of the installation program with the values from the kickstart file. Either accept the values by clicking Next or change the values and click Next to continue. Refer to the autostep command.
iscsi (opzionale)
issci --ipaddr= [options].
  • --target=
  • --port=
  • --user=
  • --password=
key (opzionale)
Specifica una chiave di installazione, necessaria per l'assistenza nella selezione del pacchetto, ed identifica il sistema per scopo di supporto. Questo comando è specifico per Red Hat Enterprise Linux; non è specifico a Fedora e quindi verrà ignorato.
  • --skip — Non si inserisce una chiave. Generalmente se il comando key non viene inserito in questa fase, anaconda viene sospeso e verrà richiesta una chiave. Questa opzione permette di procedere con l'installazione automatizzata, nel caso in cui non si è in possesso di una chiave oppure se non si desidera fornirne una.
keyboard (necessario)
Imposta il tipo di tastiera del sistema. Ecco un elenco delle tastiere disponibili sulle macchine i386, Itanium e Alpha:
be-latin1, bg, br-abnt2, cf, cz-lat2, cz-us-qwertz, de, de-latin1, 
de-latin1-nodeadkeys, dk, dk-latin1, dvorak, es, et, fi, fi-latin1, 
fr, fr-latin0, fr-latin1, fr-pc, fr_CH, fr_CH-latin1, gr, hu, hu101, 
is-latin1, it, it-ibm, it2, jp106, la-latin1, mk-utf, no, no-latin1, 
pl, pt-latin1, ro_win, ru, ru-cp1251, ru-ms, ru1, ru2,  ru_win, 
se-latin1, sg, sg-latin1, sk-qwerty, slovene, speakup,  speakup-lt, 
sv-latin1, sg, sg-latin1, sk-querty, slovene, trq, ua,  uk, us, us-acentos

Il file /usr/lib/python2.2/site-packages/rhpl/keyboard_models.py contiene anche questo elenco ed è parte del pacchetto rhpl.
lang (required)
Imposta la lingua da utilizzare durante l'installazione insieme alla lingua predefinita da utilizzare sul sistema installato. Per esempio, per impostare la lingua su Inglese, il file kickstart dovrebbe contenere la seguente riga:
lang en_US
Il file /usr/share/system-config-language/locale-list fornisce un elenco di codici validi della lingua nella prima colonna di ogni riga e fa parte del pacchetto system-config-language.
Alcune lingue (principalmente il Cinese, il Giapponese, il Coreano e le lingue indiane) non sono supportate durante l'installazione in modalità di testo. Se una di queste lingue viene specificata usando il comando lang, l'installazione continuerà in inglese anche se il sistema in esecuzione avrà come predefinita la lingua specificata.
langsupport (deprecated)
La parola chiave langsupport non viene più supportata ed il suo utilizzo genera un messaggio d'errore visualizzato sulla schermata, causando l'arresto dell'installazione. Invece di utilizzare langsupport sarà necessario ora elencare i gruppi di supporto del pacchetto per tutte le lingue da supportare nella sezione %packages del file kickstart. Per esempio, l'aggiunta del supporto per la lingua Francese, significherà aggiungere quanto segue a %packages:
@french-support
logvol (optional)
Crea un volume logico per la gestione LVM (Logical Volume Managment) con la sintassi:
logvol <mntpoint> --vgname=<name> --size=<size> --name=<name> <options>
Le opzioni sono elencate qui di seguito:
  • --noformat — Usa un volume logico esistente e non lo formatta.
  • --useexisting — Usa un volume logico esistente e non lo formatta.
  • --fstype= — Imposta il tipo di file system per il volume logico. I valori validi sono xfs, ext2, ext3, ext4, swap, vfat e hfs.
  • --fsoptions= — Specifica una stringa con forma libera di opzioni da usare quando si esegue il mount del file system. Questa stringa verrà copiata nel file /etc/fstab del sistema installato racchiuso tra virgolette.
  • --bytes-per-inode= — Specifica la misura degli inode sul file system da creare sul volume logico. Non tutti i file system supportano questa opzione ed in questi casi essa viene ignorata.
  • --grow= — Indica al volume logico di espandersi fino ad occupare lo spazio disponibile (se presente), oppure fino alla misura massima impostata.
  • --maxsize= — Dimensione massima in megabyte quando il volume logico è impostato su grow. Specificare un valore intero e non aggiungere MB dopo il numero.
  • --recommended= — Determina la dimensione del volume logico automaticamente.
  • --percent= — Specifica la dimensione del volume logico come percentuale di spazio disponibile, nel gruppo di volumi.
Crea innanzi tutto la partizione, quindi il gruppo di volume logico e infine il volume logico stesso. Per esempio:
part pv.01 --size 3000 
volgroup myvg pv.01
logvol / --vgname=myvg --size=2000 --name=rootvol

logging (optional)
Questo comando controlla l'error logging di anaconda durante l'installazione. Non presenta alcun effetto sul sistema installato.
  • --host= — Invia le informazioni di logging all'host remoto interessato, il quale deve eseguire un processo syslogd configurato per accettare il logging remoto.
  • --port= — Se il processo syslogd remoto utilizza una porta diversa da quella predefinita, tale porta può essere specificata con questa opzione.
  • --level= — Uno tra debug, info, warning, error o critical.
    Specifica il livello minimo di messaggi visualizzati su tty3. Tuttavia tutti i messaggi verranno ancora inviati al log file indipendentemente da questo livello.
mediacheck (optional)
Se presente, tale comando forzerà anaconda ad eseguire il mediacheck sul supporto d'installazione. Esso ha bisogno della presenza dell'utene durante l'installazione, per questo motivo è disabilitato per impostazione predefinita.
monitor (optional)
Se il comando monitor non viene fornito, anaconda userà X in modo da rilevare automaticamente le impostazioni del monitor. È consigliato provare questo comando prima di configurare manualmente il monitor.
  • --hsync= — Indica la frequenza orizzontale del monitor.
  • --monitor= — Utilizza il monitor specificato; il nome del monitor dovrebbe essere selezionato dall'elenco di monitor in /usr/share/hwdata/MonitorsDB dal pacchetto hwdata. L'elenco di monitor è disponibile anche sulla schermata di configurazione di X del configuratore di kickstart. Verrà ignorato se vengono forniti --hsync o --vsync. Se non vengono fornite informazioni sul monitor, il programma d'installazione cercherà di ottenerle in modo automatico.
  • --noprobe= — Non prova ad eseguire il probe del monitor.
  • --vsync= — Specifica la frequenza verticale del monitor.
mouse (deprecated)
La tastiera del mouse non è supportata.
network (optional)
Configura le informazioni di rete per il sistema. Se l'installazione kickstart non necessita di networking (in altre parole non viene installato attraverso NFS, HTTP o FTP), esso non viene configurato per il sistema. Se l'installazione ha bisogno del networking ma non è stata fornita alcuna informazione di rete all'interno del file di kickstart, il programma d'installazione suppone che l'installazione venga eseguita attraverso eth0, tramite un indirizzo IP dinamico (BOOTP/DHCP) e configura il sistema finale installato in modo da determinare dinamicamente il proprio indirizzo IP. L'opzione network configura le informazioni del networking per le installazioni kickstart e per il sistema installato tramite una rete.
  • --bootproto= — Uno tra dhcp, bootp o static.
    Assume come predefinito dhcp. bootp e dhcp vengono trattati allo stesso modo.
    Il metodo DHCP si serve di un server DHCP per ottenere la propria configurazione di rete. Com'è intuibile, il metodo BOOTP si serve di un server BOOTP. Per indicare al sistema di utilizzare DHCP:
    network --bootproto=dhcp
    
    Invece, per indicare alla macchina di utilizzare BOOTP per ottenere i parametri di configurazione per la propria rete, inserire la seguente linea nel file kickstart:
    network --bootproto=bootp
    
    The static method requires that you enter all the required networking information in the kickstart file. As the name implies, this information is static and are used during and after the installation. The line for static networking is more complex, as you must include all network configuration information on one line. You must specify the IP address, netmask, gateway, and nameserver. For example: (the "\" indicates that this should be read as one continuous line):
    network --bootproto=static --ip=10.0.2.15 --netmask=255.255.255.0 \
    --gateway=10.0.2.254 --nameserver=10.0.2.1
    
    
    Se si utilizza il metodo statico, bisogna tenere presente le due restrizioni indicate di seguito:
    • Tutte le informazioni statiche sulla configurazione del networking devono essere specificate su un'unica riga. Non è possibile, per esempio, andare a capo usando un backslash.
    • Inoltre qui è possibile configurare nomi di server multipli. Per farlo, specificarli come lista delimitata da virgole nella linea di comando. Per esempio:
      network --bootproto=static --ip=10.0.2.15 --netmask=255.255.255.0 \
      --gateway=10.0.2.254 --nameserver 192.168.2.1,192.168.3.1
      
      
  • --device= — Usato per selezionare un determinato dispositivo Ethernet per l'installazione. Da notare che l'utilizzo di --device= non risulta efficace se il file kickstart non è un file locale (come ad esempio ks=floppy), poichè il programma d'installazione configura la rete per la ricerca del file kickstart. Per esempio:
    network --bootproto=dhcp --device=eth0
    
  • --ip= — Indirizzo IP per la macchina da installare.
  • --gateway= — Gateway predefinito come indirizzo IP.
  • --nameserver= — Server di nomi primario, come indirizzo IP.
  • --nodns — Non configura alcun server DNS.
  • --netmask= — Maschera di rete per il sistema installato.
  • --hostname= — Nome dell'host per il sistema installato.
  • --ethtool= — Specifica le impostazioni aggiuntive low-level per il dispositivo di rete, le quali verranno passate al programma ethtool.
  • --essid= — L'ID di rete per reti wireless.
  • --wepkey= — La chiave di cifratura per reti wireless.
  • --onboot= — Se abilitare o meno il dispositivo al momento dell'avvio.
  • --class= — La classe DHCP.
  • --mtu= — L'MTU del dispositivo.
  • --noipv4 — Disabilita IPv4 su questo dispositivo.
  • --noipv6 — Disabilita IPv6 su questo dispositivo.
multipath (optional)
multipath --name= --device= --rule=
part or partition (required for installs, ignored for upgrades)
Crea una partizione sul sistema.
Se esistono sul sistema più di una installazione di Fedora su diverse partizioni, il programma d'installazione richiede all'utente quale installazione deve aggiornare.

Warning

Tutte le partizioni create sono formattate come parte del processo d'installazione, a meno che non vengono usati --noformat e --onpart.

Importante

Se si seleziona la modalità testo per una installazione kickstart, assicurarsi di specificare le scelte per il partizionamento, il bootloader e le opzioni di scelta dei pacchetti. Questi punti sono automatizzati nella modalità testo e anaconda non può richiedere informazioni mancanti, se non si forniscono scelte per queste opzioni, anaconda interromperà il processo di installazione.
For a detailed example of part in action, refer to Sezione 13.4.1, «Esempio di partizionamento avanzato».
  • <mntpoint> — The <mntpoint> is where the partition is mounted and must be of one of the following forms:
    • /<path>
      Per esempio, /, /usr, /home
    • swap
      La partizione viene usata come spazio di swap.
      Per determinare automaticamente la dimensione della partizione swap, usare l'opzione --recommended:
      swap --raccomandata
      
      La dimensione massima di swap per macchine con meno di 2GB di RAM è doppia rispetto alla quantità di RAM. Per macchine con 2GB o più, questo consiglio cambia a 2GB più la quantità di RAM.
    • raid.<id>
      La partizione è usata per il software RAID (consultare raid).
    • pv.<id>
      La partizione viene usata per LVM (consultare logvol).
  • --size= — La dimensione minima della partizione, misurata in megabyte. Indicare un valore intero, come per esempio 500. Non aggiungere MB dopo il numero.
  • --grow — Indica alla partizione di "allargarsi" e di occupare tutto lo spazio disponibile oppure di raggiungere la dimensione massima impostata.

    Note

    Se si utilizza --grow= senza impostare --maxsize= su una partizione swap, Anaconda limiterà la dimensione massima della partizione di swap. Per sistemi che hanno meno di 2GB di memoria fisica, il limite imposto è del doppio della memoria fisica. Per sistemi con più di 2GB il limite imposto è la dimensione della memoria fisica più 2GB.
  • --maxsize= — Imposta la dimensione massima della partizione in megabyte nel caso sia stata selezionata l'opzione grow. Specificare un valore intero e non aggiungere MB dopo il numero.
  • --noformat — Indica al programma d'installazione di non formattare la partizione, da utilizzare con il comando --onpart.
  • --onpart= o --usepart= — Posiziona la partizione sul dispositivo già esistente. Per esempio:
    partition /home --onpart=hda1
    
    inserisce /home su /dev/hda1, il quale deve essere già esistente.
  • --ondisk= o --ondrive= — Forza la creazione di una partizione su di un disco in particolare. Per esempio --ondisk=sdb inserisce la partizione sul secondo disco SCSI sul sistema.
  • --asprimary — Forza l'assegnazione automatica della partizione come partizione primaria, o il partizionamento fallirà.
  • --type= (sostituito da fstype) — Questa opzione non è più disponibile. Usare fstype.
  • --fstype= — Imposta il tipo di filesystem per la partizione. Valori validi sono xfs, ext2, ext3, ext4, swap, vfat e hfs.
  • --start= — Specifica il cilindro d'avvio per la partizione. È necessario specificare una unità con --ondisk= o ondrive=. Altresì, specificare il cilindro finale con --end= oppure specificare la dimensione della partizione con --size=.
  • --end= — Specifica il cilindro finale per la partizione. È necessario specificare il cilindro iniziale con --start=.
  • --bytes-per-inode= — Specifica la dimensione degli inode sul filesystem da creare sulla partizione. Non tutti i filesystem supportano questa opzione e per questi casi tale opzione viene ignorata.
  • --recommended — Determina automaticamente la dimensione della partizione.
  • --onbiosdisk — Forza la creazione della partizione su di un disco in particolare, come scoperto dal BIOS.
  • --encrypted — Specifica che la partizione dovrebbe essere cifrata.
  • --passphrase= — Specifica le frasi d'accesso da usare quando si cifrano le partizioni. Senza l'opzione --encrypted, questa opzione non fa niente. Se non viene specificata nessuna frase d'accesso, viene usata la predefinita per l'intero sistema, oppure il programma di installazione si interromperà e la richiederà se non ne è presente una predefinita.

Note

Se per qualche motivo il partizionamento fallisce, verranno visualizzati alcuni messaggi diagnostici sulla console virtule 3.
poweroff (optional)
Arrestare e spegnere il sistema dopo aver completato l'installazione. Normalmente durante una installazione manuale, anaconda visualizza un messaggio ed attende che l'utente prema un tasto prima di riavviare il sistema. Durante un'installazione kickstart, se non è stato specificato alcun metodo di completamento, verrà usata come predefinita l'opzione reboot.
L'opzione poweroff è simile al comando shutdown -p.

Note

The poweroff option is highly dependent on the system hardware in use. Specifically, certain hardware components such as the BIOS, APM (advanced power management), and ACPI (advanced configuration and power interface) must be able to interact with the system kernel. Contact your manufacturer for more information on you system's APM/ACPI abilities.
Per altri metodi di completamento, consultare le opzioni kickstart halt, reboot e shutdown.
raid (optional)
Assembla un dispositivo RAID software. Questo comando ha la forma seguente:
raid <mntpoint> --level=<level> --device=<mddevice> <partitions*>
  • <mntpoint> — Location where the RAID file system is mounted. If it is /, the RAID level must be 1 unless a boot partition (/boot) is present. If a boot partition is present, the /boot partition must be level 1 and the root (/) partition can be any of the available types. The <partitions*> (which denotes that multiple partitions can be listed) lists the RAID identifiers to add to the RAID array.
  • --level= — Livello RAID da usare (0, 1, o 5).
  • --device= — Nome del dispositivo RAID da utilizzare (come per esempio md0 o md1). I dispositivi RAID variano da md0 a md15 e ognuno di essi può essere usato una volta sola.
  • --bytes-per-inode= — Specifica la misura degli inode sul file system da creare sul dispositivo RAID. Non tutti i file system supportano questa opzione e per questo motivo nei casi interessati viene ignorato.
  • --spares= — Indica il numero di unità spare allocate per l'array RAID. Le unità spare (di riserva) vengono utilizzate per ricostruire l'array in caso di problemi.
  • --fstype= — Imposta il tipo di filesystem per l'array RAID. I valori ammessi sono xfs, ext2, ext3, ext4, swap, vfat e hfs.
  • --fsoptions= — Specifica una stringa con forma libera di opzioni da usare quando si esegue il mount del file system. Questa stringa verrà copiata nel file /etc/fstab del sistema installato e dovrebbe essere racchiusa tra virgolette.
  • --noformat — Usa un dispositivo RAID esistente e non formatta l'array RAID.
  • --useexisting — Usa un dispositivo RAID esistente e lo riformatta.
  • --encrypted — Specifica che questo dispositivo RAID dovrebbe essere cifrato.
  • --passphrase= — Specifica la frase d'accesso da usare quando si cifra questo dispositivo RAID. Senza l'opzione --encrypted, questo comando non fà nulla. Se non viene specificata nessuna frase d'accesso viene utilizzata quella predefinita per l'intero sistema, oppure il programma di installazione la richiederà se non ne esiste una predefinita.
Il seguente esempio mostra come creare una partizione RAID level 1 per / e un RAID level 5 per /usr, assumendo la presenza di tre dischi SCSI sul sistema. Verranno create altresì tre partizioni swap, una su ogni unità.
part raid.01 --size=60 --ondisk=sda
part raid.02 --size=60 --ondisk=sdb 
part raid.03 --size=60 --ondisk=sdc

part swap --size=128 --ondisk=sda  
part swap --size=128 --ondisk=sdb  
part swap --size=128 --ondisk=sdc

part raid.11 --size=1 --grow --ondisk=sda  
part raid.12 --size=1 --grow --ondisk=sdb  
part raid.13 --size=1 --grow --ondisk=sdc

raid / --level=1 --device=md0 raid.01 raid.02 raid.03  
raid /usr --level=5 --device=md1 raid.11 raid.12 raid.13

For a detailed example of raid in action, refer to Sezione 13.4.1, «Esempio di partizionamento avanzato».
reboot (optional)
Esegue il riavvio dopo aver completato l'installazione (nessun argomento). Normalmente kickstart visualizza un messaggio ed attende che l'utente prema un tasto prima di riavviare il sistema.
L'opzione reboot è quasi equivalente al comando shutdown -r.

Note

L'utilizzo dell'opzione reboot potrebbe generare un loop dell'installazione, in base al metodo ed al supporto d'installazione.
L'opzione reboot è il metodo di completamento predefinito se nessun altro metodo è stato esplicitamente specificato nel file kickstart.
Per altri metodi di completamento consultare le opzioni kickstart halt, poweroff e shutdown.
repo (optional)
Configura repository yum aggiuntivi che possono essere utilizzati come fonti per l'installazione dei pacchetti. È possibile specificare righe repo multiple.
repo --name=<repoid> [--baseurl=<url>| --mirrorlist=<url>]


  • --name= — L'id di repository. Questa opzione è necessaria.
  • --baseurl= — L'URL del repository. Qui le variabili utilizzabili nei file di configurazione yum repo non sono supportate. È possibile utilizzare una di queste opzioni o --mirrorlist, ma non entrambe.
  • --mirrorlist= — L'URL che indica un elenco di mirror per i repository. Qui non vengono supportate le variabili usate nei file di configurazione di yum repo. Sarà possibile usare una di queste opzioni o --baseurl, ma non entrambe.
rootpw (necessario)
Sets the system's root password to the <password> argument.
rootpw [--iscrypted] <password>
  • --iscrypted — Se questa opzione è presente, la password viene considerata già cifrata.
selinux (opzionale)
Imposta lo stato di SELinux sul sistema installato. SELinux assume come valore di default enforcing in anaconda.
selinux [--disabled|--enforcing|--permissive]
  • --enforcing — Abilita SELinux con la politica in questione impostata in modo predefinito in forzata.

    Note

    Se l'opzione selinux non è presente nel file kickstart, SELinux viene abilitato ed impostato su --enforcing in modo predefinito.
  • --permissive — Emette i massaggi di avvertimento in base al tipo di politica di SELinux, senza però forzare la politica.
  • --disabled — Disabilita completamente SELinux sul sistema.
Per maggiori informazioni su SELinux per Fedora, consultare Fedora 11 Security-Enhanced Linux User Guide.
services (opzionale)
Modifica il set predefinito di servizi eseguiti sotto il runlevel predefinito. I servizi presenti nell'elenco di servizi disabilitati, verranno disabilitati prima dell'abilitazione dei servizi presenti nell'elenco di servizi abilitati.
  • --disabled — Disabilita i servizi, separati da virgole, presenti in un elenco.
  • --enabled — Abilita i servizi, separati da virgole, presenti in un elenco.

Non includere spazi nella lista dei servizi

Se si includono spazi nell'elenco di oggetti separati da virgole, kickstart abiliterà solo i servizi prima del primo spazio. Per esempio:
services --disabled auditd, cups,smartd, nfslock
disabiliterà solo il servizio auditd. Per disabilitare tutti e quattro i servizi, questa voce non deve includere spazi fra i servizi:
services --disabled auditd,cups,smartd,nfslock
shutdown (opzionale)
Shut down the system after the installation has successfully completed. During a kickstart installation, if no completion method is specified, the reboot option is used as default.
L'opzione shutdown è equivalente al comando shutdown.
Per altri metodi di completamento, consultare le opzioni kickstart halt, reboot e poweroff.
skipx (opzionale)
Se questa opzione è presente, X non viene configurato sul sistema installato.
text (opzionale)
Esegue l'installazione kickstart in modalità testo. Le installazioni kickstart vengono eseguite in modalità grafica in modo predefinito.

Importante

Se si seleziona la modalità testo per una installazione kickstart, assicurarsi di specificare le scelte per il partizionamento, il bootloader e le opzioni di scelta dei pacchetti. Questi punti sono automatizzati nella modalità testo e anaconda non può richiedere informazioni mancanti, se non si forniscono scelte per queste opzioni, anaconda interromperà il processo di installazione.
timezone (necessario)
Sets the system time zone to <timezone> which may be any of the time zones listed by timeconfig.
timezone [--utc] <timezone>
  • --utc — Se presente, il sistema presuppone che nell'orologio hardware sia impostata l'ora UTC (meridiano di Greenwich).
upgrade (opzionale)
Tells the system to upgrade an existing system rather than install a fresh system. You must specify one of cdrom, harddrive, nfs, or url (for FTP and HTTP) as the location of the installation tree. Refer to install for details.
user (opzionale)
Crea un nuovo utente sul sistema.
user --name=<username> [--groups=<list>] [--homedir=<homedir>] [--password=<password>] [--iscrypted] [--shell=<shell>] [--uid=<uid>]
  • --name= — Fornisce il nome dell'utente. Questa opzione è necessaria.
  • --name= — Oltre al gruppo predefinito, un elenco di nomi del gruppo separati da un virgola al quale l'utente deve appartenere.
  • --homedir= — The home directory for the user. If not provided, this defaults to /home/<username>.
  • --password= — The new user's password. If not provided, the account will be locked by default.
  • --iscrypted= — La password fornita da --password è già cifrata oppure no?
  • --shell= — The user's login shell. If not provided, this defaults to the system default.
  • --uid= — The user's UID. If not provided, this defaults to the next available non-system UID.
vnc (opzionale)
Permette di visualizzare in modo remoto l'installazione grafica tramite VNC. Questo metodo generalmente viene preferito alla modalità di testo, poichè in questa modalità sono presenti alcune limitazioni riguardanti la lingua e la dimensione. Questo comando, senza opzioni avvierà un server VNC sulla macchina senza alcuna password, visualizzando il comando da eseguire per il collegamento ad una macchina remota.
vnc [--host=<hostname>] [--port=<port>] [--password=<password>]
  • --host= — Invece di avviare un server VNC sulla macchina da installare, esegue un collegamento al processo di visualizzazione VNC in ascolto sull'hostname in questione.
  • --port= — Fornisce una porta sulla quale è in ascolto il processo di visualizzazione VNC. Se non viene fornita alcuna porta, anaconda userà la porta VNC predefinita.
  • --password= — Imposta una password necessaria per collegarsi alla sessione VNC. Tale password è facoltativa, ma consigliata.
volgroup (opzionale)
Crea un gruppo LVM (Logical Volume Management) con la sintassi:
volgroup <name> <partition> <options>
Le opzioni sono elencate qui di seguito:
  • --noformat — Usa un gruppo di volume esistente e non lo formatta.
  • --useexisting — Usa un gruppo di volume esistente e lo riformatta.
  • --pesize= — Imposta la dimensione delle estensioni fisiche.
Crea innanzi tutto la partizione, quindi il gruppo di volume logico e infine il volume logico stesso. Per esempio:
part pv.01 --size 3000 
volgroup myvg pv.01 
logvol / --vgname=myvg --size=2000 --name=rootvol
For a detailed example of volgroup in action, refer to Sezione 13.4.1, «Esempio di partizionamento avanzato».
xconfig (opzionale)
Configura il sistema X Window. Se X è stato installato e se non viene fornita questa opzione, l'utente deve configurare manualmente X durante l'installazione; non utilizzare questa opzione se X non è stato installato sul sistema finale.
  • --driver — Specifica il driver X da utilizzare per l'hardware video.
  • --videoram= — Specifica la quantità di RAM video presente nella scheda video.
  • --defaultdesktop= — Specifica GNOME o KDE per impostare il desktop predefinito (assume che GNOME Desktop Environment e/o KDE Desktop Environment siano stati installati attraverso %packages).
  • --startxonboot — Usa un login grafico sul sistema installato.
  • --resolution= — Indica la risoluzione predefinita per il sistema X Window sul sistema installato. Dei valori validi sono 640x480, 800x600, 1024x768, 1152x864, 1280x1024, 1400x1050 e 1600x1200. Assicurarsi di specificare una risoluzione compatibile con la scheda video e il monitor.
  • --depth= — Indica la profondità di colore predefinita per il sistema X Window sul sistema installato. Dei valori validi sono 8, 16, 24 e 32. Assicurarsi di specificare una profondità di colore compatibile con la scheda video e il monitor.
zerombr (opzionale)
If zerombr is specified any invalid partition tables found on disks are initialized. This destroys all of the contents of disks with invalid partition tables.
Notare che questo comando era precedentemente specificato come zerombr yes. Questa forma non è più usata; basta semplicemente specificare zerombr nel file di kickstart.
zfcp (opzionale)
Definisce un dispositivo Fiber channel (IBM System z).
zfcp [--devnum=<devnum>] [--fcplun=<fcplun>] [--scsiid=<scsiid>] [--scsilun=<scsilun>] [--wwpn=<wwpn>]
%include (opzionale)
Use the %include /path/to/file command to include the contents of another file in the kickstart file as though the contents were at the location of the %include command in the kickstart file.

13.4.1. Esempio di partizionamento avanzato

Il seguente è un esempio integrato singolo che mostra le opzioni kickstart clearpart, raid, part, volgroup e logvol in azione:
clearpart --drives=hda,hdc --initlabel  
# Raid 1 IDE config 
part raid.11    --size 1000     --asprimary     --ondrive=hda 
part raid.12    --size 1000     --asprimary     --ondrive=hda 
part raid.13    --size 2000     --asprimary     --ondrive=hda 
part raid.14    --size 8000                     --ondrive=hda 
part raid.15    --size 1 --grow                 --ondrive=hda             
part raid.21    --size 1000     --asprimary     --ondrive=hdc 
part raid.22    --size 1000     --asprimary     --ondrive=hdc 
part raid.23    --size 2000     --asprimary     --ondrive=hdc 
part raid.24    --size 8000                     --ondrive=hdc 
part raid.25    --size 1 --grow                 --ondrive=hdc  

# You can add --spares=x  
raid /          --fstype ext3 --device md0 --level=RAID1 raid.11 raid.21 
raid /safe      --fstype ext3 --device md1 --level=RAID1 raid.12 raid.22 
raid swap       --fstype swap --device md2 --level=RAID1 raid.13 raid.23 
raid /usr       --fstype ext3 --device md3 --level=RAID1 raid.14 raid.24 
raid pv.01      --fstype ext3 --device md4 --level=RAID1 raid.15 raid.25  

# LVM configuration so that we can resize /var and /usr/local later 
volgroup sysvg pv.01     
logvol /var             --vgname=sysvg  --size=8000     --name=var 
logvol /var/freespace   --vgname=sysvg  --size=8000     --name=freespacetouse 
logvol /usr/local       --vgname=sysvg  --size=1 --grow --name=usrlocal

Questo esempio avanzato implementa LVM attraverso RAID, insieme alla possibilità di ridimensionare le varie cartelle per una espansione futura.

13.5. Package Selection

Usare il comando %packages per iniziare una sezione del file di kickstart la quale elenca i pacchetti che si desidera installare (questo è valido solo per le installazioni, poichè la selezione dei pacchetti durante gli aggiornamenti non è supportata).
I pacchetti possono essere specificati sia in base al gruppo che in base al nome del pacchetto, includendo i glob usando un asterisco. Il programma d'installazione definisce diversi gruppi che contengono i relativi pacchetti. Consultare il file variant/repodata/comps-*.xml sul primo CD-ROM di Fedora, per un elenco dei gruppi. Ogni gruppo possiede un id, un valore di visibilità dell'utente, nome, descrizione ed elenco del pacchetto. Nell'elenco del pacchetto, i pacchetti segnati come obbligatori vengono sempre installati se il gruppo viene selezionato, i pacchetti segnati come predefiniti vengono selezionati per default se il gruppo viene selezionato ed i pacchetti segnati come facoltativi devono essere selezionati in modo specifico anche se il gruppo è stato selezionato per l'installazione.
In molti casi è solo necessario elencare i gruppi desiderati e non i pacchetti individuali. Da notare che i gruppi Core e Base sono sempre selezionati per default e per questo motivo non è necessario specificarli nella sezione %packages.
Di seguito viene riportato un esempio di selezione %packages:
%packages 
@ X Window System 
@ GNOME Desktop Environment 
@ Graphical Internet 
@ Sound and Video dhcp
Come è possibile vedere, i gruppi sono specificati uno per riga, iniziando con un simbolo @, uno spazio e successivamente il nome completo del gruppo come presente nel file comps.xml. È possibile specificare i gruppi utilizzando l'id per il gruppo, come ad esempio gnome-desktop. Specifica i singoli pacchetti senza la necessità di utilizzare caratteri aggiuntivi (la riga dhcp nell'esempio sopra riportato è un singolo pacchetto).
E' possibile specificare anche quali pacchetti non installare tra quelli elencati in modo predefinito:
-autofs
Le seguenti opzioni sono disponibili per %packages:
--nobase
Non installa il gruppo @Base. Utilizzare questa opzione se si stà cercando di creare un sistema molto piccolo.
--resolvedeps
L'opzione --resolvedeps non è più supportata. Le dipendenze ora vengono risolte automaticamente.
--ignoredeps
L'opzione --ignoredeps non è più supportata. Le dipendenze ora vengono risolte automaticamente.
--ignoremissing
Ignora i pacchetti e i gruppi mancanti invece di fermare l'installazione se il sistema richiede di abbandonare o continuare l'installazione stessa.Per esempio:
%packages --ignoremissing

13.6. Script di pre-installazione

E' possibile aggiungere i comandi da eseguire sul sistema immediatamente dopo che ks.cfg è stato analizzato. Questa sezione deve trovarsi alla fine del file di kickstart (dopo i comandi) e deve iniziare con il comando %pre. E' possibile accedere sulla rete nella sezione %pre; tuttavia name service non è stato ancora configurato, quindi funzionerà solo l'indirizzo IP.

Note

Notare che lo script di pre-installazione non viene eseguito nel cambiare ambiente di root.
--interpreter /usr/bin/python
Consente di specificare un linguaggio di scripting diverso, quale Python. Sostituire /usr/bin/python con il linguaggio di scripting scelto.

13.6.1. Esempio

Esempio della sezione %pre:
%pre  
#!/bin/sh  
hds="" 
mymedia=""  
for file in /proc/ide/h* do   
	mymedia=`cat $file/media`   
	if [ $mymedia == "disk" ] ; then       
		hds="$hds `basename $file`"   
	fi 
done  
set $hds 
numhd=`echo $#`  
drive1=`echo $hds | cut -d' ' -f1` 
drive2=`echo $hds | cut -d' ' -f2`  
#Write out partition scheme based on whether there are 1 or 2 hard drives  
if [ $numhd == "2" ] ; then   
	#2 drives   
	echo "#partitioning scheme generated in %pre for 2 drives" > /tmp/part-include   
	echo "clearpart --all" >> /tmp/part-include   
	echo "part /boot --fstype ext3 --size 75 --ondisk hda" >> /tmp/part-include   
	echo "part / --fstype ext3 --size 1 --grow --ondisk hda" >> /tmp/part-include   
	echo "part swap --recommended --ondisk $drive1" >> /tmp/part-include   
	echo "part /home --fstype ext3 --size 1 --grow --ondisk hdb" >> /tmp/part-include 
else   
	#1 drive   
	echo "#partitioning scheme generated in %pre for 1 drive" > /tmp/part-include   
	echo "clearpart --all" >> /tmp/part-include   
	echo "part /boot --fstype ext3 --size 75" >> /tmp/part-includ   
	echo "part swap --recommended" >> /tmp/part-include   
	echo "part / --fstype ext3 --size 2048" >> /tmp/part-include   
	echo "part /home --fstype ext3 --size 2048 --grow" >> /tmp/part-include 
fi


Questo script determina il numero di dischi fissi presenti nel sistema e scrive un file di testo con uno schema di partizionamento diverso a seconda che ne abbia uno o due. Invece di tenere un set di comandi di partizionamento nel file kickstart, inserire la linea:
%include /tmp/part-include
Vengono usati i comandi di partizionamento selezionati nello script.

Note

La sezione dello script di pre-installazione di kickstart non può gestire alberi d'installazione multipli o media sorgente. Queste informazioni devono essere incluse per ogni file ks.cfg creato, poichè lo script di pre-installazione si verifica durante la seconda fase del processo d'installazione.

13.7. Script di post-installazione

Si ha a disposizione l'opzione di aggiungere i comandi da eseguire sul sistema una volta completata l'installazione. Questa sezione deve trovarsi alla fine del file kickstart e deve iniziare con il comando %post. Questa sezione è utile per le funzioni come l'installazione di software aggiuntivo e la configurazione di un nameserver addizionale.

Note

Se la rete è stata configurata con le informazioni dell'IP statico, incluso un nameserver, allora è possibile accedere alla rete e risolvere gli indirizzi IP nella sezione %post. Se la rete è stata configurata per DHCP, il file /etc/resolv.conf non è stato ancora completato quando l'installazione esegue la sezione %post. Ora è possibile accedere alla rete ma non è possibile risolvere gli indirizzi IP. Quindi se si stà usando DHCP, sarà necessario specificare gli indirizzi IP nella sezione %post.

Note

Lo script post-installazione viene eseguito in un ambiente chroot, per questo motivo, l'esecuzione di compiti come ad esempio la copiatura degli script o RPM dal media d'installazione non avrà l'esito sperato.
--nochroot
Permette di specificare i comandi che si desidera eseguire al di fuori dell'ambiente "chroot".
Il seguente esempio copia il file /etc/resolv.conf sul file system appena installato.
%post --nochroot cp /etc/resolv.conf /mnt/sysimage/etc/resolv.conf
--interpreter /usr/bin/python
Consente di specificare un linguaggio di scripting diverso, quale Python. Sostituire /usr/bin/python con il linguaggio di scripting scelto.

13.7.1. Esempi

Registra il sistema ad un Red Hat Network Satellite:
%post
( # Note that in this example we run the entire %post section as a subshell for logging.
wget -O- http://proxy-or-sat.example.com/pub/bootstrap_script | /bin/bash
/usr/sbin/rhnreg_ks --activationkey=<activationkey>
# End the subshell and capture any output to a post-install log file.
) 1>/root/post_install.log 2>&1

Esegue uno script chiamato runme da una condivisione NFS:
mkdir /mnt/temp 
mount -o nolock 10.10.0.2:/usr/new-machines /mnt/temp open -s -w -- 
/mnt/temp/runme 
umount /mnt/temp

Note

L'NFS file locking non è supportato in modalità kickstart, per questo motivo è necessario -o nolock quando si esegue il montaggio di un mount NFS.

13.8. Come rendere disponibile un file kickstart

Un file kickstart va collocato in una delle posizioni seguenti:
  • Su un dischetto di avvio
  • Su di un CD-ROM di avvio
  • Su una rete
Normalmente il file di configurazione kickstart viene copiato sul dischetto di avvio o reso disponibile via rete. Il secondo metodo è quello più utilizzato, poichè la maggior parte delle installazioni kickstart viene usata su computer in rete.
Osserviamo nel dettaglio le posizioni in cui si può collocare il file.

13.8.1. Creazione di un supporto d'avvio di kickstart

Diskette-based booting is no longer supported in Fedora. Installations must use CD-ROM or flash memory products for booting. However, the kickstart file may still reside on a diskette's top-level directory, and must be named ks.cfg.
To perform a CD-ROM-based kickstart installation, the kickstart file must be named ks.cfg and must be located in the boot CD-ROM's top-level directory. Since a CD-ROM is read-only, the file must be added to the directory used to create the image that is written to the CD-ROM. Refer to Sezione 3.4.2, «Creazione di un CD-ROM di installazione» for instructions on creating boot media; however, before making the file.iso image file, copy the ks.cfg kickstart file to the isolinux/ directory.
To perform a pen-based flash memory kickstart installation, the kickstart file must be named ks.cfg and must be located in the flash memory's top-level directory. Create the boot image first, and then copy the ks.cfg file.
Per esempio, quanto segue trasferisce l'immagine d'avvio sul pen drive (/dev/sda) utilizzando il comando dd:
dd if=diskboot.img of=/dev/sda bs=1M

Note

È possibile creare una penna USB di memoria flash per il processo d'avvio, ma tale processo dipende molto dalle impostazioni BIOS dell'hardware del sistema. Consultare l'hardware del produttore, per controllare se il sistema supporta l'avvio di dispositivi alternativi.

13.8.2. Rendere il file kickstart disponibile sulla rete

Le installazioni kickstart via rete sono molto diffuse, poichè gli amministratori di sistema possono facilmente automatizzare in modo rapido e indolore il processo di installazione su numerosi computer in rete. Di norma, l'approccio più comune prevede che l'amministratore disponga di un server BOOTP/DHCP e di un server NFS nella rete locale. Il server BOOTP/DCHP viene utilizzato per fornire al computer client le informazioni relative alla propria rete, mentre i file utilizzati nel corso dell'installazione sono forniti dal server NFS. Spesso, ma non necessariamente, questi due server funzionano sulla stessa macchina fisica.
Per eseguire una installazione kickstart basata sulla rete, sarà necessario avere sulla rete un server BOOTP/DHCP, il quale include le informazioni riguardanti la configurazione per la macchina sulla quale state cercando di installare Fedora. Il server BOOTP/DHCP fornisce al client le proprie informazioni di networking insieme alla posizione del file kickstart.
If a kickstart file is specified by the BOOTP/DHCP server, the client system attempts an NFS mount of the file's path, and copies the specified file to the client, using it as the kickstart file. The exact settings required vary depending on the BOOTP/DHCP server you use.
Di seguito viene riportato un esempio di una riga dal file dhcpd.conf per il server DHCP:
filename "/usr/new-machine/kickstart/"; next-server blarg.redhat.com;
Da notare che sarà necessario sostituire il valore dopo filename, con il nome del file kickstart (o la directory nella quale risiede il file kickstart) ed il valore dopo next-server con il nome server NFS.
If the file name returned by the BOOTP/DHCP server ends with a slash ("/"), then it is interpreted as a path only. In this case, the client system mounts that path using NFS, and searches for a particular file. The file name the client searches for is:
<ip-addr>-kickstart
The <ip-addr> section of the file name should be replaced with the client's IP address in dotted decimal notation. For example, the file name for a computer with an IP address of 10.10.0.1 would be 10.10.0.1-kickstart.
Note that if you do not specify a server name, then the client system attempts to use the server that answered the BOOTP/DHCP request as its NFS server. If you do not specify a path or file name, the client system tries to mount /kickstart from the BOOTP/DHCP server and tries to find the kickstart file using the same <ip-addr>-kickstart file name as described above.

13.9. Rendere disponibile l'albero di installazione

L'installazione kickstart deve accedere ad un albero d'installazione. L'albero d'installazione è una copia dei CD-ROM binari di Fedora con la stessa struttura della directory.
Se si stà eseguendo una installazione basata sul CD, inserire il CD-ROM #1 di Fedora nel computer prima d'iniziare l'installazione kickstart.
Se si sta eseguendo una installazione dal disco fisso, assicurarsi che le immagini ISO dei CD-ROM binari di Fedora siano presenti sul disco fisso del computer.
If you are performing a network-based (NFS, FTP, or HTTP) installation, you must make the installation tree available over the network. Refer to Sezione 3.5, «Preparazione per una installazione di rete» for details.

13.10. Avvio di una installazione kickstart

Per iniziare una installazione kickstart è necessario avviare il sistema dal media d'avvio creato precedentemente, oppure dal CD-ROM #1 di Fedora ed inserire un comando d'avvio speciale al prompt d'avvio. Il programma d'installazione va alla ricerca di un file kickstart, se l'argomento della linea di comando ks viene passato al kernel.
CD-ROM #1 e dischetto
The linux ks=floppy command also works if the ks.cfg file is located on a vfat or ext2 file system on a diskette and you boot from the Fedora CD-ROM #1.
Un metodo d'avvio alternativo è l'avvio del CD-ROM #1 di Fedora con il file di kickstart su di un file system vfat o ext2 sul dischetto. Per fare questo inserire il seguente comando al prompt boot::
linux ks=hd:fd0:/ks.cfg
Con il disco del Driver
Se si desidera usare con kickstart un dischetto del driver, specificare anche l'opzione dd. Per esempio, per avviare un dischetto d'avvio ed utilizzare un dischetto del driver, inserire il seguente comando al prompt boot::
linux ks=floppy dd
Avvio da CD-ROM
If the kickstart file is on a boot CD-ROM as described in Sezione 13.8.1, «Creazione di un supporto d'avvio di kickstart», insert the CD-ROM into the system, boot the system, and enter the following command at the boot: prompt (where ks.cfg is the name of the kickstart file):
linux ks=cdrom:/ks.cfg
Altre opzioni per iniziare una installazione kickstart, sono le seguenti:
askmethod
Non utilizza automaticamente il CD-ROM come sorgente d'installazione, se viene rilevato un CD di Fedora nell'unità CD-ROM.
autostep
Rende kickstart non interattivo.
debug
Avvia pdb immediatamente.
dd
Utilizza un dischetto del driver.
dhcpclass=<class>
Sends a custom DHCP vendor class identifier. ISC's dhcpcd can inspect this value using "option vendor-class-identifier".
dns=<dns>
Un elenco di nameserver separato da virgole da usare per una installazione di rete.
driverdisk
Same as 'dd'.
expert
Abilita le funzioni speciali:
  • permette il partizionamento di media rimovibili
  • richiede un dischetto del driver
gateway=<gw>
Gateway da utilizzare per una installazione di rete.
graphical
Forza l'installazione grafica. Necessario per utilizzare GUI con ftp/http.
isa
Richiede all'utente di configurare i dispositivi ISA.
ip=<ip>
IP to use for a network installation, use 'dhcp' for DHCP.
keymap=<keymap>
Keyboard layout to use. Valid values are those which can be used for the 'keyboard' kickstart command.
ks=nfs:<server>:/<path>
The installation program looks for the kickstart file on the NFS server <server>, as file <path>. The installation program uses DHCP to configure the Ethernet card. For example, if your NFS server is server.example.com and the kickstart file is in the NFS share /mydir/ks.cfg, the correct boot command would be ks=nfs:server.example.com:/mydir/ks.cfg.
ks=http://<server>/<path>
The installation program looks for the kickstart file on the HTTP server <server>, as file <path>. The installation program uses DHCP to configure the Ethernet card. For example, if your HTTP server is server.example.com and the kickstart file is in the HTTP directory /mydir/ks.cfg, the correct boot command would be ks=http://server.example.com/mydir/ks.cfg.
ks=floppy
Il programma d'installazione va alla ricerca del file ks.cfg su di un file system vfat o ext2 sul dischetto in /dev/fd0.
ks=floppy:/<path>
The installation program looks for the kickstart file on the diskette in /dev/fd0, as file <path>.
ks=hd:<device>:/<file>
The installation program mounts the file system on <device> (which must be vfat or ext2), and look for the kickstart configuration file as <file> in that file system (for example, ks=hd:sda3:/mydir/ks.cfg).
ks=file:/<file>
The installation program tries to read the file <file> from the file system; no mounts are done. This is normally used if the kickstart file is already on the initrd image.
ks=cdrom:/<path>
The installation program looks for the kickstart file on CD-ROM, as file <path>.
ks
If ks is used alone, the installation program configures the Ethernet card to use DHCP. The kickstart file is read from the "bootServer" from the DHCP response as if it is an NFS server sharing the kickstart file. By default, the bootServer is the same as the DHCP server. The name of the kickstart file is one of the following:
  • Se viene specificato DHCP ed il file d'avvio inizia con un /, si andrà alla ricerca sul server NFS del file d'avvio fornito da DHCP.
  • Se viene specificato DHCP ed il file d'avvio non inizia con /, si andrà alla ricerca all'interno della directory /kickstart del server NFS, del file d'avvio fornito da DHCP.
  • Se DHCP non ha specificato un file d'avvio, allora il programma d'installazione prova a leggere il file /kickstart/1.2.3.4-kickstart, dove 1.2.3.4 è l'indirizzo IP numerico della macchina installata.
ksdevice=<device>
The installation program uses this network device to connect to the network. For example, consider a system connected to an NFS server through the eth1 device. To perform a kickstart installation on this system using a kickstart file from the NFS server, you would use the command ks=nfs:<server>:/<path> ksdevice=eth1 at the boot: prompt.
kssendmac
Adds HTTP headers to ks=http:// request that can be helpful for provisioning systems. Includes MAC address of all nics in CGI environment variables of the form: "X-RHN-Provisioning-MAC-0: eth0 01:23:45:67:89:ab".
lang=<lang>
Language to use for the installation. This should be a language which is valid to be used with the 'lang' kickstart command.
loglevel=<level>
Set the minimum level required for messages to be logged. Values for <level> are debug, info, warning, error, and critical. The default value is info.
lowres
Forza l'esecuzione dell'installatore GUI in 640x480.
mediacheck
Attiva il codice del loader per dare una opzione all'utente per la prova dell'integrità della sorgente d'installazione (se si tratta di un metodo basato su ISO).
method=cdrom
Esegue una installazione basata sul CD-ROM.
method=ftp://<path>
Use <path> for an FTP installation.
method=hd:<dev>:<path>
Use <path> on <dev> for a hard drive installation.
method=http://<path>
Use <path> for an HTTP installation.
method=nfs:<path>
Use <path> for an NFS installation.
netmask=<nm>
Maschera di rete da utilizzare per una installazione di rete.
nofallback
Esce se la GUI fallisce.
nofb
Non carica il VGA16 framebuffer necessario per eseguire l'installazione in modalità di testo per alcune lingue.
nofirewire
Non carica il supporto per i dispositivi firewire.
noipv6
Disabilita IPv6 networking durante l'installazione.
nokill
Una opzione di debug che impedisce ad anaconda di terminare tutti i programmi in esecuzione, quando si verifica un errore fatale.
nomount
Don't automatically mount any installed Linux partitions in rescue mode.
nonet
Non esegue l'auto-probe dei dispositivi di rete.
noparport
Non cerca di caricare il supporto per i dispositivi delle porte parallele.
nopass
Don't pass keyboard/mouse info to stage 2 installer, good for testing keyboard and mouse config screens in stage2 installer during network installs.
nopcmcia
Ignora qualsiasi controller PCMCIA nel sistema.
noprobe
Non cerca di rilevare hw, al contrario interroga l'utente.
noshell
Non posiziona alcuna shell sul tty2 durante l'installazione.
nostorage
Non esegue auto-probe sui dispositivi storage (SCSI, IDE, RAID).
nousb
Non carica il supporto USB (molto utile nelle fase iniziali se l'installazione entra in una fase di sospensione).
nousbstorage
Disattiva il caricamento del modulo usbstorage nel loader. Esso potrebbe essere utile nell'ordinare il dispositivo sui sistemi SCSI.
rescue
Esegue l'ambiente rescue.
resolution=<mode>
Run installer in mode specified, '1024x768' for example.
serial
Abilita il supporto della console seriale.
skipddc
Skips DDC probe of monitor, may help if it's hanging system.
syslog=<host>[:<port>]
Once installation is up and running, send log messages to the syslog process on <host>, and optionally, on port <port>. Requires the remote syslog process to accept connections (the -r option).
text
Forza l'installazione in modalità testo.

Importante

Se si seleziona la modalità testo per una installazione kickstart, assicurarsi di specificare le scelte per il partizionamento, il bootloader e le opzioni di scelta dei pacchetti. Questi punti sono automatizzati nella modalità testo e anaconda non può richiedere informazioni mancanti, se non si forniscono scelte per queste opzioni, anaconda interromperà il processo di installazione.
updates
Richiede il floppy contenente gli aggiornamenti (risoluzione bug).
updates=ftp://<path>
Immagine contenente gli aggiornamenti attraverso FTP.
updates=http://<path>
Immagine contenente gli aggiornamenti attraverso HTTP.
upgradeany
Don't require an /etc/redhat-release that matches the expected syntax to upgrade.
vnc
Abilita l'installazione basata su vnc. Sarà necessario eseguire il collegamento sulla macchina utilizzando un'applicazione client vnc.
vncconnect=<host>[:<port>]
Once installation is up and running, connect to the vnc client named <host>, and optionally use port <port>.
Requires 'vnc' option to be specified as well.
vncpassword=<password>
Abilita una password per il collegamento vnc. Tale password impedirà che l'utente possa collegarsi inavvertitamente all'installazione basata su vnc.
Requires 'vnc' option to be specified as well.

Capitolo 14. Configuratore di Kickstart

Il Configuratore di Kickstart consente di creare o modificare un file di kickstart usando una interfaccia grafica, in questo modo non sarà necessario ricordare la sintassi corretta del file.
To use Kickstart Configurator, you must be running the X Window System. To start Kickstart Configurator, select Applications (the main menu on the panel) => System Tools => Kickstart, or type the command /usr/sbin/system-config-kickstart.
As you are creating a kickstart file, you can select File => Preview at any time to review your current selections.
To start with an existing kickstart file, select File => Open and select the existing file.

14.1. Basic Configuration

Basic Configuration
Basic Configuration
Figura 14.1. Basic Configuration

Selezionare la lingua da usare durante l'installazione e come lingua di default da usare dopo l'installazione, dal menu Lingua di default.
Selezionare il tipo di tastiera del sistema dal menu Tastiera.
Dal menu Fuso Orario, selezionare il fuso orario da usare per il sistema. Per configurare il sistema in modo da usare UTC, selezionare Usa orologio UTC.
Inserire la password root desiderata per il sistema nel campo Password Root. Digitate la stessa password nel campo Conferma Password. Il secondo campo assicura che non ci sia alcun errore di battitura e quindi non vi permette di inserire una password diversa da quella precedentemente inserita. Per salvarla come password cifrata nel file, selezionate Cifra password root. Se l'opzione di cifratura è stata selezionata, una volta salvato il file, la password in testo chiaro precedentemente inserita, sarà ora cifrata e scritta sul file kickstart. Non digitate una password già cifrata e successivamente l'opzione di cifratura. Poichè il file di kickstart è un file in testo chiaro facile da leggere è consigliato usare una password cifrata.
La scelta di Architettura Target specifica quale distribuzione dell' architettura hardware specifica viene usata durante l'installazione.
La scelta di Riavvia il sistema dopo l'installazione, permette il riavvio del sistema in modo automatico dopo aver terminato l'installazione.
Le installazioni kickstart vengono eseguite di default in modalità grafica. Per annullare questa impostazioni di default ed utilizzare la modalità di testo, selezionare l'opzione Esegui installazione in modalità testo.
È possibile eseguire una installazione kickstart in modalità interattiva. Ciò significa che il programma d'installazione utilizza tutte le opzioni pre-configurate nel file di kickstart ma permette all'utente di visualizzare un'anteprima delle opzioni in ogni schermata, prima di continuare nella schermata successiva. Per continuare fare clic su Successivo dopo aver approvato le impostazioni, oppure dopo averle modificate prima di continuare con l'installazione. Per scegliere questo tipo d'installazione, selezionare l'opzione Esegui installazione in modalità interattiva.

14.2. Metodo di installazione

Metodo di installazione
Metodo di installazione di kickstart
Figura 14.2. Metodo di installazione

La schermata Metodo d'installazione permette di scegliere se eseguire una nuova installazione oppure un aggiornamento. Se si sceglie la seconda opzione, verranno disabilitate le opzioni Informazioni sulla partizione e Selezione pacchetto. Le suddette sezioni non sono supportate per gli aggiornamenti kickstart.
Scegliere il tipo di aggiornamento o d'installazione kickstart dalle seguenti opzioni:
  • CD-ROM — Scegliere questa opzione per eseguire una installazione o un aggiornamento dai CD-ROM di Fedora.
  • NFS — Scegliere questa opzione per eseguire una installazione o un aggiornamento da una directory condivisa NFS. Nel campo di testo per il server NFS, inserire un indirizzo IP oppure un fully-qualified domain name. Per la directory NFS, inserire il nome della directory NFS che contiene la directory variant dell'albero d'installazione. Per esempio, se il server NFS contiene la directory /mirrors/redhat/i386/RedHat/, inserire /mirrors/redhat/i386/ per la directory NFS.
  • FTP — Scegliere questa opzione per installare o aggiornare da un server NFS. Nel campo di testo del server FTP, inserire un indirizzo IP o un fully-qualified domain name. Per la directory FTP, inserire il nome della directory FTP che contiene la directory variant. Per esempio se il server FTP contiene la directory /mirrors/redhat/i386/Server/, inserire /mirrors/redhat/i386/Server/ per la directory FTP. Specificare un nome utente ed una password se richiesto dal server FTP.
  • HTTP — Selezionare questa opzione per installare o aggiornare da un server HTTP. Nel campo di testo per il server HTTP inserire un indirizzo IP o un nome di dominio fully-qualified. Per la directory HTTP, inserire il nome della cartella HTTP che contiene la cartella variant. Per esempio, se il server HTTP contiene la directory /mirrors/redhat/i386/Server/, inserire /mirrors/redhat/i386/Server/ per la directory HTTP.
  • Hard Drive — Choose this option to install or upgrade from a hard drive. Hard drive installations require the use of ISO (or CD-ROM) images. Be sure to verify that the ISO images are intact before you start the installation. To verify them, use an md5sum program as well as the linux mediacheck boot option as discussed in Sezione 6.3, «Verifica dei supporti». Enter the hard drive partition that contains the ISO images (for example, /dev/hda1) in the Hard Drive Partition text box. Enter the directory that contains the ISO images in the Hard Drive Directory text box.

14.3. Boot Loader Options

Boot Loader Options
Boot Loader Options
Figura 14.3. Boot Loader Options

Notare che questa schermata verrà disabilitata se è stata specificata un'architettura target diversa da x86 / x86_64.
GRUB è il boot loader predefinito per Fedora su architetture x86 / x86_64. Se non si desidera installare un boot loader, selezionare Non installare un boot loader. Se si sceglie tale opzione, assicurarsi di creare un dischetto d'avvio o di avere a disposizione un metodo alternativo per avviare il sistema, come ad esempio un boot loader di terze parti.
Scegliere dove installare il boot loader (Master Boot Record o sul primo settore della partizione /boot). Installare il boot loader sul MBR se si desidera usarlo come boot loader.
Per passare qualsiasi carattere speciale da usare al kernel quando il sistema esegue un processo d'avvio, inserire i suddetti caratteri nel campo di testo Parametri Kernel. Per esempio, se si è in possesso di un IDE CD-ROM Writer, è possibile indicare al kernel di usare il driver dell'emulatore SCSI il quale deve essere caricato prima di utilizzare cdrecord. Per fare questo configurare hdd=ide-scsi come parametro del kernel (dove hdd è il dispositivo CD-ROM).
È possibile proteggere, tramite l'utilizzo di una password, il boot loader GRUB, configurando la password di GRUB. Selezionare Usa password di GRUB ed inserire una password nel campo Password. Digitare la stessa password nel campo Conferma Password. Per salvarla come password cifrata nel file, selezionare Cifra password di GRUB. Se l'opzione di cifratura viene selezionata, quando il file viene salvato, la password in testo chiaro che è stata digitata verrà cifrata e scritta sul file di kickstart. Se la password digitata è stata precedentemente cifrata, deselezionare l'opzione di cifratura.
Se è stata selezionata l'opzione Aggiorna una installazione esistente sulla pagina Metodo d'installazione, selezionare Aggiorna il boot loader esistente per aggiornare la configurazione del boot loader esistente, preservando le voci più vecchie.

14.4. Informazioni sulla partizione

Informazioni sulla partizione
Informazioni sulla partizione di kickstart
Figura 14.4. Informazioni sulla partizione

Segliere se ripulire o meno il Master Boot Record (MBR). È possibile decidere di rimuovere tutte le partizioni esistenti o le sole partizioni Linux oppure di mantenere le partizioni esistenti.
Per inizializzare l'etichetta del disco sul valore di default per l'architettura del sistema (per esempio msdos per x86 e gpt per Itanium), selezionare Inizializza l'etichetta del disco se si sta eseguendo l'installazione su di un nuovo disco fisso.

Nota

Anche se anaconda e kickstart supportano il Logical Volume Management (LVM), al momento non vi è alcun meccanismo disponibile per la configurazione usando il Kickstart Configurator.

14.4.1. Creazione delle partizioni

To create a partition, click the Add button. The Partition Options window shown in Figura 14.5, «Creazione delle partizioni» appears. Choose the mount point, file system type, and partition size for the new partition. Optionally, you can also choose from the following:
  • Nella sezione Opizioni aggiuntive della dimensione, scegliere di creare una partizione con una dimensione fissa, o con una dimensione desiderata oppure riempendo lo spazio restante su di un disco fisso. Se è stato scelto swap come tipo di file system, allora è possibile fare in modo che il programma d'installazione sia in grado di creare una partizione swap, con la misura consigliata invece di doverne specificare una.
  • Impone che la partizione sia creata come primaria.
  • Creare la partizione su di un disco fisso specifico. Per esempio creare la partizione sul primo disco fisso IDE (/dev/hda), specificare hda come unità. Non includere /dev nel nome dell'unità.
  • Usare una partizione esistente. Per esempio per creare una partizione sulla prima partizione del primo disco fisso IDE (/dev/hda1), specificare hda1 come partizione. Non includere /dev nel nome della partizione.
  • Formattare la partizione come il filesystem prescelto.
Creazione delle partizioni
Creazione di partizioni per kickstart
Figura 14.5. Creazione delle partizioni

To edit an existing partition, select the partition from the list and click the Edit button. The same Partition Options window appears as when you chose to add a partition as shown in Figura 14.5, «Creazione delle partizioni», except it reflects the values for the selected partition. Modify the partition options and click OK.
Per cancellare una partizione esistente, selezionarla dall'elenco e successivamente fare clic sul pulsante Cancella.

14.4.1.1. Creare partizioni RAID software

Per creare una partizione RAID software, eseguire quanto segue:
  1. Fare click sul pulsante RAID.
  2. Selezionare Crea una partizione software RAID.
  3. Configurare la partizione come precedentemente descritto ma in questo caso selezionare Software RAID come tipo di file system. Sarà necessario altresì specificare un disco fisso sul quale creare la partizione o specificare una partizione esistente da utilizzare.
Creazione di una partizione RAID software
Partizione RAID software
Figura 14.6. Creazione di una partizione RAID software

Ripetere queste operazioni per creare tutte le partizioni che servono per le impostazioni RAID. Tutte le partizioni non devono essere necessariamente partizioni RAID.
Dopo aver creato le partizioni necessarie alla costruzione di un dispotivo RAID, eseguire quanto segue:
  1. Fare click sul pulsante RAID.
  2. Selezionare Crea un dispositivo RAID.
  3. Selezionare un mount point, un tipo di filesystem, un nome per il dispositivo RAID, il livello di RAID, i membri RAID, il numero di spare per il dispositivo RAID software e decidere se formattare la partizione.
    Creazione di un dispositivo RAID software
    Dispositivo RAID software
    Figura 14.7. Creazione di un dispositivo RAID software

  4. Fare clic su OK per aggiungere il dispositivo sull'elenco.

14.5. Network Configuration

Network Configuration
Configurazione della rete per kickstart
Figura 14.8. Network Configuration

Se il sistema da installare tramite kickstart non possiede una scheda Ethernet, non bisogna configurarne una sulla pagina Configurazione di rete.
La rete sarà necessaria solo se si sceglie un metodo d'installazione basato su rete (NFS, FTP, o HTTP). Esso può essere configurato dopo l'installazione con Strumento di amministrazione rete (system-config-network). Per informazioni consultare la Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide.
Per ogni scheda Ethernet sul sistema, fare clic su Aggiungi dispositivo di rete e successivamente selezionare il dispositivo ed il tipo di rete per il dispositivo stesso. Selezionare eth0 per configurare la prima scheda Ethernet, eth1 per la seconda scheda Ethernet e così via.

14.6. Autenticazione

Autenticazione
Autenticazione per kickstart
Figura 14.9. Autenticazione

Nella sezione Autenticazione, selezionare se usare o meno le password shadow e la cifratura MD5 per le password dell'utente. Queste opzioni sono fortemente consigliate e scelte di default.
Le opzioni Configurazione autenticazione permettono di configurare i seguenti metodi di autenticazione:
  • NIS
  • LDAP
  • Kerberos 5
  • Hesiod
  • SMB
  • Name Switch Cache
Questi metodi non vengono abilitati in modo predefinito. Per poterli abilitare fare clic sulla scheda appropriata e selezionare la casella corrispondente ad Abilita, inserendo le informazioni appropriate per il metodo di autenticazione. Consultare la Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide per maggiori informazioni su queste opzioni.

14.7. Configurazione firewall

La finestra Configurazione firewall è simile alla schermata nel programma d'installazione e Strumento di configurazione livello sicurezza.
Configurazione firewall
Configurazione del firewall per kickstart
Figura 14.10. Configurazione firewall

Se Disabilita firewall è stato selezionato, il sistema permette un accesso completo a qualsiasi servizio e porta attivi. Nessun collegamento al sistema verrà negato.
Selezionando Abilita firewall verrà configurato il sistema in modo da rifiutare i collegamenti in entrata che non sono in risposta alle richieste in uscita, come ad esempio repliche DNS o richieste DHCP. Se è necessario l'accesso ai servizi eseguiti sulla macchina, è possibile scegliere di abilitare servizi specifici attraverso il firewall.
Solo i dispositivi configurati nella sezione Configurazione di rete, vengono elencati come dispositivi fidati disponibili. I collegamenti da qualsiasi dispositivo selezionato tramite l'elenco, verranno accettati dal sistema. Per esempio, se eth1 riceve solo i collegamenti da sistemi interni, allora sarà buona idea abilitare i collegamenti provenienti dal sistema interessato.
Se selezionare un servizio nell'elenco Servizi fidati, i collegamenti per il servizio verranno accettati e processati dal sistema.
È possibile abilitare l'accesso ad altre porte non specificate, indicandole nel campo Altre porte. Utilizzare il seguente formato: port:protocol. Per esempio, per permettere l'accesso IMAP attraverso il firewall, specificare: imap:tcp. È inoltre possibile indicare numericamente le porte; per autorizzare il passaggio di pacchetti UDP sulla porta 1234, inserire 1234:udp. Per specificare più porte è necessario separarle con delle virgole.

14.7.1. Configurazione SELinux

Kickstart è in grado di impostare SELinux su enforcing, permissive o disabled. Al momento non è possibile una configurazione più specifica.

14.8. Configurazione display

If you are installing the X Window System, you can configure it during the kickstart installation by checking the Configure the X Window System option on the Display Configuration window as shown in Figura 14.11, «Configurazione X». If this option is not chosen, the X configuration options are disabled and the skipx option is written to the kickstart file.
Configurazione X
Configurazione di X per kickstart
Figura 14.11. Configurazione X

Selezionare altresì se avviare Setup Agent durante il primo riavvio del sistema. Esso risulta essere disabilitato per default ma le impostazioni possono essere modificate in modo da abilitarlo in modalità di riconfigurazione. Tale modalità abilita la lingua, il mouse, la tastiera, la password root, il livello di sicurezza, il fuso orario e le opzioni di configurazione del networking in aggiunta a quelle predefinite.

14.9. Package Selection

Package Selection
Selezione dei pacchetti per kickstart
Figura 14.12. Package Selection

La finestra Selezione pacchetto permette di scegliere i gruppi del pacchetto da installare.
La risoluzione del pacchetto viene eseguita automaticamente.
Currently, Kickstart Configurator does not allow you to select individual packages. To install individual packages, modify the %packages section of the kickstart file after you save it. Refer to Sezione 13.5, «Package Selection» for details.

14.10. Script di pre-installazione

Script di pre-installazione
Script di pre-installazione per kickstart
Figura 14.13. Script di pre-installazione

I comandi da eseguire sul sistema possono essere aggiunti immediatamente dopo la lettura del file kickstart e prima che inizi l'installazione. Se è stata configurata la rete nel file kickstart, la rete viene attivata prima dell'elaborazione di questa sezione. Se si desidera includere uno script di pre-installazione digitarlo nel campo di testo.
Per specificare un linguaggio di programmazione 'scripting language' da utilizzare per eseguire lo script, selezionare l'opzione Usa un interprete ed inserire l'interprete nella casella corrispondente. Per esempio /usr/bin/python2.4 può essere specificato per uno script Python. Questa opzione corrisponde all'utilizzo di %pre --interpreter /usr/bin/python2.4 nel file di kickstart.
Numerosi comandi disponibili in un ambiente di pre-installazione, vengono forniti da una versione di busybox chiamata busybox-anaconda. I comandi forniti da Busybox non presentano tutte le funzioni ma semplicemente solo quelle più comuni. Di seguito vengono riportati tutti i comandi disponibili inclusi i comandi forniti da busybox:
addgroup, adduser, adjtimex, ar, arping, ash, awk, basename, bbconfig, bunzip2, busybox, bzcat, cal, cat, catv, chattr, chgrp, chmod, chown, chroot, chvt, cksum, clear, cmp, comm, cp, cpio, crond, crontab, cut, date, dc, dd, deallocvt, delgroup, deluser, devfsd, df, diff, dirname, dmesg, dnsd, dos2unix, dpkg, dpkg-deb, du, dumpkmap, dumpleases, e2fsck, e2label, echo, ed, egrep, eject, env, ether-wake, expr, fakeidentd, false, fbset, fdflush, fdformat, fdisk, fgrep, find, findfs, fold, free, freeramdisk, fsck, fsck.ext2, fsck.ext3, fsck.ext4, fsck.minix, ftpget, ftpput, fuser, getopt, getty, grep, gunzip, gzip, hdparm, head, hexdump, hostid, hostname, httpd, hush, hwclock, id, ifconfig, ifdown, ifup, inetd, insmod, install, ip, ipaddr, ipcalc, ipcrm, ipcs, iplink, iproute, iptunnel, kill, killall, lash, last, length, less, linux32, linux64, ln, load_policy, loadfont, loadkmap, login, logname, losetup, ls, lsattr, lsmod, lzmacat, makedevs, md5sum, mdev, mesg, mkdir, mke2fs, mkfifo, mkfs.ext2, mkfs.ext3, mkfs.ext4, mkfs.minix, mknod, mkswap, mktemp, modprobe, more, mount, mountpoint, msh, mt, mv, nameif, nc, netstat, nice, nohup, nslookup, od, openvt, passwd, patch, pidof, ping, ping6, pipe_progress, pivot_root, printenv, printf, ps, pwd, rdate, readlink, readprofile, realpath, renice, reset, rm, rmdir, rmmod, route, rpm, rpm2cpio, run-parts, runlevel, rx, sed, seq, setarch, setconsole, setkeycodes, setlogcons, setsid, sh, sha1sum, sleep, sort, start-stop-daemon, stat, strings, stty, su, sulogin, sum, swapoff, swapon, switch_root, sync, sysctl, tail, tar, tee, telnet, telnetd, test, tftp, time, top, touch, tr, traceroute, true, tty, tune2fs, udhcpc, udhcpd, umount, uname, uncompress, uniq, unix2dos, unlzma, unzip, uptime, usleep, uudecode, uuencode, vconfig, vi, vlock, watch, watchdog, wc, wget, which, who, whoami, xargs, yes, zcat, zcip
Per la descrizione di uno di questi comandi, eseguire:
busybox command --help
In aggiunta ai comandi sopra riportati, vengono forniti i seguenti comandi nelle loro versioni complete:
anaconda, bash, bzip2, jmacs, ftp, head, joe, kudzu-probe, list-harddrives, loadkeys, mtools, mbchk, mtools, mini-wm, mtools, jpico, pump, python, python2.4, raidstart, raidstop, rcp, rlogin, rsync, setxkbmap, sftp, shred, ssh, syslinux, syslogd, tac, termidx, vncconfig, vncpasswd, xkbcomp, Xorg, Xvnc, zcat

Warning

Non includere il comando %pre. È stato aggiunto precedentemente.

Nota

Lo script di pre-installazione viene eseguito dopo aver montato il supporto sorgente e dopo aver caricato la fase 2 del boot loader. Per questa ragione non è possibile modificare il media sorgente nello script di pre-installazione.

14.11. Script di post-installazione

Script di post-installazione
Script di post-installazione per kickstart
Figura 14.14. Script di post-installazione

I comandi da eseguire sul sistema possono essere aggiunti anche una volta completata l'installazione. Se la rete è stata configurata correttamente nel file di kickstart, la rete è attivata. Se si desidera includere uno script di post-installazione, digitarlo nel campo di testo.

Warning

Non includere il comando %post. Il suddetto comando è già stato aggiunto.
Per esempio, per modificare il messaggio del giorno per i sistemi appena installati, aggiungere il seguente comando alla sezione %post:
echo "Hackers will be punished!" > /etc/motd

Note

More examples can be found in Sezione 13.7.1, «Esempi».

14.11.1. Ambiente chroot

Per eseguire lo script di post-installazione esternamente all'ambiente chroot, fare clic sulla casella corrispondente all'opzione nella parte alta della finestra Post-Installazione. Tale operazione è equivalente all'utilizzo dell'opzione --nochroot nella sezione %post.
Per apportare le modifiche al file system appena installato, all'interno della sezione di post-installazione ma esternamente all'ambiente chroot, aggiungere /mnt/sysimage/ all'inizio del nome della directory.
Per esempio, se è stato selezionato Esegui fuori dall'ambiente chroot, l'esempio precedente deve essere modificato nel modo seguente:
echo "Hackers will be punished!" > /mnt/sysimage/etc/motd

14.11.2. Utilizzo di un interprete

Per specificare un linguaggio di programmazione 'scripting language' da utilizzare per eseguire lo script, selezionare l'opzione Usa un interpreter ed inserire l'interprete nella casella corrispondente. Per esempio /usr/bin/python2.2 può essere specificato per uno script Python. Questa opzione corrisponde all'utilizzo di %post --interpreter /usr/bin/python2.2 nel file di kickstart.

14.12. Salvataggio del file

To review the contents of the kickstart file after you have finished choosing your kickstart options, select File => Preview from the pull-down menu.
Preview
Preview
Figura 14.15. Preview

To save the kickstart file, click the Save to File button in the preview window. To save the file without previewing it, select File => Save File or press Ctrl+S . A dialog box appears. Select where to save the file.
After saving the file, refer to Sezione 13.10, «Avvio di una installazione kickstart» for information on how to start the kickstart installation.

Parte IV. Dopo l'installazione

Questa parte della Guida all'installazione di Fedora descrive la procedura finale dell'installazione, così come alcuni compiti relativi all'installazione che bisogna eseguire in altri momenti in futuro. Ciò include:
  • l'uso di un disco di installazione di Fedora per ripristinare un sistema danneggiato.
  • avanzare ad una nuova versione di Fedora.
  • rimuovere Fedora dal proprio sistema.

Capitolo 15. Firstboot

Firstboot viene avviato la prima volta che si accede ad un nuovo sistema Fedora. Usare Firstboot per configurare il sistema all'uso prima dell'accesso.
Firstboot welcome screen
Firstboot welcome screen
Figura 15.1. Firstboot welcome screen

Selezionare Avanti per avviare l'applicazione Firstboot.

E' richiesta un'interfaccia grafica

Firstboot richiede un'interfaccia grafica. Se non ne è installata alcuna, o se Fedora dovesse avere qualche problema ad avviarla, si potrebbe vedere una schermata di setup leggermente differente.

15.1. Accettazione licenza

This screen displays the overall licensing terms for Fedora. Each software package in Fedora is covered by its own license. All licensing guidelines for Fedora are located at http://fedoraproject.org/wiki/Legal/Licenses.
Firstboot license screen
Firstboot license screen
Figura 15.2. Firstboot license screen

Se si concorda con i termini della licenza, selezionare Avanti.

15.2. Utente di sistema

Creare un account utente con questa schermata. Utilizzare sempre questo account per accedere al sistema Fedora, invece di usare l'account di root.
Firstboot create user screen
Firstboot create user screen
Figura 15.3. Firstboot create user screen

Enter a user name and your full name, and then enter your chosen password. Type your password once more in the Confirm Password box to ensure that it is correct. Refer to Sezione 7.17, «Impostare la password di root» for guidelines on selecting a secure password.

Creare degli account per utenti aggiuntivi

Per creare degli account per utenti aggiuntivi per il sistema dopo che l'installazione è stata completata, scegliere SistemaAmministrazioneUtenti e gruppi.
Per configurare Fedora ad usare la rete per l'autenticazione o per le informazioni sul singolo utente, selezionare Usa Network Login....

15.3. Data ed ora

If your system does not have Internet access or a network time server, manually set the date and time for your system on this screen. Otherwise, use NTP (Network Time Protocol) servers to maintain the accuracy of the clock. NTP provides time synchronization service to computers on the same network. The Internet contains many computers that offer public NTP services.
La schermata iniziale abilita ad impostare manualmente la data e l'ora per il proprio sistema.
Firstboot date and time screen
Firstboot date and time screen
Figura 15.4. Firstboot date and time screen

In alternativa selezionare la tabella Network Time Protocol per configurare il sistema all'uso di server NTP.

Impostare l'orologio

Per cambiare queste impostazioni in un secondo momento, scegliere SistemaAmministrazioneData e ora.
Per configurare il sistema ad usare server di rete per l'ora, selezionare l'opzione Abilitare il Network Time Protocol. Tale opzione disabilita le impostazioni della scheda Data e ora e abilita le altre impostazioni sullo schermo.
Firstboot Network Time Protocol screen
Firstboot Network Time Protocol screen
Figura 15.5. Firstboot Network Time Protocol screen

Per impostazione predefinita, Fedora è configurato per usare tre gruppi separati, o pool, di server dell'ora. Il pool di server dell'ora crea ridondanza, in maniera tale che se un server non dovesse essere disponibile, il sistema è in grado di sincronizzarsi con un altro server.
Per usare un server dell'ora aggiuntivo, selezionare Aggiungi e digitare il nome DNS del server nella casella. Per rimuovere un server o un pool di server dall'elenco, selezionarne il nome e cliccare su Elimina.
Se la macchina è sempre connessa ad internet tramite una connessione via cavo, selezionare l'opzione Sincronizza l'orologio di sistema prima di avviare il servizio. Questa opzione potrebbe causare un piccolo ritardo all'avvio ma assicura un ora precisa sul sistema anche se l'orologio è significativamente sbagliato all'avvio.

Portatili ed NTP

Non usare questa opzione con computer portatili che utilizzano a volte reti senza fili.
Se l'orologio hardware del computer è molto poco preciso, si può disabilitare completamente la sorgente locale dell'ora. Per disabilitare la sorgente locale dell'ora, selezionare Mostra le opzioni avanzate e disabilitare l'opzione Utilizza il Local Time Source. Così facendo, i server NTP avranno la priorità sull'orologio interno.
Abilitando l'opzione avanzata Abilita il Broadcast NTP, Fedora prova a localizzare automaticamente server dell'ora sulla rete.

15.4. Profilo hardware

Firstboot displays a screen that allows you to submit your hardware information anonymously to the Fedora Project. Developers use these hardware details to guide further support efforts. You can read more about this project and its development at http://smolts.org/.
Firstboot hardware profile screen
Firstboot hardware profile screen
Figura 15.6. Firstboot hardware profile screen

Per partecipare a questo importante lavoro, selezionare Invia Profilo. Se si sceglie di non sottomettere alcun profilo, non cambiare il valore predefinito. Selezionare Fine per continuare alla schermata di login.

Aggiornare il sistema

To ensure the security of your system, run a package update after the installation completes. Capitolo 16, Passi successivi explains how to update your Fedora system.

Capitolo 16. Passi successivi

Fedora fornisce un sistema operativo con ampie possibilità di risorse, supportato da una vasta comunità.

16.1. Aggiornamento del sistema

The Fedora Project releases updated software packages for Fedora throughout the support period of each version. Updated packages add new features, improve reliability, resolve bugs, or remove security vulnerabilities. To ensure the security of your system, update regularly, and as soon as possible after a security announcement is issued. Refer to Sezione 16.4, «Sottoscriversi a Fedora Announcements and News» for information on the Fedora announcements services.
An update applet reminds you of updates when they are available. This applet is installed by default in Fedora. It checks for software updates from all configured repositories, and runs as a background service. It generates a notification message on the desktop if updates are found, and you can click the message to update your system's software.
To update your system with the latest packages manually, use Update System:
Aggiornare il sistema
Schermata di aggiornamento del sistema
Figura 16.1. Aggiornare il sistema

  1. Selezionare SistemaAmministrazioneUpdate System.
  2. Per rivedere la lista dei pacchetti aggiornati, selezionare Rivedi.
  3. Cliccare su Update System per cominciare il processo di aggiornamento.
  4. Se uno o più aggiornamenti dovessero richiedere un riavvio del sistema, il processo di aggiornamento mostrerà una finestra di avviso con l'opzione Riavviare. Selezionare tale opzione per riavviare il sistema immediatamente o Annulla per riavviare il sistema quando lo si ritiene più opportuno
  5. If a reboot is not required the update will conclude with a dialog that indicates that the System Update Completed and all selected updates have been successfully installed as well as a button to Close Update System
To update packages from the command-line, use the yum utility. Type this command to begin a full update of your system with yum:
su -c 'yum update'
Enter the root password when prompted.
Refer to http://docs.fedoraproject.org/yum/ for more information on yum.

E' richiesta una connessione di rete

Bisogna assicurarsi che il proprio sistema abbia una connessione di rete attiva prima di lanciare lo strumento Aggiorna software o il programma yum. Il processo di aggiornamento scaricherà informazioni e pacchetti da una rete di server.
If your Fedora system has a permanent network connection, you may choose to enable daily system updates. To enable automatic updates, follow the instructions on the webpage http://docs.fedoraproject.org/yum/sn-updating-your-system.html.

16.2. Terminare l'aggiornamento a versione superiore

Aggiornamenti di sistema raccomandati

Once you have rebooted your system after performing an upgrade, you should also perform a manual system update. Consult Sezione 16.1, «Aggiornamento del sistema» for more information.
If you chose to upgrade your system from a previous release rather than perform a fresh installation, you may want to examine the differences in the package set. Sezione 7.14.2, «Effettuare il passaggio ad una versione successiva usando il programma di installazione» advised you to create a package listing for your original system. You can now use that listing to determine how to bring your new system close to the original system state.
La maggior parte delle configurazioni dei repository software sono conservate in pacchetti che terminano con release. Controllare la lista dei vecchi pacchetti per i repository che erano installati:
awk '{print $1}' ~/old-pkglist.txt | grep 'release$'
Se necessario, ottenere ed installare questi pacchetti di repository software dalla loro fonte originale su internet. Seguire le istruzioni dal sito originale per installare i pacchetti di configurazione repository da usare tramite yum e altri strumenti di gestione del software sul sistema Fedora.
Quindi eseguire i seguenti comandi per fare una lista di ulteriori pacchetti software mancanti:
awk '{print $1}' ~/old-pkglist.txt | sort | uniq > ~/old-pkgnames.txt
rpm -qa --qf '%{NAME}\n' | sort | uniq > ~/new-pkgnames.txt
diff -u ~/old-pkgnames.txt ~/new-pkgnames.txt | grep '^-' | sed 's/^-//' > /tmp/pkgs-to-install.txt
Ora usare il file /tmp/pkgs-to-install.txt con il comando yum per ripristinare la maggior parte di tutti i vecchi software:
su -c 'yum install `cat /tmp/pkgs-to-install.txt`'

Software mancante

A causa dei cambiamenti nei pacchetti complementari fra le versioni di Fedora, è possibile che questo metodo non ripristini tutto il software sul sistema. Si possono usare le routine qui sopra per confrontare nuovamente il software sul sistema, e compensare i problemi che si riscontrano.

16.3. Passare ad un login di tipo grafico

Se l'installazione è stata fatta usando un login testuale e si desidera passare ad un login grafico seguire la seguente procedura.
  1. Passare all'account root:
    su -
    
    Fornire la password di amministratore quando richiesta.
  2. Se non è già stato fatto, installare uno degli ambienti desktop grafici. Per esempio, per installare l'ambiente grafico GNOME, utilizzare questo comando:
    yum groupinstall "GNOME Desktop Environment"
    
    Questo passaggio potrebbe richiedere del tempo affinché il sistema Fedora possa scaricare ed installare il software aggiuntivo. Si potrà ricevere la richiesta di fornire il disco di installazione a seconda della sorgente originale d'installazione.
  3. Eseguire il seguente comando per modificare il file /etc/inittab:
    nano /etc/inittab
    
  4. Trovare la linea che include il testo initdefault. Cambiare il numero 3 in 5.
  5. Premere Ctrl+O per scrivere il file su disco, quindi premere Ctrl+X per uscire dal programma.
  6. Scrivere exit per effettuare il logout dell'utente amministratore.
Se si desidera, è possibile riavviare il sistema usando il comando reboot. Il sistema verrà riavviato presentando un accesso grafico.
If you encounter any problems with the graphical login, consult one of the help sources listed in Sezione 1.2, «Ottenere più aiuto».

16.4. Sottoscriversi a Fedora Announcements and News

Per ricevere informazioni riguardanti gli aggiornamenti dei pacchetti, abbonarsi alla mailing list degli annunci, oppure utilizzare feed RSS.
Mailing list degli annunci del Fedora Project
Feed RSS del Fedora Project
La mailing list degli annunci da notizie anche sulle novità relative al Fedora Project ed alla comunità Fedora.

Annunci sulla sicurezza

Gli annunci che riportano la parola identificativa [SECURITY] nel titolo, identificano gli aggiornamenti di pacchetti che risolvono vulnerabilità di sicurezza.

16.5. Reperire documentazione e supporto

I membri della comunità Fedora forniscono supporto tramite le mailing list, forum web e Linux User Groups (LUG) sparsi in tutto il mondo.
The Web site for the formally endorsed forums is http://forums.fedoraforum.org/.
Le seguenti risorse forniscono ulteriori informazioni su molti aspetti di Fedora:
Many other organizations and individuals also provide tutorials and HOWTOs for Fedora on their Web sites. You can locate information on any topic by using Google's Linux search site, located at http://www.google.com/linux.

16.6. Unitevi alla Comunità Fedora

Il Fedora Project è sviluppato dai singoli individui che vi contribuiscono. I membri della comunità forniscono supporto e documentazione agli altri utenti, aiutano a migliorare il software incluso in Fedora durante i processi di test, ed a sviluppare nuovi software a fianco dei programmatori di Red hat. I risultati di questo lavoro sono disponibili a tutti.
Per fare la differenza, partite da qui:

Capitolo 17. Recupero di base del sistema

Quando si verificano degli imprevisti, c'é sempre una soluzione del problema, Tuttavia, questi rimedi, richiedono una buona comprensione del sistema. Questo capitolo descrive come effettuare l'avvio in modalitá di ripristino, modalitá singolo utente, e modalitá di emergenza, dove è possibile usare le proprie competenze per far fronte agli imprevisti del sistema.

17.1. Problemi comuni

A causa dei seguenti problemi potrebbe esser necessario eseguire il processo d'avvio tramite una modalità di recupero:
  • Non è possibile effettuare un avvio normale di Fedora (runlevel 3 or 5).
  • You are having hardware or software problems, and you want to get a few important files off of your system's hard drive.
  • Avete dimenticato la password di root.

17.1.1. Impossibile effettuare un avvio di Fedora

Questo problema viene spesso riscontrato quando si procede all'installazione di un altro sistema operativo dopo aver installato Fedora. Alcuni sistemi operativi presumono che non abbiate altri sistemi operativi sul computer, e sovrascrivono il Master Boot Record (MBR) che in origine conteneva il bootloader GRUB. Se il boot loader viene sovrascritto in questo modo, non si potrà avviare Fedora fintanto che non si entra in modalità ripristino e si riconfigura il boot loader.
Un altro problema comune si verifica utilizzando uno strumento di partizionamento per ridimensionare una partizione o per crearne una nuova sfruttando lo spazio libero e modificando l'ordine delle partizioni. Se cambia il numero della partizione /, il boot loader non è più in grado di trovarla e di montarla. Per risolvere questo problema, avviare in modalità di ripristino e modificare il file /boot/grub/grub.conf.
For instructions on how to reinstall the GRUB boot loader from a rescue environment, refer to Sezione 17.2.1, «Re-installazione del boot loader».

17.1.2. Problemi hardware/software

Questa categoria comprende una grande varietà di situazioni. Due esempi possono includere dischi fissi difettosi, e la specificazione di un dispositivo o kernel root non valido nel file di configurazione del boot loader. Se si verifica uno dei suddetti problemi, é probabile che non sarà possibile avviare Fedora. Tuttavia, se si effettua un avvio in uno dei modi di recupero indicati, è possibile risolvere il problema oppure riuscire a ottenere le copie dei file importanti.

17.1.3. Root Password

Cosa si può fare se si dimentica la password di root? Per impostare una nuova password eseguire un avvio in modalitá ripristino oppure utente singolo e usare il comando passwd per resettare la password di root.

17.2. Avvio della modalitá di ripristino

Rescue mode provides the ability to boot a small Fedora environment entirely from CD-ROM, or some other boot method, instead of the system's hard drive.
As the name implies, rescue mode is provided to rescue you from something. During normal operation, your Fedora system uses files located on your system's hard drive to do everything — run programs, store your files, and more.
However, there may be times when you are unable to get Fedora running completely enough to access files on your system's hard drive. Using rescue mode, you can access the files stored on your system's hard drive, even if you cannot actually run Fedora from that hard drive.
Per eseguire un avvio dalla modalità di ripristino sarà necessario avviare il sistema usando uno dei seguenti metodi[4]
  • Avviando il sistema da un CD-ROM o DVD di avvio d'installazione.
  • Avviando il sistema da un supporto di avvio d'installazione, come ad esempio dispositivi USB flash.
  • Avviando il sistema dal CD-ROM #1 o dal DVD di Fedora.
Dopo aver effettuato un avvio usando uno dei metodi descritti, inserire la parola chiave rescue come parametro del kernel. Per esempio, per un sistema x86, digitare il seguente comando al prompt di avvio di installazione:
linux rescue
Verrà richiesto di rispondere ad alcune semplici domande, del tipo quale lingua usare. Verrà richiesto anche di selezionare dov'é posizionata una immagine di ripristino valida. Selezionare da CD-ROM locale, Disco fisso, immagine NFS, FTP, o HTTP. La posizione selezionata deve contenere un albero d'installazione valido, e il suddetto albero deve essere della stessa versione di Fedora, del disco di Fedora dal quale é stato effettuato l'avvio. Se si usa un CD-ROM o un altro supporto per iniziare la modalitá di ripristino, l'albero d'installazione deve essere lo stesso albero dal quale é stato creato il supporto. Per maggiori informazioni su come impostare un albero d'installazione su di un disco fisso, server NFS, server FTP o server HTTP, consultare le sezioni precedenti di questa guida.
Se si seleziona una immagine di ripristino che non richiede una connessione di rete, verrà chiesto se si desidera o meno stabilire tale connessione. Una connessione di rete é utile se è necessario effettuare alcuni file di backup per un computer diverso o installare alcuni pacchetti RPM da una posizione di rete condivisa, per esempio.
Verrà visualizzato il seguente messaggio:
The rescue environment will now attempt to find your Linux installation and mount it under the directory /mnt/sysimage. You can then make any changes required to your system. If you want to proceed with this step choose 'Continue'. You can also choose to mount your file systems read-only instead of read-write by choosing 'Read-only'. If for some reason this process fails you can choose 'Skip' and this step will be skipped and you will go directly to a command shell.
Se si seleziona Continua, esso tenterà di montare il file system sotto la cartella /mnt/sysimage. Qualora non si riesca a montare una partizione, visualizzerà un avviso. Se si seleziona Solo lettura, tenterà di montare il file system sotto la cartella /mnt/sysimage, ma in modalità di sola lettura. Se si seleziona Ignora, il file system non viene montato. Scegliere Ignora se si ritiene che il file system possa essere corrotto.
Una volta entrati nella modalità di ripristino, compare un prompt nella console virtuale (VC) 1 e 2. Per accedere alla VC 1, usare la combinazione di tasti Ctrl-Alt-F1 , mentre per accedere alla VC 2, usare Ctrl-Alt-F2):
sh-3.00b#
Se è stato selezionato Continua per montare automaticamente le partizioni e queste sono state montate correttamente, si è in modalità utente singolo.
Se il file system è montato e si vuole che la partizione root sia la partizione del sistema invece che dell'ambiente di modalitá di ripristino, usare il seguente comando:
chroot /mnt/sysimage
Ciò è utile se è necessario eseguire comandi come rpm, per i quali è necessario che la partizione root sia montata come /. Per uscire dall'ambiente chroot, digitare exit e si tornerà al prompt.
Se è stato selezionato Ignora, è ancora possibile tentare di montare una partizione o un volume logico LVM2 manualmente all'interno della modalitá di ripristino, creando una cartella come /foo, e digitando il seguente comando:
mount -t ext4 /dev/mapper/VolGroup00-LogVol02 /foo
Nel comando riportato sopra, /foo rappresenta una cartella creata dall'utente, e /dev/mapper/VolGroup00-LogVol02 è il volume logico LVM2 che si desidera montare. Se la partizione è di tipo ext2 o ext3, sostituire ext4 rispettivamente con ext2 o ext3.
Se non si conoscono i nomi delle partizioni, utilizzare il seguente comando per ottenere un elenco:
fdisk -l
Se non si conosono i nomi di tutti i volumi fisici LVM2, gruppi di volume o volumi logici, utilizzare i seguenti comandi per ottenere un elenco:
pvdisplay
vgdisplay
lvdisplay
Dal prompt è possibile avviare molti comandi utili, quali:
  • ssh,scp, e ping se é avviata la rete
  • dump e restore per utenti con lettori a nastro
  • parted e fdisk per la gestione delle partizioni
  • rpm per l'installazione o l'avanzamento di versione del software
  • joe per la modifica dei file di configurazione

    Note

    Se si prova ad avviare altri editor molto comuni come ad esempio emacs, pico, o vi, sarà avviato l'editor joe.

17.2.1. Re-installazione del boot loader

In molti casi il boot loader GRUB può essere erroneamente cancellato, corrotto o sostituito da altri sistemi operativi.
Le seguenti fasi riportano il processo su come reinstallare GRUB sul master boot record:
  • Avviare il sistema da un supporto di avvio d'installazione.
  • Digitare linux rescue al prompt d'avvio dell'installazione per entrare nell'ambiente di ripristino.
  • Digitare chroot /mnt/sysimage per montare la partizione root.
  • Digitare /sbin/grub-install /dev/hda per reinstallare il boot loader GRUB, dove /dev/hda è la partizione boot.
  • Ricontrollare il file /boot/grub/grub.conf, poichè potrebbero essere necessarie voci aggiuntive per GRUB per poter controllare sistemi operativi aggiuntivi.
  • Riavviate il sistema.

17.3. Avvio della modalità utente singolo

Uno dei vantaggi della modalitá utente singolo é quella di non aver bisogno di un CD-ROM di avvio; tuttavia, non dà l'opzione di montare i file system come sola lettura o non li monta affatto.
Se il sistema effettua un avvio, ma non permette di effettuare l'accesso quando ha completato tale procedura, provare allora la modalitá a utente singolo.
In modalitá utente singolo, il computer avvia il runlevel 1. I file system locali sono montati, ma la rete non é attivata. Si ha a disposizione una shell di manutenzione del sistema. Diversamente dalla modalità di ripristino, la modalitá utente singolo, automaticamente cerca di montare il file system. Non usare questa modalitá se il file system non puó essere montato con successo. Inoltre non è possibile usare tale modalitá se la configurazione del runlevel 1 é corrotta.
Utilizzare le seguenti fasi per effettuare un avvio in modalità utente singolo su di un sistema x86 che utilizza GRUB:
  1. Quando al momento dell'avvio compare la schermata GRUB splash, premere qualsiasi pulsante per poter accedere al menù interattivo di GRUB.
  2. Selezionare Fedora con la versione del kernel che si desidera avviare e digitare a per modificare la linea.
  3. Andare in fondo alla linea e digitare single, come parola separata (premere la Barra spaziatrice e digitare single). Quindi premere Invio per uscire dalla modalità di modifica.

17.4. Avvio nella modalitá di emergenza

Nella modalità di emergenza, il sistema si avvia in un ambiente estremamente semplice. Il file system root viene montato in modalità di sola lettura e non viene configurato altro. Il principale vantaggio della modalità di emergenza rispetto a quella di utente singolo è che i file init non vengono caricati. Se init è corrotto o non funziona correttamente, è ancora possibile montare i file system per recuperare i dati che rischiano di andare persi durante una reinstallazione.
To boot into emergency mode, use the same method as described for single-user mode in Sezione 17.3, «Avvio della modalità utente singolo» with one exception, replace the keyword single with the keyword emergency.


[4] Per maggiori informazioni, consultare:

Capitolo 18. Aggiornamento del sistema in uso

Questo capitolo affronta i vari metodi disponibili per un avanzamento di versione del sistema Fedora.

18.1. Scegliere se aggiornare o reinstallare

Anche se è supportato l'avanzamento di versione da Fedora 10, si ottiene una esperienza migliore effettuando un back up dei dati per poi procedere all'installazione di questa release di Fedora 11 attraverso la precedente installazione di Fedora.
Per eseguire un avanzamento da Fedora 10 aggiornare il sistema prima di effettuare l'avanzamento.

Importante

Non è possibile avanzare direttamente da Fedora 9 a Fedora 11. Per effettuare l'avanzamento da Fedora 9 a Fedora 11 avanzare prima a Fedora 10.
This recommended reinstallation method helps to ensure the best system stability possible.
Se si sta utilizzando Fedora 10, è possibile eseguire un avanzamento tradizionale, basato sul programma dell'installazione.
Tuttavia, prima di eseguire un aggiornamento del sistema vi sono alcune cose da tener presente:
  • I file di configurazione del pacchetto individuale potrebbero non funzionare dopo aver eseguito l'aggiornamento, questo a causa di alcune modifiche in alcuni formati o strutture, nel file di configurazione stesso.
  • If you have one of Red Hat's layered products (such as the Cluster Suite) installed, it may need to be manually upgraded after the upgrade has been completed.
  • Le applicazione di terzi o ISV potrebbero non funzionare correttamente dopo la procedura di aggiornamento.
Eseguendo l'upgrade del sistema si installeranno le versioni aggiornate dei pacchetti attualmente installati sul sistema.
Il processo di aggiornamento preserva i file di configurazione esistenti rinominandoli con l'estensione .rpmsave (per esempio, sendmail.cf.rpmsave). Tale processo genera, inoltre, una registrazione delle proprie azioni in /root/upgrade.log.

Warning

Con il continuo sviluppo del software, i formati del file di configurazione possono variare. Risulta essere molto importante quindi, paragonare i vostri file di configurazione originali, ai nuovi file prima di integrare i vostri cambiamenti.

Note

E' sempre consigliabile effettuare un backup dei dati presenti nel sistema. Per esempio, se state effettuando un aggiornamento oppure se state creando un sistema dual-boot, dovreste effettuare un backup dei dati che desiderate mantenere sul disco fisso. Purtroppo si possono sempre verificare errori con una conseguente perdita dei dati.
Alcuni pacchetti aggiornati potrebbero richiedere l'installazione di altri pacchetti per poter lavorare correttamente. Se scegliete di configurare manualmente i pacchetti da aggiornare, potrebbe esservi richiesto di risolvere i problemi della dipendenza. Altrimenti, la procedura di aggiornamento si occuperà delle dipendenze installando, se necessario, pacchetti aggiuntivi non presenti nel sistema.
A seconda di come è stato partizionato il sistema, il programma di aggiornamento può chiedervi di aggiungere un file swap aggiuntivo. Se il programma di aggiornamento non rileva il suddetto file con dimensioni pari al doppio della RAM, vi chiede se desiderate aggiungere un nuovo file swap. Se il sistema non dispone di molta RAM (meno di 256 MB), si raccomanda di aggiungere tale file.

18.2. Aggiornamento del sistema

La schermata Controllo aggiornamento appare se avete ordinato al programma di installazione, di eseguire un aggiornamento.

Note

Se il contenuto del file /etc/fedora-release é stato cambiato dal predefinito, l'installazione di Fedora potrebbe non essere trovata nel momento in cui si cerca di effettuare un avanzamento di versione a Fedora 11.
Se effettuate un avvio attraverso il comando sotto riportato, il controllo di questo file non sarà un controllo molto accurato:
linux upgradeany
Usare il comando linux upgradeany se l'installazione di Fedora non risulta essere una delle opzioni per l'avanzamento.
Se desiderate effettuare un aggiornamento, selezionare Effettuare un aggiornamento di una installazione già esistente. Cliccare Successivo quando siete pronti ad iniziare l'aggiornamento.
To re-install your system, select Perform a new Fedora installation and refer to Capitolo 7, Installazione sui sistemi Intel® e AMD for further instructions.

Capitolo 19. Rimozione di Fedora

Rispettiamo la libertà di scegliere il sistema operativo per il proprio computer. Questa sezione spiega come disinstallare Fedora.

Queste istruzioni potrebbero distruggere i dati!

Se si possiedono dati su Fedora che si desidera mantenere, copiarli prima di procedere. Scrivere i propri dati su CD, DVD, dischi fisici esterni o altri dispositivi di memorizzazione.
Come precauzione, conservare inoltre i dati da qualsiasi altro sistema operativo installato sullo stesso computer. Potrebbero verificarsi problemi che potrebbero risultare in una perdita di tutti i dati.
Se si conservano dati da Fedora da utilizzare successivamente in altri sistemi operativi, assicurarsi che il supporto di memorizzazione o il dispositivo sia leggibile da quel sistema operativo. Per esempio, senza un software di terze parti, Microsoft Windows non può leggere un disco esterno formattato da Fedora per usare i filesystem ext2, ext3 oppure ext4.
Per disinstallare Fedora dal sistema basato su x86, bisogna rimuovere le informazioni del boot loader di Fedora dal master boot record (MBR) e rimuovere le partizioni che contengono il sistema operativo. Il metodo per la rimozione di Fedora dal computer varia, a seconda se Fedora è il solo sistema operativo installato sul computer, oppure se il computer è configurato per avviare sia Fedora che un altro sistema operativo.
These instructions cannot cover every possible computer configuration. If your computer is configured to boot three or more operating systems, or has a highly-customized partition scheme, use the following sections as a general guide to partition removal with the various tools described. In these situations, you will also need to learn to configure your chosen bootloader. See Appendice E, Il boot loader GRUB for a general introduction to the subject, but detailed instructions are beyond the scope of this document.

Versioni obsolete di sistemi operativi Microsoft

Fdisk, the disk partitioning tool provided with MS-DOS and Microsoft Windows, is unable to remove the file systems used by Fedora. MS-DOS and versions of Windows prior to Windows XP (except for Windows 2000) have no other means of removing or modifying partitions. Refer to Sezione 19.3, «Sostituire Fedora con MS-DOS o versioni obsolete di Microsoft Windows» for alternative removal methods for use with MS-DOS and these versions of Windows.

19.1. Fedora è il solo sistema operativo sul computer

Se Fedora è il solo sistema operativo sul computer, usare il supporto di installazione per la sostituzione del sistema operativo per rimuovere Fedora. Esempi di supporti di installazione sono il CD di installazione di Windows XP, il DVD di installazione di Windows Vista, i CD o il DVD di installazione di Mac OS X oppure il CD o DVD di installazione di un altra distribuzione Linux.
Note that some manufacturers of factory-built computers pre-installed with Microsoft Windows do not supply the Windows installation CD or DVD with the computer. The manufacturer may instead have supplied their own "system restore disk", or have included software with the computer that allowed you to create your own "system restore disk" when you first started the computer. In some cases, the system restore software is stored on a separate partition on the system's hard drive. If you cannot identify the installation media for an operating system that was pre-installed on your computer, consult the documentation supplied with the machine, or contact the manufacturer.
Quando si trova il supporto di installazione per il sistema operativo scelto:
  1. Effettuare una copia dei dati che si desidera conservare.
  2. Spegnere il computer.
  3. Avviare il computer con il disco di installazione per la sostituzione del sistema operativo.
  4. Follow the prompts presented during the installation process. Windows, OS X, and most Linux installation disks allow you to manually partition your hard drive during the installation process, or will offer you the option to remove all partitions and start with a fresh partition scheme. At this point, remove any existing partitions that the installation software detects or allow the installer to remove the partitions automatically. "System restore" media for computers pre-installed with Microsoft Windows might create a default partition layout automatically without input from you.

    Avvertimento

    Se il computer ha un software di ripristino del sistema all'interno di una partizione su un disco fisso, fare attenzione durante la rimozione di partizioni durante l'installazione di un sistema operativo da altri supporti. In questi casi, si potrebbe distruggere la partizione che contiene il software di ripristino del sistema.

19.2. Il computer avvia Fedora e un altro sistema operativo

If your computer is configured to dual-boot Fedora and another operating system, removing Fedora without removing the partitions containing the other operating system and its data is more complicated. Specific instructions for a number of operating systems are set out below. To keep neither Fedora nor the other operating system, follow the steps described for a computer with only Fedora installed: Sezione 19.1, «Fedora è il solo sistema operativo sul computer»

19.2.1. Il computer avvia sia Fedora che un sistema operativo Microsoft Windows

19.2.1.1. Windows 2000, Windows Server 2000, Windows XP, e Windows Server 2003

Avvertimento

Una volta iniziata questa procedura, il computer potrebbe rimanere in uno stato non avviabile fintanto che non si completa l'intero set di istruzioni. Leggere attentamente i seguenti passaggi prima di iniziare il processo di rimozione. Considerare di aprire queste istruzioni su un altro computer oppure di stamparle in modo di averne accesso in qualsiasi momento durante il processo.
This procedure relies on the Windows Recovery Console that loads from the Windows installation disk, so you will not be able to complete the procedure without access to this disk. If you start this procedure and do not complete it, you could leave your computer in a condition where you cannot boot it. The "system restore disk" supplied with some factory-built computers that are sold with Windows pre-installed on them might not include the Windows Recovery Console.
Durante il procedimento descritto in queste istruzioni, la Windows Recovery Console richiederà una password di amministratore per il sistema. Non seguire queste istruzioni fintanto che non si conosce la password di amministratore per il sistema oppure si è certi del fatto che la password di amministratore non è stata mai creata, neanche dal produttore del computer.
  1. Rimuovere le partizioni Fedora
    1. Avvia il computer nell'ambiente Microsoft Windows.
    2. Click Start>Run..., type diskmgmt.msc and press Enter. The Disk Management tool opens.
      Lo strumento mostra una rappresentazione grafica del disco, con barre che rappresentano ogni partizione. La prima partizione normalmente è etichettata NTFS e corrisponde al drive C:. Saranno presenti almeno due partizioni Fedora, Windows non mostrerà un tipo di filesystem per queste partizioni, ma potrebbe allocare delle lettere ad esse.
    3. Fare click con il tasto destro sulle partizioni Fedora, quindi cliccare su Delete Partition e selezionare Yes per confermare la cancellazione. Ripetere questo procedimento per le altre partizioni Fedora sul sistema. Mentre si cancellano le partizioni, Windows etichetterà lo spazio sul disco precedentemente occupato da queste partizioni come unallocated.
  2. Abilita Windows ad utilizzare lo spazio sul disco lasciato vuoto da Fedora (opzionale)

    Nota

    This step is not required to remove Fedora from your computer. However, if you skip this step, you will leave part of your hard drive's storage capacity unusable by Windows. Depending on your configuration, this might be a a significant portion of the storage capacity of the drive.
    Decidere se estendere una partizione Windows esistente per usare lo spazio extra, oppure di creare una nuova partizione Windows in questo spazio. Se si crea una nuova partizione Windows, Windows assegnerà una nuova lettera di drive a questa partizione e verrà visualizzato come un disco fisso separato.
    Estensione di una partizione Windows esistente

    Nota

    Lo strumento diskpart utilizzato in questi passaggi viene istallato come parte dei sistemi operativi Windows XP e Windows 2003. Se si sta seguendo questa procedura su un computer che esegue Windows 2000 o Windows server 2000, si può scaricare una versione di diskpart per il proprio sistema operativo dal sito della Microsoft.
    1. Click Start>Run..., type diskpart and press Enter. A command window appears.
    2. Type list volume and press Enter. Diskpart displays a list of the partitions on your system with a volume number, its drive letter, volume label, filesystem type, and size. Identify the Windows partition that you would like to use to occupy the space vacated on your hard drive by Fedora and take note of its volume number (for example, your Windows C: drive might be "Volume 0").
    3. Digitare select volume N (dove N è il numero di volume per la partizione Windows che si desidera espandere) e premere Invio. Ora digitare extend e premere Invio. Diskpart ora estenderà la partizione scelta per riempire lo spazio rimanente sul disco fisso. Verrà notificato quando l'operazione sarà completata.
    Aggiungere una nuova partizione Windows
    1. Nella finestra Disk Management cliccare con il tasto destro sullo spazio su disco che windows identifica come unallocated e selezionare New Partition dal menù. Verrà avviato il New Partition Wizard.
    2. Seguire la procedura mostrata dal New Partition Wizard. Se si accettano le opzioni predefinite, lo strumento creerà una nuova partizione che riempie lo spazio disponibile sul disco, assegnando le lettere di drive disponibili, e formattando con il filesystem NTFS.
  3. Ripristinare il bootloader di Windows
    1. Inserire il disco di installazione di Windows e riavviare il computer. All'avvio del computer, comparirà il seguente messaggio per alcuni secondi:
      Press any key to boot from CD
      
      Press any key while the message is still showing and the Windows installation software will load.
    2. Quando compare la schermata Welcome to Setup, è possibile avviare la Windows Recovery Console. La procedura è leggermente diversa per le diverse versioni di Windows:
      • Su Windows 2000 e Windows Server 2000, premere il tasto R, quindi il tasto C.
      • Su Windows XP e Windows Server 2003, premere il tasto R.
    3. La Windows Recovery Console controllerà i dischi fissi per installazioni di windows, ed assegnerà un numero ad ognuna. Mostrerà una lista di installazioni di Windows e richiederà di sceglierne una. Digitare il numero corrispondente all'installazione di Windows che si desidera ripristinare.
    4. La Windows Recovery Console richiederà la password di amministratore per l'installazione di Windows. Digitare la password di amministratore e premere il tasto Invio. Se non è presente nessuna password di amministratore sul sistema, premere solo il tasto Invio.
    5. Nel prompt, digitare il comando fixmbr e premere Invio, Lo strumento fixmbr ripristinerà l'MBR del sistema.
    6. Quando ricomparirà il prompt, digitare exit e premere il tasto Invio.
    7. Riavvio del computer ed avvio del sistema operativo Windows.

19.2.1.2. Windows Vista e Windows Server 2008

Avvertimento

Una volta iniziata questa procedura, il computer potrebbe rimanere in uno stato non avviabile fintanto che non si completa l'intero set di istruzioni. Leggere attentamente i seguenti passaggi prima di iniziare il processo di rimozione. Considerare di aprire queste istruzioni su un altro computer oppure di stamparle in modo di averne accesso in qualsiasi momento durante il processo.
This procedure relies on the Windows Recovery Environment that loads from the Windows installation disk and you will not be able to complete the procedure without access to this disk. If you start this procedure and do not complete it, you could leave your computer in a condition where you cannot boot it. The "system restore disk" supplied with some factory-built computers that are sold with Windows pre-installed on them might not include the Windows Recovery Environment.
  1. Rimuovere le partizioni Fedora
    1. Avvia il computer nell'ambiente Microsoft Windows.
    2. Fare click su Start quindi digitare diskmgmt.msc nel box Start Search e premere Invio. Apparirà lo strumento Disk Management.
      Lo strumento mostra una rappresentazione grafica del disco, con barre che rappresentano ogni partizione. La prima partizione normalmente è etichettata NTFS e corrisponde al drive C:. Saranno presenti almeno due partizioni Fedora, Windows non mostrerà un tipo di filesystem per queste partizioni, ma potrebbe allocare delle lettere ad esse.
    3. Fare click con il tasto destro sulle partizioni Fedora, quindi cliccare su Delete Partition e selezionare Yes per confermare la cancellazione. Ripetere questo procedimento per le altre partizioni Fedora sul sistema. Mentre si cancellano le partizioni, Windows etichetterà lo spazio sul disco precedentemente occupato da queste partizioni come unallocated.
  2. Abilita Windows ad utilizzare lo spazio sul disco lasciato vuoto da Fedora (opzionale)

    Nota

    This step is not required to remove Fedora from your computer. However, if you skip this step, you will leave part of your hard drive's storage capacity unusable by Windows. Depending on your configuration, this might be a a significant portion of the storage capacity of the drive.
    Decidere se estendere una partizione Windows esistente per usare lo spazio extra, oppure di creare una nuova partizione Windows in questo spazio. Se si crea una nuova partizione Windows, Windows assegnerà una nuova lettera di drive a questa partizione e verrà visualizzato come un disco fisso separato.
    Estensione di una partizione Windows esistente
    1. Nella finestra Disk Management, cliccare con il tasto destro sulla partizione Windows che si desidera estendere e selezionare Extend Volume dal menù. Si aprirà l'Extend Volume Wizard.
    2. Seguire le istruzioni mostrate dall'Extend Volume Wizard. Se si accettano i valori predefiniti, lo strumento estenderà il volume selezionato per riempire lo spazio disponibile sul disco fisso.
    Aggiungere una nuova partizione Windows
    1. Nella finestra Disk Management, cliccare con il tasto destro sullo spazio su disco che Windows indica come unallocated e selezionare New Simple Volume dal menù. Si avvierà il New Simple Volume Wizard.
    2. Seguire le schermate mostrate da New Simple Volume Wizard. Se si accettano le opzioni predefinite, lo strumento creerà una nuova partizione che riempie lo spazio disponibile sul disco fisso, assegnerà la lettera successiva disponibile al drive e lo formatterà con il filesystem NTFS.
  3. Ripristinare il bootloader di Windows
    1. Inserire il disco di installazione di Windows e riavviare il computer. All'avvio del computer, comparirà il seguente messaggio per alcuni secondi:
      Press any key to boot from CD or DVD
      
      Press any key while the message is still showing and the Windows installation software will load.
    2. Nella schermata Install Windows, selezionare la lingua, ora, fuso orario e tipo di tastiera. Fare click su Avanti
    3. Fare click su Repair your computer.
    4. Il Windows Recovery Environment (WRE) mostra le installazioni di Windows che vengono rilevate sul computer. Selezionare l'installazione che si desidera ripristinare e cliccare su Avanti.
    5. Fare click su Command prompt. Verrà aperta una finestra dei comandi.
    6. Digitare bootrec /fixmbr e premere Invio.
    7. Quando ricomparirà il prompt, chiudere la finestra dei comandi e cliccare su Restart.
    8. Riavvio del computer ed avvio del sistema operativo Windows.

19.2.2. Il computer avvia sia Fedora che Mac OS X

La procedura per rimuovere Fedora da un sistema che avvia sia Fedora che Mac OS X varia a seconda di dove è stato installato Boot Camp sul computer:
Non si utilizza Boot Camp sul computer
  1. Su Disk Utility in /Applications/Utilities.
  2. Selezionare la voce alla sinistra del volume disco contenente Fedora.
  3. Fare click sulla scheda Partizione sul lato destro della schermata.
  4. Selezionare le partizioni Fedora e cliccare sul tasto meno sotto il diagramma del layout di partizione.
  5. Ridimensionare la propria partizione OS X per includere lo spazio appena liberato.
Si sta utilizzando Boot Camp sul computer
  1. Aprire il Boot Camp Assistant in /Applications/Utilities.
  2. Selezionare Create or remove a Windows partition quindi cliccare su Next.
  3. Se il computer ha un solo disco interno, cliccare su Restore.
  4. Se il computer ha più dischi interni, selezionare il disco Linux e quindi selezionare Restore to a single Mac OS partition. Cliccare su Continue.

19.2.3. Il computer avvia sia Fedora che una diversa distribuzione Linux

Nota

A causa delle differenze fra le molte distribuzioni di Linux, queste istruzioni sono soltanto una guida generale. I dettagli specifici varieranno a seconda della distribuzione scelta e la configurazione del proprio computer. Questo esempio utilizza GParted come editor delle partizioni e gedit come editor di testo, ma sono disponibili molti altri strumenti per eseguire questi compiti. Per seguire queste istruzioni esattamente come descritte, installare GParted e gedit.
  1. Rimozione delle partizioni Fedora
    1. Avviare la versione di Linux che si desidera mantenere sul computer.
    2. Open GParted, either from a desktop menu or by typing gparted at the command line and pressing Enter.
    3. GParted mostra le partizioni che rileva sul computer, sia come grafico che come tabella.
      Cliccare con il tasto destro sulle partizioni Fedora, quindi selezionare Elimina.
  2. Rimuovere le voci di Fedora dal bootloader

    Solo esempio

    Queste istruzioni assumono che il sistema usi il bootloader GRUB. Se si utilizza un bootloader differente (come LILO) consultare la documentazione per quel software per identificare e rimuovere le voci di Fedora dalla lista degli obbiettivi di avvio e per assicurare che il sistema operativo predefinito venga specificato correttamente.
    1. Alla linea di comando, inserire su - e premere Invio. Quando il sistema richiede la password di root, inserire la password e premere Invio.
    2. Inserire gedit /boot/grub/grub.conf e premere Invio. Si aprirà il file grub.conf nell'editor di testo gedit.
    3. A typical Fedora entry in the grub.conf file consists of four lines:
      title Fedora (2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686)
      root (hd0,1)
      kernel /vmlinuz-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686 ro root=UUID=04a07c13-e6bf-6d5a-b207-002689545705 rhgb quiet
      initrd /initrd-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686.img
      Esempio 19.1. Example Fedora entry in grub.conf

      Depending on the configuration of your system, there may be multiple Fedora entries in grub.conf, each corresponding to a different version of the Linux kernel. Delete each of the Fedora entries from the file.
    4. Grub.conf contiene una linea che specifica il sistema operativo predefinito da avviare, nel formato default=N dove N è un numero maggiore o uguale a zero.Se N viene impostato a 0, GRUB avvierà il primo sistema operativo della lista. Se N viene impostato a 1, avvierà il secondo sistema operativo della lista.
      Identifica la voce per il sistema operativo che si desidera avviare con GRUB in modo predefinito e nota la sua posizione nell'ordine della lista.
      Assicurarsi che la linea default= Contenga il numero precedente al numero del sistema operativo nella lista che si sceglie come predefinito.
      Salvare il file grub.conf aggiornato e chiudere gedit
  3. Creare spazio per il proprio sistema operativo

    Nota

    This step is not required to remove Fedora from your computer. However, if you skip this step, you will leave part of your hard drive's storage capacity unusable by your other Linux operating system. Depending on your configuration, this might be a a significant portion of the storage capacity of the drive.

    Nota

    Per eseguire questo passaggio, è necessario un supporto live per una distribuzione Linux, per esempio, il CD live di Fedora o il DVD di Knoppix.
    Il metodo per rendere lo spazio liberato dalla rimozione delle partizioni Fedora disponibile agli altri sistemi operativi Linux varia, a seconda se si è scelto di installare il sistema operativo sulle partizioni su disco configurato per usare Logical Volume Management (LVM) oppure no.
    • Se non si utilizza LVM
      1. Avviare il computer dal supporto live di Linux e installare gparted nel caso in cui non sia già presente.
      2. Open GParted, either from a desktop menu or by typing gparted at the command line and pressing Enter.
      3. GParted mostra le partizioni sul sistema sia in forma grafica che in tabella. Cliccare sulla partizione che si desidera espandere per usare lo spazion liberato dalla rimozione di Fedora e cliccare sul tasto Ridimensiona/Muovi.
      4. Si aprirà una nuova schermata di dialogo, che consente di specificare una nuova dimensione per la partizione inserendo un numero, o trascinando i bordi della rappresentazione grafica della partizione in modo da riempire lo spazio disponibile. Fare click sul tasto Ridimensiona/Muovi in questa schermata per confermare la propria scelta.
      5. Tornare indietro alla schermata principale di GParted, cliccare su Applica. Prendere nota del nome della partizione appena ridimensionata, per esempio, /dev/sda3.
      6. Quando GParted termina il ridimensionamento del tipo di partizione, digitare e2fsck partition nella linea di comando e premere Invio, dove partition è la partizione appena ridimensionata. Per esempio, se si è appena ridimensionata /dev/sda3, si dovrà inserire e2fsck /dev/sda3.
        Linux ora controllerà il file system della partizione appena ridimensionata.
      7. Quando termina il controllo del file system, digitare resize2fs partition nella linea di comando e premere Invio, dove partition è la partizione appena ridimensionata. Per esempio, se è stata ridimensionata /dev/sda3, bisognerà inserire resize2fs /dev/sda3.
        Linux ora ridimensionerà il file system per riempire la partizione appena ridimensionata.
      8. Restart your computer. The extra space is now available to your Linux installation.
    • Se si utilizza LVM
      1. Avviare il computer dal supporto live di Linux e installare gparted e lvm2 se non sono già presenti.
      2. Creare una nuova partizione nello spazio libero del disco
        1. Open GParted, either from a desktop menu or by typing gparted at the command line and pressing Enter.
        2. GParted mostra le partizioni sul sistema sia come grafico che come tabella.Lo spazio liberato dalla rimozione di Fedora viene etichettato come non allocato. Fare click con il tasto destro sullo spazio non allocato e selezionare Nuovo. Accettare i valori predefiniti e GParted creerà una nuova partizione che riempirà lo spazio disponibile sul disco.
        3. Fare click su Applica. GParted scriverà i cambiamenti su disco. Prendere nota del nome della partizione appena creata ed il nome del dispositivo che contiene la partizione. Per esempio, si potrebbe creare /dev/sda3 sul dispositivo /dev/sda.
      3. Cambiare identificatore del tipo di partizione
        1. Fdisk è uno strumento di partizionamento capace di preparare le partizioni per LVM. Nella linea di comando, digitare fdisk device e premere Invio, dove device rappresenta il nome del dispositivo sul quale si è appena creata la partizione. Per esempio , fdisk /dev/sda.
        2. Nel prompt Command (m for help):, premere T e Invio per usare fdisk per cambiare tipo di partizione.
        3. Nel prompt Partition number (1-4):, inserire il numero della partizione appena creata. Per esempio, se si è appena creata la partizione /dev/sda3, inserire il numero 3 e premere Invio. Questo identifica quale tipo di partizione fdisk cambierà.
        4. Nel prompt Hex code (type L to list codes):, inserire il codice 8e e premere Invio. Questo è il codice per una partizione Linux LVM.
        5. Nel prompt Command (m for help):, premere W e Invio. Fdisk scriverà il nuovo tipo di codice ed uscirà.
      4. Espandere il gruppo di volumi
        1. Nella linea di comando, inserire lvm e premere Invio per avviare lo strumento lvm2.
        2. At the lvm> prompt, type pvcreate partition and press Enter, where partition is the partition that you recently created. For example, pvcreate /dev/sda3. This creates /dev/sda3 as a physical volume in LVM.
        3. At the lvm> prompt, type vgextend VolumeGroup partition and press Enter, where VolumeGroup is the LVM volume group on which Linux is installed and partition is the partition that you recently created. For example, if Linux is installed on /dev/VolumeGroup00, you would type vgextend /dev/VolumeGroup00 /dev/sda3 to extend that volume group to include the physical volume at /dev/sda3.
        4. At the lvm> prompt, type lvextend -l +100%FREE LogVol and press Enter, where LogVol is the logical volume that contains your Linux filesystem. For example, to extend LogVol00 to fill the newly-available space in its volume group, VolGroup00, type lvextend -l +100%FREE /dev/VolGroup00/LogVol00.
        5. At the lvm> prompt, type exit and press Enter to exit lvm2
      5. Digitare e2fsck LogVol alla linea di comando e premere Invio, dove LogVol è il volume logico appena realizzato. Per esempio, se si è appena realizzato /dev/VolumeGroup00/LogVol00, si dovrebbe digitare e2fsck /dev/VolumeGroup00/LogVol00.
        Linux ora controllerà il file system sul volume logico appena realizzato.
      6. Quando il controllo del filesystem termina, digitare resize2fs LogVol nella linea di comando e premere Invio, dove LogVol è la partizione appena realizzata. Per esempio, se si è appena realizzata /dev/VolumeGroup00/LogVol00, bisogna digitare resize2fs /dev/VolumeGroup00/LogVol00.
        Linux ora ridimensionerà il file system per riempire il volume logico appena ridimensionato.
      7. Restart your computer. The extra space is now available to your Linux installation.

19.3. Sostituire Fedora con MS-DOS o versioni obsolete di Microsoft Windows

In DOS e Windows, è possibile usare lo strumentofdisk di Windows per creare un nuovo MBR con l'opzione non documentata /mbr. Con questa opzione viene riscritto SOLO l'MBR in modo da avviare la partizione DOS primaria. Il comando dovrebbe essere simile a quanto segue:
fdisk /mbr
Se bisogna rimuovere Linux da un disco fisso e si cerca di farlo con l'fdisk predefinito di DOS (Windows), si incorrerrà nel problema del tipo, Partizioni presenti ma non esistenti. Il miglior modo per rimuovere le partizioni non-DOS è quello di utilizzare uno strumento che riconosca le partizioni non-DOS.
Per iniziare, inserire il CD #1 di Fedora ed avviare il sistema. Una volta avviato il CD, verrà visualizzato un prompt di avvio. Una volta comparso il prompt, inserire: linux rescue. Esso avvierá la modalità di ripristino del programma.
Verrà richiesto di inserire il tipo di tastiera e la lingua. Inserire questi valori come nel caso di una installazione di Fedora.
Successivamente comparirà una schermata che informa che il programma è alla ricerca di una installazione di Fedora da ripristinare. Selezionare Salta su questa schermata.
Dopo aver selezionato Salta, vi verrà fornito un prompt di comando dove potrete accedere alle partizioni che desiderate rimuovere.
Inserire prima il comando list-harddrives. Questo comando vi fornirà un elenco di tutti i dischi fissi presenti sul sistema, i quali possono essere riconosciuti dal programma di installazione, fornendone anche la misura in megabyte.

Warning

Prestare molta attenzione nel rimuovere solo le partizioni Fedora necessarie. La rimozione di altre partizioni può comportare la perdita di dati o la corruzione dell'ambiente del sistema.
Per rimuovere le partizioni, usare l'utility parted. Avviare parted, dove /dev/hda é il dispositivo sul quale si deve rimuovere la partizione:
parted /dev/hda
Usando il comando print, si visualizza la tabella della partizione attuale in modo da determinare il numero minore della partizione da rimuovere:
print
The print command also displays the partition's type (such as linux-swap, ext2, ext3, ext4 and so on). Knowing the type of the partition helps you in determining whether to remove the partition.
Rimuovere la partizione con il comando rm. Per esempio, per rimuovere la partizione con il numero minore pari a 3:
rm 3

Important

I cambiamenti avranno luogo subito dopo aver premuto [Invio], per questo motivo rivedere il comando prima di confermarlo.
Dopo aver rimosso la partizione, usare il comando print per confermare che la stessa sia stata rimossa dalla tabella.
Dopo aver rimosso le partizioni Linux ed effettuato tutti i cambiamenti richiesti, scrivere quit per uscire da parted.
Dopo aver abbandonato parted, digitare exit al prompt d'avvio per uscire dalla modalità di ripristino e riavviare il sistema, invece di continuare con l'installazione. Il sistema dovrebbe riavviarsi automaticamente. In caso contrario sarà possibile riavviare il computer utilizzando Control+Alt+Delete .

Parte V. Appendici tecniche

Le appendici in questa sezione non contengono istruzioni su come installare Fedora. Forniscono invece supporto tecnico che potrebbe risultare utile a capire le opzioni offerte da Fedora in vari punti del processo d'installazione.

Indice

A. Introduzione al partizionamento del disco
A.1. Concetti di base sui dischi fissi
A.1.1. Non conta ciò che si scrive, ma come lo si scrive
A.1.2. Partizioni: ottenere più unità da una sola
A.1.3. Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
A.1.4. Creazione di spazio per Fedora
A.1.5. Schema dei nomi per le partizioni
A.1.6. Partizioni ed altri sistemi operativi
A.1.7. Partizioni su disco e punti di montaggio
A.1.8. Quante partizioni?
B. Dischi ISCSI
B.1. dischi iSCSI in anaconda
B.2. dischi iSCSI durante l'avvio
C. Guida alla crittografia del disco
C.1. Cosa è la cifratura del dispositivo a blocchi?
C.2. Crittografare dispositivi a blocchi usando dm-crypt/LUKS
C.2.1. Panoramica di LUKS
C.2.2. Come accedere ai dispositivi criptati dopo l'installazione? (Avvio del sistema)
C.2.3. Scegliere una buona password
C.3. Creazione di dispositivi a blocchi criptati in anaconda
C.3.1. Quali tipi di dispositivi a blocchi possono essere cifrati?
C.3.2. Limitations of Anaconda's Block Device Encryption Support
C.4. Creazione di dispositivi a blocchi cifrati sul sistema installato dopo l'installazione
C.4.1. Creazione dei dispositivi a blocchi
C.4.2. Opzionale: Riempire il dispositivo con dati casuali
C.4.3. Formattare il dispositivo come dispositivo cifrato dm-crypt/LUKS
C.4.4. Create a mapping to allow access to the device's decrypted contents
C.4.5. Creare filesystem sul dispositivo mappato, o continuare a costruire strutture complesse usando il dispositivo mappato
C.4.6. Aggiungere le informazioni di mappatura a /etc/crypttab
C.4.7. Aggiungere una voce a /etc/fstab
C.5. Compiti comuni post installazione
C.5.1. Impostare una chiave generata in modo casuale come metodo aggiuntivo per l'accesso ad un dispositivo cifrato
C.5.2. Aggiungere una nuova frase d'accesso al dispositivo preesistente
C.5.3. Rimozione di una frase d'accesso o chiave da un dispositivo
D. Comprensione di LVM
E. Il boot loader GRUB
E.1. GRUB
E.1.1. Processo di avvio di GRUB e x86
E.1.2. Caratteristiche di GRUB
E.2. Installing GRUB
E.3. Terminologia GRUB
E.3.1. Nomi dei dispositivi
E.3.2. Nomi dei file ed elenchi dei blocchi
E.3.3. Il file System root e GRUB
E.4. Interfacce di GRUB
E.4.1. Ordine di caricamento delle interfacce
E.5. Comandi
E.6. File di configurazione del menu di GRUB
E.6.1. Struttura del file di configurazione
E.6.2. Direttive del file di configurazione
E.7. Changing Runlevels at Boot Time
E.8. Risorse aggiuntive
E.8.1. Documentazione installata
E.8.2. Siti Web utili
E.8.3. Libri correlati
F. Processo di avvio, init e spegnimento
F.1. Il processo di avvio
F.2. Esame dettagliato del processo di avvio
F.2.1. Il BIOS
F.2.2. Il boot loader
F.2.3. Il kernel
F.2.4. Il programma /sbin/init
F.3. Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
F.4. SysV Init Runlevels
F.4.1. Runlevel
F.4.2. Utilità dei Runlevel
F.5. Arresto del sistema
G. Altra documentazione tecnica

Introduzione al partizionamento del disco

Note

This appendix is not necessarily applicable to non-x86-based architectures. However, the general concepts mentioned here may apply.
This appendix is not necessarily applicable to non-x86-based architectures. However, the general concepts mentioned here may apply.
If you are reasonably comfortable with disk partitions, you could skip ahead to Sezione A.1.4, «Creazione di spazio per Fedora», for more information on the process of freeing up disk space to prepare for a Fedora installation. This section also discusses the partition naming scheme used by Linux systems, sharing disk space with other operating systems, and related topics.

A.1. Concetti di base sui dischi fissi

I dischi fissi svolgono una funzione molto semplice: possono archiviare dati e recuperarli a comando.
When discussing issues such as disk partitioning, it is important to know a bit about the underlying hardware. Unfortunately, it is easy to become bogged down in details. Therefore, this appendix uses a simplified diagram of a disk drive to help explain what is really happening when a disk drive is partitioned. Figura A.1, «Unità disco mai utilizzata», shows a brand-new, unused disk drive.
Unità disco mai utilizzata
Immagine di un'unità disco mai utilizzata.
Figura A.1. Unità disco mai utilizzata

Non c'è molto da vedere, vero? Ma se parliamo di dischi fissi a livello base, la questione cambia. Supponiamo di voler archiviare alcuni dati su questa unità. In questo momento non è possibile. Dobbiamo prima compiere alcune operazioni.

A.1.1. Non conta ciò che si scrive, ma come lo si scrive

Experienced computer users probably got this one on the first try. We need to format the drive. Formatting (usually known as "making a file system") writes information to the drive, creating order out of the empty space in an unformatted drive.
Unità disco con filesystem
Immagine di un'unità disco formattata.
Figura A.2. Unità disco con filesystem

As Figura A.2, «Unità disco con filesystem», implies, the order imposed by a file system involves some trade-offs:
  • A small percentage of the drive's available space is used to store file system-related data and can be considered as overhead.
  • A file system splits the remaining space into small, consistently-sized segments. For Linux, these segments are known as blocks. [5]
Poichè i file system consentono di eseguire numerose operazioni, tra le quali la creazione di directory e file, questi compromessi non sono che un piccolo prezzo da pagare.
It is also worth noting that there is no single, universal file system. As Figura A.3, «Unità disco con un filesystem differente», shows, a disk drive may have one of many different file systems written on it. As you might guess, different file systems tend to be incompatible; that is, an operating system that supports one file system (or a handful of related file system types) may not support another. This last statement is not a hard-and-fast rule, however. For example, Fedora supports a wide variety of file systems (including many commonly used by other operating systems), making data interchange between different file systems easy.
Unità disco con un filesystem differente
Immagine di un'unità disco con un filesystem differente.
Figura A.3. Unità disco con un filesystem differente

Naturalmente, scrivere un filesystem su disco costituisce solo l'inizio. L'obiettivo di questo processo è quello di archiviare e recuperare i dati. Diamo uno sguardo al disco dopo la scrittura di alcuni file su di esso.
Unità disco contenente dati
Immagine di un'unità disco contenente dati.
Figura A.4. Unità disco contenente dati

As Figura A.4, «Unità disco contenente dati», shows, some of the previously-empty blocks are now holding data. However, by just looking at this picture, we cannot determine exactly how many files reside on this drive. There may only be one file or many, as all files use at least one block and some files use multiple blocks. Another important point to note is that the used blocks do not have to form a contiguous region; used and unused blocks may be interspersed. This is known as fragmentation. Fragmentation can play a part when attempting to resize an existing partition.
Con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, le unità disco hanno continuato a mutare nel tempo. In particolare, sono diventate più grandi, non dal punto di vista delle dimensioni ma delle capacità, in quando possono archiviare più dati. E questo ha introdotto un cambiamento fondamentale nella modalità di utilizzo dei dischi.

A.1.2. Partizioni: ottenere più unità da una sola

Con l'aumento delle capacità delle unità disco, alcune persone hanno cominciato a chiedersi se fosse una buona idea avere tutto quello spazio disponibile su un unico disco. Questa linea di pensiero era guidata da vari argomenti, alcuni filosofici, altri tecnici. Da un punto di vista filosofico, oltre una certa dimensione, sembrava che lo spazio aggiuntivo fornito da un disco più grande creasse solo confusione. Da un punto di vista tecnico, alcuni filesystem erano stati ideati per supportare fino a una certa capacità. Oppure i filesystem potevano supportare dischi più grandi, ma l'overhead imposto dal filesystem per tenere traccia dei file diventava eccessivo.
Per risolvere il problema, si è deciso di dividere i dischi in partizioni. Si può accedere a ogni partizione come se fosse un disco separato. Questo avviene mediante l'aggiunta di una tabella delle partizioni.

Note

Mentre i diagrammi in questo capitolo mostrano la tabella delle partizioni separata dal resto del disco, in realtà questa è archiviata all'inizio del disco, prima di ogni filesystem o di qualsiasi dato dell'utente. Ma per maggior chiarezza, nei nostri diagrammi verrà visualizzata separatamente.
Unità disco con tabella delle partizioni
Immagine di un'unità disco inutilizzata con una tabella delle partizioni.
Figura A.5. Unità disco con tabella delle partizioni

As Figura A.5, «Unità disco con tabella delle partizioni» shows, the partition table is divided into four sections or four primary partitions. A primary partition is a partition on a hard drive that can contain only one logical drive (or section). Each section can hold the information necessary to define a single partition, meaning that the partition table can define no more than four partitions.
Ogni voce della tabella delle partizioni contiene molte caratteristiche importanti della partizione:
  • I punti sul disco dove la partizione inizia e finisce
  • Whether the partition is "active"
  • The partition's type
Let us take a closer look at each of these characteristics. The starting and ending points actually define the partition's size and location on the disk. The "active" flag is used by some operating systems' boot loaders. In other words, the operating system in the partition that is marked "active" is booted.
The partition's type can be a bit confusing. The type is a number that identifies the partition's anticipated usage. If that statement sounds a bit vague, that is because the meaning of the partition type is a bit vague. Some operating systems use the partition type to denote a specific file system type, to flag the partition as being associated with a particular operating system, to indicate that the partition contains a bootable operating system, or some combination of the three.
By this point, you might be wondering how all this additional complexity is normally used. Refer to Figura A.6, «Disco fisso con partizione singola», for an example.
Disco fisso con partizione singola
Immagine di un disco fisso con partizione singola.
Figura A.6. Disco fisso con partizione singola

In molti casi un'unica partizione occupa tutto il disco. In questo caso, nella tabella delle partizioni viene utilizzata solo una voce, che punta all'inizio della partizione.
We have labeled this partition as being of the "DOS" type. Although it is only one of several possible partition types listed in Tabella A.1, «Tipi di partizione», it is adequate for the purposes of this discussion.
Tabella A.1, «Tipi di partizione», contains a listing of some popular (and obscure) partition types, along with their hexadecimal numeric values.
Tipo di partizione Valore Tipo di partizione Valore
Vuoto 00 Novell Netware 386 65
DOS 12-bit FAT 01 PIC/IX 75
XENIX root 02 Vecchio MINIX 80
XENIX usr 03 Linux/MINUX 81
DOS 16-bit <=32M 04 Linux swap 82
Estesa 05 Linux nativa 83
DOS 16-bit >=32 06 Linux estesa 85
OS/2 HPFS 07 Amoeba 93
AIX 08 Amoeba BBT 94
AIX avviabile 09 BSD/386 a5
OS/2 Boot Manager 0a OpenBSD a6
Win95 FAT32 0b NEXTSTEP a7
Win95 FAT32 (LBA) 0c BSDI fs b7
Win95 FAT16 (LBA) 0e BSDI swap b8
Win95 Extended (LBA) 0f Syrinx c7
Venix 80286 40 CP/M db
Novell 51 DOS access e1
PPC PReP Boot 41 DOS R/O e3
GNU HURD 63 DOS secondaria f2
Novell Netware 286 64 BBT ff
Tabella A.1. Tipi di partizione

A.1.3. Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese

Naturalmente col passare del tempo quattro partizioni sono diventate insufficienti. Con la crescita delle dimensioni dei dischi fissi, è diventato sempre più diffuso creare quattro partizioni di dimensioni ragionevoli ed avere ancora spazio libero sul disco. è divenuto necessario quindi creare altre partizioni.
Enter the extended partition. As you may have noticed in Tabella A.1, «Tipi di partizione», there is an "Extended" partition type. It is this partition type that is at the heart of extended partitions.
When a partition is created and its type is set to "Extended," an extended partition table is created. In essence, the extended partition is like a disk drive in its own right — it has a partition table that points to one or more partitions (now called logical partitions, as opposed to the four primary partitions) contained entirely within the extended partition itself. Figura A.7, «Unità disco con partizione estesa», shows a disk drive with one primary partition and one extended partition containing two logical partitions (along with some unpartitioned free space).
Unità disco con partizione estesa
Immagine di un'unità disco con partizione estesa.
Figura A.7. Unità disco con partizione estesa

Come si può notare da questa figura, esiste una differenza tra partizioni primarie e partizioni logiche — si possono avere solo quattro partizioni primarie, ma non c'è limite al numero di partizioni logiche che è possibile ottenere. Tuttavia, dato il modo in cui si accede alle partizioni in Linux, non è una buona idea tentare di definire più di 12 partizioni logiche su una singola unità.
Ora che abbiamo trattato in modo generale l'argomento delle partizioni, vediamo come utilizzare queste informazioni per installare Fedora.

A.1.4. Creazione di spazio per Fedora

Il seguente elenco presenta alcuni possibili scenari che è possibile incontrare durante la ripartizione del disco fisso:
  • Spazio libero non partizionato disponibile
  • E' disponibile una partizione inutilizzata
  • E' disponibile spazio libero in una partizione utilizzata attivamente
Analizziamo nell'ordine ogni scenario.

Note

Occorre tenere presente che i seguenti esempi sono stati semplificati per fornire maggior chiarezza e non riflettono la struttura generale delle partizioni necessarie durante l'installazione di Fedora.

A.1.4.1. Utilizzo dello spazio libero non partizionato

In this situation, the partitions already defined do not span the entire hard disk, leaving unallocated space that is not part of any defined partition. Figura A.8, «Unità disco con spazio libero non partizionato», shows what this might look like.
Unità disco con spazio libero non partizionato
Immagine di una unità disco con spazio libero non partizionato, dove 1 rappresenta una partizione non definita con spazio non allocato, e 2 rappresenta una partizione definita con spazio allocato.
Figura A.8. Unità disco con spazio libero non partizionato

In Figura A.8, «Unità disco con spazio libero non partizionato», 1 represents an undefined partition with unallocated space and 2 represents a defined partition with allocated space.
In fondo, anche un disco fisso non utilizzato rientra in questa categoria. La sola differenza è che lo spazio non fa parte di alcuna partizione definita.
In any case, you can create the necessary partitions from the unused space. Unfortunately, this scenario, although very simple, is not very likely (unless you have just purchased a new disk just for Fedora). Most pre-installed operating systems are configured to take up all available space on a disk drive (refer to Sezione A.1.4.3, «Utilizzo dello spazio libero di una partizione attiva»).
Vediamo ora una situazione più comune.

A.1.4.2. Utilizzo dello spazio di una partizione non utilizzata

In this case, maybe you have one or more partitions that you do not use any longer. Perhaps you have dabbled with another operating system in the past, and the partition(s) you dedicated to it never seem to be used anymore. Figura A.9, «Unità disco con partizione inutilizzata», illustrates such a situation.
Unità disco con partizione inutilizzata
Immagine di una unità disco con una partizione non usata, dove 1 rappresenta una partizione non usata e 2 rappresenta la ridistribuzione di una partizione non usata per Linux.
Figura A.9. Unità disco con partizione inutilizzata

In Figura A.9, «Unità disco con partizione inutilizzata», 1 represents an unused partition and 2 represents reallocating an unused partition for Linux.
Se ci si trova in questa situazione, è possibile utilizzare lo spazio assegnato per la partizione inutilizzata. è necessario prima di tutto cancellare la partizione e quindi creare al suo posto la partizione (o le partizioni) appropriata per Linux. Durante il processo d'installazione, è possibile creare manualmente le nuove partizioni e cancellare partizioni non usate.

A.1.4.3. Utilizzo dello spazio libero di una partizione attiva

Questa è la situazione più comune. è anche, purtroppo, la più difficile da gestire. Il problema principale infatti è che, anche se è disponibile abbastanza spazio libero, questo è comunque allocato a una partizione già in uso. Se è stato acquistato un computer con un software preinstallato, il disco rigido ha probabilmente una partizione ampia contenente il sistema operativo e i dati.
Oltre ad aggiungere un nuovo disco fisso al sistema, si hanno due alternative:
Destructive Repartitioning
In poche parole, si tratta di cancellare l'unica grande partizione e di creare tante partizioni più piccole. Come è possibile immaginare, tutti i dati presenti nella partizione originale verranno distrutti. è pertanto necessario fare prima un backup. Per sicurezza, fare due backup, effettuare la verifica (se disponibile nel software di backup) e provare a leggere i dati dalla copia di backup prima di cancellare la partizione.

Warning

Se sulla partizione è installato un sistema operativo, è necessario reinstallarlo. Alcuni computer dotati di sistema operativo pre-installato possono non fornire il supporto CD-ROM per la reinstallazione del sistema operativo originale. Verificare se questo è il caso del sistema in uso prima di distruggere la partizione originale e dell'installazione del sistema operativo.
After creating a smaller partition for your existing operating system, you can reinstall any software, restore your data, and start your Fedora installation. Figura A.10, «Unità disco partizionata in modo distruttivo» shows this being done.
Unità disco partizionata in modo distruttivo
Immagine di una unità disco ripartizionata in modo distruttivo, dove 1 rappresenta la condizione originaria e 2 rappresenta la condizione successiva.
Figura A.10. Unità disco partizionata in modo distruttivo

In Figura A.10, «Unità disco partizionata in modo distruttivo», 1 represents before and 2 represents after.

Warning

As Figura A.10, «Unità disco partizionata in modo distruttivo», shows, any data present in the original partition is lost without proper backup!
Non-Destructive Repartitioning
è possibile avviare un programma capace di ridurre le dimensioni di una grossa partizione senza perdere nessuno dei file contenuti in quella partizione. Molti trovano questo metodo affidabile e privo di particolari problemi. Quale software bisogna utilizzare per compiere questa operazione? Ci sono parecchi software di gestione del disco sul mercato. Bisogna cercare quello che più si addice alle proprie esigenze.
Mentre il processo di ripartizionamento distruttivo è abbastanza intuitivo, qui ci sono alcuni passi da seguire:
  • Compressione e backup dei dati esistenti
  • Resize the existing partition
  • Create new partition(s)
Osserviamo ogni passo in modo leggermente più dettagliato.
A.1.4.3.1. Compressione dei dati esistenti
As Figura A.11, «Unità disco durante la compressione», shows, the first step is to compress the data in your existing partition. The reason for doing this is to rearrange the data such that it maximizes the available free space at the "end" of the partition.
Unità disco durante la compressione
Immagine di una unità disco compressa, dove 1 rappresenta la condizione originaria e 2 rappresenta la condizione successiva.
Figura A.11. Unità disco durante la compressione

In Figura A.11, «Unità disco durante la compressione», 1 represents before and 2 represents after.
Questo passo è cruciale. Senza di esso, la posizione dei dati può impedire che la partizione venga ridimensionata nella misura desiderata. Notare anche che alcuni dati non possono essere spostati. Se questo succede (e restringe la misura della/e nuova/e partizione/i), si rischia di dover eseguire il ripartizionamento distruttivo forzato del disco.
A.1.4.3.2. Resize the existing partition
Figura A.12, «Unità disco con partizione ridimensionata», shows the actual resizing process. While the actual result of the resizing operation varies depending on the software used, in most cases the newly freed space is used to create an unformatted partition of the same type as the original partition.
Unità disco con partizione ridimensionata
Immagine di una unità disco con una partizione ridimensionata, dove 1 rappresenta la condizione originaria e 2 rappresenta la condizione successiva.
Figura A.12. Unità disco con partizione ridimensionata

In Figura A.12, «Unità disco con partizione ridimensionata», 1 represents before and 2 represents after.
E' importante capire come il software di ridimensionamento lavora con lo spazio libero creato, in modo da poter eseguire le operazioni necessarie. Nell'esempio fornito, sarebbe più appropriato cancellare la nuova partizione DOS e creare le partizioni appropriate per Linux.
A.1.4.3.3. Create new partition(s)
As the previous step implied, it may or may not be necessary to create new partitions. However, unless your resizing software is Linux-aware, it is likely that you must delete the partition that was created during the resizing process. Figura A.13, «Unità disco con configurazione di partizione finale», shows this being done.
Unità disco con configurazione di partizione finale
Immagine di una unità disco con una configurazione della partizione finale, dove 1 rappresenta la condizione originaria e 2 rappresenta la condizione successiva
Figura A.13. Unità disco con configurazione di partizione finale

In Figura A.13, «Unità disco con configurazione di partizione finale», 1 represents before and 2 represents after.

Note

Le informazioni seguenti riguardano solo i computer basati su x86.
Per una questione di convenienza per gli utenti, viene fornito lo strumento parted. Si tratta di un programma distribuito gratuitamente che può ridimensionare le partizioni.
Se si decide di ripartizionare l'unità disco con parted, è importante avere una certa familiarità con la memoria del disco, è importante per questo scopo effettuare anche un backup dei dati del computer. Fare due copie di tutti i dati importanti presenti sul computer. Queste copie dovrebbero essere fatte su dispositivi rimovibili (come nastri, CD-ROM, o dischetti). Prima di procedere, dopo aver fatto il backup assicurarsi che i dati siano leggibili.
Se si decide di utilizzare parted, dopo la sua esecuzione saranno presenti due partizioni: quella ridimensionata e quella che parted ha ricavato dallo spazio libero appena creato. Se l'obiettivo è quello di utilizzare questo spazio per installare Fedora, cancellare la partizione appena creata utilizzando lo strumento di partizionamento dell'attuale sistema operativo, oppure durante l'impostazione delle partizioni durante l'installazione.

A.1.5. Schema dei nomi per le partizioni

Linux refers to disk partitions using a combination of letters and numbers which may be confusing, particularly if you are used to the "C drive" way of referring to hard disks and their partitions. In the DOS/Windows world, partitions are named using the following method:
  • Each partition's type is checked to determine if it can be read by DOS/Windows.
  • If the partition's type is compatible, it is assigned a "drive letter." The drive letters start with a "C" and move on to the following letters, depending on the number of partitions to be labeled.
  • La lettera del disco può quindi essere utilizzata per riferirsi a una data partizione così come al filesystem contenuto in essa.
Fedora utilizza uno schema di assegnazione dei nomi più flessibile e ricco di informazioni rispetto all'approccio utilizzato da altri sistemi operativi. Tale schema si basa sui file, con nomi del tipo /dev/xxyN.
Ecco come decifrare lo schema per l'assegnazione dei nomi delle partizioni:
/dev/
Questo è il nome della directory nella quale risiedono tutti i file dispositivo. Visto che le partizioni risiedono su disco e i dischi rigidi sono dispositivi, i file che rappresentano tutte le possibili partizioni sono contenuti in /dev/.
xx
Le prime due lettere del nome della partizione indicano il tipo di dispositivo su cui risiede la partizione. In genere si trova hd (per i dischi IDE) oppure sd (per i dischi SCSI).
y
Questa lettera indica su quale dispositivo si trova la partizione. Per esempio, /dev/hda (il primo disco IDE) oppure /dev/sdb (il secondo disco SCSI).
N
Il numero finale indica la partizione. Le prime quattro partizioni (primarie o estese) vengono numerate da 1 a 4. Le partizioni logiche iniziano da 5. Per esempio, /dev/hda3 è la terza partizione primaria o estesa sul primo disco IDE e /dev/sdb6 è la seconda partizione logica sul secondo disco SCSI.

Note

Non esiste nessuna convenzione su questa metodologia di denominazione basata sul tipo di partizione. A differenza di DOS/Windows, tutte le partizioni possono essere identificate sotto Fedora. Naturalmente, questo non significa che Fedora può accedere ai dati su qualunque tipo di partizione, ma in molti casi è possibile accedere ai dati di partizioni dedicate ad altri sistemi operativi.
Ricordare queste informazioni; esse renderanno più semplice la configurazione delle partizioni richieste da Fedora.

A.1.6. Partizioni ed altri sistemi operativi

Se le partizioni di Fedora condividono lo spazio presente sul disco con partizioni utilizzate da altri sistemi operativi, non si dovrebbero riscontrare problemi. Tuttavia, alcune combinazioni di Linux ed altri sistemi operativi richiedono maggiori precauzioni.

A.1.7. Partizioni su disco e punti di montaggio

One area that many people new to Linux find confusing is the matter of how partitions are used and accessed by the Linux operating system. In DOS/Windows, it is relatively simple: Each partition gets a "drive letter." You then use the correct drive letter to refer to files and directories on its corresponding partition.
Il modo con cui Linux gestisce le partizioni e, quindi, l'archiviazione sulle unità disco in generale, è completamente diverso. La differenza risiede nel fatto che ogni partizione viene utilizzata per supportare l'archiviazione di un singolo set di file e cartelle. Questo avviene associando una partizione a una cartella attraverso un processo chiamato montaggio. Montare una partizione vuol dire rendere disponibile il contenuto in essa archiviato all'interno della cartella specificata (nota come punto di montaggio).
Per esempio, se la partizione /dev/hda5 viene montata su /usr, significa che tutti i file e le cartelle sotto /usr risiedono fisicamente su /dev/hda5. Così il file /usr/share/doc/FAQ/txt/Linux-FAQ sarà archiviato in /dev/hda5, ma non il file /etc/gdm/custom.conf.
Continuando con questo esempio, è anche possibile che una o più cartelle sotto /usr siano punto di montaggio per altre partizioni. Per esempio, una partizione (come /dev/hda7) può essere montata su /usr/local, il che significa che /usr/local/man/whatis risiede su /dev/hda7 anziché su /dev/hda5.

A.1.8. Quante partizioni?

At this point in the process of preparing to install Fedora, you must give some consideration to the number and size of the partitions to be used by your new operating system. The question of "how many partitions" continues to spark debate within the Linux community and, without any end to the debate in sight, it is safe to say that there are probably as many partition layouts as there are people debating the issue.
Ricordando quanto detto, e se non esiste un motivo ben preciso per fare diversamente, si consiglia di creare almeno le seguenti partizioni: swap, /boot/ (o una partizione /boot/efi/ per sistemi Itanium), una partizione /var/ per sistemi Itanium ed una partizione / (root).


[5] Blocks really are consistently sized, unlike our illustrations. Keep in mind, also, that an average disk drive contains thousands of blocks. But for the purposes of this discussion, please ignore these minor discrepancies.

Dischi ISCSI

Internet Small Computer System Interface (iSCSI) è un protocollo che consente ai computer di comunicare con dispositivi di memorizzazione tramite richieste e risposte iSCSI inviate tramite TCP/IP. Siccome iSCSI si basa sul protocollo iSCSI utilizza la terminologia di SCSI. I dispositivi sul bus SCSI verso i quali vengono inviate le richieste (e che rispondono alle richieste) sono noti come target e il dispositivo che invia richieste è noto come iniziatore. In altre parole, un disco iSCSI è un target e il software equivalente iSCSI a un controller SCSI o SCSI Host Bus Adapter (HBA) viene chiamato iniziatore. Questa appendice copre solo Linux come iniziatore iSCSI: come Linux usa dischi iSCSI ma non come Linux ospita dischi iSCSI.
Linux è fornito di un iniziatore software iSCSI nel kernel che sostituisce e forma un driver HBA iSCSI e pertanto consente a linux di usare dischi iSCSI. Comunque, iSCSI è un protocollo completamente basato sulla rete. Il supporto all'iniziatore iSCSI non è solo in grado di inviare pacchetti SCSI tramite rete. Prima che Linux possa usare un target iSCSI, Linux deve trovare il target sulla rete e creare una connessione. In alcuni casi, Linux deve inviare informazioni di autenticazione tramite rete per guadagnare l'accesso al target. Linux inoltre deve rilevare eventuali errori della connessione di rete e deve stabilire una nuova connessione, incluso un nuovo accesso se necessario.
Il rilevamento, connessione e logging vengono gestiti nello spazio utente dallo strumento iscsiadm e la gestione dell'errore viene inoltre gestita da iscsid.
Sia iscsiadm che iscsid sono parte del pacchetto iscsi-initiator-utils sotto Fedora.

B.1. dischi iSCSI in anaconda

Anaconda può scoprire (e quindi effettuare l'accesso) a dischi iSCSI in due modi:
  1. Quando si avvia anaconda, viene controllato se il BIOS o le ROM di avvio del sistema supporta iSCSI Boot Firmware Table (iBFT), una estensione BIOS per sistemi che possono avviare da iSCSI. Se il BIOS supporta iBFT, anaconda leggerà le informazioni del target iSCSI per il disco di avvio configurato dal BIOS e accederà a questo target, rendendolo disponibile come target di installazione.
  2. The initial partitioning screen presents you with an Advanced storage configuration button that allows you to add iSCSI target information like the discovery IP-address. Anaconda will probe the given IP-address and log in to any targets that it finds. See Sezione 7.19, « Advanced Storage Options » for the details that you can specify for iSCSI targets.
Mentre anaconda usa iscsiadm per cercare ed accedere in un terget iSCSI, iscsiadm conserva automaticamente informazioni su questi target iscsiadm iSCSI database. Anaconda quindi copia questo database sul sistema installato e marca qualsiasi target iSCSI non usato per / in modo che il sistema effettuerà l'accesso in modo automatico all'avvio. Se / si trova su un target iSCSI, initrd effettuerà l'accesso a questo target e anaconda non includerà questo target negli script di avvio per evitare tentativi multipli di accesso nello stesso target.
Se / viene posizionato su un target iSCSI, anaconda imposta NetworkManager per ignorare interfacce di rete attive durante il processo di installazione. Queste interfacce verranno configurate da initrd quando si avvia il sistema. Se NetworkManager dovesse riconfigurare queste interfacce, il sistema potrebbe perdere la connessione verso /.

B.2. dischi iSCSI durante l'avvio

Potrebbero verificarsi eventi collegati a iSCSI in alcuni punti fintanto che il sistema si avvia:
  1. Lo script di init in initrd effettuerà l'accesso in target iSCSI usati per / (se presente). Questo viene fatto usando lo strumento iscsistart (che può essere fatto senza la richiesta che iscsid sia in esecuzione).
  2. Quando il filesystem root è stato montato e i vari servizi di initscript vengono avviati, verrà richiamato l'initscript iscsid. Questo script avvierà iscsid se un target iSCSI viene usato per /, o se qualche target nel database iSCSI è marcato per essere loggato automaticamente.
  3. Dopo che è stato avviato lo script dei servizi di rete classico (o dovrebbe essere avviato se abilitato) verrà avviato lo script di init iscsi. Se la rete è disponibile verrà effettuato l'accesso ai target nel database iSCSI che sono marcati per l'accesso automatico. Se la rete non è accessibile, questo script terminerà in modo silenzioso.
  4. Quando si usa NetworkManager per accedere alla rete (invece del classico script di servizio di rete), NetworkManager richiamerà lo script di init iscsi. Vedere: /etc/NetworkManager/dispatcher.d/04-iscsi

    Importante

    Siccome NetworkManager è installato in /usr, non è possibile usarlo per configurare l'accesso di rete se /usr si trova su un dispositivo collegato via rete come un target iSCSI.
Se iscsid non è richiesto all'avvio del sistema, non verrà avviato automaticamente. Se si avvia iscsiadm, iscsiadm avvierà iscsid in seguito.

Guida alla crittografia del disco

C.1. Cosa è la cifratura del dispositivo a blocchi?

Block device encryption protects the data on a block device by encrypting it. To access the device's decrypted contents, a user must provide a passphrase or key as authentication. This provides additional security beyond existing OS security mechanisms in that it protects the device's contents even if it has been physically removed from the system.

C.2. Crittografare dispositivi a blocchi usando dm-crypt/LUKS

LUKS (Linux Unified Key Setup) è una specifica per la codifica di dispositivi a blocchi. Esso stabilisce un formato su-disco per i dati, così come una politica di gestione frase d'accesso/chiave.
LUKS uses the kernel device mapper subsystem via the dm-crypt module. This arrangement provides a low-level mapping that handles encryption and decryption of the device's data. User-level operations, such as creating and accessing encrypted devices, are accomplished through the use of the cryptsetup utility.

C.2.1. Panoramica di LUKS

  • Cosa fà LUKS:
    • LUKS codifica completamente i dispositivi a blocchi
      • In questo modo LUKS è predisposto meglio per la protezione di contenuti su dispositivi mobili come:
        • supporti di memorizzazione rimovibili
        • Dischi di portatili
    • I contenuti inferiori del dispositivo a blocchi cifrato sono arbitrari.
      • Ciò lo rende utile per la cifratura di dispositivi di swap.
      • Ciò potrebe essere utile con determinati database che utilizzano dispositivi a blocchi formattati in modo particolare per l'immagazzinamento dati.
    • LUKS usa il sottosistema del kernel di mappatura dei dispositivi esistente.
      • Questo è lo stesso sottosistema usato da LVM, quindi è testato bene.
    • LUKS fornisce il rafforzamento delle frasi d'accesso.
      • Questo protegge contro attacchi a dizionario.
    • I dispositivi LUKS contengono slot per chiavi multiple.
      • Ciò consente agli utenti di aggiungere chiavi/frasi d'accesso di backup.
  • What LUKS does not do:
    • LUKS non và bene per le applicazioni che richiedono chiavi di accesso differenti per più utenti (più di otto) allo stesso dispositivo.
    • LUKS non va bene per applicazioni che richiedono la cifratura a livello dei file.

C.2.2. Come accedere ai dispositivi criptati dopo l'installazione? (Avvio del sistema)

Durante l'avvio del sistema verrà richiesta una password. Dopo aver fornito la password corretta il sistema continuerà l'avvio normalmente. Se sono state usate differenti frasi d'accesso per più dispositivi criptati è necessario inserire più di una frase d'accesso durante l'avvio.

Tip

Considerare di usare la stessa frase d'accesso per tutti i dispositivi a blocchi per un dato sistema. Semplificherà l'avvio del sistema e sarà necessario ricordare meno password. Basta scegliere una buona password!

C.2.3. Scegliere una buona password

dm-crypt/LUKS supporta sia chiavi che frasi d'accesso, il programma di installazione anaconda supporta solo l'utilizzo di frasi d'accesso per la creazione e l'accesso ai dispositivi a blocchi cifrati durante l'installazione.
LUKS does provide passphrase strengthening but it is still a good idea to choose a good (meaning "difficult to guess") passphrase. Note the use of the term "passphrase", as opposed to the term "password". This is intentional. Providing a phrase containing multiple words to increase the security of your data is important.

C.3. Creazione di dispositivi a blocchi criptati in anaconda

È possibile creare dispositivi cifrati durante l'installazione del sistema. Ciò consente di configurare in maniera semplice un sistema con partizioni cifrate.
To enable block device encryption, check the "Encrypt System" checkbox when selecting automatic partitioning or the "Encrypt" checkbox when creating an individual partition, software RAID array, or logical volume. After you finish partitioning, you will be prompted for an encryption passphrase. This passphrase will be required to access the encrypted devices. If you have pre-existing LUKS devices and provided correct passphrases for them earlier in the install process the passphrase entry dialog will also contain a checkbox. Checking this checkbox indicates that you would like the new passphrase to be added to an available slot in each of the pre-existing encrypted block devices.

Tip

Checking the "Encrypt System" checkbox on the "Automatic Partitioning" screen and then choosing "Create custom layout" does not cause any block devices to be encrypted automatically.

Tip

È possibile usare kickstart per impostare differenti frasi d'accesso per ogni dispositivo a blocchi cifrato.

C.3.1. Quali tipi di dispositivi a blocchi possono essere cifrati?

Molti tipi di dispositivi a blocchi possono essere cifrati usando LUKS. Da anaconda è possibile cifrare partizioni, volumi fisici LVM, volumi logici LVM e array RAID software.

C.3.2. Limitations of Anaconda's Block Device Encryption Support

This section is about Anaconda's Block Device Encryption Support

C.4. Creazione di dispositivi a blocchi cifrati sul sistema installato dopo l'installazione

I dispositivi a blocchi cifrati possono essere creati e configurati dopo l'installazione.

C.4.1. Creazione dei dispositivi a blocchi

Creare il dispositivo a blocchi che si desidera cifrare usando parted, pvcreate, lvcreate e mdadm.

C.4.2. Opzionale: Riempire il dispositivo con dati casuali

Filling <device> (eg: /dev/sda3) with random data before encrypting it greatly increases the strength of the encryption. The downside is that it can take a very long time.

Warning

I seguenti comandi distruggeranno qualsiasi dato sul dispositivo.
  • Il modo migliore che fornisce una alta qualità di dati casuali ma che richiede un tempo maggiore (su molti sistemi alcuni minuti ogni gigabyte):
    dd if=/dev/urandom of=<device>
    
  • Metodo rapido che fornisce dati casuali di bassa qualità:
    badblocks -c 10240 -s -w -t random -v <device>
    

C.4.3. Formattare il dispositivo come dispositivo cifrato dm-crypt/LUKS

Warning

Il seguente comando distruggerà qualsiasi dato presente sul dispositivo.
cryptsetup luksFormat <device>

Tip

Per maggiori informazioni leggere la pagina di man cryptsetup(8).
Dopo aver fornito la frase d'accesso due volte il dispositivo verrà formattato per l'utilizzo. Per verificare, usare il comando seguente:
cryptsetup isLuks <device> && echo Success
Per visualizzare un sommario delle informazioni di cifratura del dispositivo, usare il comando seguente:
cryptsetup luksDump <device>

C.4.4. Create a mapping to allow access to the device's decrypted contents

To access the device's decrypted contents, a mapping must be established using the kernel device-mapper.
It is useful to choose a meaningful name for this mapping. LUKS provides a UUID (Universally Unique Identifier) for each device. This, unlike the device name (eg: /dev/sda3), is guaranteed to remain constant as long as the LUKS header remains intact. To find a LUKS device's UUID, run the following command:
cryptsetup luksUUID <device>
An example of a reliable, informative and unique mapping name would be luks-<uuid>, where <uuid> is replaced with the device's LUKS UUID (eg: luks-50ec957a-5b5a-47ee-85e6-f8085bbc97a8). This naming convention might seem unwieldy but is it not necessary to type it often.
cryptsetup luksOpen <device> <name>
There should now be a device node, /dev/mapper/<name>, which represents the decrypted device. This block device can be read from and written to like any other unencrypted block device.
Per maggiori informazioni sui dispositivi mappati, usare il seguente comando:
dmsetup info <name>

Tip

Per maggiori informazioni, leggere la pagina man dmsetup(8).

C.4.5. Creare filesystem sul dispositivo mappato, o continuare a costruire strutture complesse usando il dispositivo mappato

Use the mapped device node (/dev/mapper/<name>) as any other block device. To create an ext2 filesystem on the mapped device, use the following command:
mke2fs /dev/mapper/<name>
Per montare questo filesystem su /mnt/test, usare il seguente comando:

Importante

La cartella /mnt/test deve esistere prima di eseguire il comando.
mount /dev/mapper/<name> /mnt/test

C.4.6. Aggiungere le informazioni di mappatura a /etc/crypttab

In order for the system to set up a mapping for the device, an entry must be present in the /etc/crypttab file. If the file doesn't exist, create it and change the owner and group to root (root:root) and change the mode to 0744. Add a line to the file with the following format:
<name>  <device>  none
The <device> field should be given in the form "UUID=<luks_uuid>", where <luks_uuid> is the LUKS uuid as given by the command cryptsetup luksUUID <device>. This ensures the correct device will be identified and used even if the device node (eg: /dev/sda5) changes.

Tip

Per maggiori dettagli sul formato del file /etc/crypttab, consultare la pagina man crypttab(5).

C.4.7. Aggiungere una voce a /etc/fstab

Add an entry to /etc/fstab. This is only necessary if you want to establish a persistent association between the device and a mountpoint. Use the decrypted device, /dev/mapper/<name> in the /etc/fstab file.
In many cases it is desirable to list devices in /etc/fstab by UUID or by a filesystem label. The main purpose of this is to provide a constant identifier in the event that the device name (eg: /dev/sda4) changes. LUKS device names in the form of /dev/mapper/luks-<luks_uuid> are based only on the device's LUKS UUID, and are therefore guaranteed to remain constant. This fact makes them suitable for use in /etc/fstab.

Titolo

Per dettagli sul formato del file /etc/fstab, consultare la pagina di man fstab(5).

C.5. Compiti comuni post installazione

Le sezioni seguenti discutono i compiti post installazione piu comuni.

C.5.1. Impostare una chiave generata in modo casuale come metodo aggiuntivo per l'accesso ad un dispositivo cifrato

Queste sezioni discutono su come generare e aggiungere chiavi.

C.5.1.1. Generare una chiave

Questo comando genererà una chiave a 256-bit nel file $HOME/keyfile.
		dd if=/dev/urandom of=$HOME/keyfile bs=32 count=1
		chmod 600 $HOME/keyfile

C.5.1.2. Aggiungere la chiave ad uno slot disponibile sul dispositivo cifrato

cryptsetup luksAddKey <device> ~/keyfile

C.5.2. Aggiungere una nuova frase d'accesso al dispositivo preesistente

cryptsetup luksAddKey <device>
Dopo la richiesta per una delle frasi d'accesso già presenti per l'autenticazione, verrà richiesto l'inserimento della nuova frase d'accesso.

C.5.3. Rimozione di una frase d'accesso o chiave da un dispositivo

cryptsetup luksRemoveKey <device>
Verrà richiesta la frase d'accesso che si desidera rimuovere e successivamente un'altra fra le rimanenti frasi d'accesso per l'autenticazione.

Comprensione di LVM

LVM (Logical Volume Management) partitions provide a number of advantages over standard partitions. LVM partitions are formatted as physical volumes. One or more physical volumes are combined to form a volume group. Each volume group's total storage is then divided into one or more logical volumes. The logical volumes function much like standard partitions. They have a file system type, such as ext4, and a mount point.

La partizione /boot/ e LVM

Il boot loader non può leggere i volumi LVM. Bisogna crearne uno standard, una partizione su disco non LVM per la partizione di /boot.
Per capire meglio gli LVM, immaginare il volume fisico come una pila di blocchi. Un blocco è semplicemente una unità di memoria usata per immagazzinare dati. Molte pile di blocchi possono essere combinate per creare una pila più grande, giusto come i volumi fisici sono combinati per creare un gruppo di volumi. La pila risultante può essere divisa in molte pile più piccole di dimensione arbitraria, così come un gruppo di volumi viene allocato a molti volumi logici.
Un amministratore può aumentare o diminuire i volumi logici senza distruggere dati, a differenza delle partizioni su disco convenzionali. Se i volumi fisici in un gruppo di volumi risiedono su dischi differenti o su un array RAID, allora gli amministratori possono anche estendere un volume logico attraverso i dispositivi di memorizzazione.
Si potrebbero perdere dati se si riduce un volume logico ad una capacità inferiore dei dati contenuti nel volume. Per assicurare la massima flessibilità, creare volumi logici per riscontrare le attuali necessità e lasciare capacità di memorizzazione non allocata. Sarà possibile incrementare la capacità dei volumi logici per usare lo spazio non allocato, a seconda delle proprie esigenze.

LVM e la configurazione di partizionamento predefinita

In modo predefinito, il processo di installazione crea le partizioni / e swap all'interno di volumi LVM, con una partizione di /boot separata.

Il boot loader GRUB

When a computer running Linux is turned on, the operating system is loaded into memory by a special program called a boot loader. A boot loader usually exists on the system's primary hard drive (or other media device) and has the sole responsibility of loading the Linux kernel with its required files or (in some cases) other operating systems into memory.
Questo capitolo affronta i comandi e le opzioni di configurazione per il boot loader GRUB incluso con Fedora con l'architettura x86.

E.1. GRUB

GNU GRand Unified Bootloader (GRUB) è un programma che consente di selezionare quale sistema operativo o kernel è da caricare al momento dell'avvio del sistema. Consente inoltre di passare argomenti al kernel.

E.1.1. Processo di avvio di GRUB e x86

This section discusses the specific role GRUB plays when booting an x86 system. For a look at the overall boot process, refer to Sezione F.2, «Esame dettagliato del processo di avvio».
Il processo di caricamento di GRUB avviene in diverse fasi:
  1. The Stage 1 or primary boot loader is read into memory by the BIOS from the MBR [6]. The primary boot loader exists on less than 512 bytes of disk space within the MBR and is capable of loading either the Stage 1.5 or Stage 2 boot loader.
  2. Se necessario il boot loader alla fase 1.5 viene letto nella memoria dal boot loader alla fase 1. Alcuni hardware richiedono una fase intermedia per poter avanzare al boot loader alla fase 2. Tale tendenza risulta essere vera se la partizione /boot/ si trova oltre il cilindro 1024 del disco fisso, oppure quando si utilizza la modalità LBA. Il boot loader della fase 1.5 si può trovare sia sulla partizione /boot/ sia su di una parte molto piccola dell'MBR e sulla partizione /boot/.
  3. La fase 2 o boot loader secondario, viene caricata nella memoria. Il boot loader secondario visualizza il menu di GRUB e l'ambiente dei comandi. Questa interfaccia consente di selezionare il sistema operativo o il kernel da avviare, il passaggio degli argomenti al kernel o di osservare i parametri del sistema.
  4. Il boot loader secondario legge il sistema operativo o il kernel, insieme ai contenuti di /boot/sysroot/, nella memoria. Una volta che GRUB determina quale sistema operativo o kernel deve avviare, lo carica all'interno della memoria e trasferisce il controllo della macchina al sistema operativo in questione.
Il metodo utilizzato per avviare Linux viene chiamato direct loading, poichè il boot loader carica il sistema operativo in modo diretto. Non è presente alcun intermediario tra il boot loader ed il kernel.
Il processo d'avvio utilizzato da altri sistemi operativi può variare leggermente. Per esempio iI sistema operativo Microsoft® Windows®, oltre a numerosi altri sistemi operativi,vengono caricati mediante il metodo di caricamento a catena. Con questo metodo l'MBR fa semplicemente riferimento al primo settore della partizione contenente il sistema operativo, dove trova i file necessari per avviare il sistema.
GRUB supporta entrambi i metodi di avvio di caricamento, consentendo di avviare qualsiasi sistema operativo.

Warning

During installation, Microsoft's DOS and Windows installation programs completely overwrite the MBR, destroying any existing boot loaders. If creating a dual-boot system, it is best to install the Microsoft operating system first.

E.1.2. Caratteristiche di GRUB

GRUB vanta una serie di caratteristiche che lo rendono preferibile ad altri boot loader disponibili per l'architettura x86. Ecco alcune delle peculiarità più importanti:
  • GRUB è in grado di fornire, su macchine x86, un ambiente pre-OS basato sui comandi. In questo modo l'utente dispone della massima flessibilità nel caricamento dei sistemi operativi con determinate opzioni, o nella raccolta di informazioni riguardanti il sistema. Per anni, molte architetture non-x86, hanno utilizzato ambienti pre-OS che consentono l'avvio del sistema da una linea di comando.
  • GRUB supports Logical Block Addressing (LBA) mode. LBA places the addressing conversion used to find files in the hard drive's firmware, and is used on many IDE and all SCSI hard devices. Before LBA, boot loaders could encounter the 1024-cylinder BIOS limitation, where the BIOS could not find a file after the 1024 cylinder head of the disk. LBA support allows GRUB to boot operating systems from partitions beyond the 1024-cylinder limit, so long as the system BIOS supports LBA mode. Most modern BIOS revisions support LBA mode.
  • GRUB can read ext2 partitions. This functionality allows GRUB to access its configuration file, /boot/grub/grub.conf, every time the system boots, eliminating the need for the user to write a new version of the first stage boot loader to the MBR when configuration changes are made. The only time a user needs to reinstall GRUB on the MBR is if the physical location of the /boot/ partition is moved on the disk. For details on installing GRUB to the MBR, refer to Sezione E.2, «Installing GRUB».

E.2. Installing GRUB

Se non è stato installato GRUB durante il processo di installazione, è possibile installarlo in seguito. Una volta installato, diventerà automaticamente il boot loader predefinito.
Prima di installare GRUB, assicurarsi di utilizzare il pacchetto più aggiornato di GRUB disponibile, o di utilizzare il pacchetto GRUB dai CD-ROM d'installazione.
Once the GRUB package is installed, open a root shell prompt and run the command /sbin/grub-install <location>, where <location> is the location that the GRUB Stage 1 boot loader should be installed. For example, the following command installs GRUB to the MBR of the master IDE device on the primary IDE bus:
/sbin/grub-install /dev/hda
Al successivo avvio del sistema verrà visualizzato il menu del boot loader grafico GRUB prima del caricamento del kernel nella memoria.

Important

Se GRUB viene installato su di un array RAID 1 e se si verifica un errore sul disco, il sistema potrebbe diventare non avviabile.

E.3. Terminologia GRUB

Una delle cose più importanti da capire prima di usare GRUB è il modo in cui il programma fa riferimento a dispositivi come i dischi fissi o le partizioni. Questa informazione è fondamentale se si desidera configurare GRUB per l'avvio di più sistemi operativi.

E.3.1. Nomi dei dispositivi

Quando si fa riferimento ad un dispositivo particolare con GRUB, bisogna farlo usando il seguente formato (notare che le parentesi e la virgola sono molto importanti):
(<type-of-device><bios-device-number>,<partition-number>)
The <type-of-device> specifies the type of device from which GRUB boots. The two most common options are hd for a hard disk or fd for a 3.5 diskette. A lesser used device type is also available called nd for a network disk. Instructions on configuring GRUB to boot over the network are available online at http://www.gnu.org/software/grub/manual/.
The <bios-device-number> is the BIOS device number. The primary IDE hard drive is numbered 0 and a secondary IDE hard drive is numbered 1. This syntax is roughly equivalent to that used for devices by the kernel. For example, the a in hda for the kernel is analogous to the 0 in hd0 for GRUB, the b in hdb is analogous to the 1 in hd1, and so on.
The <partition-number> specifies the number of a partition on a device. Like the <bios-device-number>, most types of partitions are numbered starting at 0. However, BSD partitions are specified using letters, with a corresponding to 0, b corresponding to 1, and so on.

Note

Con GRUB, tale sistema di numerazione per i dispositivi inizia sempre con 0 e non con 1. Molti nuovi utenti spesso commettono l'errore di dimenticare tale caratteristica in questo tipo di numerazione.
Per esempio, se un file system presenta più di un disco fisso, GRUB farà riferimento al primo disco fisso come (hd0), ed al secondo come (hd1). In modo simile GRUB farà riferimento alla prima partizione sulla prima unità come (hd0,0) e la terza partizione sul secondo disco fisso come (hd1,2).
Per assegnare un nome a dispositivi e partizioni GRUB, utilizzare le seguenti regole:
  • Non ha importanza se i dischi fissi del sistema sono IDE o SCSI, tutti i dischi fissi iniziano con lettere hd. Le lettere fd vengono usate per specificare i dischetti 3.5.
  • Per specificare l'intero dispositivo senza tener presente le partizioni, non aggiungere alcuna virgola e numero di partizione. Ciò è molto importante quando viene indicato a GRUB di configurare l'MBR per un disco particolare. Per esempio, (hd0) specifica l'MBR sul primo dispositivo, e (hd3) specifica l'MBR per il quarto dispositivo.
  • Se un sistema presenta dispositivi drive multipli, allora è importante conoscere il loro ordine all'interno del BIOS. Tale compito non risulta essere molto complesso se il sistema presenta solo unità IDE o SCSI, se invece sono unità miste è importante accedere prima al tipo di unità che presenta la partizione di avvio.

E.3.2. Nomi dei file ed elenchi dei blocchi

Quando si digitano i comandi per GRUB che fanno riferimento ad un file, come un elenco del menu, è necessario includere il file subito dopo aver specificato i numeri di dispositivo e partizione.
Qui di seguito viene riportata la struttura di tale comando:
(<device-type><device-number>,<partition-number>)</path/to/file>
In this example, replace <device-type> with hd, fd, or nd. Replace <device-number> with the integer for the device. Replace </path/to/file> with an absolute path relative to the top-level of the device.
Inoltre è possibile specificare a GRUB i file che non compaiono nel filesystem, come per esempio un loader a catena (chain loader) contenuto nei primissimi blocchi di una partizione. Per caricare questi file, occorre fornire un elenco dei blocchi, che indichi a GRUB, blocco per blocco, la posizione del file nella partizione. Poichè un file può essere composto da molti insiemi di blocchi differenti, il suddetto elenco utilizza una sintassi speciale. Il blocco contenente il file, viene specificato da un numero di offset di blocchi, seguito dal numero di blocchi riferiti da quel punto specifico di offset. Gli offset dei blocchi sono elencati in un elenco e separati da virgole.
Il seguente è un esempio di elenco di blocchi:
0+50,100+25,200+1
Questo esempio di elenco dei blocchi, specifica un file che inizia sul primo blocco sulla partizione ed utilizza i blocchi 0 fino a 49, da 100 fino a 124 e 200.
Quando si usa GRUB è utile sapere come scrivere gli elenchi dei blocchi in modo da caricare i sistemi operativi che utilizzano il caricamento a catena. Si può omettere il numero di blocchi se si inizia dal blocco 0. Per esempio, il file di caricamento a catena nella prima partizione del primo disco fisso avrà il seguente nome:
(hd0,0)+1
Il seguente mostra il comando chainloader con una designazione simile di elenco dei blocchi sulla linea di comando di GRUB, dopo aver impostato il dispositivo corretto e la partizione come root:
chainloader +1

E.3.3. Il file System root e GRUB

The use of the term root file system has a different meaning in regard to GRUB. It is important to remember that GRUB's root file system has nothing to do with the Linux root file system.
Il file system root di GRUB risulta essere il livello superiore del dispositivo specificato. Per esempio, il file d'immagine (hd0,0)/grub/splash.xpm.gz si trova all'interno della directory /grub/ nel livello alto (o root) della partizione (hd0,0) (la quale risulta essere la partizione /boot/ del sistema).
Successivamente, il comando kernel viene eseguito con la posizione del file del kernel come una opzione. Una volta che il kernel di Linux viene avviato, esso imposta il file system root conosciuto dagli utenti di Linux. Il file system root di GRUB originale, compresi i propri mount, viengono dimenticati; il loro compito principale era quello di avviare il file del kernel.
Refer to the root and kernel commands in Sezione E.5, «Comandi» for more information.

E.4. Interfacce di GRUB

GRUB dispone di tre potenti interfacce che forniscono diversi livelli di funzionalità. Ognuna di queste interfacce vi permette di avviare il kernel di Linux oppure un altro sistema operativo.
Le interfacce sono:

Note

È possibile accedere alle seguenti interfacce di GRUB premendo, entro tre secondi, qualsiasi pulsante presente nella schermata di bypass del menu di GRUB.
Menu Interface
Essa risulta essere l'interfaccia predefinita mostrata quando GRUB viene configurato dal programma d'installazione. Un menu dei sistemi operativi o dei kernel pre-configurati verrà visualizzato sottoforma di elenco e suddiviso a seconda del nome. Utilizzare le freccette della tastiera per selezionare un sistema operativo o una versione del kernel e successivamente premete il tasto Invio per avviarlo. Alternativamente, verrà impostato un periodo di timeout, dopo il quale GRUB caricherà l'opzione di default.
Premere il tasto e per inserire l'interfaccia dell'editor oppure c per caricare l'interfaccia della linea di comando.
Refer to Sezione E.6, «File di configurazione del menu di GRUB» for more information on configuring this interface.
Menu Entry Editor Interface
Per accedere all'editor della voce del menu, premere e dal menu del boot loader. Qui i comandi di GRUB per la voce in questione vengono visualizzati e gli utenti saranno in grado di alterare le righe del comando prima di avviare il sistema operativo, aggiungendo una linea di comando (o inserisce una nuova riga dopo la riga corrente e O antepone una nuova riga), modificare (e), o cancellare una (d).
Dopo aver eseguito tutte le modifiche, il tasto b esegue i comandi ed avvia il sistema operativo. Il tasto Esc annulla tutte le modifiche e ricarica l'interfaccia standard del menu. Il tasto c carica l'interfaccia della linea di comando.

Note

For information about changing runlevels using the GRUB menu entry editor, refer to Sezione E.7, «Changing Runlevels at Boot Time».
Command Line Interface
L'interfaccia a linea di comando è l'interfaccia GRUB di base più semplice, ma al tempo stesso è in grado di conferire all'utente un controllo più esteso. La linea di comando rende possibile digitare qualsiasi comando GRUB rilevante, seguito dal tasto Invio per eseguirli. Questa interfaccia contiene alcune caratteristiche simili ad una shell molto avanzate, incluso la funzione di completamento Tab, in base al contesto e le combinazioni del tasto Ctrl durante l'inserimento dei comandi, come ad esempio Ctrl+a per spostarsi all'inizio di una riga, e Ctrl+e per spostarsi alla fine della riga stessa. In aggiunta, le freccette ed i tasti Home, Fine e Cancella funzionano in modo simile ad una shell bash.
Refer to Sezione E.5, «Comandi» for a list of common commands.

E.4.1. Ordine di caricamento delle interfacce

Quando GRUB carica la seconda fase del boot loader, esso và alla ricerca dei propri file di configurazione. Una volta trovati, viene visualizzata la schermata di bypass dell'interfaccia del menu. Se si preme un pulsante entro tre secondi, GRUB crea un elenco e visualizza l'interfaccia del menu. Se non si preme alcun pulsante, viene utilizzata la voce predefinita del menu di GRUB.
Se non è possibile individuare il file di configurazione oppure se questo non è leggibile, GRUB visualizza l'interfaccia a linea di comando per permettere di digitare manualmente i comandi necessari all'avvio di un sistema operativo.
Se il file di configurazione non è valido, GRUB visualizza l'errore e richiede un input. Ciò può essere molto utile perchè consente di vedere esattamente dove si è verificato il problema e di risolverlo nel file. Premendo un qualsiasi tasto si tornerà nel menu a interfaccia, dove si potrà modificare l'opzione di menu e correggere il problema in base all'errore segnalato da GRUB. Se la correzione non ha buon esito, l'errore viene segnalato e si potrà ricominciare da capo.

E.5. Comandi

GRUB dispone di numerosi comandi nella propria interfaccia della linea di comando. Per alcuni di questi comandi è possibile digitare delle opzioni, dopo il nome, che vanno separate tramite spazi dal comando e da altre opzioni.
Qui di seguito viene riportato un elenco dei comandi più utili:
  • boot — Avvia il sistema operativo o il loader a catena 'chain loader' caricato per ultimo.
  • chainloader </path/to/file> — Loads the specified file as a chain loader. If the file is located on the first sector of the specified partition, use the blocklist notation, +1, instead of the file name.
    Il seguente è un esempio di comando chainloader:
    chainloader +1
    
  • displaymem — Visualizza l'uso corrente della memoria, in base alle informazioni provenienti dal BIOS. Ciò è utile per determinare la quantità di RAM di un sistema prima che lo stesso sia stato avviato.
  • initrd </path/to/initrd> — Enables users to specify an initial RAM disk to use when booting. An initrd is necessary when the kernel needs certain modules in order to boot properly, such as when the root partition is formatted with the ext3 or ext4 file system.
    Il seguente è un esempio di comando initrd:
    initrd /initrd-2.6.8-1.523.img
    
  • install <stage-1> <install-disk> <stage-2> p config-file — Installs GRUB to the system MBR.
    • <stage-1> — Signifies a device, partition, and file where the first boot loader image can be found, such as (hd0,0)/grub/stage1.
    • <install-disk> — Specifies the disk where the stage 1 boot loader should be installed, such as (hd0).
    • <stage-2> — Passes the stage 2 boot loader location to the stage 1 boot loader, such as (hd0,0)/grub/stage2.
    • p <config-file> — This option tells the install command to look for the menu configuration file specified by <config-file>, such as (hd0,0)/grub/grub.conf.

    Warning

    Il comando install sovrascrive qualsiasi informazione già presente sull'MBR.
  • kernel </path/to/kernel> <option-1> <option-N> ... — Specifies the kernel file to load when booting the operating system. Replace </path/to/kernel> with an absolute path from the partition specified by the root command. Replace <option-1> with options for the Linux kernel, such as root=/dev/VolGroup00/LogVol00 to specify the device on which the root partition for the system is located. Multiple options can be passed to the kernel in a space separated list.
    Quanto segue risulta essere un esempio di comando kernel:
    kernel /vmlinuz-2.6.8-1.523 ro root=/dev/VolGroup00/LogVol00
    
    L'opzione nell'esempio precedente specifica che il file system root per Linux si trova sulla partizione hda5.
  • root (<device-type><device-number>,<partition>) — Configures the root partition for GRUB, such as (hd0,0), and mounts the partition.
    Il seguente rappresenta un esempio del comando root:
    root (hd0,0)
    
  • rootnoverify (<device-type><device-number>,<partition>) — Configures the root partition for GRUB, just like the root command, but does not mount the partition.
Altri comandi sono disponibili; digitate help --all per un elenco completo di comandi. Per una descrizione di tutti i comandi di GRUB consultare la documentazione disponibile online http://www.gnu.org/software/grub/manual/.

E.6. File di configurazione del menu di GRUB

The configuration file (/boot/grub/grub.conf), which is used to create the list of operating systems to boot in GRUB's menu interface, essentially allows the user to select a pre-set group of commands to execute. The commands given in Sezione E.5, «Comandi» can be used, as well as some special commands that are only available in the configuration file.

E.6.1. Struttura del file di configurazione

Il file di configurazione dell'interfaccia del menu di GRUB è /boot/grub/grub.conf. I comandi usati per impostare le preferenze globali per l'interfaccia del menu, vengono posizionati nella parte superiore del file, seguite da istanze per ogni kernel operativo o da un sistema operativo presente nel menu.
Di seguito viene riportato un file di configurazione di base del menu di GRUB creato per avviare sia Fedora che Microsoft Windows Vista:
default=0 
timeout=10 
splashimage=(hd0,0)/grub/splash.xpm.gz 
hiddenmenu 
title Fedora (2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686)
root (hd0,1)
kernel /vmlinuz-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686 ro root=UUID=04a07c13-e6bf-6d5a-b207-002689545705 rhgb quiet
initrd /initrd-2.6.27.19-170.2.35.fc10.i686.img 

# section to load Windows 
title Windows         
rootnoverify (hd0,0)         
chainloader +1

Questo file configura GRUB in modo da creare un menu con Fedora come sistema operativo predefinito, impostandolo in avvio automatico dopo 10 secondi. Vengono assegnate due sezioni, una per ogni voce del sistema operativo, con comandi specifici per la tabella della partizione del disco del sistema.

Note

Notare che il valore predefinito viene specificato come valore intero. Ciò si riferisce alla prima riga title nel file di configurazione di GRUB. Per impostare la sezione Windows come predefinita nell'esempio precedente, modificare default=0 in default=1.
Configuring a GRUB menu configuration file to boot multiple operating systems is beyond the scope of this chapter. Consult Sezione E.8, «Risorse aggiuntive» for a list of additional resources.

E.6.2. Direttive del file di configurazione

Le direttive seguenti sono generalmente utilizzate solo nel file di configurazione a menu di GRUB:
  • chainloader </path/to/file> — Loads the specified file as a chain loader. Replace </path/to/file> with the absolute path to the chain loader. If the file is located on the first sector of the specified partition, use the blocklist notation, +1.
  • color <normal-color> <selected-color> — Allows specific colors to be used in the menu, where two colors are configured as the foreground and background. Use simple color names such as red/black. For example:
    color red/black green/blue
    
  • default=<integer> — Replace <integer> with the default entry title number to be loaded if the menu interface times out.
  • fallback=<integer> — Replace <integer> with the entry title number to try if the first attempt fails.
  • hiddenmenu — Impedisce la visualizzazione dell'interfaccia del menu GRUB, caricando la voce default quando il periodo di timeout viene raggiunto. L'utente è in grado di visualizzare il menu GRUB standard premendo il tasto Esc.
  • initrd </path/to/initrd> — Enables users to specify an initial RAM disk to use when booting. Replace </path/to/initrd> with the absolute path to the initial RAM disk.
  • kernel </path/to/kernel> <option-1> <option-N> — Specifies the kernel file to load when booting the operating system. Replace </path/to/kernel> with an absolute path from the partition specified by the root directive. Multiple options can be passed to the kernel when it is loaded.
  • password=<password> — Prevents a user who does not know the password from editing the entries for this menu option.
    Optionally, it is possible to specify an alternate menu configuration file after the password=<password> directive. In this case, GRUB restarts the second stage boot loader and uses the specified alternate configuration file to build the menu. If an alternate menu configuration file is left out of the command, a user who knows the password is allowed to edit the current configuration file.
    Per maggiori informazioni su come rendere sicuro GRUB, consultare il capitolo Sicurezza della Workstation nella Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide.
  • root (<device-type><device-number>,<partition>) — Configures the root partition for GRUB, such as (hd0,0), and mounts the partition.
  • rootnoverify (<device-type><device-number>,<partition>) — Configures the root partition for GRUB, just like the root command, but does not mount the partition.
  • timeout=<integer> — Specifies the interval, in seconds, that GRUB waits before loading the entry designated in the default command.
  • splashimage=<path-to-image> — Specifies the location of the splash screen image to be used when GRUB boots.
  • title group-title — Specifica un titolo da usare con un gruppo di comandi particolari, usati per caricare un kernel o un sistema operativo.
Per aggiungere commenti in grado di esser letti da un utente al file di configurazione, iniziare la riga con il carattere cancelletto (#).

E.7. Changing Runlevels at Boot Time

Con Fedora è possibile modificare il runlevel predefinito al momento dell'avvio.
Per modificare il runlevel di una singola sessione d'avvio, utilizzare le seguenti istruzioni:
  • Quando al momento dell'avvio compare la schermata bypass del menu di GRUB, premere qualsiasi pulsante per poter accedere al menu di GRUB (per fare questo, non far trascorrere un tempo superiore ai tre secondi).
  • Premere il tasto a da aggiungere al comando kernel
  • Add <space><runlevel> at the end of the boot options line to boot to the desired runlevel. For example, the following entry would initiate a boot process into runlevel 3:
    grub append> ro root=/dev/VolGroup00/LogVol00 rhgb quiet 3
    

E.8. Risorse aggiuntive

Questo capitolo è stato concepito solo come introduzione a GRUB. Per saperne di più sul suo funzionamento, consultare le risorse descritte qui di seguito.

E.8.1. Documentazione installata

  • /usr/share/doc/grub-<version-number>/ — This directory contains good information about using and configuring GRUB, where <version-number> corresponds to the version of the GRUB package installed.
  • info grub — La pagina info di GRUB contiene una fase intriduttiva, un manuale di riferimento per l'utente, un manuale per il riferimento del programmatore ed un documento FAQ su GRUB e sul suo utilizzo.

E.8.2. Siti Web utili



[6] For more on the system BIOS and the MBR, refer to Sezione F.2.1, «Il BIOS».

Processo di avvio, init e spegnimento

Un importantissimo aspetto di Fedora è il metodo aperto e configurabile da parte dell'utente, utilizzato per avviare il sistema operativo. Gli utenti sono liberi di configurare diversi aspetti relativi al processo d'avvio, incluso la possibilità di specificare i programmi lanciati al momento dell'avvio. In modo simile, lo spegnimento del sistema termina i processi interessati in modo corretto, organizzato e configurabile, anche se la personalizzazione di tale processo è richiesta raramente.
La comprensione del funzionamento dei processi di avvio e di arresto non solo consente di effettuare una personalizzazione ma aiuta a trovare una soluzione ai problemi legati all'avvio o allo spegnimento del sistema.

F.1. Il processo di avvio

Di seguito sono riportate le fasi principali del processo di avvio per un sistema x86:
  1. Il sistema BIOS (Basic Input/Output System) controlla il sistema e avvia il boot loader della prima fase nel file MBR del disco fisso primario.
  2. Il boot loader della prima fase viene caricato in memoria e consente di avviare il boot loader della seconda fase dalla partizione /boot/.
  3. Il boot loader della seconda fase carica il kernel in memoria, che a suo turno carica tutti i moduli e monta la partizione root di sola lettura.
  4. Il kernel trasferisce il controllo del processo di avvio al programma /sbin/init.
  5. Il programma /sbin/init carica tutti i servizi ed i tool dello spazio utente e monta tutte le partizioni elencate in /etc/fstab.
  6. All'utente viene presentata una schermata di login per il sistema Linux appena installato.
Poichè la configurazione del processo di avvio è più comune della personalizzazione del processo di arresto, la parte restante di questo capitolo presenterà in modo dettagliato il funzionamento del processo di avvio e come può essere personalizzato in base alle proprie esigenze.

F.2. Esame dettagliato del processo di avvio

L'inizio del processo di avvio varia in base alla piattaforma utilizzata. Tuttavia, quando il kernel viene rilevato e caricato dal boot loader, il processo di avvio di default è identico per tutte le architetture. Questo capitolo si dedica principalmente all'architettura x86.

F.2.1. Il BIOS

Quando viene avviato un computer x86, il processore controlla il BIOS o Basic Input/Output System alla fine della memoria del sistema, eseguendolo. Il BIOS controlla non solo la prima fase del processo di avvio ma fornisce l'interfaccia di livello inferiore alle periferiche. Per questo motivo è scritto in una memoria permanente in sola lettura e può sempre essere utilizzato.
Altre piattaforme utilizzano programmi diversi per eseguire attività di livello inferiore, in minima parte equivalenti a quelle del BIOS di un sistema x86. Per esempio i computer con processore Itanium utilizzano la shell Extensible Firmware Interface (EFI).
Once loaded, the BIOS tests the system, looks for and checks peripherals, and then locates a valid device with which to boot the system. Usually, it checks any diskette drives and CD-ROM drives present for bootable media, then, failing that, looks to the system's hard drives. In most cases, the order of the drives searched while booting is controlled with a setting in the BIOS, and it looks on the master IDE device on the primary IDE bus. The BIOS then loads into memory whatever program is residing in the first sector of this device, called the Master Boot Record or MBR. The MBR is only 512 bytes in size and contains machine code instructions for booting the machine, called a boot loader, along with the partition table. Once the BIOS finds and loads the boot loader program into memory, it yields control of the boot process to it.

F.2.2. Il boot loader

This section looks at the default boot loader for the x86 platform, GRUB. For more information about configuring and using GRUB, see Appendice E, Il boot loader GRUB.
Un boot loader per la piattaforma x86 è caratterizzato da almeno due fasi. La prima delle quali è rappresentata da una piccola porzione del codice binario della macchina dell'MBR. L'unico obiettivo di questa fase è quello di rilevare il boot loader secondario e caricare la prima parte in memoria.
GRUB has the advantage of being able to read ext2 and ext3 [7] partitions and load its configuration file — /boot/grub/grub.conf — at boot time. Refer to Sezione E.6, «File di configurazione del menu di GRUB» for information on how to edit this file.

ext4 and Btrfs

Il bootloader GRUB non supporta i file system ext4 e Btrfs.

Note

Se si aggiorna il kernel utilizzando il Red Hat Update Agent, il file di configurazione del boot loader viene aggiornato automaticamente. Maggiori informazioni su Red Hat Network sono disponibili online sul seguente URL: https://rhn.redhat.com/.
Quando il boot loader secondario è in memoria, viene visualizzata la schermata grafica che mostra i diversi sistemi operativi o i kernel che sono stati configurati per l'avvio. Su questa schermata un utente può usare i tasti direzionali per scegliere quale sistema operativo o kernel vuole avviare e premere Invio. Se nessun tasto è premuto, il boot loader carica la selezione di default dopo un determinato periodo di tempo.
Once the second stage boot loader has determined which kernel to boot, it locates the corresponding kernel binary in the /boot/ directory. The kernel binary is named using the following format — /boot/vmlinuz-<kernel-version> file (where <kernel-version> corresponds to the kernel version specified in the boot loader's settings).
For instructions on using the boot loader to supply command line arguments to the kernel, refer to Appendice E, Il boot loader GRUB. For information on changing the runlevel at the boot loader prompt, refer Sezione E.7, «Changing Runlevels at Boot Time».
Il boot loader colloca quindi in memoria una o più immagini initramfs. Successivamente il kernel decomprime e trasferisce queste immagini dalla memoria a /sysroot/, un file system virtuale basato sulla RAM tramite il comando cpio. initramfs viene usato dal kernel per caricare tutti i driver ed i moduli necessari per avviare il sistema. Questa operazione è particolarmente importante se si dispone di unità SCSI o se i sistemi utilizzano il file system ext3 o ext4.
Dopo avere caricato in memoria il kernel e l'immagine initramfs, il boot loader trasferisce il controllo del processo di avvio al kernel.
For a more detailed overview of the GRUB boot loader, refer to Appendice E, Il boot loader GRUB.

F.2.3. Il kernel

When the kernel is loaded, it immediately initializes and configures the computer's memory and configures the various hardware attached to the system, including all processors, I/O subsystems, and storage devices. It then looks for the compressed initramfs image(s) in a predetermined location in memory, decompresses it directly to /sysroot/, and loads all necessary drivers. Next, it initializes virtual devices related to the file system, such as LVM or software RAID, before completing the initramfs processes and freeing up all the memory the disk image once occupied.
Dopo l'inizializzazione di tutti i dispositivi del sistema da parte del kernel, viene creato un dispositivo root, montata la partizione root di sola lettura e liberata la memoria non utilizzata.
Il kernel risulta così caricato in memoria e operativo. Tuttavia, senza alcuna applicazione che consenta all'utente di fornire un input significativo al sistema, il kernel non è molto utile.
Per configurare l'ambiente utente, il kernel esegue il programma /sbin/init.

F.2.4. Il programma /sbin/init

Il programma /sbin/init (chiamato anche init) coordina la fase restante del processo di avvio e configura l'ambiente per l'utente.
Quando il comando init viene eseguito, diventa il genitore di tutti i processi che si avviano automaticamente sul sistema. Innanzitutto esegue lo script /etc/rc.d/rc.sysinit che imposta il percorso dell'ambiente, attiva lo swap, controlla i filesystem e si occupa di tutti i processi che vanno eseguiti per l'inizializzazione del sistema. Per esempio, la maggior parte dei sistemi utilizza un orologio, così rc.sysinit legge il file di configurazione /etc/sysconfig/clock per inizializzare l'orologio dell'hardware. Un altro esempio potrebbe essere quello con il quale è necessario inizializzare processi speciali per le porte seriali, rc.sysinit può eseguire anche il file /etc/rc.serial.
The init command then runs the /etc/inittab script, which describes how the system should be set up in each SysV init runlevel. Runlevels are a state, or mode, defined by the services listed in the SysV /etc/rc.d/rc<x>.d/ directory, where <x> is the number of the runlevel. For more information on SysV init runlevels, refer to Sezione F.4, «SysV Init Runlevels».
Successivamente il comando init imposta la libreria di funzione della sorgente, /etc/rc.d/init.d/functions, per il sistema il quale a sua volta configura il modo di avvio o come eliminare e determinare il PID di un programma.
A questo punto il programma init avvia tutti i processi di background cercando nella relativa directory rc, il runlevel specificato come predefinito in /etc/inittab. Le directory rc sono numerate in modo da corrispondere ai runlevel che rappresentano. Per esempio /etc/rc.d/rc5.d/ è la directory per il runlevel 5.
Quando si esegue l'avvio dal runlevel 5, il programma init cerca nella directory /etc/rc.d/rc5.d/ per determinare quali processi iniziare e quali da arrestare.
Di seguito è riportato un esempio che illustra la directory /etc/rc.d/rc5.d/:
K05innd -> ../init.d/innd 
K05saslauthd -> ../init.d/saslauthd 
K10dc_server -> ../init.d/dc_server 
K10psacct -> ../init.d/psacct 
K10radiusd -> ../init.d/radiusd 
K12dc_client -> ../init.d/dc_client 
K12FreeWnn -> ../init.d/FreeWnn 
K12mailman -> ../init.d/mailman 
K12mysqld -> ../init.d/mysqld 
K15httpd -> ../init.d/httpd 
K20netdump-server -> ../init.d/netdump-server 
K20rstatd -> ../init.d/rstatd 
K20rusersd -> ../init.d/rusersd 
K20rwhod -> ../init.d/rwhod 
K24irda -> ../init.d/irda 
K25squid -> ../init.d/squid 
K28amd -> ../init.d/amd 
K30spamassassin -> ../init.d/spamassassin 
K34dhcrelay -> ../init.d/dhcrelay 
K34yppasswdd -> ../init.d/yppasswdd 
K35dhcpd -> ../init.d/dhcpd 
K35smb -> ../init.d/smb 
K35vncserver -> ../init.d/vncserver 
K36lisa -> ../init.d/lisa 
K45arpwatch -> ../init.d/arpwatch 
K45named -> ../init.d/named 
K46radvd -> ../init.d/radvd 
K50netdump -> ../init.d/netdump 
K50snmpd -> ../init.d/snmpd 
K50snmptrapd -> ../init.d/snmptrapd 
K50tux -> ../init.d/tux 
K50vsftpd -> ../init.d/vsftpd 
K54dovecot -> ../init.d/dovecot 
K61ldap -> ../init.d/ldap 
K65kadmin -> ../init.d/kadmin 
K65kprop -> ../init.d/kprop 
K65krb524 -> ../init.d/krb524 
K65krb5kdc -> ../init.d/krb5kdc 
K70aep1000 -> ../init.d/aep1000 
K70bcm5820 -> ../init.d/bcm5820 
K74ypserv -> ../init.d/ypserv 
K74ypxfrd -> ../init.d/ypxfrd 
K85mdmpd -> ../init.d/mdmpd 
K89netplugd -> ../init.d/netplugd 
K99microcode_ctl -> ../init.d/microcode_ctl 
S04readahead_early -> ../init.d/readahead_early 
S05kudzu -> ../init.d/kudzu 
S06cpuspeed -> ../init.d/cpuspeed 
S08ip6tables -> ../init.d/ip6tables 
S08iptables -> ../init.d/iptables 
S09isdn -> ../init.d/isdn 
S10network -> ../init.d/network 
S12syslog -> ../init.d/syslog 
S13irqbalance -> ../init.d/irqbalance 
S13portmap -> ../init.d/portmap 
S15mdmonitor -> ../init.d/mdmonitor 
S15zebra -> ../init.d/zebra 
S16bgpd -> ../init.d/bgpd 
S16ospf6d -> ../init.d/ospf6d 
S16ospfd -> ../init.d/ospfd 
S16ripd -> ../init.d/ripd 
S16ripngd -> ../init.d/ripngd 
S20random -> ../init.d/random 
S24pcmcia -> ../init.d/pcmcia 
S25netfs -> ../init.d/netfs 
S26apmd -> ../init.d/apmd 
S27ypbind -> ../init.d/ypbind 
S28autofs -> ../init.d/autofs 
S40smartd -> ../init.d/smartd 
S44acpid -> ../init.d/acpid 
S54hpoj -> ../init.d/hpoj 
S55cups -> ../init.d/cups 
S55sshd -> ../init.d/sshd 
S56rawdevices -> ../init.d/rawdevices 
S56xinetd -> ../init.d/xinetd 
S58ntpd -> ../init.d/ntpd 
S75postgresql -> ../init.d/postgresql 
S80sendmail -> ../init.d/sendmail 
S85gpm -> ../init.d/gpm 
S87iiim -> ../init.d/iiim 
S90canna -> ../init.d/canna 
S90crond -> ../init.d/crond 
S90xfs -> ../init.d/xfs 
S95atd -> ../init.d/atd 
S96readahead -> ../init.d/readahead 
S97messagebus -> ../init.d/messagebus 
S97rhnsd -> ../init.d/rhnsd 
S99local -> ../rc.local

Come illustrato in questa lista, nessuno degli script che avviano e arrestano realmente i servizi si trova nella directory /etc/rc.d/rc5.d/ . Tutti i file in /etc/rc.d/rc5.d/ sono link simbolici diretti a script che si trovano nella directory /etc/rc.d/init.d/. I link simbolici sono utilizzati in ciascuna delle directory rc per fare in modo che i runlevel possano essere riconfigurati creando, modificando ed eliminando i link simbolici senza influire sugli script a cui fanno riferimento.
Il nome di ciascun link simbolico inizia con K o S. I link K sono processi che vengono terminati, mentre quelli che iniziano con S vengono avviati.
The init command first stops all of the K symbolic links in the directory by issuing the /etc/rc.d/init.d/<command> stop command, where <command> is the process to be killed. It then starts all of the S symbolic links by issuing /etc/rc.d/init.d/<command> start.

Note

Una volta terminato il processo d'avvio del sistema, sarà possibile eseguire il login come utente root ed eseguire gli stessi script per avviare ed arrestare i servizi. Per esempio, il comando /etc/rc.d/init.d/httpd stop arresta il server HTTP di Apache.
Ciascuno dei link simbolici è numerato in modo da stabilire l'ordine di avvio. Potete modificare l'ordine in cui i servizi vengono avviati o interrotti cambiando questo numero. Più il numero è basso, prima il servizio corrispondente viene avviato. I link simbolici che presentano lo stesso numero, vengono avviati in base ad un ordine alfabetico.

Note

One of the last things the init program executes is the /etc/rc.d/rc.local file. This file is useful for system customization. Refer to Sezione F.3, «Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio» for more information about using the rc.local file.
After the init command has progressed through the appropriate rc directory for the runlevel, the /etc/inittab script forks an /sbin/mingetty process for each virtual console (login prompt) allocated to the runlevel. Runlevels 2 through 5 have all six virtual consoles, while runlevel 1 (single user mode) has one, and runlevels 0 and 6 have none. The /sbin/mingetty process opens communication pathways to tty devices[8], sets their modes, prints the login prompt, accepts the user's username and password, and initiates the login process.
Nel runlevel 5, /etc/inittab esegue lo script /etc/X11/prefdm. Lo script prefdm esegue l'X display manager preferito[9]gdm, kdm, o xdm, a seconda dei contenuti del file /etc/sysconfig/desktop.
Una volta terminato, il sistema è operativo sul runlevel 5, mostrando anche una schermata di login.

F.3. Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio

Lo script /etc/rc.d/rc.local viene eseguito dal comando init al momento dell'avvio oppure ogni qualvolta si modifica il runlevel. Aggiungendo dei comandi nella parte inferiore dello script risulta essere più semplice eseguire le operazioni necessarie come l'avvio dei servizi speciali oppure l'inizializzazione dei dispositivi senza scrivere degli script complessi all'interno della directory /etc/rc.d/init.d/, creando quindi dei link simbolici.
The /etc/rc.serial script is used if serial ports must be setup at boot time. This script runs setserial commands to configure the system's serial ports. Refer to the setserial man page for more information.

F.4. SysV Init Runlevels

Il sistema di runlevel SysV init fornisce un processo standard per controllare quale programma init viene avviato o interrotto per un runlevel particolare. SysV init è stato scelto perchè è piè semplice da utilizzare e più flessibile del processo tradizionale a stile BSD init.
I file di configurazione di SysV init si trovano in /etc/rc.d/. In questa directory troverete gli script rc, rc.local, rc.sysinit e facoltativamente gli script rc.serial e le seguenti directory:
init.d/ rc0.d/ rc1.d/ rc2.d/ rc3.d/ rc4.d/ rc5.d/ rc6.d/
La directory init.d/ contiene gli script utilizzati dal comando /sbin/init durante il controllo dei servizi. Ognuna delle directory numerate, rappresentano i sei runlevel configurati in modo predefinito per Fedora.

F.4.1. Runlevel

Il concetto dietro i runlevel SysV init si basa sul fatto che è possibile utilizzare sistemi diversi in modi differenti. Per esempio, un server opera in modo più efficiente sulle risorse del computer creato dal sistema X Window, se esso non presenta alcun sovraccarico. Altre volte, un amministratore di sistema potrebbe avere il bisogno di operare in un runlevel minore per effettuare delle operazioni di diagnosi, come risolvere delle corruzioni sul disco in runlevel 1.
Le caratteristiche di ogni runlevel determinano quale servizio èinterrotto e quale viene avviato dal comando init. Per esempio, runlevel 1 (modalità utente singolo) interrompe qualunque servizio di rete, mentre il runlevel 3 avvia questi servizi. Assegnando specifici servizi per l'interruzione o l'avvio di un particolare runlevel, init è in grado di modificare la modalità del computer senza che l'utente debba interrompere o avviare i servizi manualmente.
I seguenti runlevel sono definiti in modo predefinito in Fedora:
  • 0 — Arresto
  • 1 — Modalità a utente singolo
  • 2 — Non utilizzato (definito dall'utente)
  • 3 — Modalità multiutente completa
  • 4 — Non utilizzato (definito dall'utente)
  • 5 — Modalità grafica multiutente completa (con schermata di login basata su X)
  • 6 — Riavvio
In generale, gli utenti eseguono Fedora con un runlevel 3 o 5 — entrambi sono modalità utente multiplo complete. Talvolta gli utenti personalizzano i runlevel 2 e 4 per far fronte a requisiti specifici, in quanto i suddetti runlevel non vengono utilizzati.
Il runlevel predefinito per il sistema è scritto nel file /etc/inittab. Per scoprire il runlevel di default per un sistema, cercare la riga simile a quella riportata all'inizio del file /etc/inittab:
id:5:initdefault:
Il runlevel predefinito nell'esempio di cui sopra, è cinque, come indicato dal numero dopo i primi due punti. Per cambiarlo, modificare /etc/inittab come root.

Warning

Stare attenti quando si modifica il file /etc/inittab. Errori semplici possono causare l'impossibilità di riavvio del sistema. Se si verifica quanto detto, usare un dischetto di avvio, immettere la modalità utente singolo, o la madalità rescue e correggere il file.
Per maggiori informazioni sulla modalità rescue ed utente singolo, consultare il capitolo Ripristino di base del sistema nella Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide.
It is possible to change the default runlevel at boot time by modifying the arguments passed by the boot loader to the kernel. For information on changing the runlevel at boot time, refer to Sezione E.7, «Changing Runlevels at Boot Time».

F.4.2. Utilità dei Runlevel

Uno dei migliori modi per configurare il runlevel è di utilizzare initscript utility. Questi strumenti sono disegnati per semplificare la manutenzione dei file nella gerarchia delle directory SysV init e solleva gli amministratori di sistema dall'incombenza di manipolare i numerosi link simbolici nelle sottodirectory di /etc/rc.d/.
Fedora fornisce tre strumenti di questo tipo:
  • /sbin/chkconfig — L'utilità /sbin/chkconfig fornisce uno strumento semplice da linea di comando, per la manutenzione della gerarchia della directory /etc/rc.d/init.d/.
  • /usr/sbin/ntsysv — L'utilità basata su ncurses/sbin/ntsysv, fornisce una interfaccia basata sul testo interattiva, più facile da usare, per alcuni utenti, di chkconfig.
  • Strumento configurazione servizi — Il programma grafico Strumento configurazione servizi (system-config-services) è uno strumento flessibile per la configurazione dei runlevel.
Consultare il capitolo Controllo accesso ai servizi nella Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide per maggiori informazioni su questi strumenti.

F.5. Arresto del sistema

Per arrestare Fedora, l'utente root può emettere il comando /sbin/shutdown. La pagina man shutdown presenta un elenco completo di opzioni ma le due più comunemente usate sono:
/sbin/shutdown -h now /sbin/shutdown -r now
Dopo aver eseguito l'arresto, l'opzione -h arresta la macchina e l'opzione -r la riavvia.
Gli utenti della console PAM possono usare i comandi reboot e halt per arrestare il sistema se si trovano dal runlevel 1 fino al runlevel 5. Per maggiori informazioni sugli utenti di console PAM, consultare la Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide.
Se il computer non si spegne da solo, fare attenzione a non spegnerlo fino a quando non appare un messaggio indicando che il sistema è stato arrestato.
Se non si attende la comparsa del messaggio, ne consegue che non tutte le partizioni del disco fisso vengono smontate, risultando in una corruzione del sistema.


[7] GRUB reads ext3 file systems as ext2, disregarding the journal file. Refer to the chapter titled The ext3 File System in the Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide for more information on the ext3 file system.

[8] Refer to the Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide for more information about tty devices.

[9] Consultate la Red Hat Enterprise Linux Deployment Guide per maggiori informazioni sui display manager.

Altra documentazione tecnica

This document provides a reference for using the Fedora installation software, known as anaconda. To learn more about anaconda, visit the project Web page: http://www.fedoraproject.org/wiki/Anaconda.
Sia anaconda che il sistema Fedora usano un gruppo comune di componenti software. Per informazioni dettagliate sulle tecnologie chiave, fare riferimento ai siti web elencati di seguito:
Boot loader
Fedora uses the GRUB boot loader. Refer to http://www.gnu.org/software/grub/ for more information.
Partizionamento del disco
Fedora uses parted to partition disks. Refer to http://www.gnu.org/software/parted/ for more information.
Gestione dello storage
Logical Volume Management (LVM) provides administrators with a range of facilities to manage storage. By default, the Fedora installation process formats drives as LVM volumes. Refer to http://www.tldp.org/HOWTO/LVM-HOWTO/ for more information.
Supporto audio
The Linux kernel used by Fedora incorporates PulseAudio audio server. For more information about PulseAudio, refer to the project documentation: http://www.pulseaudio.org/wiki/Documentation.
Sistema grafico
Both the installation system and Fedora use the Xorg suite to provide graphical capabilities. Components of Xorg manage the display, keyboard and mouse for the desktop environments that users interact with. Refer to http://www.x.org/ for more information.
Display remoti
Fedora and anaconda include VNC (Virtual Network Computing) software to enable remote access to graphical displays. For more information about VNC, refer to the documentation on the RealVNC Web site: http://www.realvnc.com/documentation.html.
Interfaccia a linea di comando
By default, Fedora uses the GNU bash shell to provide a command-line interface. The GNU Core Utilities complete the command-line environment. Refer to http://www.gnu.org/software/bash/bash.html for more information on bash. To learn more about the GNU Core Utilities, refer to http://www.gnu.org/software/coreutils/.
Accesso remoto al sistema
Fedora incorporates the OpenSSH suite to provide remote access to the system. The SSH service enables a number of functions, which include access to the command-line from other systems, remote command execution, and network file transfers. During the installation process anaconda may use the scp feature of OpenSSH to transfer crash reports to remote systems. Refer to the OpenSSH Web site for more information: http://www.openssh.com/.
Controllo degli accessi
SELinux provides Mandatory Access Control (MAC) capabilities that supplement the standard Linux security features. Refer to the SELinux Project Pages for more information: http://docs.fedoraproject.org/selinux-guide.
Firewall
The Linux kernel used by Fedora incorporates the netfilter framework to provide firewall features. The Netfilter project website provides documentation for both netfilter, and the iptables administration facilities: http://netfilter.org/documentation/index.html.
Installazione del software
Fedora uses yum to manage the RPM packages that make up the system. Refer to http://docs.fedoraproject.org/yum/ for more information.
Virtualization
Virtualization provides the capability to simultaneously run multiple operating systems on the same computer. Fedora also includes tools to install and manage the secondary systems on a Fedora host. You may select virtualization support during the installation process, or at any time thereafter. Refer to http://www.fedoraproject.org/wiki/Tools/Virtualization for more information.

Contributori e metodi di produzione

H.1. Contributori

  • Fabian Affolter (traduttore - Tedesco)
  • Amanpreet Singh Alam (traduttore - Punjabi)
  • Jean-Paul Aubry (traduttore - Francese)
  • David Barzilay (traduttore - Portoghese Brasiliano)
  • Domingo Becker (traduttore - Spagnolo)
  • Subhransu Behera (traduttore - Oriya)
  • Michał Bentkowski (traduttore - Polacco)
  • Rahul Bhalerao (traduttore - Marathi)
  • Runa Bhattacharjee (traduttore - Bengali (India))
  • Teta Bilianou (traduttore - Greco)
  • Lucas Brausch (traduttore - Tedesco)
  • Hector Daniel Cabrera (traduttore - Spagnolo)
  • David Cantrell (scrittore - istallazione VNC)
  • Guido Caruso (traduttore - Italiano)
  • Guillaume Chardin (traduttore - Francese)
  • Nikos Charonitakis (traduttore - Greco)
  • Chester Cheng (traduttore - Cinese (tradizionale))
  • Glaucia Cintra (traduttore - Portoghese Brasiliano)
  • Fabien Decroux (traduttore - Francese)
  • Hans De Goede (scrittore - iSCSI)
  • Claudio Rodrigo Pereyra Diaz (traduttore - Spagnolo)
  • Piotr Drąg (traduttore - Polacco)
  • Damien Durand (traduttore - Francese)
  • Stuart Ellis (scrittore, editor)
  • Ali Fakoor (traduttore - Persiano)
  • Felix I (translator - Tamil)
  • Tony Fu (traduttore - Cinese (Semplificato))
  • Paul W. Frields (scrittore, editor)
  • Paul Gampe (traduttore - Giapponese)
  • Sree Ganesh (traduttore - Telugu)
  • Dimitris Glezos (traduttore - Greco)
  • Guillermo Gómez (traduttore - Spagnolo)
  • Rui Gouveia (traduttore - Portoghese)
  • Kiyoto James Hashida (traduttore - Giapponese)
  • Severin Heiniger (traduttore - Tedesco)
  • Xi Huang (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Ryuichi Hyugabaru (traduttore - Giapponese)
  • Jayaradha N (traduttore - Tamil)
  • Chris Johnson (scrittore)
  • Eunju Kim (traduttore - Coreano)
  • Michelle J Kim (traduttore -Coreano)
  • Miloš Komarčević (traduttore - Serbo)
  • Alexey Kostyuk (traduttore - Russo)
  • Daniela Kugelmann (traduttore - Tedesco)
  • Rüdiger Landmann (scrittore, editor)
  • Magnus Larsson (traduttore - Svedese)
  • Christopherus Laurentius (traduttore - Indonesiano)
  • Florent Le Coz (traduttore - Francese)
  • Erick Lemon (scrittore)
  • Andy Lu (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Wei Liu (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Yelitza·Louze (traduttore - Spagnolo)
  • Gan Lu (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Igor Miletić (traduttore - Serbo)
  • Noriko Mizumoto (traduttore - Giapponese)
  • Jeremy W. Mooney (scrittore)
  • Enikő Nagy (traduttore - Ungerese)
  • Igor Nestorović (traduttore - Serbo)
  • David Nalley (scrittore, editor)
  • John Nguyen (scrittore)
  • Manuel Ospina (traduttore - Spagnolo)
  • Janis Ozolins (traduttore - Lettone)
  • Ankit Patel (traduttore - Gujarati)
  • Davidson Paulo (traduttore - Brasiliano Portoghese)
  • Ani Peter (traduttore - Malayalam)
  • Amitakhya Phukan (traduttore - Assamese)
  • Silvio Pierro (traduttore - Italiano)
  • Micha Pietsch (traduttore - Tedesco)
  • José Nuno Pires (traduttore - Portoghese)
  • Piotr Podgórski (traduttore - Polacco)
  • Yulia Poyarkova (traduttore - Russo)
  • Shankar Prasad (traduttore - Kannada)
  • Rajesh Ranjan (traduttore - Hindi)
  • Tommy Reynolds (scrittore)
  • Tim Richert (traduttore - Tedesco)
  • Dominik Sandjaja (traduttore - Tedesco)
  • Sharuzzaman Ahmat Raslan (traduttore - Malay)
  • Mohsen Saeedi (traduttore - Persiano)
  • Tian Shixiong (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Audrey Simons (traduttore - Francese)
  • Keld Simonsen (traduttore - Danese)
  • Jared K. Smith (scrittore, editor)
  • Espen Stefansen (traduttore - Norwegian Bokmål)
  • Sulyok Péter (traduttore - Ungherese)
  • Sümegi Zoltán (traduttore - Ungherese)
  • Francesco Tombolini (traduttore - Italiano)
  • Timo Trinks (traduttore - Tedesco)
  • Dimitris Typaldos (traduttore - Greco)
  • Göran Uddeborg (traduttore - Svedese)
  • Michaël Ughetto (traduttore - Francese)
  • Francesco Valente (traduttore - Italiano)
  • Karsten Wade (scrittore, editor, publicatore)
  • Sarah Saiying Wang (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Geert Warrink (traduttore - Olandese)
  • Elizabeth Ann West (editor)
  • Tyronne Wickramarathne (traduttore - Sinhalese)
  • Ben Wu (traduttore - Cinese (tradizionale))
  • Xiaofan Yang (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Yuan Yijun (traduttore - Cinese (semplificato))
  • Diego Búrigo Zacarão (traduttore - Brasiliano Portoghese)
  • Izaac Zavaleta (traduttore - Spagnolo)

H.2. Metodi di produzione

Gli scrittori producono la guida all'installazione direttamente in DocBook XML in un repository di controllo revisione. Essi collaborano con altri esperti di altre cose durante la fase di versione beta di Fedora per spiegare il processo di installazione. Il gruppo di modifica assicura la consistenza e la qualità della guida finale. A questo punto, il gruppo dei traduttori produce le versioni in altre lingue delle note di rilascio e quindi diventano disponibili al pubblico come parte di Fedora. Il gruppo di pubblicazione inoltre rende disponibili le guide e gli errata corrige successivi tramite web.

Storia revisione

Diario delle Revisioni
Revisione 11.0.0Wed Apr 01 2009Hans De Goede, Paul W. Frields, Ruediger Landmann, David Nalley, The anaconda team, Red Hat Engineering Content Services
Aggiornamento principale, che include il materiale dalla Guida all'installazione Red Hat Enterprise Linux e da altrove, oltre a correzioni per molti errori
Revisione 10.0.1Mon Feb 16 2009Ruediger Landmann
Conversione per essere compilata da Publican
Revisione 10.0.0Mon Nov 24 2008Karsten Wade
Creata e publicata la versione di Fedora 10
Revisione 9.9.2Sat Oct 18 2008Jared K. Smith
Preparazione per il rilascio di Fedora 10
Revisione 9.0.2Fri Jul 25 2008Paul W. Frields
Corrette istruzioni errate di livecd-tools
Revisione 9.0.1Sat Jun 28 2008Paul W. Frields
Corretti molti errori
Revisione 9.0.0Tue May 13 2008Paul W. Frields
Aggiunta informazione sull'aggiornamento della distribuzione

Indice analitico

Simboli

/boot/ partition
recommended partitioning, Schema di partizionamento consigliato
/root/install.log
install log file location, Prepararsi all'installazione
/var/ partition
recommended partitioning, Schema di partizionamento consigliato

A

adding partitions, Aggiunta di partizioni
file system type, Tipi di filesystem
Anaconda, Altra documentazione tecnica
architecture, Di quale architettura è il mio computer?
determining, Di quale architettura è il mio computer?
array (vedi RAID)
ATAPI CD-ROM
unrecognized, problems with, Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
automatic partitioning, Disk Partitioning Setup, Create Default Layout

B

Basic Input/Output System (vedi BIOS)
BIOS
definition of, Il BIOS
(vedi anche boot process)
BIOS (Basic Input/Output System), Come avviare il programma di installazione?
BitTorrent, Da BitTorrent
seeding, Da BitTorrent
boot CD-ROM, Metodi di avvio alternativi
creating, Creazione di un CD-ROM di installazione
boot loader, Aggiornamento della configurazione del boot loader, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
(vedi anche GRUB)
configuration, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
GRUB, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
installing on boot partition, Configurazione avanzata del boot loader
MBR, Configurazione avanzata del boot loader
password, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
upgrading, Aggiornamento della configurazione del boot loader
boot loader password, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
boot loaders, GRUB
(vedi anche GRUB)
definition of, Il boot loader GRUB
boot methods
boot CD-ROM, Metodi di avvio alternativi
USB pen drive, Metodi di avvio alternativi
boot options, Opzioni di avvio aggiuntive
boot.iso , Opzioni di avvio aggiuntive
linux mediacheck , Preparazione per una installazione dal disco fisso
mediacheck, Opzioni di avvio aggiuntive
serial mode, Opzioni di avvio aggiuntive
UTF-8, Opzioni di avvio aggiuntive
text mode, Opzioni di avvio aggiuntive
boot process, Processo di avvio, init e spegnimento, Esame dettagliato del processo di avvio
(vedi anche boot loaders)
chain loading, Processo di avvio di GRUB e x86
direct loading, Processo di avvio di GRUB e x86
for x86, Esame dettagliato del processo di avvio
stages of, Il processo di avvio, Esame dettagliato del processo di avvio
/sbin/init command, Il programma /sbin/init
BIOS, Il BIOS
boot loader, Il boot loader
EFI shell, Il BIOS
kernel, Il kernel
boot.iso, Creazione di un CD-ROM di installazione, Opzioni di avvio aggiuntive
booting
emergency mode, Avvio nella modalitá di emergenza
installation program
x86, AMD64 and Intel 64, Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64
rescue mode, Avvio della modalitá di ripristino
single-user mode, Avvio della modalità utente singolo

E

EFI shell
definition of, Il BIOS
(vedi anche boot process)
emergency mode, Avvio nella modalitá di emergenza
ext2 (vedi file systems)
ext3 (vedi file systems)
ext4 (vedi file systems)
extended partitions, Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
Extensible Firmware Interface shell (vedi EFI shell)

G

GRUB, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64 , Il boot loader
(vedi anche boot loaders)
additional resources, Risorse aggiuntive
installed documentation, Documentazione installata
related books, Libri correlati
useful websites, Siti Web utili
alternatives to, Boot loader alternativi
boot process, Processo di avvio di GRUB e x86
Changing Runlevels at Boot Time, Changing Runlevels at Boot Time
changing runlevels with, Interfacce di GRUB
commands, Comandi
configuration, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
configuration file
/boot/grub/grub.conf , Struttura del file di configurazione
structure, Struttura del file di configurazione
definition of, GRUB
documentation, Altra documentazione tecnica
features, Caratteristiche di GRUB
installing, Installing GRUB
interfaces, Interfacce di GRUB
command line, Interfacce di GRUB
menu, Interfacce di GRUB
menu entry editor, Interfacce di GRUB
order of, Ordine di caricamento delle interfacce
menu configuration file, File di configurazione del menu di GRUB
directives, Direttive del file di configurazione
role in boot process, Il boot loader
terminology, Terminologia GRUB
devices, Nomi dei dispositivi
files, Nomi dei file ed elenchi dei blocchi
root file system, Il file System root e GRUB
grub.conf , Struttura del file di configurazione
(vedi anche GRUB)

I

IDE CD-ROM
unrecognized, problems with, Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
init command, Il programma /sbin/init
(vedi anche boot process)
configuration files
/etc/inittab , SysV Init Runlevels
role in boot process, Il programma /sbin/init
(vedi anche boot process)
runlevels
directories for, SysV Init Runlevels
runlevels accessed by, Runlevel
SysV init
definition of, SysV Init Runlevels
install log file
/root/install.log , Prepararsi all'installazione
installation
aborting, Installazione dal DVD/CD-ROM
can you install with a CD-ROM or DVD, E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?
CD-ROM, Installazione dal DVD/CD-ROM
disk space, Lo spazio sul disco è sufficiente?
FTP, Preparazione per una installazione di rete
GUI
CD-ROM, Installazione sui sistemi Intel® e AMD
hard drive, Preparazione per una installazione dal disco fisso, Installazione dal disco fisso
HTTP, Preparazione per una installazione di rete, Installazione tramite FTP o HTTP
keyboard navigation, Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
kickstart (vedi kickstart installations)
mediacheck, Opzioni di avvio aggiuntive
method
CD-ROM, Scelta del metodo di installazione
hard drive, Scelta del metodo di installazione
NFS image, Scelta del metodo di installazione
selecting, Scelta del metodo di installazione
URL, Scelta del metodo di installazione
network, Preparazione per una installazione di rete
NFS, Preparazione per una installazione di rete, Installazione tramite NFS
server information, Installazione tramite NFS
partitioning, Partizionamento del sistema
problems
IDE CD-ROM related, Cosa fare se il CD-ROM non viene rilevato?
program
graphical user interface, Interfaccia utente del programma di installazione in modalità grafica
starting, Avvio del programma di installazione
text mode user interface, Interfaccia utente del programma di installazione in modalità di testo
virtual consoles, Una nota sulle console virtuali
serial mode, Opzioni di avvio aggiuntive
UTF-8, Opzioni di avvio aggiuntive
starting, Installazione dal DVD/CD-ROM
text mode, Opzioni di avvio aggiuntive
installation media
testing, Preparazione per una installazione dal disco fisso
installation program
x86, AMD64 and Intel 64
booting, Avviare il programma d'installazione su sistemi x86, AMD64 e Intel® 64
installing packages, Package Group Selection
IPv4, Network Configuration
iscsi
installation, Advanced Storage Options
ISO images
downloading, Scaricare i file, Come posso scaricare i file di installazione?

K

kernel
role in boot process, Il kernel
kernel options, Opzioni del kernel
keyboard
configuration, Keyboard Configuration
navigating the installation program using, Uso della tastiera per spostarsi da un menu all'altro
keymap
selecting type of keyboard, Keyboard Configuration
Kickstart, Automatizzare l'installazione con Kickstart
kickstart
how the file is found, Avvio di una installazione kickstart
Kickstart Configurator , Configuratore di Kickstart
%post script, Script di post-installazione
%pre script, Script di pre-installazione
authentication options, Autenticazione
basic options, Basic Configuration
boot loader, Boot Loader Options
boot loader options, Boot Loader Options
Display configuration, Configurazione display
firewall configuration, Configurazione firewall
installation method selection, Metodo di installazione
interactive, Basic Configuration
keyboard, Basic Configuration
language, Basic Configuration
network configuration, Network Configuration
package selection, Package Selection
partitioning, Informazioni sulla partizione
software RAID, Creare partizioni RAID software
preview, Configuratore di Kickstart
reboot, Basic Configuration
root password, Basic Configuration
encrypt, Basic Configuration
saving, Salvataggio del file
SELinux configuration, Configurazione SELinux
text mode installation, Basic Configuration
time zone, Basic Configuration
kickstart file
%include , Opzioni di kickstart
%post, Script di post-installazione
%pre, Script di pre-installazione
auth , Opzioni di kickstart
authconfig , Opzioni di kickstart
autopart , Opzioni di kickstart
autostep , Opzioni di kickstart
bootloader , Opzioni di kickstart
CD-ROM-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
clearpart , Opzioni di kickstart
cmdline , Opzioni di kickstart
creating, Opzioni di kickstart
device , Opzioni di kickstart
diskette-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
driverdisk , Opzioni di kickstart
firewall , Opzioni di kickstart
firstboot , Opzioni di kickstart
flash-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
format of, Creazione di un file kickstart
graphical , Opzioni di kickstart
halt , Opzioni di kickstart
ignoredisk , Opzioni di kickstart
include contents of another file, Opzioni di kickstart
install , Opzioni di kickstart
installation methods, Opzioni di kickstart
interactive , Opzioni di kickstart
iscsi , Opzioni di kickstart
key , Opzioni di kickstart
keyboard , Opzioni di kickstart
lang , Opzioni di kickstart
langsupport , Opzioni di kickstart
logging , Opzioni di kickstart
logvol , Opzioni di kickstart
mediacheck , Opzioni di kickstart
mouse , Opzioni di kickstart
multipath , Opzioni di kickstart
network , Opzioni di kickstart
network-based, Rendere il file kickstart disponibile sulla rete, Rendere disponibile l'albero di installazione
options, Opzioni di kickstart
partitioning examples, Esempio di partizionamento avanzato
package selection specification, Package Selection
part , Opzioni di kickstart
partition , Opzioni di kickstart
post-installation configuration, Script di post-installazione
poweroff , Opzioni di kickstart
pre-installation configuration, Script di pre-installazione
raid , Opzioni di kickstart
reboot , Opzioni di kickstart
rootpw , Opzioni di kickstart
selinux , Opzioni di kickstart
services , Opzioni di kickstart
shutdown , Opzioni di kickstart
skipx , Opzioni di kickstart
text , Opzioni di kickstart
timezone , Opzioni di kickstart
upgrade , Opzioni di kickstart
user , Opzioni di kickstart
vnc , Opzioni di kickstart
volgroup , Opzioni di kickstart
what it looks like, Creazione di un file kickstart
xconfig , Opzioni di kickstart
zerombr , Opzioni di kickstart
zfcp , Opzioni di kickstart
kickstart installations, Installazioni kickstart
CD-ROM-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
diskette-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
file format, Creazione di un file kickstart
file locations, Come rendere disponibile un file kickstart
flash-based, Creazione di un supporto d'avvio di kickstart
installation tree, Rendere disponibile l'albero di installazione
LVM, Opzioni di kickstart
network-based, Rendere il file kickstart disponibile sulla rete, Rendere disponibile l'albero di installazione
starting, Avvio di una installazione kickstart
from a boot CD-ROM, Avvio di una installazione kickstart
from CD-ROM #1 with a diskette, Avvio di una installazione kickstart

L

language
selecting, Language Selection
LILO, Il boot loader
(vedi anche boot loaders)
role in boot process, Il boot loader
LVM
documentation, Altra documentazione tecnica
logical volume, Comprensione di LVM
physical volume, Comprensione di LVM
understanding, Comprensione di LVM
volume group, Comprensione di LVM
with kickstart, Opzioni di kickstart

M

master boot record, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
Master Boot Record, Impossibile effettuare un avvio di Fedora (vedi MBR)
reinstalling, Re-installazione del boot loader
MBR
definition of, Esame dettagliato del processo di avvio, Il BIOS
(vedi anche boot loaders)
(vedi anche boot process)
installing boot loader on, Configurazione avanzata del boot loader
memory testing mode, Caricare la modalità di test della memoria (RAM)
mirror, Da un mirror
modem, Network Configuration
mount points
partitions and, Partizioni su disco e punti di montaggio

N

network
installations
HTTP, Installazione tramite FTP o HTTP
NFS, Installazione tramite NFS
network installation
performing, Eseguire una installazione di rete
preparing for, Preparazione per una installazione di rete
NFS
installation, Preparazione per una installazione di rete, Installazione tramite NFS
NFS (Network File System)
install from, Eseguire una installazione di rete
NTFS partitions
resizing, Preparazione per l'installazione
NTP (Network Time Protocol), Configurazione del fuso orario, Data ed ora
ntsysv , Utilità dei Runlevel
(vedi anche services)

O

OpenSSH, Altra documentazione tecnica
(vedi anche SSH)
OS/2 boot manager, Configurazione avanzata del boot loader

P

package groups, Personalizzazione della scelta del software
packages
groups, Package Group Selection
selecting, Package Group Selection
installing, Package Group Selection
selecting, Package Group Selection
parted partitioning utility, Create new partition(s)
partition
extended, Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
illegal, La schermata di partizionamento
root, La schermata di partizionamento
partitioning, Partizionamento del sistema
automatic, Create Default Layout
basic concepts, Introduzione al partizionamento del disco
creating new, Aggiunta di partizioni
file system type, Tipi di filesystem
deleting, Cancellare una partizione
destructive, Utilizzo dello spazio libero di una partizione attiva
editing, Modifica delle partizioni
extended partitions, Partizioni all'interno di partizioni — Panoramica sulle partizioni estese
how many partitions, Partizioni: ottenere più unità da una sola, Quante partizioni?
introduction to, Partizioni: ottenere più unità da una sola
making room for partitions, Creazione di spazio per Fedora
mount points and, Partizioni su disco e punti di montaggio
naming partitions, Schema dei nomi per le partizioni
non-destructive, Utilizzo dello spazio libero di una partizione attiva
numbering partitions, Schema dei nomi per le partizioni
other operating systems, Partizioni ed altri sistemi operativi
primary partitions, Partizioni: ottenere più unità da una sola
recommended, Schema di partizionamento consigliato
types of partitions, Partizioni: ottenere più unità da una sola
using free space, Utilizzo dello spazio libero non partizionato
using in-use partition, Utilizzo dello spazio libero di una partizione attiva
using unused partition, Utilizzo dello spazio di una partizione non utilizzata
Partitioning , Partizionamento del sistema
adding partitions
file system type, Tipi di filesystem
buttons, La schermata di partizionamento
deleting partitions, Cancellare una partizione
editing partitions, Modifica delle partizioni
password
boot loader, Configurazione Boot Loader per x86, AMD64, and Intel® 64
setting root, Impostare la password di root
programs
running at boot time, Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
PulseAudio, Altra documentazione tecnica
PXE (Pre-boot eXecution Environment), Avviare dalla rete usando PXE
PXE installations
adding hosts, Aggiunta di host PXE
boot message, custom, Aggiungere un messaggio di avvio personalizzato
configuration, Configurazione di avvio PXE
DHCP configuration, Configurare il server DHCP
overview, Configurare manualmente un server PXE
performing, Eseguire una installazione PXE
setting up the network server, Impostare il server di rete

R

RAID
creating a software RAID, La schermata di partizionamento
hardware, RAID ed altri dispositivi su disco
kickstart installations, Opzioni di kickstart
Kickstart Configurator, Creare partizioni RAID software
partitioning a RAID, La schermata di partizionamento
software, RAID ed altri dispositivi su disco
system unbootable after disk failure, Installing GRUB
trouble booting from drive attached to RAID card, Problemi di avvio con la scheda RAID
rc.local
modifying, Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
rc.serial , Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
(vedi anche setserial command)
re-installation, Scegliere se aggiornare o reinstallare
removing
Fedora, Rimozione di Fedora
rescue discs, Avviare il computer in modalità di ripristino
rescue mode, Rescue Mode, Avviare il computer in modalità di ripristino
definition of, Avvio della modalitá di ripristino
utilities available, Avvio della modalitá di ripristino
root / partition
recommended partitioning, Schema di partizionamento consigliato
root password, Impostare la password di root
runlevel 1, Avvio della modalità utente singolo
runlevels (vedi init command)
changing with GRUB, Interfacce di GRUB
configuration of, Utilità dei Runlevel
(vedi anche services)

S

scp, Altra documentazione tecnica
(vedi anche SSH)
selecting
packages, Package Group Selection
SELinux
documentation, Altra documentazione tecnica
serial console, Configurare l'interfaccia
serial ports (vedi setserial command)
services
configuring with chkconfig , Utilità dei Runlevel
configuring with ntsysv , Utilità dei Runlevel
configuring with Services Configuration Tool , Utilità dei Runlevel
Services Configuration Tool , Utilità dei Runlevel
(vedi anche services)
setserial command
configuring, Esecuzione di programmi aggiuntivi durante l'avvio
Setup Agent
via Kickstart, Opzioni di kickstart
shutdown, Arresto del sistema
(vedi anche halt)
single-user mode, Avvio della modalità utente singolo
SSH (Secure SHell)
documentation, Altra documentazione tecnica
starting
installation, Avvio del programma di installazione, Installazione dal DVD/CD-ROM
steps
disk space, Lo spazio sul disco è sufficiente?
hardware compatibility, L'hardware è compatibile?
installing with CD-ROM or DVD, E' possibile eseguire l'installazione usando il CD-ROM o il DVD?
swap file
upgrade, Scegliere se aggiornare o reinstallare
swap partition
recommended partitioning, Schema di partizionamento consigliato
syslog, Inviare i file di log (logging) ad un sistema remoto durante l'installazione
system recovery, Recupero di base del sistema
common problems, Problemi comuni
forgetting the root password, Root Password
hardware/software problems, Problemi hardware/software
reinstalling the boot loader, Re-installazione del boot loader
unable to boot into Fedora, Impossibile effettuare un avvio di Fedora
system-config-kickstart (vedi Kickstart Configurator )
SysV init (vedi init command)

T

TCP/IP configuration, Eseguire una installazione di rete
Telnet, Abilitare l'accesso remoto con telnet
text interface, Configurare l'interfaccia
tftp , Attivazione del server tftp
time zone
configuration, Configurazione del fuso orario
traceback messages
saving traceback messages without removeable media, Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
troubleshooting, Troubleshooting dell'installazione su di un sistema Intel® o AMD
after the installation, Problemi post installazione
Apache-based httpd service hangs during startup, Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio
booting into a graphical environment, Avvio in un ambiente grafico
booting into GNOME or KDE, Avvio in un ambiente grafico
booting into the X Window System, Avvio in un ambiente grafico
graphical GRUB screen, Avete dei problemi con la schermata grafica di GRUB su di un sistema basato su x86?
logging in, Problemi con il login
printers, La vostra stampante non funziona
RAM not recognized, La vostra RAM non è stata riconosciuta?
Sendmail hangs during startup, Sospensione di Sendmail/servizio httpd basato su Apache durante l'avvio
sound configuration, Problemi con la configurazione audio
X (X Window System), Problemi con il sistema X Window (GUI)
X server crashes, Problemi con il crash del Server X e con utenti non-root
beginning the installation, Problemi nell'avvio dell'installazione
frame buffer, disabling, Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
GUI installation method unavailable, Problemi nell'avvio dell'installazione grafica
booting, Impossibile avviare Fedora
RAID cards, Problemi di avvio con la scheda RAID
signal 11 error, Viene visualizzato il segnale di errore 11?
CD-ROM failure
CD-ROM verification, Preparazione per una installazione dal disco fisso, Opzioni di avvio aggiuntive
during the installation, Problemi durante l'installazione
completing partitions, Altri problemi di partizionamento
No devices found to install Fedora error message, No devices found to install Fedora Messaggio d'errore
partition tables, Problemi con la tabella delle partizioni
Python errors, Presenza di errori con Python
saving traceback messages without removeable media, Salvare i messaggi di errore traceback senza un supporto rimovibile
using remaining hard drive space, Uso dello spazio residuo