Anaconda è il nome del programma di installazione di Fedora. Questa sezione descrive le problematiche relative ad Anaconda (il programma di installazione di Fedora Core) ed all'installazione di Fedora Core 6.
![]() | Scaricare files di grandi dimensioni |
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Se si intende scaricare l'immagine ISO DVD di Fedora Core 6, si tenga a mente che non tutti gli strumenti di download file possono scaricare files più grandi di 2GiB. |
Anaconda controlla l'integrità dei media d'installazione per impostazione predefinita. Questa funzione può essere utilizzata con i metodi di installazione CD, DVD, hard drive ISO, e NFS ISO. Il Fedora Project raccomanda di eseguire il test di tutti i media prima di cominciare il processo d'installazione, e prima di inviare qualsiasi segnalazione d'errore inerente l'installazione. Molti degli errori inviati sono attualmente causati da CD masterizzati inappropriatamente. Per usare questo test, scrivere linux mediacheck nel boot: prompt all'inizio dell'installazione.
La funzione mediacheck è molto sensibile, e può ritenere errati alcuni dischi utilizzabili. Questo risultato è spesso causato dal software di scrittura del disco che non include il padding quando vengono creati dischi dai files ISO. Per ottenere i migliori risultati con mediacheck, eseguire l'avvio con la seguente opzione:
linux ide=nodma
Dopo aver completato la funzione mediacheck con successo, si riavvii per ripristinare la modalità DMA al suo stato normale. Su molti sistemi questo porta ad un processo di installazione da disco più veloce. E' possibile saltare l'opzione mediacheck al riavvio.
Usare l'utilità sha1sum per verificare i dischi prima di portare a termine un installazione. Questo test identifica accuratamente i dischi che non sono validi o identici ai files immagine ISO.
![]() | BitTorrent verifica automaticamente l'integrità dei files |
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Se si usa BitTorrent, qualsiasi file scaricato è automaticamente validato. Se è scaricato completamente un file, non si ha bisogno di testarlo. Comunque, una volta masterizzato il CD, si dovrà usare ancora |
Si potrebbe effettuare dei test sulla memoria prima di installare Fedora Core immettendo memtest86 al boot: prompt. Questa opzione eseguirà l'avvio esclusivo del software di testing della memoria Memtest86 invece di Anaconda. Le verifiche di Memtest86 continuano fino a che il tasto Esc non viene premuto.
![]() | Disponibilità di Memtest86 |
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Eseguire il boot dal primo disco d'installazione o da un CD di ripristino per usare questa caratteristica. |
Fedora Core 6 supporta installazioni grafiche FTP ed HTTP. Comunque, l'immagine d'installazione deve essere contenuta in RAM o apparire su uno storage locale come l'Installation Disc 1. Perciò solo i sistemi con più di 192MiB di RAM od i sistemi avviati dall'Installation Disc 1, possono usare l'installer grafico. I sistemi con 192MiB di RAM o inferiore verranno portati ad usare l'installer testuale automaticamente. Se si preferisce usare il programma d'installazione testuale, scrivere linux
text nel boot: prompt.
Anaconda ora ha la caratteristica di installare pacccheti da Fedora Extras o qualsiasi altro repositorio software yum-compatibile. Fedora Extras è disponibile per impostazione predefinita nelle installazioni interattive con connettività di rete.
![]() | Supporto repositori yum |
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Solo i repositori HTTP ed FTP sono supportati; repositori su CDs o NFS non sono attualmente supportati. |
E' possibile utilizzare l'installer per generare un Live CD per Kadischi. Fare riferimento a http://fedoraproject.org/wiki/Kadischi/ per maggiori dettagli.
Anaconda usa SquashFS per comprimere ed salvare i pacchetti sulle immagini.
Anaconda supporta ora l'installazione usando IPv6.
Anaconda supporta ora l'installazione da periferiche di massa FireWire ed USB.
Il backend di Anaconda's, yum, è aggiornato alla 2.9.x.
Il programma d'installazione fornisce supporto avanzato per l'architettura ppc64.
L'installer supporta ora i sistemi Apple Macintosh con processori Intel.
L'installer supporta ora il multipathing.
Le fonts vera sono state ritirate e sostituite dalle DejaVu per impostazione predefinita per l'installer.
L'installer è ora tradotto in Greco, Kannada, Malayalam, Marathi ed Oriya.
Tre nuove keywords kickstart sono state aggiunte.
repo --name=<repoid> [--baseurl=<url>|--mirrorlist=<url>repo specifica repositori di pacchetti aggiuntivi da usare per l'installazione. baseurl specifica l'URL per il repositorio, mentre mirrorlist specifica un elenco dei mirrors. Una e solo una di queste opzioni può essere specificata per definizione del repositorio.
services [--disabled=<list>] [--enabled=<list>] services modifica il il gruppo di servizi predefiniti che sono avviati nel rulnevel presefinito. enabled e disabled prendono elenchi separati da virgole, con enabled i servizi prendono priorità.
user --name=<username> [--groups=<list>]
[--homedir=<homedir>] [--password=<password>] [--iscrypted]
[--shell=<shell>] [--uid=<uid>] user crea un nuovo utente con i parametri specificati. name è richiesto; tutti gli altri parametri sono opzionali.
Molta documentazione su kickstart è disponibile nel pacchetto anaconda. Per installarla, eseguire il comando su -c 'yum install anaconda' e leggere il file /usr/share/doc/anaconda*/kickstart-docs.txt mer ulteriori informazioni.
Alcuni portatili Sony VAIO potrebbero avere dei problemi installando Fedora Core da CD-ROM. Se ciò accade, riavviare il processo d'installazione ed aggiungere la seguente opzione nella linea di comando di boot:
pci=off ide1=0x180,0x386
L'installazione procederà normalmente, e qualsiasi periferica non riconosciuta verrà configurata al primo avvio di Fedora Core.
Non tutti i controllers RAID IDE sono supportati. Se il controller RAID non è ancora supportato da dmraid, si potrebbero combinare i dischi in un array RAID configurando il Linux software RAID. Per i controllers supportati, si configuri la funzionalità RAID nel BIOS del computer.
Alcuni servers con molteplici interfacce di rete potrebbero non assegnare eth0 alla prima interfaccia di rete come riconosciuto dal BIOS, il che può causare che l'installer tenti di usare un interfaccia di rete differente da quella usata da PXE. Per cambiare questo comportamento, usare quanto segue nei files di configurazione in pxelinux.cfg/*:
IPAPPEND 2 APPEND ksdevice=bootif
Le opzioni di configurazione sopraelencate causano all'installer di usare la stessa interfaccia di rete usata dal BIOS e PXE. E' possibile inoltre usare la seguente opzione:
ksdevice=link
Questa opzione causa all'installer di usare il primo dispositivo di rete che trova collegato ad uno switch di rete.
Fare riferimento a http://fedoraproject.org/wiki/DistributionUpgrades per dettagliate raccomandate procedure per l'aggiornamento di Fedora.
In generale, le installazioni fresche sono raccomandate rispetto agli aggiornamenti, particolarmente per i sistemi che includono software di repositori di terze parti. Pacchetti di terze parti rimanenti da installazioni precedenti, potrebbero non funzionare come ci si aspetta su un sistema Fedora aggiornato. Se si decide di eseguire comunque un aggiornamento, le seguenti informazioni potranno essere d'aiuto.
Prima di aggiornare, si esegua il back up completo del sistema. In particolare, si preservino /etc, /home, e possibilmente /opt e /usr/local se li sono installati pacchetti personalizzati. Si potrebbe usare un approccio multi-boot con un "clone" della vecchia installazione su partizione(i) alternativa(e) come fallback. In quel caso, creando un media di avvio alternativo tipo un floppy GRUB.
![]() | Backup della configurazione del sistema |
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Il backup delle configurazioni in |
Dopo aver completato l'aggiornamento, eseguire il comando:
rpm -qa --last > RPMS_by_Install_Time.txt
Ispezionare la fine dell'output per quei pacchetti con data antecedente l'aggiornamento. Rimuovere o aggiornare questi pacchetti dal repositorio di terze parti, od altrimenti lavorarci su come necessita.