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To learn how to install Fedora, refer to to the Fedora Installation Guide |
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Refer to http://docs.fedoraproject.org/install-guide/ for full instructions on installing Fedora. If you encounter a problem or have a question during installation that is not covered in these release notes, refer to http://www.fedoraproject.org/wiki/FAQ and http://www.fedoraproject.org/wiki/Bugs/Common. |
Anaconda è il nome del programma di installazione di Fedora. Questa sezione descrive le problematiche relative ad Anaconda ed all'installazione di Fedora 10.
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L'immagine ISO DVD di Fedora è un file molto grande. |
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Se si desidera scaricare l'immagine ISO del DVD di Fedora, è da tener presente che non tutti i programmi per il download dei file possono scaricare file con una dimensione maggiore di 2 GiB. I programmi |
Anaconda chiederà se è necessario verificare il media d'installazione se è stato selezionato durante l'avvio da un supporto di sola installazione.
Utilizzando Fedora Live, premere qualsiasi tasto durante il conto alla rovescia per l'avvio iniziale, così facendo verrà visualizzato un menu per le opzioni d'avvio. Selezionare per eseguire la verifica del media. Il media d'installazione può essere usato per verificare supporti Fedora Live. Anaconda chiederà durante il controllo del media se si desidera controllare un disco diverso da quello sul quale Anaconda è in esecuzione. Per provare un altro media selezionare per estrarre il media inserito, successivamente sostituirlo con il media che si desidera verificare.
Eseguire questa verifica per ogni nuovo supporto di installazione o live.
Il Fedora Project consiglia vivamente l'esecuzione di questo test prima di riportare qualsiasi bug relativo all'installazione. Molti dei bug riportati sono causati da CD o DVD masterizzati non correttamente.
In casi rari la procedura di verifica potrebbe indicare che alcuni dischi disponibili siano difettosi. Tale risultato è spesso causato dal software di scrittura dei dischi, il quale non implementa un distanziamento durante la creazione dei dischi dai file ISO.
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BitTorrent verifica automaticamente l'integrità dei file. |
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If you use BitTorrent, any files you download are
automatically validated. If your file completes downloading you
do not need to check it. Once you burn your CD or DVD, however,
you should still use |
Un'altra causa del fallimento durante l'installazione è una memoria difettosa. Per effettuare un test sulla memoria prima di installare Fedora, premere un tasto qualsiasi per entrare nel menù di avvio, quindi selezionare . Questa opzione eseguirà l'avvio esclusivo del software di verifica della memoria Memtest86 invece di Anaconda. Le verifiche di Memtest86 continueranno fin quando non verrà premuto il tasto Esc.
Fedora 10 supporta installazioni grafiche FTP ed HTTP. Tuttavia l'immagine d'installazione deve essere contenuta in RAM o su uno storage locale come il DVD d'installazione o il Live Media. Per questo motivo solo i sistemi con più di 192MiB di RAM o i sistemi avviati dal DVD d'installazione o Live Media, possono usare il programma d'installazione grafico. I sistemi con 192MiB di RAM o inferiore verranno automaticamente portati ad usare il programma d'installazione testuale. Se si preferisce usare il programma d'installazione testuale, digitare linux text al prompt boot:.
NetworkManager per il Networking -- Anaconda utilizza ora NetworkManager per la configurazione delle interfacce di rete durante l'installazione. La schermata di configurazione dell'interfaccia di rete principale in Anaconda è stata rimossa. Se necessario, verrà richiesto agli utenti di inserire solo le informazioni per la configurazione della rete durante l'installazione. Le impostazioni usate durante l'installazione vengono successivamente scritte sul sistema.
Per maggiori informazioni consultare http://www.fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Features/NetConfigForNM.
Quando si utilizza netinst.iso per avviare il programma d'installazione, Anaconda utilizza l'URL mirrorlist di Fedora come sorgente d'installazione. Per default, la schermata di selezione del metodo non verrà più visualizzata. Se non si desidera utilizzare l'URL mirrorlist, aggiungere repo= oppure <sorgente d'installazione>askmethod, ai parametri d'avvio del programma d'installazione. L'opzione askmethod causa la visualizzazione della schermata di selezione come avveniva nelle versioni precedenti. I parametri d'avvio possono essere aggiunti premendo il tasto Tab nella schermata d'avvio iniziale, aggiungendo successivamente i nuovi parametri all'elenco esistente. Per maggiori informazioni consultare le descrizioni repo= e stage2= su http://fedoraproject.org/wiki/Anaconda/Options.
.iso
When PXE booting and using a .iso file
mounted via NFS for the installation media, add
repo=nfs:server:/path/ to the command
line. The install.img file also needs to be extracted and/or placed into the nfs:server:/path/images/ directory.
I file speciali /dev/hdX per i drive IDE su i386 ed x86_64 sono stati cambiati in /dev/sdX in Fedora 7. Consultare le note sull'importanza dell'etichettatura dei dispositivi per gli aggiornamenti da versioni precedenti a Fedora 7, e le limitazioni sulle partizioni.
Non tutti i controller RAID IDE sono supportati. Se il controller RAID non è ancora supportato da dmraid, si potrebbero combinare i dischi in un array RAID configurando il Linux software RAID. Per i controller supportati, configurare le funzionalità RAID nel BIOS del computer.
Su alcuni server con molteplici interfacce di rete, eth0 potrebbe non essere assegnato alla prima interfaccia di rete riconosciuta dal BIOS; ciò può causare che il programma d'installazione tenti di usare un'interfaccia di rete differente da quella usata da PXE. Per cambiare questo comportamento, usare quanto segue nei file di configurazione in pxelinux.cfg/*:
IPAPPEND 2 APPEND
ksdevice=bootif
Le opzioni di configurazione sopraelencate fanno sì che il programma d'installazione usi la stessa interfaccia di rete usata dal BIOS e PXE. E' possibile inoltre usare la seguente opzione:
ksdevice=link
Questa opzione fa si che il programma d'installazione usi il primo dispositivo di rete che trova collegato ad uno switch.
Consultare http://fedoraproject.org/wiki/DistributionUpgrades per maggiori informazioni sulle procedure consigliate di aggiornamento di Fedora.
Mentre i vecchi driver IDE supportavano fino a 63 partizioni per dispositivo, i dispositivi SCSI sono limitati a 15 partizioni. Anaconda usa il nuovo driver libata allo stesso modo del resto di Fedora, perciò non è in grado di rilevare più di 15 partizioni per disco IDE durante il processo di installazione o aggiornamento.
Se si sta aggiornando un sistema con più di 15 partizioni, si dovranno migrare i dischi al Logical Volume Management (LVM). Questa restrizione può causare conflitti con altri sistemi installati se non supportano LVM. Le più moderne distribuzioni Linux supportano LVM, ed i driver sono disponibili anche per altri sistemi operativi.
A change in the way that the Linux kernel handles storage
devices means that device names such as
/dev/hdX or /dev/sdX
may differ from the values used in earlier releases.
Anaconda solves this problem by
relying on partition labels or UUIDs for finding devices. If
these are not present, then Anaconda
presents a warning indicating that partitions need to be
labelled and that the upgrade can not proceed. Systems that use
Logical Volume Management (LVM) and the device mapper usually do
not require relabeling. One exception is mirrored LVM
partitions, where the UUIDs are identical. In that case, the
partitions must be labeled.
Per vedere le etichette sulle partizioni, avviare il sistema Fedora esistente, ed immettere quanto segue nel prompt di un terminale:
/sbin/blkid
Confermare che la linea di ogni volume all'interno dell'elenco abbia un valore LABEL= come mostrato qui di seguito:
/dev/hdd1: LABEL="/boot"
UUID="ec6a9d6c-6f05-487e-a8bd-a2594b854406" SEC_TYPE="ext2"
TYPE="ext3"
Per partizioni ext2 e ext3 senza una etichetta utilizzare il seguente comando:
su -c 'e2label /dev/example f7-slash'
Per i filesystem VFAT usare dosfslabel del pacchetto dosfstools, e per i filesystem NTFS usare ntfslabel del pacchetto ntfsprogs. Prima di riavviare la macchina aggiornare anche le voci per il montaggio del file system, insieme alla voce root del kernel di GRUB.
Se è stata aggiornata o modificata una etichetta del filesystem le voci dei dispositivi presenti in /etc/fstab devono essere aggiornate per coincidere:
su -c 'cp /etc/fstab /etc/fstab.orig' su -c 'gedit /etc/fstab'
Un esempio di montaggio per etichetta è:
LABEL=f7-slash / ext3 defaults 1
1
grub.conf
Se l'etichetta per il filesystem (root) / è stata modificata, anche il parametro di avvio del kernel nel file di configurazione di grub deve essere modificato:
su -c 'gedit /boot/grub/grub.conf'
Una linea di esempio di grub per il kernel corrispondente è:
kernel /vmlinuz-2.6.20-1.2948.fc6 ro
root=LABEL=f7-slash rhgb quiet
Se le etichette delle partizioni sono state cambiate, o il file /etc/fstab modificato, riavviare il sistema Fedora esistente per confermare che tutte le partizioni vengano ancora montate normalmente ed il login abbia successo. Al termine della verifica, riavviare con il media di installazione per far partire il programma di installazione e cominciare l'aggiornamento.
In generale, sono consigliate nuove installazioni rispetto agli aggiornamenti, in particolare per i sistemi che includono software di repositori di terze parti. Pacchetti di terze parti rimanenti da installazioni precedenti, potrebbero non funzionare come ci si aspetta su un sistema Fedora aggiornato. Se si decide di eseguire comunque un aggiornamento, le seguenti informazioni potranno essere d'aiuto:
Prima di aggiornare, eseguire il back up completo del sistema. In particolare se vi sono installati pacchetti personalizzati, preservare /etc, /home, ed eventualmente /opt e /usr/local. Si potrebbe usare un approccio multi-boot con un "clone" della vecchia installazione su partizioni alternative come ripiego. In tal caso, creare un media di avvio alternativo, come un floppy GRUB.
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Backup della configurazione |
|---|---|
Il backup delle configurazioni in |
Dopo aver completato l'aggiornamento, eseguire il comando:
rpm -qa --last > RPMS_by_Install_Time.txt
Ispezionare la fine dell'output per i pacchetti con data antecedente all'aggiornamento. Rimuovere o aggiornare questi pacchetti dal repositorio di terze parti, od altrimenti gestirli come risulti necessario. Alcuni pacchetti installati in precedenza potrebbero non essere più disponibili in nessun repositorio configurato. Per mostrare tutti questi pacchetti, usare il seguente comando:
su -c 'yum list extras'
Quando si usa un file di configurazione kickstart via HTTP, il recupero del file kickstart potrebbe fallire con un errore il quale indica che il file non può essere recuperato. Selezionare diverse volte senza apportare alcuna modifica per superare con successo questo errore. Come rimedio, usare uno degli altri metodi supportati per ripristinare le configurazioni di kickstart.
L'applicazione Firstboot richiede la creazione di un utente non-root per il sistema. Tale processo è necessario per supportare gdm, e per non far eseguire il login su di un desktop grafico da parte dell'utente root.
Se un meccanismo di autenticazione di rete viene scelto durante l'installazione, Firstboot non richiderà la creazione di un utente locale non-root.
La versione di Fedora 10 include diverse immagini ISO Fedora Live in aggiunta alle tradizionali immagini di installazione. Queste immagini ISO sono avviabili, ed è possibile masterizzarle sui media ed usarle per provare Fedora. Esse includono anche una caratteristica che permetterà di installare il contenuto dell'immagine di Fedora Live sul disco rigido per persistenza e prestazioni più elevate.
Per un elenco completo delle spin attualmente disponibili, e le istruzioni per utilizzarle, fare riferimento a:
Per eseguire l'avvio da una immagine di Fedora Live, inserire il media nel computer e riavviarlo. Per eseguire il login ed usare l'ambiente desktop, immettere il nome utente fedora. Per questo account non vi è alcuna password. Le immagini di Fedora Live basate su GNOME effettuano il login automatico dopo un minuto affinché gli utenti possano selezionare la lingua preferita. Dopo aver effettuato il login, se si desidera installare i contenuti dell'immagine Live sul disco rigido, fare clic sull'icona del desktop Installa su disco rigido.
Per controllare il media Live di Fedora, premere qualsiasi tasto durante il conto alla rovescia del processo d'avvio iniziale per visualizzare il menu delle opzioni d'avvio. Selezionare Verifica ed eseguire l'avvio per il test del media.
Eseguire questo test per ogni nuovo media Live.
Per eseguire una installazione in modalità di testo dell'immagine Fedora Live, usare il comando liveinst nella console.
Un altro metodo per usare le immagini di Fedora Live è di inserirle su di un dispositivo USB. Per fare questo usare l'interfaccia grafica liveusb-creator. Usare quindi , per la ricerca e l'installazione di liveusb-creator o per l'installazione tramite yum:
su -c 'yum install liveusb-creator'
Invece di utilizzare il tool grafico è possibile anche usare l'interfaccia a liena di comando dal pacchetto livecd-tools. Quindi eseguire lo script livecd-iso-to-disk:
/usr/bin/livecd-iso-to-disk /path/to/live.iso /dev/sdb1
Sostituire /dev/sdb1 con la partizione sulla quale si desidera inserire l'immagine
Questo è un processo non distruttivo; qualsiasi dato si abbia sul dispositivo USB sarà preservato.
È disponibile anche una versione Windows di questo strumento, che permette agli utenti di provare o di migrare su Fedora.
È stato aggiunto a Fedora 10 il supporto per mantenere persistente /home con il resto del sistema stateless. Ciò include il supporto per la cifratura di /home, per la protezione del sistema nel caso di smarrimento del dispositivo USB. Per poter utilizzare il suddetto supporto scaricare l'immagine Live ed eseguire il seguente comando:
livecd-iso-to-disk --home-size-mb 512 /path/to/live.iso /dev/sdb1
Sostituire /dev/sdb1 con la partizione sulla quale si desidera inserire l'immagine
Sostituire 512 con la dimensione desiderata in megabyte della /home persistente. Lo script della shell livecd-iso-to-disk è salvato nella directory LiveOS presente nel livello superiore dell'immagine del CD. Il dispositivo USB deve avere sufficiente spazio libero per l'immagine di Fedora Live, più /home, più qualsiasi altro dato salvato sul media. Per default tale operazione cifrerà i dati e richiederà l'utilizzo di una frase segreta. Se si desidera avere una /home non cifrata specificare l'opzione --unencrypted-home.
Da notare che le esecuzioni successive di livecd-iso-to-disk mantengono la /home creata sul dispositivo USB, continuando così ad utilizzarla anche se l'immagine Live viene cambiata.
Per Fedora 9 e versioni superiori esiste il supporto per i cambiamenti persistenti con le immagini di Fedora Live. L'utilizzo primario è quello di eseguire il boot di un'immagine di Fedora Live su di una unità flash USB e salvare i cambiamenti sul medesimo dispositivo. Per farlo, scaricare l'immagine di Fedora Live ed eseguire il seguente comando:
livecd-iso-to-disk --overlay-size-mb 512 /path/to/live.iso /dev/sdb1
Sostituire /dev/sdb1 con la partizione sulla quale si desidera inserire l'immagine
Sostituire 512 con la grandezza desiderata in megabyte dei dati persistenti, o overlay. Lo script della shell livecd-iso-to-disk è salvato nella directory LiveOS presente nel livello superiore dell'immagine del CD. Il dispositivo USB deve avere sufficiente spazio libero per l'immagine di Fedora Live, più l'overlay, più qualsiasi altro dato da salvare sul media.
Fedora 10 include il supporto per l'inserimento dell'immagine Live su di una immagine USB, e il sccessivo avviando su hardware Apple basato su processore Intel. Diversamente da molte macchine x86, questo hardware richiede la riformattazione del dispositivo USB usato. Per impostare un dispositivo USB eseguire:
/usr/bin/livecd-iso-to-disk --mactel /path/to/live.iso /dev/sdb1
Sostituire /dev/sdb1 con la partizione sulla quale si desidera inserire l'immagine
Da notare che possono essere utilizzati anche tutti gli altri argomenti per il comando livecd-iso-to-disk precedentemente descritti.
Di seguito vengono riportate le differenze esistenti tra una installazione con immagini Live di Fedora ed una installazione normale di Fedora.
Le immagini Fedora Live forniscono un sottoinsieme di pacchetti disponibili nell'immagine regolare DVD. Entrambi sono connessi allo stesso repositorio che contiene tutti i pacchetti.
Il demone SSH sshd è disabilitato per impostazione predefinita. SSH è disabilitato perché il nome utente predefinito nelle immagini Fedora Live non ha alcuna password. Tuttavia l'installazione su disco rigido richiede comunque la creazione di un nuovo utente e password.
L'installazione con immagini Fedora Live non permette nè la selezione dei pacchetti, nè la funzione di aggiornamento del sistema, poiché avviene copiando l'intero filesystem del media Live sul disco rigido. Dopo aver completato l'installazione e riavviato il sistema, i pacchetti possono essere aggiunti o rimossi a piacimento con lo strumento , il yum o altri strumenti di gestione del software.
Le immagini Fedora Live non funzionano sull'architettura i586.
Gli utenti spesso richiedono che Fedora sia in grado di fornire una hardware compatibility list (HCL), la quale risulta attualmente non disponibile. Perchè? Poichè tale compito risulta essere molto difficile ed è facilmente gestibile da parte dell'intera comunità e non da una singola distribuzione Linux.
Tuttavia a causa della nostra posizione contro i driver hardware 'closed-source' e dei problemi presenti con i firmware binari per l'hardware, sono disponibili alcuni informazioni aggiuntive fornite dal Fedora Project per gli utenti di Fedora.
Per 32-bit x86 - Section 2.4.2, “Specifiche x86 per Fedora”
Per 64-bit x86 - Section 2.4.3, “Specifiche x86_64 per Fedora”
Per PowerPC (PPC)- Section 2.4.4, “Specifiche PPC per Fedora”
Da http://fedoraproject.org/wiki/ForbiddenItems:
Se un driver risulta essere proprietario, non è possibile includerlo in Fedora.
Se un driver è soggetto a restrizioni legali, non può essere incluso in Fedora.
Se infrange la legge federale degli Stati Uniti d'America, allora non sarà possibile includere tale contenuto in Fedora.
Contattare i propri rivenditori hardware ed informaterli che si desiderano solo firmware e driver open source e non proprietari.
Utilizzare la propria forza d'acquisto ed acquistare solo dai rivenditori che supportano i propri hardware con driver e firmware open source. A tal proposito consultate http://www.fsf.org/campaigns/hardware.html per maggiori informazioni.
Questa sezione fornisce note specifiche per le architetture hardware supportate da Fedora.
RPM supporta l'installazione parallela dello stesso pacchetto per molteplici architetture. L'elenco dei pacchetti installati restituito da rpm -qa potrebbe mostrare pacchetti duplicati, poiché l'architettura non viene visualizzata. Usare invece il comando repoquery, incluso nel pacchetto yum-utils, che per impostazione predefinita mostra l'architettura di ogni pacchetto. Per installare yum-utils, eseguire il seguente comando:
su -c 'yum install yum-utils'
Per elencare tutti i pacchetti con le loro architetture usando rpm, eseguire il seguente comando:
rpm -qa --queryformat "%{name}-%{version}-%{release}.%{arch}\n"
Questa impostazione modifica l'interrogazione predefinita in modo da elencare l'architettura. Aggiungere questo comando in /etc/rpm/macros (per impostarlo a livello globale) o ~/.rpmmacros (per impostarlo a livello utente).
%_query_all_fmt %%{name}-%%{version}-%%{release}.%%{arch}
Questa sezione fornisce informazioni specifiche su Fedora e la piattaforma hardware x86.
Per poter usare funzionalità specifiche di Fedora 10 durante o dopo l'installazione, potrebbe essere necessario conoscere le caratteristiche di altri componenti hardware, come schede video e di rete.
Le seguenti specifiche di CPU usano come termine di paragone i processori Intel. Altri processori - come quelli di AMD, Cyrix e VIA - compatibili ed equivalenti ai seguenti processori Intel, possono essere utilizzati con Fedora.
Fedora 10 richiede un processore Intel Pentium o superiore, ed è ottimizzata per i processori Pentium 4 o superiori.
Raccomandato per la modalità testo: 200 MHz classe Pentium o superiore
Raccomandato per la modalità grafica: 400 MHz classe Pentium II o superiore
RAM minima per la modalità testo: 128MiB
RAM minima per la modalità grafica: 192MiB
RAM consigliata per la modalità grafica: 256MiB
L'installazione completa dei pacchetti da DVD può occupare oltre 9 GB di spazio disco. La grandezza finale è interamente determinata dalla spin prescelta e dai pacchetti selezionati per l'installazione. Altro spazio del disco è necessario durante l'installazione per il supporto dell'ambiente d'installazione. Questo spazio aggiuntivo corrisponde alla dimensione del file /Fedora/base/stage2.img più la dimensione dei file in /var/lib/rpm sul sistema installato.
In termini pratici, i requisiti di spazio del disco aggiuntivo possono variare da 90MiB per un'installazione minima ad un massimo di 175MiB per una installazione più grande.
Ulteriore spazio sarà necessario per i dati utente; inoltre, almeno il 5% di spazio libero dovrà essere riservato affinché il sistema funzioni correttamente.
Questa sezione fornisce informazioni specifiche su Fedora e la piattaforma hardware x86_64.
Per poter usare funzionalità specifiche di Fedora 10 durante o dopo l'installazione, potrebbe essere necessario conoscere le caratteristiche di altri componenti hardware, come schede video e di rete.
RAM minima per la modalità di testo: 256MiB
RAM minima per la modalità grafica: 384MiB
RAM consigliata per la modalità grafica: 512MiB
L'installazione completa dei pacchetti da DVD può occupare oltre 9 GB di spazio disco. La grandezza finale è interamente determinata dalla spin prescelta e dai pacchetti selezionati per l'installazione. Altro spazio del disco è necessario durante l'installazione per il supporto dell'ambiente d'installazione. Questo spazio aggiuntivo corrisponde alla dimensione del file /Fedora/base/stage2.img più la dimensione dei file in /var/lib/rpm sul sistema installato.
In termini pratici, i requisiti di spazio del disco aggiuntivo possono variare da 90MiB per un'installazione minima ad un massimo di 175MiB per una installazione più grande.
Ulteriore spazio sarà necessario per i dati utente; inoltre, almeno il 5% di spazio libero dovrà essere riservato affinché il sistema funzioni correttamente.
Questa sezione fornisce informazioni specifiche su Fedora e la piattaforma hardware PPC (Power PC).
CPU Minima: PowerPC G3 / POWER3
Fedora 10 supporta la generazione New World di Apple Power Macintosh, venduti a partire dal 1999. Anche se le macchine della generazione Old World potrebbero funzionare, esse richiedono un bootloader speciale non incluso nella distribuzione Fedora. Altresì, Fedora è stata installata e testata su macchine POWER5 e POWER6.
Fedora 10 supporta anche macchine Cell Broadband Engine e pSeries.
Fedora 10 supporta anche la PlayStation 3 di Sony e gli elaboratori Genesi Pegasos II ed Efika.
Fedora 10 include il nuovo supporto hardware per le macchine P.A. Semiconductor 'Electra'.
Fedora 10 include anche il supporto per le workstation Terrasoft Solutions powerstation.
Raccomandati per la modalità testo: G3 a 233 MHz o superiori, 128MiB di RAM.
Raccomandati per la modalità grafica: G3 a 400 MHz o superiori, 256MiB di RAM.
L'installazione completa dei pacchetti può occupare oltre 9 GB di spazio del disco. La grandezza finale è interamente determinata dalla spin prescelta e dai pacchetti selezionati per l'installazione. Spazio del disco aggiuntivo è necessario durante l'installazione per il supporto dell'ambiente d'installazione. Questo spazio aggiuntivo corrisponde alla dimensione del file /Fedora/base/stage2.img (sul Disco 1 d'installazione) più la dimensione dei file in /var/lib/rpm sul sistema installato.
In termini pratici, la richiesta di spazio disco aggiuntivo può variare da 90MiB per un'installazione minima ad un massimo di 175MiB per l'installazione massima.
Ulteriore spazio è richiesto per i dati utente; inoltre, almeno il 5% di spazio libero dovrà essere riservato affinché il sistema funzioni correttamente.
Dopo una breve sperimentazione con pagine da 64KiB in Fedora Core 6, il kernel PowerPC64 è stato riportato alle pagine da 4KiB. Il programma d'installazione dovrebbe riformattare qualsiasi partizione di swap automaticamente durante l'aggiornamento.
Il tasto Option sui sistemi Apple è equivalente al tasto Alt sui PC. Dove la documentazione o il software d'installazione si riferiscono al tasto Alt, si usi il tasto Option. Per alcune combinazioni di tasti si potrebbe avere bisogno di usare il tasto Option assieme al tasto Fn, come ad esempio Option+Fn+F3 per passare al terminale virtuale tty3.
Il Fedora Installation Disc 1 è avviabile sull'hardware supportato. E' inoltre disponibile un'immagine di CD avviabile nella directory images/ di questo disco. Queste immagini si comportano differentemente a seconda del sistema hardware che si sta utilizzando:
Nella maggior parte delle machine -- Il bootloader avvia automaticamente il programma di installazione appropriato a 32-bit o a 64-bit dal disco di installazione.
64-bit IBM pSeries (POWER4/POWER5/POWER6), i modelli iSeries attuali -- Dopo aver utilizzato OpenFirmware per avviare il CD, il bootloader, yaboot avvierà automaticamente il programma di installazione a 64-bit.
IBM "Legacy" iSeries (POWER4) -- Chiamati modelli "Legacy" iSeries, che non usano OpenFirmware, richiedono l'uso dell'immagine di avvio che si trova nella directory images/iSeries dell'albero di installazione.
Genesi Pegasos II / Efika 5200B -- Il kernel di Fedora supporta sia i Pegasos che gli Efika senza la necessità di utilizzare il "Device Tree Supplement" da powerdeveloper.org. Tuttavia, la mancanza di supporto completo per ISO9660 nel firmware significa che l'avvio da yaboot dal CD non è possibile. Avviare invece l'immagine 'netboot', sia dal CD che dalla rete. A causa della grandezza dell'immagine, si dovrà impostare la variabile del firmware load-base per caricare i file in un indirizzo alto tipo 32MiB invece del predefinito 4MiB:
setenv load-base 0x2000000
Al prompt di OpenFirmware, digitare il seguente comando per avviare l'aggiornamento Efika, se necessario o l'immagine netboot dal CD:
boot cd: /images/netboot/ppc32.img
O dalla rete:
boot eth ppc32.img
Sarà necessario configurare manualmente OpenFirmware per rendere avviabile il sistema Fedora appena installato. Impostare correttamente le variabili d'ambiente boot-device e boot-file per caricare yaboot dalla partizione /boot. Ad esempio, un installazione predefinita potrà richiedere quanto segue:
setenv boot-device hd:0 setenv boot-file
/yaboot/yaboot setenv auto-boot? true
PA Semi Electra -- Il firmware Electra non supporta ancora yaboot; per eseguire l'installazione su Electra, è possibile avviare l'immagine netboot ppc64.img. Dopo l'installazione, si dovrà configurare manualmente il firmware per caricare il kernel installato e l'initrd dalla partizione /boot. Fare riferimento alla documentazione del firmware per ulteriori dettagli.
Per maggiori informazioni consultare la documentazione del firmware.
Sony PlayStation 3 -- Per l'installazione su PlayStation 3, si aggiorni innanzitutto il firmware alla versione 1.60 o successiva. Il boot loader "Other OS" deve essere installato nella flash, seguendo le istruzioni disponibili su http://www.playstation.com/ps3-openplatform/manual.html. Una immagine del boot loader adatta si può trovare sul CD "ADDON" di Sony, disponibile su ftp://ftp.kernel.org/pub/linux/kernel/people/geoff/cell/.
Una volta installato il boot loader, la PlayStation 3 dovrebbe essere in grado di avviarsi dal media di installazione di Fedora. Si noti che l'installazione di rete è più efficiente usando NFS, poiché impiega meno memoria dei metodi FTP o HTTP. Usando l'opzione si riduce ulteriormente l'ammontare della memoria impiegata dal programma di installazione.
Per ottenere maggiori informazioni su Fedora e PlayStation3 o su Fedora per PowerPC in generale, partecipate alla mailing list di Fedora-PPC (http://lists.infradead.org/mailman/listinfo/fedora-ppc) o al canale #fedora-ppc su FreeNode (http://freenode.net/.)
Avvio della rete -- Le immagini combinate contenenti il kernel di installazione ed il ramdisk si trovano nella directory images/netboot/ dell'albero di installazione. Queste immagini sono state create per il boot di rete con TFTP, ma possono anche essere utilizzate per altri scopi.
Il loader yaboot supporta l'avvio TFTP per IBM pSeries ed Apple Macintosh. Il Fedora Project incoraggia l'uso di yaboot rispetto alle immagini netboot.
Il pacchetto ppc64-utils è stato suddiviso in pacchetti individuali per riflettere la pacchettizzazione dell'upstream (ps3pf-utils, powerpc-utils, powerpc-utils-papr.) Nonostante il comando mkzimage non sia più fornito, è possibile utilizzare lo script wrapper del pacchetto kernel-bootwrapper:
wrapper -i initrd-${KERN_VERSION}.img -o
zImage-${KERN_VERSION}.img vmlinuz-${KERN_VERSION}
Questa sezione contiene informazioni relative all'implementazione del sistema X.org, distribuito con Fedora.
Fedora 10 utilizza il driver di input
evdev
come driver per mouse e tastiera standard per il server X. Questo driver interagisce con HAL in modo da fornire una configurazione persistente per ogni dispositivo, permettendone l'aggiunta o la rimozione durante l'esecuzione.
Fare riferimento alla pagina dei driver di terze-parti Xorg per le linee guida dettagliate sull'uso di driver video di terze-parti.
http://who-t.blogspot.com/2008/07/input-configuration-in-nutshell.html -- Configurazione di evdev.
Fedora 10 include numerosi aggiornamenti per la procedura di avvio, tra cui le modifiche che permettono un tempo di avvio più rapido e quelle relative all'avvio tramite una interfaccia grafica.
Il menu di GRUB non viene più visualizzato al momento dell'avvio, ad eccezione dei sistemi dual-boot. Per visualizzare il menu di GRUB, mantenere premuto il tasto Shift prima del caricamento del kernel. (A tale proposito è possibile premere qualsiasi altro tasto ma Shift è quello più sicuro.)
Plymouth è il nuovo sistema d'avvio grafico introdotto con Fedora 10.
L'aggiunta di rhgb sulla linea di comando di grub indica a Plymouth di caricare il plugin appropriato per l'hardware.
Per un miglior funzionamento della schermata di avvio grafico presente in Plymouth, sarà necessario l'utilizzo di driver modesetting del kernel. Al momento non sono disponibili i driver modesetting del kernel per tutti gli hardware. Per visualizzare la grafica senza i driver aggiungere vga=0x318 alla linea di comando kernel di grub. Così facendo verrà utilizzato vesafb, il quale non darà necessariamente una risoluzione nativa per uno schermo piatto, e potrebbe causare interazioni strane con X. Senza i driver modesetting del kernel o vga=0x318, Plymouth utilizza un semplice ma funzionale plugin basato sul testo.
Attualmente solo gli utenti Radeon R500 e versioni più recenti possiedono come impostazione predefinita il kernel modesetting. Al momento si stà lavorando per fornire il modesetting anche a R100 e R200. In aggiunta, i driver modesetting del kernel per Intel sono in via di sviluppo, e non abilitati come impostazione predefinita.
I driver modesetting del kernel sono ancora in via di sviluppo. Se durante il processo d'avvio verrà visualizzata una schermata nera o senza alcuna immagine, aggiungere nomodeset al prompt d'avvio del kernel in grub, per disabilitare il modesetting.
Plymouth nasconde i messaggi d'avvio. Per visualizzare i suddetti messaggi premere Esc durante il processo d'avvio, oppure è possibile visualizzarli in /var/log/boot.log dopo tale processo. In alternativa rimuovere rhgb dalla linea di comando del kernel, così facendo plymouth mostrerà tutti i messaggi d'avvio. È inoltre presente una icona di stato sulla schermata di login per visualizzare i messaggi d'avviso relativi al processo d'avvio.
Grazie ad alcuni miglioramenti del processo di inizializzazione, il processo di avvio di Fedora 10 è più veloce.
Readahead viene eseguito in parallelo con il processo d'avvio.
Udev potrebbe sembrare più lento ma in realtà readahead legge in background tutti i buffer del disco necessari per il processo d'avvio, velocizzando così l'intero processo. La creazione dell'elenco dei file di readahead viene fatto ogni mese e può essere attivato maualmente modificando /.readahead_collect. Il file di configurazione /etc/sysconfig/readahead può essere modificato in modo da disabilitare readahead-collector e/o readahead.
Kernel modesetting (KMS) può essere abilitato o disabilitato per default nel driver DRM e può essere abilitato o disabilitato al momento dell'avvio.
Sia Plymouth che i driver DDX rilevano la presenza di KMS e del suo stato. Se risulta presente ed abilitato, sia Plymouth che i driver DDX ne potranno trarre dei vantaggi.
Se KMS non è presente o se presente ma risulta disabilitato, Plymouth mostrerà automaticamente la schermata d'avvio di testo, ed il driver DDX eseguirà automaticamente il modesetting nello spazio utente.
Permette di cambiare utente più velocemente, di cambiare server X in modo trasparente e di poter ottenere schermate di errore in modalità grafica.