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Memoria esterna

Stratis 2.1.0

L’ultima versione dell’utility di gestione dello storage locale Stratis supporta ora la crittografia per singolo pool dei dispositivi che compongono il data tier del pool stesso. È possibile crittografare il pool o attivare i singoli dispositivi crittografati del pool utilizzando una chiave nel portachiavi (keyring) del kernel.

Il demone `stratisd`versione 2.1.0 fornisce le seguenti nuove interfacce D-Bus:

  • org.storage.stratis2.manager.r1: fornisce un metodo `CreatePool`esteso per supportare un argomento opzionale per la crittografia. Inoltre, fornisce una serie di metodi per la gestione delle chiavi.

  • org.storage.stratis2.pool.r1 - Supporta l’inizializzazione esplicita di un livello cache (cache tier). Inoltre, supporta una nuova proprietà Encrypted.

  • org.storage.stratis2.FetchProperties.r1- Supporta una proprietà aggiuntiva HasCache.

  • Supporta un insieme di report ad-hoc su Stratis. L’interfaccia e i nomi tramite cui è possibile accedere ai report non sono stabili. Ogni report è fornito esclusivamente in formato JSON.

L’utility da riga di comando stratis`versione 2.1.0 richiede `stratisd`della medesima versione. Gli utenti possono riscontrare le seguenti modifiche in `stratis:

  • Il comando per la creazione dei pool ora consente anche la crittografia.

  • Nuovo comando init_cache per l’inizializzazione di una cache del pool.

  • `key`è un nuovo sottocommando per le attività di gestione delle chiavi.

  • report`è un nuovo sottocomando per visualizzare i report generati da `stratisd.

  • L’output del comando pool list include ora una colonna Properties. Ogni voce in questa colonna è una stringa che codifica le seguenti proprietà del pool:

    • Presenza o meno di una cache.

    • Che sia crittografato o meno.

  • Tutti i comandi ora verificano che stratis comunichi con una versione compatibile di stratisd. Se la versione di `stratisd`è incompatibile, stratis fallirà restituendo un errore appropriato.

Di seguito sono riportati i dettagli di implementazione significativi:

  • Ogni dispositivo a blocchi nel livello dati (data tier) di un pool crittografato viene cifrato con una Media Encryption Key (MEK) distinta e scelta casualmente al momento dell’inizializzazione.

  • "Tutti i dispositivi appartenenti a un singolo pool crittografato condividono un’unica passphrase, che viene fornita tramite il keyring del kernel.

  • Questo rilascio richiede l’utility `cryptsetup`in versione 2.3.

Installare gli stessi pacchetti per la versione attuale predefinita:

Lo Storage Instantiation Daemon (SID) fornisce un’infrastruttura a livello di sistema per gestire agevolmente gli eventi relativi ai dispositivi di archiviazione, utilizzando moduli forniti da altri sviluppatori.

Fedora 33 introduce un pacchetto con SID. Inizialmente, questo demone sarà disabilitato per impostazione predefinita e fornirà funzionalità limitate. Ulteriori aggiornamenti di Fedora ne potenzieranno le funzionalità.

Il tema generale che attraversa i vantaggi di questo aggiornamento di Fedora è la centralizzazione delle soluzioni che affrontano i problemi di archiviazione con udev.

Questo cambiamento apporta i seguenti vantaggi:

  • Identificazione di specifici dispositivi di archiviazione Linux e delle relative dipendenze

  • Raccolta di informazioni e tracciamento dello stato

  • Infrastruttura centrale per l’elaborazione degli eventi di storage

  • Miglioramento del riconoscimento degli eventi di memorizzazione e delle relative sequenze

  • Soluzione centralizzata per azioni ritardate su dispositivi di archiviazione e gruppi di dispositivi

  • Un’unica nozione di prontezza del dispositivo (device readiness) condivisa tra i vari sottosistemi di archiviazione

  • Rispetto al database tradizionale di udev, le nuove implementazioni offrono possibilità avanzate per l’archiviazione e il recupero di record relativi ai dispositivi di storage. Questo miglioramento è fondamentale per gestire la complessità dei moderni sistemi di archiviazione (come NVMe, storage a più livelli o configurazioni RAID software avanzate).

  • Soluzione centralizzata per la pianificazione di trigger con azioni associate definite su gruppi di dispositivi di archiviazione

  • Supporto diretto per il raggruppamento generico dei dispositivi

Il servizio dmraid-activation.service non dipende più da systemd-udev-settle.service

Il pacchetto dmraid è necessario per supportare i set RAID (Redundant Array of Independent Disks) basati su firmware di sistemi non Intel®; Fedora supporta tali set RAID solo se sono già stati configurati nel BIOS durante l’installazione del sistema operativo.

"Il pacchetto dmraid fornisce il servizio dmraid-activation.service, il quale richiedeva systemd-udev-settle.service (un servizio ormai obsoleto nell’installazione predefinita di Fedora). Il servizio systemd-udev-settle.service attendeva a lungo il rilevamento di tutti i dispositivi; di conseguenza, l’avvio del sistema risultava significativamente prolungato

Per risolvere questo problema,`dmraid-activation.service`e ora si disabilita automaticamente se non vengono rilevati set RAID supportati al primo avvio del servizio.

Fedora Workstation ora utilizza Btrfs come impostazione predefinita

Lo schema di partizionamento predefinito su Fedora Workstation utilizza ora Btrfs. Per ulteriori informazioni, consulta Modifiche a livello di distribuzione.